Chissà perché a gongolare tanto per l’approvazione del cosiddetto “federalismo fiscale” sia solo la Lega Lombarda.
Forse non è lontano dal vero chi teme che la nuova ripartizione economica delle entrate fiscali, frutto delle nuove regole, arricchirà le già opulente regioni del Nord a scapito di quelle del Sud! Si afferma: siamo solo ad un quadro di sole opzioni generali da definire nel tempo (la Lega); è stato opportuno quanto meno non opporsi per poter partecipare alla stesura dei provvedimenti e parare, così, norme pericolose per il Sud (il PD).
Perché non esultano, o almeno tanto vogliono dare ad intendere, anche le altre forze di maggioranza? Penso in cuor loro lo facciano. Mai, nella storia repubblicana, la Lombardia ha avuto il potere oggi esercitato. I ministri lombardi controllano i settori più importanti della vita del Paese, esercitano insieme al leader maximo una influenza amplissima supportati dalla stampa, dalle televisioni, dai sindacati confindustriali e dei lavoratori (UIL e CISL) e da un codazzo crescente di adulatori dediti a spintonarsi per salire sul carro dei vincitori.
L’opposizione è ogni giorno più debole, se non connivente, come si evince da tutti i provvedimenti più delicati, approvati in modo bipartisan, come si dice oggi, o con l’ignava astensione del PD: sbarramento elettorale, federalismo, organismi direttivi, a partire dalla RAI…
Vediamo bene come i capi dello stesso PD settentrionale propugnino la nascita di una sorta di PD del NORD. Questo dimostra una sola cosa: la spaccatura dell’Italia e gli egoismi localistici sono già passati a livello culturale. Uno stillicidio continuo e quotidiano di insinuazioni contro il Sud, dette per anni a voce dura dai leghisti e sottovoce dalle squadre cammellate degli “yes men” del cavaliere in tante trasmissioni televisive, hanno convinto gli italiani del nord della correttezza storica del loro antimeridionalismo, e paralizzato i meridionali nel legittimo ruolo di opposizione e ribellione allo scempio della Costituzione, garante delle pari opportunità fra tutti i cittadini. Il centrodestra, tuttavia, non può sbilanciarsi molto: i voti presi al Sud sono tanti.
Se a qualcuno venisse il sospetto che grazie proprio ai voti del Sud i settentrionali stiano lentamente strangolando il meridione d’Italia, forse la secolare pazienza dei “cafoni” potrebbe non reggere più.
Di tanto in tanto qualche voce s’è levata per protestare. I costi sono eccessivi, hanno ripetuto in tanti, ed in questo periodo di recessione non è il caso di aggravare la situazione finanziaria del paese e delle famiglie! E’ un travaso di ricchezza dal Sud al Nord, ha lamentato D’Alema, e s’è subito zittito!!
Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di affrontare e reggere la sfida, ha proclamato Vendola, mostrando il petto!!! Sarà un bene per tutti noi, ha rassicurato il ministro delle regioni FITTO, che così si è assicurato un ministero per tutta la legislatura ed oltre!?!
Al congresso di fondazione del PDL, i nomi più importanti dello schieramento nordico (da FORMIGONI, a FINI, a MATTIOLI, insieme ai supporters del sud quali FITTO ed il presidente del senato RENATO SCHIFANI), parlando di Federalismo fiscale, si sono spesi con accanimento a favore del Sud.
Timeo Danaos et dona ferentes (ho paura dei Danai anche quando portano dei doni), disse Laocoonte ai Troiani per non fare entrare nella città di Troia il cavallo lasciato dai greci. Sappiamo come andò.
Mi chiedo perché mai i parlamentari nostrani non sentano la necessità, l’obbligo morale di venire a spiegare ai cittadini cosa cambia col federalismo fiscale. Lo stanno già annunciando: è la premessa al Federalismo istituzionale. Questo sancirà definitivamente la spaccatura italiana in venti regioni federate.
All’opposto di Massimo D’Azeglio, oggi Bossi potrebbe proclamare: dopo aver rotto gli italiani, bisogna rompere l’Italia! Come successori di meridionalisti alla Salvemini, avremo i maitre a penser alla Fitto, Vitale, Tommaselli…
Una responsabilità storica di questo tipo dovrebbe far tremare le vene dei polsi a tanti. Ma si sa, lorsignori non sono più scelti dal popolo elettore, bensì nominati dai vertici dei partiti. Per questo rendono conto solo ai capi e non agli italiani.
Come si dice dalle nostre parti “chiamano papà quelli che procurano loro da mangiare”. E mangiano bene, molto bene!
Ora, mentre la crisi si fa stringente, al Senato stanno affrontando un problema spinosissimo: come fare per aumentarsi ancora lo stipendio. Sono fermamente convinto che troveranno una soluzione unanime.
Qualcuno accetta scommesse?
(3 luglio 2009)

SONO SICILIANO E SOCIALISTA.
CIO’ PREMESSO DICO CHE LA RESPONSABILITA’ DI QUANTO DICI DEVE RICADERE ESATTAMENTE SU TUTTI QUEI MILIONI DI ELETTORI DEL SUD CHE HANNO VOTATO BERLUSCONI ALLE PENULTIME ELEZIONI (NON EUROPEE) ! ADESSO CERCANO AIUTI DALLA SINISTRA? PERCHE’ QUESTA GENTE NON VUOLE CAPIRE CHE VOTANDO AN O MPS O PDL VOTA LEGA ??!??!
ADESSO NELLA MERDA CI DEVONO RIMANERE PER UN PO’ PERCHE’ ALTRIMENTI, ALLE PROSSIME ELEZIONI AVRANNO GIA’ DIMENTICATO E RIFARANNO LO STESSO ERRORE, NON APPENA IL BERLUSCA PROMETTERA’ PIU’ FI.A PER TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!