“Dico con grande sincerita’ a Massimo che sconcerta il tono delle sue parole, perche’ non favoriscono certo quel clima di confronto e di rispetto che lui stesso rivendica per se’”. Cosi’ Piero Fassino replica a Massimo D’Alema che ieri dalla festa del Pd aveva criticato le parole e il modo con cui Dario Franceschini ha annunciato la sua candidatura. “Nessuno – sostiene in una nota il coordinatore della mozione Franceschini – e tanto meno Dario Franceschini ha mai pensato di fare la guerra a Massimo D’Alema, ne’ di fare un congresso per cancellare qualcosa o qualcuno. E la mia stessa storia politica e’ li’ a dimostrare che ho sempre lavorato per unire: l’ho fatto per sette anni da Segretario Ds e sono impegnato a farlo oggi come dirigente del Pd che coordina la mozione di Dario Franceschini”. “Peraltro – prosegue – l’azione del segretario del Pd andrebbe valutata con maggiore equilibrio e generosita’ visto che si e’ caricato sulle spalle un partito in crisi guidandolo in questi quattro mesi con obiettivi chiari e impegnativi – dalla difesa della laicita’ alla collocazione europea del Pd – perseguiti con grande determinazione. E, infine, e’ utile ricordare che la campagna elettorale ha visto tutti i dirigenti impegnati in uno sforzo corale che giustifica assai poco, oggi, prese di distanza e distinguo”. “Mi auguro – conclude Fassino – che il dibattito congressuale possa recuperare toni civili e rispettosi dell’opinione di ciascuno”.
(7 luglio 2009)

Concordo pienamente con il ragionamento di Fassino.
Serve il massimo dell’unita’ nel PD.
Se unità “non c’è”, siano rispettate le regole, siano privilegiate le cose che uniscono, siano allontanate le polemiche. Io sono socialista (PSI prima,SDI poi), ho maturato esperienza di governo della mia città col PD, ed è al PD che riconosco l’onere e l’onore di ricostruire un centro sinistra capace di estraniarsi dai gossip favorendo progetti politici e alleanze omogenee… la smettano taluni socialisti di ricercare nicchie di potere che hanno perso insieme all’autorevolezza dei tempi che furono ormai da tempo. Io ho 40 anni e non ho nessuna intenzione di giustificare il futuro col passato. Ciò non significa che bisogna azzerrare o inseguire il nuovismo fine a se stesso, significa cogliere nella saggezza della storia le motivazioni del domani. D’Alema arriva sicuramente tardi e in maniera strumentale pone la resa dei conti all’interno del PD, lo stesso PD che alle politiche prima e alle amministrative poi è andato ovunque alla ricerca di garanzie esterne senza dire mai in modo chiaro ciò che è o che vuole essere. Personalmente confido in Bersani che è uompo di esperienza, aperto al confronto, sereno nel dibattito. Non può essere che al palese fallimento di Veltroni faccia seguito il suo vice, nè può essere che il primo partito della sinistra si presenti spigoloso ed isterico. Proposta: considerato che tanto Berlusconi ce lo terremo ancora per un po’, perchè non staccare la spina, lasciare l’attività di camera e senato nelle mani dei capigruppo e obbligare i leader di partito ad una riflessione ed alla costituzione di un nuovo soggetto politico che si presenti da Bolzano a Palermo con lo stesso simbolo senza “deroghe territoriali”? …chissà magari entro le regionali del prossimo anno!
Grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere
Paola, Manerbio (BS)