Socialist è in rete e già sta provocando isterie e maldipancia all’interno della maggioranza del Partito socialista, ma minoranza – aggiungiamo noi – tra la base degli iscritti, per questo motivo il vertice della Rosa non vuole convocare il Congresso in cui si dovrebbe decidere, democraticamente, se far morire il Ps o farlo vivere.
Noi siamo per quest’ultima ipotesi per una ragione molto semplice, benché controcorrente: l’attualità della questione socialista di fronte alla crisi di un capitalismo che, così com’è, sta tirando le cuoia.
Avevano fatto male i loro calcoli coloro che ci consideravano delle anime morte, per cui di fronte alla svendita della tradizione socialista, non avremmo dovuto proferire verbo.
Da tempo, in Piazza San Lorenzo in Lucina c’è un cartello in cui c’è scritto, come nel Ventennio, “qui non si parla di politica”, un ukase a cui noi ci ribelliamo e lo rifiutiamo, perché il socialismo è il nostro credo e la politica è nostra vita.
Per questo sono all’opera i teorici del disfattismo, Suslov all’incontrario, in salsa napoletana ed esecutori alla Beria alla “bagna cauda”. Comunque sia, non fateci sotterrare lascia di guerra…
Domani, venerdì 3 luglio, lo stato maggiore di Sinistra e Libertà si riunisce, per la prima volta, per gettare le basi per il soggetto di nuovo conio, seppure nelle diverse forme di costruzione: partito unico o federato. La cosa non cambia, essendo entrambe ipotesi perniciose per il Partito socialista.
Di fronte all’operazione di saldo di fine stagione noi non parteciperemo e faremo di tutto, con le nostre poche forze, ma con le nostre forti convinzioni politiche, per farla fallire.
Per questo, invitiamo i compagni a “NON mollare!”.
(2 luglio 2009)

PRESENTE
condivido, può darsi che sia un errore, ma condivido! Proviamoci e non svendiamoci.
Chi “ha vinto” nella storia non può commettere l’errore macroscopico di rifugiarsi in un soggetto politico destinato a essere un eterno comprimario e, per giunta, svilendo la propria storia e la propria tradizione. Che senso può avere tentare di trasformare uno sfortunato cartello elettorale in un soggetto politico nuovo?
Compagni, ma Che Fare !? a me pare che continui a mancare la prospettiva alternativa. Tra l’altro, dire che si deve ripartire dal tirare le cuoia del capitalismo non credo sia una cosa che a Wendola dispiaccia … !