Ad un anno distanza dal Congresso di Montecatini, il Partito Socialista lentamente scivola verso la costruzione di un nuovo soggetto della politica italiana: Sinistra e Libertà.
Abbandonata l’idea e la linea dell’autonomia politica corsara, della ricostruzione di un rapporto politico con l’area maggioritaria del centro sinistra con la quale si era governato, abbandonata l’ambizione di recuperare in termini elettorali o di sviluppare sul piano storico e ideologico un’offensiva nei confronti dei milioni di elettori di origine e radice socialista che stazionano nell’area moderata del paese, esaurita insomma l’ambizione che fu per un tratto l’obiettivo della ritrovata unità organizzativa e politica nel seno della diaspora socialista la strategia politica del Ps si è sviluppata in modo frenetico e casuale complice lo sbarramento elettorale che ha condotto forze anche vistosamente dissimili a convergere prima su una lista elettorale e poi nel tentare di dare vita ad un progetto politico comune.
Il Partito, perché sullo sfondo inevitabilmente il progetto di federazione non potrà che svilupparsi conseguentemente in un Partito, consta di quattro anime distinte: quella più rappresentativa e consistente è quella rappresentata da Nichi Vendola l’uomo politico cresciuto a “pane, chiesa e comunismo”, alle prese con la difficile gestione della crisi della regione pugliese esplosa negli ultimi mesi ha sviluppato da leader una campagna elettorale concentrandosi sui miasmi dell’ultima scissione della sinistra italiana avvenuta qualche mese fa fra i nipotini di Bertinotti, un serrato scontro fra l’area della sinistra di governo e fra i nostalgici del partito di lotta guidati curiosamente dall’unico ex ministro di Rifondazione Comunista.
Vi fa parte l’area della sinistra democratica guidata da Fava, uno spezzone ds che ha rifiutato la svolta democratica in nome di una coerente attaccamento al suffisso “sinistra” che rappresenta l’area irriducibile del comunismo democratico e giustizialista che non ha trovato spazio nella nuova formazione di Veltroni né si è resa disponibile per una confluenza nel partito di Di Pietro ritenuto non sufficientemente in sintonia con la storia del movimento operaio, anche se va detto, l’Idv ha dilagato elettoralmente proprio nei settori legati alla storia ed alle radici più giustizialiste e berlingueriane del vecchio Pci.
Vi partecipa il movimento verde rappresentato dalla sua area più europeista ma anche da quella più anti-sviluppista, il partito dei verdi italiani è quello che ha avuto meno fortuna in tutta Europa proprio perché ha mantenuto una radice ideologica di partenza che lo ha relegato nei settori più radicali della sinistra, mentre, al contrario avanza in tutto il vecchio Continente una richiesta di maggiore capacità di dare risposte politiche e sociali alla questione ambientale che è ormai trasversale alle categorie della politica classica, d’altronde i partiti settoriali nella semplificazione della politica e delle leggi elettorali rischiano di venire assorbiti e di perdere la propria identità, questione questa alla quale, non senza ragione, i verdi mantengono una riserva potendo contare nel vecchio continente su una grande famiglia politica oggi addirittura in crescita in tanti paesi.
Poi ci siamo noi, ciò che resta della esperienza più recente del socialismo italiano, un saldo elettorale tragico alle ultime elezioni politiche, una diaspora nella diaspora di tanti militanti e dirigenti, un’anomalia nell’Europa continentale dove le socialdemocrazie pur essendo entrate sul piano elettorale e strategico mantengono tuttavia saldo il loro ruolo politico nelle società moderne ed avanzate nonostante sul piano ideologico cresce in modo costante l’esigenza di sviluppare un robusto revisionismo socialista che determini ad oltre un secolo dalla nascita del movimento internazionale una capacità di svolta programmatica ed ideologica sapendo che non è più il socialismo democratico il motore del mondo del progresso e che inevitabilmente la contaminazione con altre esperienze si renderà inevitabile, come dimostra la brillante ascesa al potere di Barack Obama negli Stati uniti in America che ha adottato tanta parte, non tutta, della vulgata politica maturata nel vecchio continente dentro le famiglie progressiste.
Chi pensa di mescolare in un cocktail queste vistose differenze e latenti incompatibilità rischia di non vedere tutte le ovvie anomalie del caso italiano, anzi ne vuole perpetuare gli effetti rendendosi complice non comprendendo quanto sia il bisogno inespresso di una nuova forza progressista Socialista e Democratica che si riappropri della sua funzione in tempi d crisi della democrazia politica, in tempi di crisi economica.
Non rendendosi conto che la Storia non si può stravolgere a proprio consumo si invoca il paragone con Epinay non sapendo che all’epoca fu chiara la linea di demarcazione e la frattura dal mondo comunista, come altrettanto chiara fu la scelta e l’indirizzo verso un orizzonte di un socialismo possibile assemblando tutte le aree politiche progressiste del Socialismo Francese, ma Vendola, con rispetto, non è Francois Mitterand e la vicenda politica del socialismo italiano può e deve poter avere una prospettiva meno angusta dell’unità delle sinistre arcobaleno e dei socialisti riformisti e democratici.
Il progetto che ha già avuto il suo battesimo alle recenti elezioni europee punta diritto a quelle regionali, naturalmente ad esso non tutte le aree socialiste vi aderiranno.
Ci può essere una politica che affronta a viso aperto questa ennesima rinuncia socialista, c’è una politica del lento e triste abbandono, c’è chi non si risparmia nell’antico rito del settarismo (recente vittima Gianni de Michelis) e ci può essere in ultima analisi un concreto ripensamento.
Penso sia venuto il momento di reagire a questo stato di cose e che un’iniziativa politica sia da assumere non ritenendo un obiettivo politico di fondo per i socialisti italiani quello di dare vita ad un ristretto e disomogeneo cartello di forze politiche di ispirazione vendolista.
Credo che socialist possa contribuire ad una seria e costruttiva discussione.
Foto di miss_blackbutterfly
(2 luglio 2009)

grazie Bobo,un’editoriale che ha il pregio di far riflettere,io convinto sostenitore dell’ineluttabilità della scelta di Sinistra e Libertà,non posso non riflettere su quanto hai scritto,mi aiuterà a leggere meglio gli eventi futuri,ma ti assicuro che in me rimane forte l’idea di socialismo,fraterni saluti,Rodolfo Smeraldi
Non riesco a capire perché una tradizione politica con oltre cento anni di storia debba vergognarsi di se stessa e nascondersi dietro a… un orecchino.
Il Socialismo, oggi, vive nel Popolo della Libertà.
Condivido in pieno, tutti sapevano che SeL era un cartello elettorale.
Importante credo sia guidare il PS fuori dal pericoloso abbraccio della sparizione dell’Identità.
Il Socialismo ha storia tradizione e valori per contribuire alla ricostruzione di un’Italia martoriata culturalmente da anni di bipolarismo, ingiustamente lodato quale portatore di rinnovamento rispetto alla democrazia bloccata del pre – 92.
In relatà la logica bipolare ha ridotto la politica italiana ad una guerra personale, fino al gossip piu’ infimo, che ha dequalificato la cultura e lo spirito di una generazione invisibile e saccentemente ignorante.
Oltre a cio’, il bipolarimso di cui sembriamo vittime senza speranza ha allontanato l’Italia da quell’Europa che ne doveva essere il modello. Nel Parlamento italiano non vi sono gli stessi nomi di partito di quello europeo.Non è nominalismo, ma idee ideologie e politiche attuate.
Conservatori Progressisti Liberali Verdi etc si chiamano in Italia PDL PD UDC IDV Lega, fenomeni non chiaramente collocabili, se non per la doppia comune radice culturale: conservatorismo e Tangentopoli.
Che una corrente del malandato PS possa invertire la Storia e cultura di un Paese sull’orlo di una crisi di ripiegamento è utopia. Il Socialismo è anche questo: trasformare l’Utopia in realtà. Avanti!
L’oggi di Luca Bagatin mi sembra confuso,oltre che antistorico ed illogico.
Basti pensare a come il PdL affronta il tema della laicità, per fare soltanto un esempio,oltre che la politica della prolifeazione di reati voluti dall’attuale maggioranza.
Socialismo, a mio parere, è affermare il primato della politica sull’economia, mentre il Pdl ha una concenzione mercantilista ed economicista della società….moltissimo è concesso in nome del profitto e vari sono i tributi dati al demone del successo e del denaro
Concordo con il Compagno Craxi sul fatto che non è possibile far sparire il PSI,che esso, per noi e con noi tutti, debba mantenere una sua identità, certa e netta rispetto ad altro.
Certo è che oggi occorre trovare un cammino comune con altre realtà, come tempo addietro si fece già, più volte con pentapartiti, bipartiti, alleanze etc etc.
La differenza tra allora ed oggi è un 6, dal 16% all’1%, quindi il problema non è con chi andare, il problema, politico è perchè non riusciamo più a crescere, perchè soltanto crescendo in numero e, quindi, in convinzione, riusciremo a far sentire la nostra voce all’interno di qualsivoglia coalizione. Il PS oggi non ha idee nè tantomeno ideologi, non ha più le menti da poter presentare ai media per riconquistare credibilità, c’è ancora tanta benzina, ma non riusciamo a trovare i motori da accendere.
Non stò parlando di segratari, dirigenti o politicanti, ma di una classe intellettuale credibile, capace di raggiungere l’opinione pubblica.
Quindi concludendo trovo inutile, nonchè deleterio, il lamentarsi che si fa in giro, sulla conduzione di un partito che non ha più i pioli ai quali attaccare le giacche, non ha punti di riferimento. Il nostro impegno deve essere quello di ricucire le fila, non quello di tagliare quel poco che rimane.
Il gomitolo è lungo, ne sono certo, dipaniamo la matassa senza tagliuzzarla ala prima difficoltà certi del fatto che tale gomitolo sia fatto di tessuto rosso, che rimanga riconoscibile anche in una trama fatta di verdi, arancioni ed altri colori.
Socialista dal 1972, ho 58 anni, ho sempre votato i rappresentanti del PS all’interno dello schieramento di centro-sinistra. Per capirci ho seguito sempre Boselli ed ora Nencini.Ritengo che le ideologie del XX secolo (socialista, comunista, fascista) siano ormai in soffitta.Fare il discorso “dei socialisti uniti in un unico partito” non ha più senso visto che presentandoci da soli non arriviamo neanche al 4%.Bisogna avere la capacità di elaborare un progetto che si offra al Paese in una coalizione di sinistra. Io non so se può essere sinistra e libertà.Però vi posso dire che qualche cosa si può tentare di fare. Ormai, secondo me, l’idea del Partito Socialista può ritornare come un movimento che si colloca a sinistra e contribuisca all’elezione di rappresentanti, possibilmente nostri, in un centro sinistra puro. Io non sono andato nel PD e penso di non andarci viste le dichiarazioni dei vari Franceschini di turno e della ragazza prodigio Serracchiani.Se devo andare a casa di qualcuno è bene che il padrone di casa almeno mi inviti per fare una chiaccherata, poi si vedrà. Noi socialisti non siamo stati neanche invitati.Penso che questo debba essere il momento della riflessione ed ottime sono quelle come le tue Bobo. Per ora parliamo pacatamente fra noi socialisti, qualche cosa ne verrà fuori.D’altra parte il grande Nenni diceva:Se vai in una piazza a fare un comizio stai sicuro che almeno un socialista ci sarà.
Conosco le posizioni di Bobo e le rispetto. Solo ritengo che il socialismo debba aprire alle istanze di aggregazione a sinistra, contribuendo anche a superare e a risolvere il black-out storico causato dagli errori politici pre e post tangentopoli. Il partito di fatto aveva subito una profonda mutazione genetica. La selezione dal basso dei suoi quadri dirigenti con il metodo meritocratico (grazie ai quali lo stesso Bettino era emerso nonostante l’esiguità della sua corrente di appartenenza) era stato sostituito con quello della capacità di ottenere una più vantaggiosa spartizione possibile del potere per il PSI, con l’aggiunta non secondaria di cospicui ricavati di denaro che affluivano prima al partito centrale e via via sempre più, sotto il diretto controllo di Craxi.
Alle grandi personalità di spessore che provenivano dalla scuola del partito, dal sindacato dalle università, si erano sostituiti avidi ragionieri preoccupati soltanto di competere (come in una azienda) sul piano del potere personale e sulle migliori performances sulla raccolta di finanziamenti illeciti (pure se così facevan tutti)….
Nelle regioni e nelle province si addiveni alla c.d. pax-craxiana dove si lasciavano libertà d’azione ai comitati regionali e alle federazioni, in cambio dell’assoluto silenzio sugli affari nazionali. E anche questa suddivisione di tipo feudale, contribuì non poco alla disfatta socialista al momento della guerra mediatico-giudiziaria che si scatenò.
Fu proprio perchè il partito si era popolato di affaristi, lasciando andar via o non favorendo il ricambio dei politici, che si trovò incapace di reagire risolutamente agli attacchi concentrici di stampa, piazza e procure.
Uno dei migliori collaboratori di Craxi del resto, il barese Rino Formica, già aveva fotografato bene la situazione del PSI alla fine degli anni ‘80, con le sue ormai celebri freddure: “Il convento è povero ma i frati sono ricchi” e riferito all’assemblea nazionale del partito divenuta quella “Dei nani e delle ballerine”.
Nessuno stupore quindi ci deve assalire, quando si sentono e si leggono paralleli tra craxismo e berlusconismo. Un fondo di verità c’è.
Se i socialisti (compreso a maggior ragione Bobo) non faranno un definitivo atto di cesura nei confronti di quelle degenerazioni che portarono il partito degli operai, dei contadini, degli impiegati, dei piccoli artigiani, dei cooperatoti, dei tanti maestri di scuola e dei moltissimi analfabeti senza alcun diritto, a divenire il simbolo (a parziale torto e ragione) della corruzione della I Repubblica (forse proprio perchè dai socialisti, come italiani, non ce lo saremmo mai aspettato) non si potrà MAI superare il dramma dell’esplosione e della successiva diaspora socialista.
Diaspora che si è determinata soprattutto con i militanti e gli elettori del PSI, prima che tra i vari spezzoni più o meno ortodossi in cui si è spezzettato successivamente il suo apparato, atterrito prima dal tintinnar di manette e negli anni successivi, dal terrore di doversi trovare un serio posto di lavoro.
Ecco, il giorno in cui Bobo Craxi riuscirà a dividere le grandi capacità di suo padre come uomo di stato e di governo, dai tragici errori di conduzione del partito, inserendolo in un contesto di sistema colluso con i potentati anti-politici del denaro per il denaro e del potere per il potere, allora forse nascerà un nuovo leader politico, che spero continui a lottare e a soffrire, con la maggioranza dei socialisti (e non mi riferisco all’apparato).
Buona fortuna comunque.
Noi come socialisti ferraresi il 6 e 7 di giugno ci siamo presentati con la nostra faccia di sempre, il nostro simbolo raffigurato da tre garofani. di cui quello centrale di misura inferiore.
Cosa vuol significare, il passato, il presente garofano sconfitto, ma il piccolo garofano sarà il futuro a questo noi lavoriamo altri sono solo degli affaristi a convenienza.
COrdiali saluti
Pasquale Claps
Segretario provinciale
(Socialisti ferraresi per sempre insieme)
quali sono le altrenative a Sinistra e Libertà o come la si vuole chiamare? una nuova Rosa nel pugno? mi pare che Bobo contestasse anche la prima, o sbaglio? forse si allude a un nuovo rapporto con il Pd, più stretto? ma allora era meglio entrare nel Pd… penso che bisogna scommettere su una aggregazione larga che sappia evolversi in senso socialista e riformista, da questo punto di vista Vendola e Bertinotti dovrebbero però fare di più… oppure resta l’Udc, quando leggo e ascolto partito corsaro associo sempre l’Udc, e che novità sarebbe, un patto del camper bonsai con la destra dc come negli anni ‘80?
compagno Craxi grazie per questa ennesima iniziativa Socialista. il 4% si raggiunge sono sempre piu’ convinto stando fra i compagni organizzando sezioni, feste di un rinnovato e autonomo PARTITO SOCIALISTA E CON INIZIATIVE COME LE TUE , sono cosi’ distanti da questo perche’ non sanno ricostruire, noi dobbiamo parlare di lavoro e di lavoratori cosi come di capitalismo socialista ,DOBBIAMO PARLARE ALLA GENTE se e’ un calcolo di interesse allora dobbiamo allearci con il pd che non ha raggiunto il 3 e qualche cosa, ma quanto sappiamo e allora perche non ricostruire non sempre andra’ male, dopo le stagioni fredde arriva inevitabilmente il sole , congresso e elezione di BOBO CRAXI a segretario e’ l’ultima occasione poi rimarremo socialisti dentro e basta, viva il PSI
NUCLEARE SI, NUCLEARE NO
Circa un quarto di secolo fa il dibattito politico si soffermò per parecchio tempo su una scelta lacerante: costruire o meno delle centrali nucleari in Italia. Chi, un po’ avanti negli anni, non ricorda il “sole che ride”, simbolo degli ambientalisti (utilizzato anche per un po’ come simbolo da un partito politico) con il motto “ENERGIA NUCLEARE? NO, GRAZIE”. Montalto di Castro balzò agli onori della cronaca. In quella località si stava, infatti, costruendo quella che sarebbe stata, si diceva, una grossa centrale nucleare che avrebbe avviato il nostro Paese verso l’affrancamento e l’autonomia dalle compagnie petrolifere. Queste dettavano le leggi del mercato dell’energia, condizionando anche lo sviluppo di intere nazioni. Il Paese si divise in due fazioni. Si sosteneva, da una parte, che l’indipendenza dalle compagnie petrolifere, le sette sorelle, ci avrebbe consentito anche una maggiore libertà di scambi commerciali, di relazioni internazionali, di maggiore prestigio italiano nel mondo. La fazione avversa metteva in luce diversi aspetti negativi difficilmente sormontabili: i costi eccessivi per una realizzazione così pericolosa; la mancanza degli spazi necessari, lontani da insediamenti umani; la difficile individuazione di siti in grado di accogliere le scorie (i residui nucleari) radioattive per 40.000 anni; la primitiva tecnologia che non rassicurava dal punto di vista degli incidenti (perdite di radioattività culminata poi nel disastro di CHERNOBIL, in Russia). Indicava, inoltre, percorsi alternativi quali quelli dell’energia pulita e rinnovabile: idroelettrica, solare, eolica, delle biomasse, ecc. in grado di soddisfare un Paese come l’Italia priva degli spazi giusti per insediamenti nucleari. Il dibattito politico fu così acceso da indurre alcuni promotori a raccogliere le firme per un REFERENDUM abrogativo della decisione di costruire la centrale di Montalto di Castro, peraltro già avviata con una spesa effettuata di 12.000 miliardi di vecchie lire. La volontà popolare si espresse in maniera inequivocabile contro la scelta delle centrali nucleari (oltre il 70% di voti). La politica si rassegnò ad abbandonare il progetto. In democrazia, infatti, la volontà del popolo prevale sul tecnicismo. I governi tecnocratici puntano a garantire che i conti economici tornino, più che a soddisfare la domanda e la volontà della gente. E’ per questo che da quando la tecnocrazia ha preso piede, pur in presenza del reddito più alto mai raggiunto dalle economie capitalistiche del mondo occidentale avanzato, le nostre società opulente ed immensamente ricche, fanno bella mostra di una povertà sempre più vergognosa di fasce sociali crescenti. La POLITICA ha un senso se si pone il problema di distribuire al meglio la ricchezza esistente. Quando non lo fa, abdica al suo ruolo e diventa altro: protezione di alcuni contro altri, accentramento di potere a scapito della democrazia, accaparramento della ricchezza, ecc. Oggi, in uno scenario internazionale completamente cambiato, (l’Europa con la moneta unica, la crescita di paesi emergenti quali quelli asiatici, la crisi del modello americano valido per tutto il mondo occidentale), il problema viene riproposto con accordi bilaterali. Il governo italiano ha deciso di costruire quattro centrali nucleari insieme alla Francia entro il 2020. Le fazioni che si erano addormentate per oltre un ventennio si sono risvegliate. Ricomincia un dibattito lacerante. Immagino già nuovi comitati pronti a mobilitarsi per la raccolta di firme per proporre un nuovo Referendum abrogativo. Comunque, a scanso di equivoci, i sindaci dei siti probabili, non importa se di destra o di sinistra, sono stati colti dalla sindrome NIMBY (dall’inglese Not In My BackYard, non nel mio “territorio”). Sembra che tutti i popoli, eccetto quello italiano, riescano a capire la lezione della storia. E’ un Paese, l’Italia, direbbe Masini, che scimmiotta gli Stati Uniti d’America per 364 giorni l’anno. Dimentica di farlo il giorno in cui il suo Presidente pubblica il piano per uscire dalla crisi. Il presidente americano afferma fiducioso: “Ricostruiremo. E ci assumeremo ancora la responsabilità del futuro”. BARACK OBAMA punta sulla sanità, da finanziare con l’aumento delle tasse ai ricchi, sull’energia pulita, sull’educazione e sulla difesa dell’ambiente per superare questo momento contingente e creare 3 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro in USA. Al congresso Americano ha detto:” Abbiamo bisogno di guardare al di là degli immediati calcoli politici e fare investimenti vitali in materia di sanità, energia ed educazione che renderanno l’America più forte e più ricca in futuro. L’Italia, il belpaese, proprio su questi tre punti sembra andare dall’altra parte. OBAMA chiede a tutto il Parlamento di dargli una mano e si spinge così avanti da inserire nel suo governo esponenti di rilievo della controparte repubblicana; il governo italiano considera il Parlamento un impaccio da superare se è vero, come è vero, che tante leggi sono passate con decreto legge ed il voto di fiducia della maggioranza. I partiti di opposizione non sembrano in grado di rappresentare una alternativa di governo, occupati come sono a seguire le proprie lacerazioni, con percorsi tutti interni al “palazzo”. Intanto la gente perde il lavoro, le garanzie sul futuro, la speranza di un cambiamento. I giovani cominciano a rinunciare a cercare una propria via, almeno in Italia, e progettano un futuro che esclude il proprio Paese. Ha, forse, ragione il cantante sanremese MARCO MASINI quando urla: “ E’ un paese l’Italia che c’ha rotto i coglioni”?
Bobo Craxi ha ragione. La esperienza di Sinistra e Libertà è stata fatta, doveva servire a mettere insieme un possibile 4%, non è stato possibile, pazienza. Il problema non è mettere insieme esperienze che non sono componibili, il problema è in primo luogo se vi è ancora spazio per un socialismo riformista, riformatore, liberale in questo Paese. Certo questa ipotesi a oggi non è del Pdl(accozzaglia di personaggi che odorano come i rifiuti di Napoli, che aspettano che il Berluska dventi un de cujus per poi sgozzasi tra loro) ne del Pd che è alla resa dei conti e che alla fine vedrà una sua scomposizione. Vi è oggi un margine, ma presuppone che il Partito Socialista si liberi dalle mummie, che formano il gruppo dirigente, gente che nel PS è stato tutto ed il contrario di tutto, emartiniani, craxiani, boselliani, etc etc per dare spazio a gente giovane a facce pulite che credono non alla spartizione dei posti ma a proporre un progetto. Attenzione con i comportamenti che sono stati propri di questi anni la sinistra ha regalato ampia parte del proprio progetto alla destra. Federalismo, diritti doveri, politiche di difesa del lavoro, non del posto di lavoro,la meritocrazia, a ognuno secondo i suoi meriti, tenendo presente il bisogo sono stati assunto in modo strumentale dalla destra, travisate le soluzioni, e oggi sono un punto di forza della maramaglia del centrodestra e della lega. Ripartiamo da tutto quello che può aggregare, ripartiamo da momenti di aggregazione quali le fondazioni Rosselli, Nenni, Brodolini, facili da costruire, agili nella loro attività, per proporre alla gente, a coloro che pensano che in Italia c’è bisogno di un socialismo non inquinato dal comunismo o svenduto al berlusconismo. Bobo vai avanti, molti saranno con te.
Sono Socialista, sono stato e sono iscritto al partito Socialista, voglio restare nel Partito Socialista.
Fraterni saluti a tutti.
Filippo Coppola.
Che cosa dire, se non registrare che da parte di Bobo Craxi, sia stato lanciato un ottimo spunto di riflessione.
Ma purtroppo la realtà è un altra, il socialismo esiste, è vivo e vegeto, ma non ha menti e gambe su cui camminare, perchè questo Paese, questa nostra società è profondamente cambiata e vive ormai in modo atipico, e confuso.
In questa nostra Italia, politicamente, non ci sono personalità di spicco, leader veri, ne a sinistra ne a destra, vive di Belusconismo e cioè di una dottrina che incarna la mentalità tipica degli italiani, riuscire a tutti i costi travolgendo tutti e tutto e fottendosene del prossimo senza regole e senza leggi. Quando si vive in questo stato a poco serve parlare di socialismo di cattolicesimo di comunismo. Vive il qualunquismo e l’egoismo che la Lega interpreta alla grande nel Nord Italia, e in ogni partito c’è un esasperato personalismo che crea gli uomini partito ma non i partiti. Non c’è più quel mondo fatto di congressi, di dibattiti di linee che nascevano dal confronto e dalle discussioni, partiti con tante teste, non c’è più il proporzionale, non ci sono più i partiti ed il parlamento è ridotto a un luogo di stazionamento economico per chi ci arriva.
E poi continuiamo ad aver Berlusconi e D’Alema, l’ombra della P2 e gli uomini che hanno interpretato il giustizialismo degli anni 90, abbiamo molti sciacalli e tanti giornalisti divenuti anche essi partiti oltre che opinion leader. In tutto questo, dimmi e ditemi che spazio ha il piccolo partito socialista, ultimo baluardo di una repubblica e di un paese che non c’è più? Oggi sono tutti riformisti a parole e fascisti nei fatti, si perchè il maggioritario ha in se il seme dell’autoritarismo anche se a tempo, ha il seme dell’odio politico, e crea gli uomini e non i partiti. Quindi, se non hai una capacità mediatica, te lo scordi di recitare un ruolo in questo paese, soprattutto se non hai la capacità di incidere tra la gente, di creare consenso e di raggiungere il 4%, per dire al popolo esisto anche io.
Ora con questa realtà, Vi sembra possibile continuare a portare bandiere a spasso in solitudine? Siamo come gli ultimi giapponesi che non avevano capito che la guerra era finita, e navighiamo nei nostri sogni e in una realtà che ci siamo costruiti pur di sopravvivere a noi stessi.
Vendola, Sinistra e Libertà, ….diciamocela tutta è una opportunità per vivere, da condividere con altri che si trovano a vivere la nostra stessa realtà di solitudine, possiamo trasformarla in una occasione se ci crediamo e se lavoriamo insieme mettendo da parte i personalismi e concentrandoci sugli obiettivi da raggiungere, poi ci sarà la linea politica da creare e le battaglie da condividere con altri, pur di raddrizzare la rotta del paese. Se saremo capaci di capire che dobbiamo convivere con altri e creare, allora potremo andare avanti, diversamente potremo solo soccombere, in attesa che l’ultimo di noi si spenga, visto che nei confronti dei giovani davvero, non siamo capaci neanche di trasmettere la straordinaria storia di progresso che il socialismo italiano ha svolto e che ha caratterizzato la crescita sociale ed economica di questo paese, e per dirla tutta, la meravigliosa avventura socialista guidata da Pertini e da Craxi, un paese che diviene nazione, un paese che si riscatta e diventa la sesta potenza mondiale, una Paese che dice no agli Stati Uniti, ma questo appartiene ormai all’altro secolo, oggi c’è …….. la speranza.
Bellissime parole di Enzo Valori!
Sono e mi sento socialista ed ho sperato nel rilancio del PS candidandomi nelle ultime elezioni politiche per dare un concreto contributo a quello che sembrava un progetto possibile.Credo che sia arrivato il momento di rifondare la sinistra non partendo da una sommatoria indistinta ma non rifiutando nessuno che voglia farlo partendo dalla gente. Questo significa pensare una linea e costruire un programma con il contributo di tutti ed internet, come piazza comune, può essere un aiuto per farlo. Penso di promuovere una lista alternativa per Napoli, per le prossime comunali, con un programma condiviso e partecipato di pochi punti, da realizzare a tutti i costi, anche contro chi, di destra e di sinistra, vuole che questa città resti com’è. Aprirò un forum per farlo ritenendo che nessuno di noi abbia la storia sufficiente per un’autoinvestitura, nè questa può venire da un nugolo di iscritti o da un vuoto di presenze, questa dovrà venire dalla gente.
La dicotomia politica destra-sinistra è nella natura delle cose. Si possono cambiare i termini, si possono azzardare nuove alchimie inseguendo possibili schemi alternativi, ma la sostanza non cambia. C’è una sinistra (o centrosinistra) e c’è una destra (o centrodestra). Ciò che non è immutabile è la composizione di questi due schieramenti contrapposti e, al proprio interno, il loro baricentro.
Guardando al centrodestra è sin troppo facile comprendere che la coalizione è quasi completamente assoggettata ai diktat della Lega. Nel futuro le cose potranno cambiare (soprattutto perché nessuno è immortale), ma per il momento la situazione è questa.
Più complessa appare la situazione della sinistra: esiste un partito a vocazione maggioritaria, il Pd, che stenta – e non poco – a imprimere una svolta autenticamente riformista in grado di trainare tutta la coalizione. Il suo maggiore alleato, l’Italia dei valori, raccoglie buona parte dei voti in uscita (di protesta) dal Pd e rappresenta lo “zoccolo duro” dell’antiberlusconismo militante. Ma questa alleanza, voluta fortemente da Veltroni escludendo tutti gli altri possibili interlocutori (cosa che non è avvenuta nel centrodestra, che ha inglobato molti più partiti e partitini), ha creato non pochi problemi.
Non va sottovalutata la terza forza, l’Udc, il cui bacino di voti è tutt’altro che secondario, proprio in virtù della posizione tenuta, in modo fermo, dal partito di Casini. Nelle ultime amministrative si è visto chiaramente che certi spostamenti dei voti centristi possono (e potrebbero anche in futuro) risultare determinanti.
Al di là di questa veloce fotografia delle forze politiche in campo, ciò che mi preme sottolineare è un dato di fatto incontrovertibile: i socialisti debbono battersi per ridare voce, e speranza, alla sinistra. I socialisti possono fornire un contributo politico-ideale fondamentale per la rinascita di una sinistra forte e credibile, in grado di porsi come alternativa di governo. Questa constatazione sta nella natura delle cose.
E’ doveroso rispettare le scelte personali di chi, per rabbi e ribellione si è spostato a destra. Ma a distanza di 15 anni, con tutto ciò che è successo e, soprattutto, con gli equilibri politici che si sono venuti a creare – e anche con la collocazione politica europea, più volte confermata, all’interno del Ppe – come si fa a insistere col fatto che i socialisti debbano stare nel Pdl? A livello personale è tutto un altro discorso. Fa parte del percorso politico di ciascuno di noi, libero di cambiare idea e di scegliere come meglio comportarsi. Ma le idee – e le naturali collocazioni politico-ideali – non possono subire innaturali mutazioni genetiche.
Fanno bene, dunque, i socialisti a darsi da fare per cambiare la sinistra. Ma, in primo luogo, devono ricordare questa massima: “primum vivere”. Che vuol dire evitare di di farsi seppellire – o meglio, nascondere – dietro simboli privi di radici e culture politiche definite.
aLLE ULTIME ELEZIONI NON C’è UN COMUNE, UNO SOLO IN TUTTA iTALIA dove il simbolo del Ps, presentato da solo , abbia preso più dei voti dello Sdi di quattro anni fa. Anche la lista civetta del Nuovo Psi , dove è stata presentata, ha preso qualche decina di voti .
Bobo , ti ricordo che a Milano città non c’è un consigliere comunale socialista ( e Dio solo sa quanto sarebbe servito, anche solo simbolicamente) perchè alle ultime elezioni del 2006 hai presentato una lista “I socialisti” con Ligi Crespi candidato sindaco in contrapposizione con la lista della Rnp prendendo poco più di cinquecnto voti : a quella Rnp ne sono mancati 300 per entrare in Cons Comunale…
Questo per dire che cercare di tenere in piedi liste,listerelle e simbolini che ormai non attraggono, privi come sono di politica, nemmeno i familiari stretti , mi pare un’operazione francamente vana ed inutilmente sfibrante .
Il dissenso politico e la necessità di “rivedere” politicamente SeL non viene da pochi compagni , ma mi spiegate perchè automaticamente significa che riparte il gruppetto di (finti) crociati che vuole unire i “veri socialisti” sotto la “vera croce” , in una caccacia infinita al Sacro Graal che ha le stesse possibilità di successo delle crociate che facevano nel Nord Europa , dicendo di partire per Geresulamme e poi deviando sul villaggio vicino per una piccola razzia ?
C’è l’assemblea nazionale del Ps , cosa impedisce di organizzare una bella mozione che chieda il Congresso ? Cosa utile, ovviamente, solo se poi si lavora sulla politica e non sul nulla.
Per tornare ad un esempio vissutto qui giù al Nord : pensi, pensate che sia in qualche modo utile , ed a chi , il fatto che molti socialisti che si sono opposti alla Rnp al grido di ” Bettino non avrebbe mai fatto un partito con Pannella” ( diciamo almeno i cinquecento che hanno votato per Crespi nel 2006 ? ) questa volta , mossi da irrefrenabile repulsione per i “comunisti” Vendola etc abbiano votato per Pannella e per la Bonino , sapendo perfettamente di affossare in questo modo il quorum di SeL ?
Nel caso non ve ne foste accorti , Giacomo del trio Aldo Giovanni e Giacomo ha smesso di fare il personaggio di Tafazzi : gli ho parlato giusto settimana scorsa, mi ha detto che ha troppa concorrenza , soprattutto da parte dei socialisti ( ha votato ancora per noi , ma per l’ultima volta) .
Io penso che il PSI non solo doveva entrare nel PD ma , doveva esserne il motore, l’ispiratore, il comunismo, che Craxi Bettino, aveva sempre contrastato, si doveva combatterlo da dentro, portando le loro idee socialdemocratiche che, dopo la caduta del muro di Berlino, erano le sole credibili a sinistra.
Mentre si continua nelle congetture e nei filosofeggiamenti in italia vince il centrodestra. Sapete perchè? Perchè danno l’impressione di badare ai problemi reali e danno l’impressione di volerli (a modo loro) risolvere. Nel centrosinistra, invece, sono tutti impegnati a fare filosofie e creare nuovi nomi,simboli e piazzamenti: roba da appassionati di risiko.Peccato che non possediamo più carri armati.
Mentre Bobo parla di PS,SDI,SEL il precario rimane precario, l’ambiente rimane inquinato e il diverso viene sempre più emarginato. Ma l’importante è che noi continuiamo a fare strategie…strategie di che? Vi rendete conto che lo sport è lo stesso da RNP? Via a un esperimento nuovo ad ogni tornata elettorale.
Sapete che vi dico: lavorate. Scegliete una soluzione qualsiasi consapevoli che la strategia viene dopo la sostanza. Lavorate, sudate, inventate un programma, una linea, un consenso. Segmentate “il mercato” politico, individuate i settori da attrarre a una rinnovata (non restaurata…rinnovata vuol dire con aspetti nuovi…rinnovata vuol dire rinunciando umilmente a stupide prese di posizione) politica. La si chiami socialista, la si chiami democratica. Non è importante. E’ la sostanza quella importante. E tu Bobo, continui a guardare alla forma, continui a pensare a dare lustro e dignità al passato. Ma non lo fai discutendo della storia ma provando a riprodurlo nell’attualità così com’è. Ma valido non lo è più. Change.
Bene, mi pare che D’alfonso e Valori, pur trattando l’argomento in maniera diversa, abbiano dato delle risposte più che indicative.
Su queste basi rivolgo ancora la domanda a Bobo, quale prospettiva migliore hai da offrire al dibattito in corso che non sia più tema da Circolo Culturale che da Partito?
Perchè non impegnarsi appunto, intanto a mettere l’attuale segretario di fronte ai suoi errori e alle sue responsabilità e poi aprire conseguentemente la discussione congressuale, tenendo conto che il tempo a ns. disposizione si va esaurendo?
Tirare questa cosa oltre il CN dell’11, equivarrebbe a sciogliere di fatto il Partito.
caro bobo ancora non ho capito cosa proponi per uscire dalla nostra impasse; destra? sinistra? da soli? col pd? con la pdl? proponi qualche soluzione…. l’idea socialista è da riproporre o è ormai sorpassata?
saluti socialisti
che desolazione! ma come si fa a non capire che il percorso che porterà al partito di SeL è più o meno indirettamente una vistosa affermazione delle idealità socialiste? al compagno Craxi chiedo: ma come si fa a non vedere che sono coloro che stavano nelle formazioni comuniste di figliolanza PCI (la cui storia italiana, pur con tanti “buchi neri”, per quanto mi riguarda merita sincero rispetto… ricondando a tutti noi che con i comunisti dal dopoguerra in poi abbiamo governato per decenni grandi regioni e centinaia di grandi città.. o no?) che hanno avviato un notevole percorso di rielaborazione politico-culturale? perchè tutto questo astio verso vendola? credo sinceramente che non sia affatto un pericoloso estremista visto che amministra e pare anche dignitosamente una grande Regione come la Puglia. Io in campagna elettorale l’ho ascoltato un paio di volte e devo dire che le parole da lui usate verso la tradizione socialista italiana sono state davvero bellissime… roba che neppure chi si dice o milita da sempre nel partito socialista saprebbe ormai pronunciare…visto che l’unico “karma” che si recita è quello del “riformismo” o della parola “riformista” ripetuta ormai senza anima ma come una formula stanca e automatica che tutto comprende. Il socialismo senza idealità cos’è? secondo me, niente. Lei compagno Craxi, propone di mantenere “alta la bandiera” per poter dire che noi abbiamo avuto sempre ragione e che non bisogna mischiarsi con questi che hanno la lebbra… io invece molto umilmente vorrei chiederle e esortarla di “mettersi in gioco” e di portare il suo prezioso contributo alla costruzione del socialismo italiano del 2000… perchè a di là delle tante chiacchiere, questa sarà l’identità di SeL che andremo a costruire. è per questo che vorrei che in tantissimi saranno i compagni socialisti che avranno voglia ed energia per contaminarsi in questo percorso. spero davvero che ci sia anche lei.
saluti e…AVANTI!
un socialista convinto.
una cosa è certa, con nichi Vendola abbiamo l’unica possibilità di riportare a galla il socialismo italiano.
che che ne dicano certi elementi “con riferimento all’orecchino”.vendola ha dimostrato e lo dimostra ancora, di come si governa.
ha dimostrato anche di essere più Socialista di molti nostri tesserati.
Avanti Con Sinistra e LIbertà, costruiamo una sinistra di governo, è il momento di mettere da parte tutte le divisioni che ci hanno portato alla distruzione e alla quasi scomparsa della sinistra italiana. basta, basta, e basta con le divisioni.
uniti si vince.
Se essere Socialisti significa essere di sinistra l’aprodo è in sinistra è libertà. Chi dice di essere socialista ma non è di sinistra ha le sue difficoltà. Ma la domanda è di cosa ha bisogno oggi l’Italia? Della sinistra della destra dei qualunquisti o di chi si deve salvare il culo.
chi utilizza lo pseudo argomento dell’orecchino di Vendola non è certamente un socialista è un pappagone qualunquista che farebbe bene ad andarsene e subito nella marmaglia della Pdl.
La giunta Vendola affoga negli scandali, altro che …
Sinstra & Libertà é morta prima di nascere.
Cattocomunisti rivestiti ma che cazzo c’entriamo noi??!!
per fare eleggere chi? i servi di vendola !
Ma va va..
per Bradipo: il tuo è davvero un bell’esempio di garantismo…dovresti stare con di pietro o con i forcaioli… a chi la pensa come te dico: ANDATEVENE… andatevene tutti nella pdl del padrone berlusca che in Europa sta con i democristiani del partito popolare. il Partito Socialista o è di sinistra o è un’altra cosa e non è certo di proprietà di qualcuno anche se si chiama Craxi. faremo sinistra e libertà per noi e per i nostri figli. e saremo sempre orgogliosamente socialiti.
Condivido è approvo l’ analisi di Bobo Craxi! Dirò di piu’; rimango socialista di nome e di fatto, non credo andrò “all’ anagrafe per cambiar nome”.
Dario si scalda, perché non sopporta le critiche. Esca dal partito faccia la sua sinistra e libertà.. ne riparleremo tra qualche mese..
x bradipo. no. forse non mi sono spiegato: siete voi che dovete andarvene. c’è il pdl che vi aspetta a braccia aperte… con la russa, gasparri, alemanno.
dopo tutto è il vostro sogno quello di diventare popolari europei o no?
Da ragazzo pensavo che la politica fosse economia e che le scelte politiche fossero tra socialismo e liberalismo. Poi ho creduto nelle scelte lib-lab di tuo padre…la magistratura ha fatto sparire i socialdemocratici, dissolto i liberali e, a modo suo, ha fatto piazza pulita del PCI, che si è salvato per il rotto della cuffia cimentandosi in una serie infinita di metamorfosi, facendoli diventare un pollaio di catto-comunisti. Così alla discussione politica si è sostituita la politica dei gossip, dei leghisti e degli ex – ma è un ex solo di facciata – fascisti. Che economia non è. A me non importa cosa fa sotto le lenzuola Silvio, ma che lui se ne freghi del mio salario sì. Ecco perché sono un socialista che mai si è concesso una libera uscita. Però, Bobo, con il passare degli anni sono diventato sempre più pessimista e davvero non so più che cosa fare. Mio figlio, diciannove anni, alle ultime elezioni ha votato socialista – spiegandomi di voler votare come “bisnonno, nonno e te” – non l’ha presa bene quando dalle urne sono usciti tre voti per SD. La situazione reale, Bobo, è questa: non ci ha più votato neanche mia moglie (che non è neanche andata al seggio).
Caro Bobo, ma come si fa a non capire che con un Pd che, in vista del congresso, sta per implodere e i falciomartellisti di ferrero e diliberto ridotti a residuo, sinistra e libertà può davvero rappresentare una grande novità in grado di attrarre e fornire risposte concrete sul terreno della rappresentanza moderna del mondo del lavoro e i diritti civili? Vendola governa una importante regione del sud da molti anni con riconosciuta competenza. ti chiedo come fai a classificarlo come estremista? metti da parte i personalismi e impegnati anche tu da protagonista in questa impresa.
saluti
Quindi : Il pd si sfascia e i fuoriusciti aderiranno a Sinistra e Libertà? una bella suggestione, una bella fantasia, appunto una fantasia..
Caro Bobo e cari amici socialisti. Sono socialista dall’eta di 16 anni, quando l’assessore Socialista alla Cultura del Comune di Cagliari Rinaldo Botticini mi prese in simpatia perche mi scaldavo sempre nelle assemblee nella sezione dove ero iscritto. Tanto tempo e ‘ passato e ho visto tante cose . Ho visto l’ascesa di Bettino Craxi, la sua affermazione di grande statista e stratega. Ho visto il lento ma inesorabile deterioramento del partito che pur avendo la migliore leadership mai vista dal PSI nella sua storia( qualunque cosa si dica Craxi e’ stato l’unico negli ultimi 50 anni a portare il partito ad essere la seconda forza politica italiana), vedeva al suo interno loschi figuri che non sapevano chi erano Giacomo Matteotti e Filippo Turati. Ho visto l’implosione della I ed unica Repubblica(la seconda non e mai nata). Ho assistito alla diaspora socialista e ho vissuto con tristezza e nausea il periodo della emigrazione verso la feccia forzista . Ricordi Bobo il nostro scambio di email nel 97 in cui ti supplicavo di abbandonare ogni forma di associazione con il governo delle destre? Quanto piacere mi ha fatto il rivederti nel lato giusto della barricata!!! Ho avuto la fortuna di essere vicino ai vertici del PSI nei momenti di massimo splendore e di peggiore vergogna. Negli uni e negli altri ho sempre gridato di avere l’onore di essere socialista. Leggere oggi questi commenti mi rattrista e mi preoccupa. Rattrista perche ci siamo ridotti a sperare in quella bravissima persona che e’ Nichi Vendola. Preoccupa perche nessuno legge e interpreta cio che sta succedendo in Italia. Come si fa a non vedere che il sistema sta per implodere un’altra volta? (come gia e’ successo negli anni 90). Come si fa a perdersi in chiacchere quando ci sarebbe da lavorare per il prossimo futuro?. Bisogna lavorare in maniera capillare, bisogna parlare alla gente ,mischiarsi , confontarsi , come dice qualcuno di noi, con quel precario che rimane precario. Offrire soluzioni a quel maestro di scuola concordandole con lui. Dare un sogno e una speranza a quell’analfabeta che sogni non ha e men che meno ,speranze.Bisogna saper laicamente interpretare i desideri dell’area cattolica che oggi non si sente piu’ rappresentata dal Berlusconismo e che aborrisce l’esasperato egoismo della Lega al Nord. Bisogna infine mettere da parte il settarismo dei pochi e ritrovare l’unita dei tanti, mettere da parte le aspirazioni personali e sacrificarsi per il bene di tutti. Bisogna ritrovarsi dietro ad un concreto programma fatto di soluzioni per i problemi del paese, Sanita’, Istruzione, Sviluppo, Cultura, Politiche Giovanili e sopratutto Famiglia e Lavoro.E’ necessario fare tutto questo iniziando dalle circoscrizioni e i comuni, il paese ha bisogno di risposte , risposte a tutti i livelli, iniziamo dai piu semplici , prima di lanciarci in voli pindarici con programmi di alleanze di governo, dobbiamo conquistarci le aree locali, proprio come succedeva in passato. Probabilmente ci vorranno 10 anni o forse di piu’ ma il lavoro non deve spaventare chi ha a cuore il destino e le speranze dei cittadini del nostro paese. Bettino Craxi ci mise 15 anni a far diventare il PSI la seconda forza politica Italiana, dobbiamo ripercorrere quella strada cercando di ricalcare quel percorso e cercare di non commettere gli errori che poi risultarono fatali nella dissoluzione del PSI negli anni 90. Certo un programma ambizioso , ma senza ambizione non si va da nessuna parte.Spero di non avervi annoiato, un cordiale saluto a tutti , di tutti ho apprezzato i contributi anche di quelli con cui mi trovo in disaccordo, la nostra casa e’ sempre stata piena di persone con le quali non mi trovavo d’accordo, ma e’ il bello della caasa socialista.
33 anni,grande estimatore di Craxi,tesserato socialista del Nord…Bobo alla penultima campagna elettorale ha monza ti ho pure stretto la mano!convintissimio di SINISTRA E LIBERTA’….ma cavolo Bobo vai a legger icommenti sul sito di Sel ci sono piu’ craxiani li che nello sdi…mi dispiace ma stavolta stai toppando!w il PS e W sinistra e liberta’!!!!!
Andare alle riunioni Di Sel e imprecare conto ai catto-comunisti e ai giustizialisti è una goduria,soprattuto capendo che molti di sinistra e liberta’ la pensano come te…Bobo forse abbiamo in mano uno strumento potenzialmente molto forte e mi sembra che non te ne stai accorgendo!
Bobo davanti a questa occasione sono sicuro che tuo padre non avrebbe tentennato,cazzo detto in poche parole tira fuori le palle e metti su il cappello(socialista) a SeL…manca poco basta solo una spintarella e la tua adesione darebbe uno scossone!
Il futuro socialista può essere solo in Sinistra e libertà. Bobo ho già avuto occasione di dirtelo in privato, ma voglio ripetertelo anche qui, visto anche il conforto di tanti compagni che la pensano come me. Bobo nonrischiare un domani di pentirtene. Con convinzione dentro sinistar e Libertà per creare un vero e possibilmente grande partito riformista anche in Italia.
bobo è l’ultima possibilità, questa è veramente tale e dopo non se ne parlerà ma soprattutto nons e ne farà più nulla…..
Campagna elettorale.Vendola risponde a Ferrero:”io sono orgoglioso di essere in unica lista con i socialisti di Bobo Craxi”…Altro che D’alema e PD!Bobo cazzooooo!!!!!
Spazio Libero e aperto alla discussione su Domani Socialista .it
Leggo che tanti spingono affinchè Bobo abbracci il progetto SeL, ma è palese il suo remare controcorrente!! Vuoi vedere che un soggetto politico che vuole far ripartire la sinistra senza verticismi ma creando nuove gerarchie dal basso non convince il caro Craxi? Cos’è la vuoi assicurata la tua poltrona? Franceschini ti ha già promesso qualcosa? Rilanciamo…se entri in SeL ti diamo un sottosegretariato, una mozione al prox congresso, 2 assesorati in Puglia, 2 consigleri comunali a Poggiponsi e un invito per il prox festino del caro amico Silvio….ci stai?
grazie.
Ora, con piu’ convinzione, verso Sinistra e Libertà.
Le parole di Craxi, che mi pare arrampicarsi su specchi scivolosi degli anni ‘80, mi hanno convinto totalmente.
Se poi vuoi farti un partitino tutto tutto socialista… fai pure. Ci siamo abituati in Italia.
Forza compagni socialisti, affossate SeL!
Un comunista.
grazie bobo!
Finalmente una voce fuori dal coro.
Sinistra e libertà è un progetto fallimentare, un calderone politico dominato da forze conservatrici e contro lo sviluppo: cosa ci fa in un posto come quello un partito come quello socialista, che dovrebbe essere progressista, laico ed innovatore?
Cosa ci fa insieme a neocomunisti, ecologisti del no ed estremisti?
Grazie bobo, grazie!
Gianluca Olivero
“La mia libertà equivale alla mia vita” B. Craxi
Posizioni come queste favoriscono solo chi vuole che, al di la di Ferrero, l’unica alternativa alla destra siano il neocentrista PD ed il destroide Di Pietro.
Per chiunque non voglia questo scenario, si pone come ovvia la posizione di NON SEGUIRLE. Altrimenti oh, continueremo a farci del male…
i socialisti, pagano l’eredita di una politica scellerata.
storicamente,saranno ricordati come “ladri”.
questa è una colpa che un intera classe dirigente ha.
non è piu tempo per continuare a rivangare il passato glorioso.
Nenni,Turati,la resstenza…
Basta.La classe dirigente che ha causato questo disastro, deve semplicemente sparire.Ci sono responsabilita storiche che non possono essere eluse.
Se qualcuno, ha mantenuto,il sacro fuoco dell’impegno politico, si spenda nell’attivita di base.Le colpe di Craxi e del craxismo sono fatti storici, giudiziari,politici.
Sono certo che il sig.Bobo Craxi, come la sorella, con un diverso cognome, sarebbero dei sig.nessuno, costretti ad un lavoro , e non ultimi eredi di una dinastia che è responsabile dell’ascesa di berlusconi,infilati nei vari incarichi pubblici.aver trasformato .aver trasformato l’idea socialista nello spettacolo che è possibile contemplare negli ultimi 20 anni,è un crimine storico, non solo un fatto di cronaca giudiziaria
Al di là della malizia purtoppo non del tutto ingiustificata di Micky quello che non si riesce veramente a capire è quale prospettiva reale si vuole creare. Gli attuali sistemi elettorali sono riusciti a fare fuori tutto quello che si muoveva a sinistra del pd, a sinistra di un partito che ha rinunciato alla stessa parola “sinistra”. E noi stiamo qui ancora a parlare di identità che raggiungerebbero si e no da sole il 3%.. Per fare cosa? I voti si riconquistano anche dando delle prospettive concrete. Senza poi parlare del fatto che in parlamento sono 15 anni che nella stragrande maggioranza dei casi c’è stato quasi un dieci percento di sinistra che ha votato allo stesso modo. Che senso ha rinchiudersi in microidentità che non hanno più alcuna prospettiva?
Ottimo spunto di riflessione, non c’è dubbio. ma vorrei invitare anche a riflettere sul fatto che- purtroppo- si continua a fingere di guardare avanti continuando a guardare indietro.
La storia la conosciamo, non la vogliamo dimenticare, ma la storia e la politica recente hanno confinato le forze di sinistra (ho contato sette simboli alle europee, in provincia di milano) ad un ruolo marginale, fintanto che resteranno divise.
Mi pare che Sinistra e Libertà sia un tentativo per superare questa divisione, certo perfettibile, certo migliorabile, ma sicuramente non migliorabile nè perfettibile standone fuori, cullandosi ciascuno nel proprio algebrico risultato elettorale.
Piantamola lì di guardare indietro, e proviamo, per una volta, convinti, a guardare avanti. Siamo tutti ex qualcosa, comunisti, socialisti, socialdemocratici, trotxkisti, maoisti e chi più ne ha più ne metta. non occorre rinnegare, ma non se ne può più di rinfacciare a ognuno il proprio passato, celebrando la propria storia a discapito di quella altrui. Basta! in Italia c’è bisogno, come il pane, di sinistra. Unita.