I socialisti fautori di Sinistra e Libertà dovrebbero riflettere di più sul loro futuro, senza dimenticare la storia passata, quando nelle elezioni politiche del 1946 per la costituzione dell’Assemblea costituente, il Psi fu per numero di voti il secondo partito – 20,72% e 115 seggi- dopo quello democristiano, nella tornata del 1948, invece, con blocco frontista, con l’icona di Giuseppe Garibaldi, retrocesse in terza posizione dietro al Pci di Togliatti.
Nelle elezioni del 1968, il Psu – Psi e Psdi unificati – prese appena il 14% e con quel risultato iniziarono le scosse che portarono alla scissione, facendo ritornare i due partiti socialisti al punto di partenza, divisi e distanti per via dello scarso consenso ottenuto.
Insomma, il Psi quando si apparentò a sinistra, con i comunisti, e unificato a destra, con i socialdemocratici, non ebbe alcuna fortuna.
Questo serva da esempio a chi si batte per il nuovo soggetto di Sinistra e Libertà. Come dovrebbe servire l’esempio del Pd che, di là dalle buone intenzioni ,non riesce a decollare e rischia il dissolvimento.
Sebbene siano di moda il “partito meticcio”, a sinistra non hanno avuto granché di fortuna, anzi.
In primo luogo, esiste questo problema; in secondo luogo, come si fa a dare a Nichi Vendola la leadership della prossima formazione, avendo questi rotto alla sua sinistra, - dopo aver perso il congresso, è stato il responsabile della scissione avvenuta in Rifondazione comunista – e alla sua destra. Con il Pd non ha buoni rapporti, essendo entrato a gamba tesa nella vicenda congressuale dei democrat e sulla crisi della giunta pugliese ha tagliato fuori i dalemiani,
Sinistra e libertà è un arrocco elettorale e, comunque, non di successo e per farne un partito propriamente detto ce ne vuole. Bisogna lavorare per far amalgamare le diverse famiglie politiche presenti, e sarà un lavoro di sisifo, oltreché definire la cultura politica che non c’è per nulla.
Finora Sinistra e Libertà non è stata, politicamente, né carne né pesce e, per di più, non è massimalista e nemmeno riformista. Costituita da ex comunisti, nella sua grande maggioranza, e socialista, nella sua stragrande, minoranza.
Sperando che i naviganti non si trasformino in naufraghi, che pensano di mettersi al salvo con Sinistra e Libertà.
(8 luglio 2009)

OK allora tenetevi stretto il vostro 1% (se ancora ci arrivate).
Sinistra e Libertà è l’unico movimento che potrebbe in qualche modo insidiare il dominio del PD nella sinistra italiana, o quanto meno ispirarlo e sensibilizzarlo sui temi a noi cari, senza riferimenti ormai stantii a ideologie ottocentesche.
Penso che il tuo discorso un decennio fa avrebbe avuto un senso…il punto è :quale sviluppo economico?che tipo di riformismo?mi sembra che alcuni di voi non ha percepito che siamo davanti ad un cambio epocale…d’alema?roba vecchia ancora prima di nominarlo!Ti do un consiglio,leggi l’ultimo libro di Tremonti sulla crisi economica che è molto interessante…ecco credo che Sinistra e Liberta’ possa dare delle risposte se facciamo lavorare un po i nostri giovani e non continuiamo a voler difendere il nostro piccolo piccolo atomo socialista!W Sinistra e Liberta’
Perdonami non votero’ mai il PD perchè il prototipo dell’elettore pd è la Serracchiani,il qualunquismo fatto donna!
a gamba tesa : Pure Lui oltre alla Bartolini o Bortolini!!
Bisogna lavorare per far amalgamare le diverse famiglie politiche presenti, e sarà un lavoro di sisifo, oltreché definire la cultura politica che non c’è per nulla.
Quoto. Sono d’accordo.
Buon lavoro.
Buona giornata.
Brunella
Quoto Paolo, sono d’accordo.
I socialisti con i socialisti, icomunisti con i comunisti, i cattocomunisti con i cattocomunisti ed i giustiziali sti tutti attorno papa Scalfari.Fraterni saluti FRANCO MARTA