Occorre reagire

Il partito si scioglie verso Sinistra e Libertà

Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il Partito Socialista lentamente scivola verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.

Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare in termini elettorali o di sviluppare sul piano storico e ideologico un’offensiva nei confronti dei milioni di elettori di origine e radice socialista che stazionano nell’area moderata del paese, esaurita insomma l’ambizione che fu per un tratto l’obiettivo della ritrovata unità organizzativa e politica nel seno della diaspora socialista la strategia politica del Ps si è sviluppata in modo frenetico e casuale complice lo sbarramento elettorale che ha condotto forze anche vistosamente dissimili a convergere prima su una lista elettorale e poi nel tentare di dare vita ad un progetto politico comune.

Il Partito, perché sullo sfondo inevitabilmente il progetto di federazione non potrà che svilupparsi conseguentemente in un Partito, consta di quattro anime distinte: quella più rappresentativa e consistente è quella rappresentata da Nichi Vendola  l’uomo politico cresciuto a “pane, chiesa e comunismo”, alle prese con la difficile gestione della crisi della regione pugliese esplosa negli ultimi mesi ha sviluppato da leader una campagna elettorale concentrandosi sui miasmi dell’ultima scissione della sinistra italiana avvenuta qualche mese fa fra i nipotini di Bertinotti, un serrato scontro fra l’area della sinistra di governo e fra i nostalgici del partito di lotta guidati curiosamente dall’unico ex ministro di Rifondazione Comunista.

Vi fa parte l’area della sinistra democratica guidata da Fava, uno spezzone ds che ha rifiutato la svolta democratica in nome di una coerente attaccamento al suffisso “sinistra” che rappresenta l’area irriducibile del comunismo democratico e giustizialista che non ha trovato spazio nella nuova formazione di Veltroni né si è resa disponibile per una confluenza nel partito di Di Pietro ritenuto non sufficientemente in sintonia con la storia del movimento operaio, anche se va detto, l’Idv ha dilagato elettoralmente proprio nei settori legati alla storia ed alle radici più giustizialiste e berlingueriane del vecchio Pci.

Vi partecipa il movimento verde rappresentato dalla sua area più europeista ma anche da quella più anti-sviluppista, il partito dei verdi italiani è quello che ha avuto meno fortuna in tutta Europa proprio perché ha mantenuto una radice ideologica di partenza che lo ha relegato nei settori più radicali della sinistra, mentre, al contrario avanza in tutto il vecchio Continente una richiesta di maggiore capacità di dare risposte politiche e sociali alla questione ambientale che è ormai trasversale alle categorie della politica classica, d’altronde i partiti settoriali nella semplificazione della politica e delle leggi elettorali rischiano di venire assorbiti e di perdere la propria identità, questione questa alla quale, non senza ragione, i verdi mantengono una riserva potendo contare nel vecchio continente su una grande famiglia politica oggi addirittura in crescita in tanti paesi.

Poi ci siamo noi, ciò che resta della esperienza più recente del socialismo italiano, un saldo elettorale tragico alle ultime elezioni politiche, una diaspora nella diaspora di tanti militanti e dirigenti, un’anomalia nell’Europa continentale dove le socialdemocrazie pur essendo entrate sul piano elettorale e strategico mantengono tuttavia saldo il loro ruolo politico nelle società moderne ed avanzate nonostante sul piano ideologico cresce in modo costante l’esigenza di sviluppare un robusto revisionismo socialista che determini ad oltre un secolo dalla nascita del movimento internazionale una capacità di svolta programmatica ed ideologica sapendo che non è più il socialismo democratico il motore del mondo del progresso e che inevitabilmente la contaminazione con altre esperienze si renderà inevitabile, come dimostra la brillante ascesa al potere di Barack Obama negli Stati uniti in America che ha adottato tanta parte, non tutta, della vulgata politica maturata nel vecchio continente dentro le famiglie progressiste.

Chi pensa di mescolare in un cocktail queste vistose differenze e latenti incompatibilità rischia di non vedere tutte le ovvie  anomalie del caso italiano, anzi  ne vuole perpetuare gli effetti rendendosi complice non comprendendo quanto sia il bisogno inespresso di una nuova forza progressista Socialista e Democratica che si riappropri della sua funzione in tempi d crisi della democrazia politica, in tempi di crisi economica.

Non rendendosi conto che la Storia non si può stravolgere a proprio consumo si invoca il paragone con Epinay non sapendo che all’epoca fu chiara la linea di demarcazione e la frattura dal mondo comunista, come altrettanto chiara fu la scelta e l’indirizzo verso un orizzonte di un socialismo possibile assemblando tutte le aree politiche progressiste del Socialismo Francese, ma Vendola, con rispetto, non è Francois Mitterand e la vicenda politica del socialismo italiano può e deve poter avere una prospettiva meno angusta dell’unità delle sinistre arcobaleno e dei socialisti riformisti e democratici.

Il progetto che ha già avuto il suo battesimo alle recenti elezioni europee punta diritto a quelle regionali, naturalmente ad esso non tutte le aree socialiste vi aderiranno.

Ci può essere una politica che affronta a viso aperto questa ennesima rinuncia socialista, c’è una politica del lento e triste abbandono, c’è chi non si risparmia nell’antico rito del settarismo (recente vittima Gianni de Michelis) e ci può essere in ultima analisi un concreto ripensamento.

Penso sia venuto il momento di reagire a questo stato di cose e che un’iniziativa politica sia da assumere non ritenendo un obiettivo politico di fondo per i socialisti italiani quello di dare vita ad un ristretto e disomogeneo cartello di forze politiche di ispirazione vendolista.

Credo che socialist possa contribuire ad una seria e costruttiva discussione.

Foto di miss_blackbutterfly


(2 luglio 2009)

58 Commenti su “Il partito si scioglie verso Sinistra e Libertà”

  1. Stefano scrive:

    Il partito socialista ERA un partito..
    Oggi, il partito socialista NON SONO niente!
    Nenache aderendo ad un “cartello elettorale” (come molti hanno definito Sinistra e Libertà) si è riusciti a raggiungere il 4 %…!!!!
    Allora.. rispondiamo ad una domanda:
    vogliamo una poltrona o vogliamo fare Politica!!??
    Se vogliamo una poltrona allora il PS può confluire nel PD o nell’UDC, o perchè no (a questo punto..!!??) nel Pdl
    Se vogliamo fare politica, caro Bobo, dobbiamo poter credere in quello che facciamo!!!
    Vendola è oggi la persona più autorevole e credibile dello scenario politico italiano!
    Invoco e chiedo a tutti di leggere i suoi discorsi, di sentirlo e studiare cosa sta faceno in e della Puglia!!!
    Smettiamo di essere miopi! Parliamo di fatti e di politica!
    Sinistra e libertà!

  2. raffaele scrive:

    penso che Vendola sia una brava persona ma da socialista non ho mai condiviso moltissime delle sue proposte
    siamo socialisti e abbiamo imparato a far valere le nostre idee e soprattutto a metterle in pratica
    dal partito di Vendola ho letto e sentito soltanto proposte e subito dopo altre, come una continua utopia
    mettersi insieme al partito di Vendola è l’ultima cosa che avrei pensato che facesse il mio PSI
    ma forse è come dicono tanti compagni, il mio PSI è ormai in mano ai soli dirigenti che sembra vadano dovunque si rimanga dirigenti e anche il partito comunista forse darà questa garanzia
    saluti
    un socialista da tanti anni

  3. LUCA BIAGINI scrive:

    L’ANALISI DEL COMPAGNO CRAXI E’ LA REALTA’ DI QUELLO CHE ACCADE AL PARTITO SOCIALISTA.
    IL SOCIALISTA CLANDESTINO DA LUI IDEATO E’ UN VALIDO STRUMENTO DI DISCUSSIONE PER TUTTE LE PERSONE PER ELABORARE STRATEGIE CHE POSSANO RILANCIARE NEL PAESE UNA FORZA SOCIALISTA.LEGGENDO ALCUNI COMMENTI, VE NE E’ UNA CHE SECONDO ME E’ IMPORTANTE PER TUTTI I SOCIALISTI, L’IDEA DI ZAVETTIERI SEGRETARIO DE “I SOCIALISTI” CHE LANCIA LA PROPOSTA DI UNA CONVENTION APERTA A TUTTE LE ANIME DEL SOCIALISMO RIFORMISTA, SPERO CHE ANCHE BOBO CRAXI NE PRENDA PARTE.

  4. Conte Domenico scrive:

    Cari compagni nella piccola realtà in cui vivo,S:Pancrazio Sal.(BR),da anni mi batto affinchè un progetto socialista si affermi.Ho avuto ospiti il compagno Bobo,Sollazzo ,alle ultime provinciali,Marzo ed altri.Il giorno in cui si é dato fine alla diaspora,mi sono sentito rinascere ed orgoglioso di non avere mai ceduto alla tentazione di scorciatoie.Sono stato entusiasta del progetto di S.L. e come dice Nencini una volta depurato dal paracomunismo,si potrebbe tentare ad un progetto di socialismo europeo.Vi sarei grato assieme a tanti compagni che credono nel P.S. di non spegnere questa fiammella e non riaprire dibattiti se i socialisti stanno a destra o sinistra in quanto per me i socialisti sono la sinistra.Fraterni saluti.

  5. giovanni da napoli scrive:

    molte cose ci dividono da quelli di SeL:
    comunque, meglio che con quei paranoici del PD, un partito abitato da vecchi bugiardi ( con sè stessi oltrev che con gli altri) della vecchia burocrazia PCI. gente senza identità e senza autostima ma pieni di arroganza: Le recenti uscite di quel chierichetti di Veltroni sono signoificative: 2La dertiva socialista è suicidio2 afferma lo sciocco: come se la palude comunista fosse tutta salute (!). Come si può stare con questi cialtroni? Che vadano al diavolo! tanto la loro estinzione è, nonostante la sua lentezza, inevitabile: sanno solo accoltellare i loro partner, così si sentono più vivi. forse dialogare con SeL è difficile ma può essere un percors:l’importante è discutere molto e con umiltà fra noi, ritrovare la forza delle nostre ragioni e il perchè dei nostri errori.

  6. Brunella scrive:

    Bene, Bobo Craxi.
    Buona giornata.
    Brunella

  7. Giuseppe scrive:

    Per Luca Biagini:

    Zavettieri? no grazie! Noi in Calabria lo conosciamo bene… molto bene.

    In Calabria i socialisti seri, proseguono con in compagni di SeL. é questa la via! con Incarnato.

    http://www.sibari.info/index.php?option=com_content&task=view&id=1506&Itemid=57

  8. silvio brienza scrive:

    Ancora presente questo articolo che è una contraddizione unica dopo che con SEL non si è concluso nulla e Bobo Craxi si è presentato con il PSI alle regionali 2010 ?
    Che senso ha dopo che SEL è sparita da qualsiasi prospettiva socialista ?

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