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DOPO IL G 8 : IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER BERLUSCONI ?

DOPO IL G 8 : IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER BERLUSCONI ?
Categorie: Politica

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Il giorno del giudizio ci sarà? e quando ci sarà? Tutti si pongono il problema e aspettano in modo snervante con un crescendo rossiniano di notizie alimentate ad arte per aumentare il clima di suspense. Per converso, Silvio Berlusconi appare all’opinione pubblica sorridente e serafico da attore consumato che ha recitato su tanti palcoscenici. Insomma,sprizza da tutti i pori sicurezza, nel senso che non accadrà nulla di nulla sul suo conto di quello che minacciano giornali, radio e tv di mezzo mondo. Nemmeno è il tipo che si muove in modo, diciamo, da incosciente; comunque, sarebbe, per lui che riveste la carica di Presidente del consiglio, un atteggiamento non consono, che non si può davvero permettere.

Il personaggio è quello che è, che vuole a tutti i costi stupire, come sulla scena politica, così, in modo sbagliato, in quello della sua vita privata, fatta, peraltro, di frequentazioni particolari, che avrebbe potuto evitare. Il paradosso dei paradossi, sta nel fatto che mentre gli italiani pensavano che fosse intento a studiare i sudati dossier di governo, invece, lui se la spassava. C’est la vie.

Per sopravvivere al bombardamento di tale portata, bisogna essere corazzati, altrimenti soccombi e Berlusconi sta dimostrando di essere, in fondo, immune dagli attacchi che gli provengono da più parti. Per lui, uscire da questo stato è una scommessa e dipenderà anche molto dall’esito del G8. 

E’ una guerra vera e propria ingaggiata contro di lui in modo anche, finora, petulante, che non si vede ancora la fine e chi la vincerà. Gli attacchi non vengono a caso, ci sarà un motivo di fondo purchessia. Del resto, il fenomeno Berlusconi si presta davvero a ogni tipo di attacco e lui, per la verità,non si è tirato indietro, anzi, lo ha alimentato, dando fiato alle trombe.  

Mentre prima si poteva pensare che fossero organizzati per il motivo puramente mercantile del giornale di Largo Fochetti, alla prova dei fatti, non è solo questo, c’è una ragione politica regina, la defenestrazione del premier.

C’è una mano, anzi, una manona autoctona, con collegamenti internazionali, che l’ ha preso di mira. In questa situazione Berlusconi si è messo, – in verità non è stato per nulla messo da alcuno-, nelle condizioni di essere accusato, di tutte le nefandezze di questo mondo. Dunque, non si trova per caso nel ginepraio, semmai, è colpa del suo modo di vivere la sua vita privata da crapulone. E ciò lo sta pagando e, comunque, con gli interessi. Se fosse stato più attento, sarebbe passato agli onori della cronaca come un grande statista, invece, scegliendo quelle amicizie molto particolari …

Essendosi speso per la “vita spericolata”, con il dire di Vasco Rossi, e sregolata, aggiungiamo noi, ha lasciato per strada molto del consenso che aveva acquisito col grosso lavoro di immagine, fatto con grandi sacrifici. Attraverso la quale è rispecchiata agli occhi degli elettori la figura di imprenditore di successo, di buon padre di famiglia, di cattolico credente e poco osservante, come sono gli italiani in generale, e di cittadino arrivato, tardi ma bene, al potere politico, avendo già alle sue spalle quello imprenditoriale. 

Sognava il Colle, per ora dovrà metterlo nel cassetto.

Politicamente parlando, Berlusconi fuori gioco, si aprirebbe un vuoto pericoloso nella nostra democrazia e, comunque, non ci sarebbe alcuna coalizione alternativa che saprebbe riempirlo. L’opposizione non è in grado di farlo, per cui si mettesse l’anima in pace.

Oppure ci sarebbero forze oscure che lo potrebbero fare in  quattro e quattr’otto , ma  sono di pasta giustizialista, plebiscitaria e populista. Di fronte a questo rischio, è meglio Berlusconi con le sue luci e con le sue ombre.

Chi ha intenzione di assassinarlo, -si fa per dire -?

In primo luogo, il gruppo Espresso&Repubblica, che sta conducendo una campagna anti  Berlusconi in modo forsennato e, in più di una volta, è risultata ripetitiva per evidenti scopi commerciali. Che, guarda caso, non si è per nulla fermata,neppure di fronte agli inviti del capo dello Stato di abbassare i  toni, per via del G8.  

Però, in modo accanito e quasi persecutorio, il quotidiano di Ezio Mauro sta rovistando nella  spazzatura della vita della “quattro mura domestiche”, per sparare il botto finale contro il premier; in secondo luogo,come indiziato c’è il suo amico nemico Murdoch, -per antonomasia “lo Squalo” che vorrà pur dire qualcosa- tirato in ballo, per una serie di ragioni concorrenziali, legate alle attività dei media scritti e parlati. In più,le  lobby industrial – finanziarie, i cui interessi non sono coincidenti con la linea politica del governo italiano. Più volte abbiamo parlato di Bilderberg Group il cui interessi segreti spaziano da un campo all’altro, fino al petrolio. In ogni buon conto, forze che sanno essere destabilizzanti, proprio quando i governi in generale tentano di toccare i loro privilegi.

Giulio Tremonti è uno di quei ministri che non le manda a dire agli istituti di credito e alle banche d’affari e,comunque, fa di tutto per mettere in luce le loro pecche. Per esempio.  

Alcuni tentativi portati in porto contro gli interessi dell’Italia, per fini economici, gli italiani li hanno pagati caramente:  le speculazioni sulla lira di Gorge Soros, le privatizzazioni degli apparati bancari e industriali pubblici sui quali hanno fatto lucrosi affari in parecchi, tra cui la banche d’affari. E poi, l’Eni che si muove in modo autonomo, rispetto ai vecchi assetti di potere del mondo petrolifero e del gas, non piace ai grandi gruppi multinazionali.  Prova ne sia che il progetto del gasdotto italo – russo South Stream, concorrente del Nabucco, è visto con diffidenza, da coloro che vogliono una politica meno dipendente da Mosca. 

In verità, è già successo con il cane a sei zampe di Enrico Mattei la cui politica verso il Terzo mondo in chiave anticolonialista  fece insorgere la famose e famigerate sette sorelle.

Per mettere in cattiva luce il premier italiano, i mass media usano qualsiasi mezzo, perfino, lo sputtanamento all’ennesima potenza, ragion per cui, senza riguardo lo brandiscono come clava, dando botte da orbi, anche nei confronti dell’Italia, come il caso del Guardian che scrive una serie di corbellerie, a tal punto che  auspica che l’Italia esca dal G8, dando il suo posto alla Spagna. Una caduta di stile per un giornale che tra l’altro ha sempre vantato tre quarti di nobiltà nel mondo della carta stampata internazionale.

Di certo, l’interessamento nei confronti di Silvio Berlusconi sta dimostrando qualcosa di patologico nonché di morboso. Vero è che il personaggio si è prestato abbastanza, per farsi mettere sotto schiaffo, tuttavia, il personaggio, come visto, è quello che è ,nel bene e nel male.

Eppure, a livello di politica estera ha acquisito alcuni importanti successi, vedi il riavvicinamento, per suo tramite, degli Usa con la Russia, e sul piano dei provvedimenti interni non mancano le sorprese riformiste, grazie al lavoro di Brunetta, Gelmini, Sacconi e Tremonti.

Nel caso Berlusconi, perciò calza a pennello il detto: vizi privati e pubbliche virtù.

L’ultimo attacco di una lunga serie è stato quello del segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, un cognome che è tutto un programma, -il quale si è guardato bene di proferire il nome di Berlusconi -, che ha fatto riferimento al “libertinaggio gaio e irresponsabile che investe la parola lussuria”. E, comunque, non c’è voluto la zingara per indovinare a chi si è riferito.

La Chiesa ha tutti i titoli per dare lezioni morali di questo tenore? Beninteso, sta nel suo alto ufficio e, comunque, se non lo facesse che dovrebbe fare? Ma lei  prima di salire sul pulpito per fare la predica cosa racconta della vita privata di alcuni preti da Oltreoceano e Oltretevere che tanto lasciano a desiderare, molto e molto di più quanto lasci quella del Presidente del consiglio che non veste l’abito talare?

Vero che ci sono tante chiavi di letture sugli attacchi a Berlusconi, ma è pur vero che avrebbe potuto fare una vita morigerata. Ne avrebbe guadagnato la sua persona e l’Italia.

                                                             Biagio Marzo

                                     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

LA VOGLIA DI STUPIRE. AD OGNI COSTO

 

Il giorno del giudizio ci sarà? e quando ci sarà? Tutti si pongono il problema e aspettano in modo snervante con un crescendo rossiniano di notizie alimentate ad arte per aumentare il clima di suspense. Per converso, Silvio Berlusconi appare all’opinione pubblica sorridente e serafico da attore consumato che ha recitato su tanti palcoscenici. Insomma,sprizza da tutti i pori sicurezza, nel senso che non accadrà nulla di nulla sul suo conto di quello che minacciano giornali, radio e tv di mezzo mondo. Nemmeno è il tipo che si muove in modo, diciamo, da incosciente; comunque, sarebbe, per lui che riveste la carica di Presidente del consiglio, un atteggiamento non consono, che non si può davvero permettere.

Il personaggio è quello che è, che vuole a tutti i costi stupire, come sulla scena politica, così, in modo sbagliato, in quello della sua vita privata, fatta, peraltro, di frequentazioni particolari, che avrebbe potuto evitare. Il paradosso dei paradossi, sta nel fatto che mentre gli italiani pensavano che fosse intento a studiare i sudati dossier di governo, invece, lui se la spassava. C’est la vie.

Per sopravvivere al bombardamento di tale portata, bisogna essere corazzati, altrimenti soccombi e Berlusconi sta dimostrando di essere, in fondo, immune dagli attacchi che gli provengono da più parti. Per lui, uscire da questo stato è una scommessa e dipenderà anche molto dall’esito del G8. 

E’ una guerra vera e propria ingaggiata contro di lui in modo anche, finora, petulante, che non si vede ancora la fine e chi la vincerà. Gli attacchi non vengono a caso, ci sarà un motivo di fondo purchessia. Del resto, il fenomeno Berlusconi si presta davvero a ogni tipo di attacco e lui, per la verità,non si è tirato indietro, anzi, lo ha alimentato, dando fiato alle trombe.  

Mentre prima si poteva pensare che fossero organizzati per il motivo puramente mercantile del giornale di Largo Fochetti, alla prova dei fatti, non è solo questo, c’è una ragione politica regina, la defenestrazione del premier.

C’è una mano, anzi, una manona autoctona, con collegamenti internazionali, che l’ ha preso di mira. In questa situazione Berlusconi si è messo, – in verità non è stato per nulla messo da alcuno-, nelle condizioni di essere accusato, di tutte le nefandezze di questo mondo. Dunque, non si trova per caso nel ginepraio, semmai, è colpa del suo modo di vivere la sua vita privata da crapulone. E ciò lo sta pagando e, comunque, con gli interessi. Se fosse stato più attento, sarebbe passato agli onori della cronaca come un grande statista, invece, scegliendo quelle amicizie molto particolari …

Essendosi speso per la “vita spericolata”, con il dire di Vasco Rossi, e sregolata, aggiungiamo noi, ha lasciato per strada molto del consenso che aveva acquisito col grosso lavoro di immagine, fatto con grandi sacrifici. Attraverso la quale è rispecchiata agli occhi degli elettori la figura di imprenditore di successo, di buon padre di famiglia, di cattolico credente e poco osservante, come sono gli italiani in generale, e di cittadino arrivato, tardi ma bene, al potere politico, avendo già alle sue spalle quello imprenditoriale. 

Sognava il Colle, per ora dovrà metterlo nel cassetto.

Politicamente parlando, Berlusconi fuori gioco, si aprirebbe un vuoto pericoloso nella nostra democrazia e, comunque, non ci sarebbe alcuna coalizione alternativa che saprebbe riempirlo. L’opposizione non è in grado di farlo, per cui si mettesse l’anima in pace.

Oppure ci sarebbero forze oscure che lo potrebbero fare in  quattro e quattr’otto , ma  sono di pasta giustizialista, plebiscitaria e populista. Di fronte a questo rischio, è meglio Berlusconi con le sue luci e con le sue ombre.

Chi ha intenzione di assassinarlo, -si fa per dire -?

In primo luogo, il gruppo Espresso&Repubblica, che sta conducendo una campagna anti  Berlusconi in modo forsennato e, in più di una volta, è risultata ripetitiva per evidenti scopi commerciali. Che, guarda caso, non si è per nulla fermata,neppure di fronte agli inviti del capo dello Stato di abbassare i  toni, per via del G8.  

Però, in modo accanito e quasi persecutorio, il quotidiano di Ezio Mauro sta rovistando nella  spazzatura della vita della “quattro mura domestiche”, per sparare il botto finale contro il premier; in secondo luogo,come indiziato c’è il suo amico nemico Murdoch, -per antonomasia “lo Squalo” che vorrà pur dire qualcosa- tirato in ballo, per una serie di ragioni concorrenziali, legate alle attività dei media scritti e parlati. In più,le  lobby industrial – finanziarie, i cui interessi non sono coincidenti con la linea politica del governo italiano. Più volte abbiamo parlato di Bilderberg Group il cui interessi segreti spaziano da un campo all’altro, fino al petrolio. In ogni buon conto, forze che sanno essere destabilizzanti, proprio quando i governi in generale tentano di toccare i loro privilegi.

Giulio Tremonti è uno di quei ministri che non le manda a dire agli istituti di credito e alle banche d’affari e,comunque, fa di tutto per mettere in luce le loro pecche. Per esempio.  

Alcuni tentativi portati in porto contro gli interessi dell’Italia, per fini economici, gli italiani li hanno pagati caramente:  le speculazioni sulla lira di Gorge Soros, le privatizzazioni degli apparati bancari e industriali pubblici sui quali hanno fatto lucrosi affari in parecchi, tra cui la banche d’affari. E poi, l’Eni che si muove in modo autonomo, rispetto ai vecchi assetti di potere del mondo petrolifero e del gas, non piace ai grandi gruppi multinazionali.  Prova ne sia che il progetto del gasdotto italo – russo South Stream, concorrente del Nabucco, è visto con diffidenza, da coloro che vogliono una politica meno dipendente da Mosca. 

In verità, è già successo con il cane a sei zampe di Enrico Mattei la cui politica verso il Terzo mondo in chiave anticolonialista  fece insorgere la famose e famigerate sette sorelle.

Per mettere in cattiva luce il premier italiano, i mass media usano qualsiasi mezzo, perfino, lo sputtanamento all’ennesima potenza, ragion per cui, senza riguardo lo brandiscono come clava, dando botte da orbi, anche nei confronti dell’Italia, come il caso del Guardian che scrive una serie di corbellerie, a tal punto che  auspica che l’Italia esca dal G8, dando il suo posto alla Spagna. Una caduta di stile per un giornale che tra l’altro ha sempre vantato tre quarti di nobiltà nel mondo della carta stampata internazionale.

Di certo, l’interessamento nei confronti di Silvio Berlusconi sta dimostrando qualcosa di patologico nonché di morboso. Vero è che il personaggio si è prestato abbastanza, per farsi mettere sotto schiaffo, tuttavia, il personaggio, come visto, è quello che è ,nel bene e nel male.

Eppure, a livello di politica estera ha acquisito alcuni importanti successi, vedi il riavvicinamento, per suo tramite, degli Usa con la Russia, e sul piano dei provvedimenti interni non mancano le sorprese riformiste, grazie al lavoro di Brunetta, Gelmini, Sacconi e Tremonti.

Nel caso Berlusconi, perciò calza a pennello il detto: vizi privati e pubbliche virtù.

L’ultimo attacco di una lunga serie è stato quello del segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, un cognome che è tutto un programma, -il quale si è guardato bene di proferire il nome di Berlusconi -, che ha fatto riferimento al “libertinaggio gaio e irresponsabile che investe la parola lussuria”. E, comunque, non c’è voluto la zingara per indovinare a chi si è riferito.

La Chiesa ha tutti i titoli per dare lezioni morali di questo tenore? Beninteso, sta nel suo alto ufficio e, comunque, se non lo facesse che dovrebbe fare? Ma lei  prima di salire sul pulpito per fare la predica cosa racconta della vita privata di alcuni preti da Oltreoceano e Oltretevere che tanto lasciano a desiderare, molto e molto di più quanto lasci quella del Presidente del consiglio che non veste l’abito talare?

Vero che ci sono tante chiavi di letture sugli attacchi a Berlusconi, ma è pur vero che avrebbe potuto fare una vita morigerata. Ne avrebbe guadagnato la sua persona e l’Italia.

                                                                                                  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

LA VOGLIA DI STUPIRE. AD OGNI COSTO

 

Il giorno del giudizio ci sarà? e quando ci sarà? Tutti si pongono il problema e aspettano in modo snervante con un crescendo rossiniano di notizie alimentate ad arte per aumentare il clima di suspense. Per converso, Silvio Berlusconi appare all’opinione pubblica sorridente e serafico da attore consumato che ha recitato su tanti palcoscenici. Insomma,sprizza da tutti i pori sicurezza, nel senso che non accadrà nulla di nulla sul suo conto di quello che minacciano giornali, radio e tv di mezzo mondo. Nemmeno è il tipo che si muove in modo, diciamo, da incosciente; comunque, sarebbe, per lui che riveste la carica di Presidente del consiglio, un atteggiamento non consono, che non si può davvero permettere.

Il personaggio è quello che è, che vuole a tutti i costi stupire, come sulla scena politica, così, in modo sbagliato, in quello della sua vita privata, fatta, peraltro, di frequentazioni particolari, che avrebbe potuto evitare. Il paradosso dei paradossi, sta nel fatto che mentre gli italiani pensavano che fosse intento a studiare i sudati dossier di governo, invece, lui se la spassava. C’est la vie.

Per sopravvivere al bombardamento di tale portata, bisogna essere corazzati, altrimenti soccombi e Berlusconi sta dimostrando di essere, in fondo, immune dagli attacchi che gli provengono da più parti. Per lui, uscire da questo stato è una scommessa e dipenderà anche molto dall’esito del G8. 

E’ una guerra vera e propria ingaggiata contro di lui in modo anche, finora, petulante, che non si vede ancora la fine e chi la vincerà. Gli attacchi non vengono a caso, ci sarà un motivo di fondo purchessia. Del resto, il fenomeno Berlusconi si presta davvero a ogni tipo di attacco e lui, per la verità,non si è tirato indietro, anzi, lo ha alimentato, dando fiato alle trombe.  

Mentre prima si poteva pensare che fossero organizzati per il motivo puramente mercantile del giornale di Largo Fochetti, alla prova dei fatti, non è solo questo, c’è una ragione politica regina, la defenestrazione del premier.

C’è una mano, anzi, una manona autoctona, con collegamenti internazionali, che l’ ha preso di mira. In questa situazione Berlusconi si è messo, – in verità non è stato per nulla messo da alcuno-, nelle condizioni di essere accusato, di tutte le nefandezze di questo mondo. Dunque, non si trova per caso nel ginepraio, semmai, è colpa del suo modo di vivere la sua vita privata da crapulone. E ciò lo sta pagando e, comunque, con gli interessi. Se fosse stato più attento, sarebbe passato agli onori della cronaca come un grande statista, invece, scegliendo quelle amicizie molto particolari …

Essendosi speso per la “vita spericolata”, con il dire di Vasco Rossi, e sregolata, aggiungiamo noi, ha lasciato per strada molto del consenso che aveva acquisito col grosso lavoro di immagine, fatto con grandi sacrifici. Attraverso la quale è rispecchiata agli occhi degli elettori la figura di imprenditore di successo, di buon padre di famiglia, di cattolico credente e poco osservante, come sono gli italiani in generale, e di cittadino arrivato, tardi ma bene, al potere politico, avendo già alle sue spalle quello imprenditoriale. 

Sognava il Colle, per ora dovrà metterlo nel cassetto.

Politicamente parlando, Berlusconi fuori gioco, si aprirebbe un vuoto pericoloso nella nostra democrazia e, comunque, non ci sarebbe alcuna coalizione alternativa che saprebbe riempirlo. L’opposizione non è in grado di farlo, per cui si mettesse l’anima in pace.

Oppure ci sarebbero forze oscure che lo potrebbero fare in  quattro e quattr’otto , ma  sono di pasta giustizialista, plebiscitaria e populista. Di fronte a questo rischio, è meglio Berlusconi con le sue luci e con le sue ombre.

Chi ha intenzione di assassinarlo, -si fa per dire -?

In primo luogo, il gruppo Espresso&Repubblica, che sta conducendo una campagna anti  Berlusconi in modo forsennato e, in più di una volta, è risultata ripetitiva per evidenti scopi commerciali. Che, guarda caso, non si è per nulla fermata,neppure di fronte agli inviti del capo dello Stato di abbassare i  toni, per via del G8.  

Però, in modo accanito e quasi persecutorio, il quotidiano di Ezio Mauro sta rovistando nella  spazzatura della vita della “quattro mura domestiche”, per sparare il botto finale contro il premier; in secondo luogo,come indiziato c’è il suo amico nemico Murdoch, -per antonomasia “lo Squalo” che vorrà pur dire qualcosa- tirato in ballo, per una serie di ragioni concorrenziali, legate alle attività dei media scritti e parlati. In più,le  lobby industrial – finanziarie, i cui interessi non sono coincidenti con la linea politica del governo italiano. Più volte abbiamo parlato di Bilderberg Group il cui interessi segreti spaziano da un campo all’altro, fino al petrolio. In ogni buon conto, forze che sanno essere destabilizzanti, proprio quando i governi in generale tentano di toccare i loro privilegi.

Giulio Tremonti è uno di quei ministri che non le manda a dire agli istituti di credito e alle banche d’affari e,comunque, fa di tutto per mettere in luce le loro pecche. Per esempio.  

Alcuni tentativi portati in porto contro gli interessi dell’Italia, per fini economici, gli italiani li hanno pagati caramente:  le speculazioni sulla lira di Gorge Soros, le privatizzazioni degli apparati bancari e industriali pubblici sui quali hanno fatto lucrosi affari in parecchi, tra cui la banche d’affari. E poi, l’Eni che si muove in modo autonomo, rispetto ai vecchi assetti di potere del mondo petrolifero e del gas, non piace ai grandi gruppi multinazionali.  Prova ne sia che il progetto del gasdotto italo – russo South Stream, concorrente del Nabucco, è visto con diffidenza, da coloro che vogliono una politica meno dipendente da Mosca. 

In verità, è già successo con il cane a sei zampe di Enrico Mattei la cui politica verso il Terzo mondo in chiave anticolonialista  fece insorgere la famose e famigerate sette sorelle.

Per mettere in cattiva luce il premier italiano, i mass media usano qualsiasi mezzo, perfino, lo sputtanamento all’ennesima potenza, ragion per cui, senza riguardo lo brandiscono come clava, dando botte da orbi, anche nei confronti dell’Italia, come il caso del Guardian che scrive una serie di corbellerie, a tal punto che  auspica che l’Italia esca dal G8, dando il suo posto alla Spagna. Una caduta di stile per un giornale che tra l’altro ha sempre vantato tre quarti di nobiltà nel mondo della carta stampata internazionale.

Di certo, l’interessamento nei confronti di Silvio Berlusconi sta dimostrando qualcosa di patologico nonché di morboso. Vero è che il personaggio si è prestato abbastanza, per farsi mettere sotto schiaffo, tuttavia, il personaggio, come visto, è quello che è ,nel bene e nel male.

Eppure, a livello di politica estera ha acquisito alcuni importanti successi, vedi il riavvicinamento, per suo tramite, degli Usa con la Russia, e sul piano dei provvedimenti interni non mancano le sorprese riformiste, grazie al lavoro di Brunetta, Gelmini, Sacconi e Tremonti.

Nel caso Berlusconi, perciò calza a pennello il detto: vizi privati e pubbliche virtù.

L’ultimo attacco di una lunga serie è stato quello del segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, un cognome che è tutto un programma, -il quale si è guardato bene di proferire il nome di Berlusconi -, che ha fatto riferimento al “libertinaggio gaio e irresponsabile che investe la parola lussuria”. E, comunque, non c’è voluto la zingara per indovinare a chi si è riferito.

La Chiesa ha tutti i titoli per dare lezioni morali di questo tenore? Beninteso, sta nel suo alto ufficio e, comunque, se non lo facesse che dovrebbe fare? Ma lei  prima di salire sul pulpito per fare la predica cosa racconta della vita privata di alcuni preti da Oltreoceano e Oltretevere che tanto lasciano a desiderare, molto e molto di più quanto lasci quella del Presidente del consiglio che non veste l’abito talare?

Vero che ci sono tante chiavi di letture sugli attacchi a Berlusconi, ma è pur vero che avrebbe potuto fare una vita morigerata. Ne avrebbe guadagnato la sua persona e l’Italia.

                                                             Biagio Marzo

                                     

 

 

 

LA VOGLIA DI STUPIRE. AD OGNI COSTO

 

Il giorno del giudizio ci sarà? e quando ci sarà? Tutti si pongono il problema e aspettano in modo snervante con un crescendo rossiniano di notizie alimentate ad arte per aumentare il clima di suspense. Per converso, Silvio Berlusconi appare all’opinione pubblica sorridente e serafico da attore consumato che ha recitato su tanti palcoscenici. Insomma,sprizza da tutti i pori sicurezza, nel senso che non accadrà nulla di nulla sul suo conto di quello che minacciano giornali, radio e tv di mezzo mondo. Nemmeno è il tipo che si muove in modo, diciamo, da incosciente; comunque, sarebbe, per lui che riveste la carica di Presidente del consiglio, un atteggiamento non consono, che non si può davvero permettere.

Il personaggio è quello che è, che vuole a tutti i costi stupire, come sulla scena politica, così, in modo sbagliato, in quello della sua vita privata, fatta, peraltro, di frequentazioni particolari, che avrebbe potuto evitare. Il paradosso dei paradossi, sta nel fatto che mentre gli italiani pensavano che fosse intento a studiare i sudati dossier di governo, invece, lui se la spassava. C’est la vie.

Per sopravvivere al bombardamento di tale portata, bisogna essere corazzati, altrimenti soccombi e Berlusconi sta dimostrando di essere, in fondo, immune dagli attacchi che gli provengono da più parti. Per lui, uscire da questo stato è una scommessa e dipenderà anche molto dall’esito del G8. 

E’ una guerra vera e propria ingaggiata contro di lui in modo anche, finora, petulante, che non si vede ancora la fine e chi la vincerà. Gli attacchi non vengono a caso, ci sarà un motivo di fondo purchessia. Del resto, il fenomeno Berlusconi si presta davvero a ogni tipo di attacco e lui, per la verità,non si è tirato indietro, anzi, lo ha alimentato, dando fiato alle trombe.  

Mentre prima si poteva pensare che fossero organizzati per il motivo puramente mercantile del giornale di Largo Fochetti, alla prova dei fatti, non è solo questo, c’è una ragione politica regina, la defenestrazione del premier.

C’è una mano, anzi, una manona autoctona, con collegamenti internazionali, che l’ ha preso di mira. In questa situazione Berlusconi si è messo, – in verità non è stato per nulla messo da alcuno-, nelle condizioni di essere accusato, di tutte le nefandezze di questo mondo. Dunque, non si trova per caso nel ginepraio, semmai, è colpa del suo modo di vivere la sua vita privata da crapulone. E ciò lo sta pagando e, comunque, con gli interessi. Se fosse stato più attento, sarebbe passato agli onori della cronaca come un grande statista, invece, scegliendo quelle amicizie molto particolari …

Essendosi speso per la “vita spericolata”, con il dire di Vasco Rossi, e sregolata, aggiungiamo noi, ha lasciato per strada molto del consenso che aveva acquisito col grosso lavoro di immagine, fatto con grandi sacrifici. Attraverso la quale è rispecchiata agli occhi degli elettori la figura di imprenditore di successo, di buon padre di famiglia, di cattolico credente e poco osservante, come sono gli italiani in generale, e di cittadino arrivato, tardi ma bene, al potere politico, avendo già alle sue spalle quello imprenditoriale. 

Sognava il Colle, per ora dovrà metterlo nel cassetto.

Politicamente parlando, Berlusconi fuori gioco, si aprirebbe un vuoto pericoloso nella nostra democrazia e, comunque, non ci sarebbe alcuna coalizione alternativa che saprebbe riempirlo. L’opposizione non è in grado di farlo, per cui si mettesse l’anima in pace.

Oppure ci sarebbero forze oscure che lo potrebbero fare in  quattro e quattr’otto , ma  sono di pasta giustizialista, plebiscitaria e populista. Di fronte a questo rischio, è meglio Berlusconi con le sue luci e con le sue ombre.

Chi ha intenzione di assassinarlo, -si fa per dire -?

In primo luogo, il gruppo Espresso&Repubblica, che sta conducendo una campagna anti  Berlusconi in modo forsennato e, in più di una volta, è risultata ripetitiva per evidenti scopi commerciali. Che, guarda caso, non si è per nulla fermata,neppure di fronte agli inviti del capo dello Stato di abbassare i  toni, per via del G8.  

Però, in modo accanito e quasi persecutorio, il quotidiano di Ezio Mauro sta rovistando nella  spazzatura della vita della “quattro mura domestiche”, per sparare il botto finale contro il premier; in secondo luogo,come indiziato c’è il suo amico nemico Murdoch, -per antonomasia “lo Squalo” che vorrà pur dire qualcosa- tirato in ballo, per una serie di ragioni concorrenziali, legate alle attività dei media scritti e parlati. In più,le  lobby industrial – finanziarie, i cui interessi non sono coincidenti con la linea politica del governo italiano. Più volte abbiamo parlato di Bilderberg Group il cui interessi segreti spaziano da un campo all’altro, fino al petrolio. In ogni buon conto, forze che sanno essere destabilizzanti, proprio quando i governi in generale tentano di toccare i loro privilegi.

Giulio Tremonti è uno di quei ministri che non le manda a dire agli istituti di credito e alle banche d’affari e,comunque, fa di tutto per mettere in luce le loro pecche. Per esempio.  

Alcuni tentativi portati in porto contro gli interessi dell’Italia, per fini economici, gli italiani li hanno pagati caramente:  le speculazioni sulla lira di Gorge Soros, le privatizzazioni degli apparati bancari e industriali pubblici sui quali hanno fatto lucrosi affari in parecchi, tra cui la banche d’affari. E poi, l’Eni che si muove in modo autonomo, rispetto ai vecchi assetti di potere del mondo petrolifero e del gas, non piace ai grandi gruppi multinazionali.  Prova ne sia che il progetto del gasdotto italo – russo South Stream, concorrente del Nabucco, è visto con diffidenza, da coloro che vogliono una politica meno dipendente da Mosca. 

In verità, è già successo con il cane a sei zampe di Enrico Mattei la cui politica verso il Terzo mondo in chiave anticolonialista  fece insorgere la famose e famigerate sette sorelle.

Per mettere in cattiva luce il premier italiano, i mass media usano qualsiasi mezzo, perfino, lo sputtanamento all’ennesima potenza, ragion per cui, senza riguardo lo brandiscono come clava, dando botte da orbi, anche nei confronti dell’Italia, come il caso del Guardian che scrive una serie di corbellerie, a tal punto che  auspica che l’Italia esca dal G8, dando il suo posto alla Spagna. Una caduta di stile per un giornale che tra l’altro ha sempre vantato tre quarti di nobiltà nel mondo della carta stampata internazionale.

Di certo, l’interessamento nei confronti di Silvio Berlusconi sta dimostrando qualcosa di patologico nonché di morboso. Vero è che il personaggio si è prestato abbastanza, per farsi mettere sotto schiaffo, tuttavia, il personaggio, come visto, è quello che è ,nel bene e nel male.

Eppure, a livello di politica estera ha acquisito alcuni importanti successi, vedi il riavvicinamento, per suo tramite, degli Usa con la Russia, e sul piano dei provvedimenti interni non mancano le sorprese riformiste, grazie al lavoro di Brunetta, Gelmini, Sacconi e Tremonti.

Nel caso Berlusconi, perciò calza a pennello il detto: vizi privati e pubbliche virtù.

L’ultimo attacco di una lunga serie è stato quello del segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, un cognome che è tutto un programma, -il quale si è guardato bene di proferire il nome di Berlusconi -, che ha fatto riferimento al “libertinaggio gaio e irresponsabile che investe la parola lussuria”. E, comunque, non c’è voluto la zingara per indovinare a chi si è riferito.

La Chiesa ha tutti i titoli per dare lezioni morali di questo tenore? Beninteso, sta nel suo alto ufficio e, comunque, se non lo facesse che dovrebbe fare? Ma lei  prima di salire sul pulpito per fare la predica cosa racconta della vita privata di alcuni preti da Oltreoceano e Oltretevere che tanto lasciano a desiderare, molto e molto di più quanto lasci quella del Presidente del consiglio che non veste l’abito talare?

Vero che ci sono tante chiavi di letture sugli attacchi a Berlusconi, ma è pur vero che avrebbe potuto fare una vita morigerata. Ne avrebbe guadagnato la sua persona e l’Italia.

                                                             Biagio Marzo

                                     

 

 

 

 

LA VOGLIA DI STUPIRE. AD OGNI COSTO

 

Il giorno del giudizio ci sarà? e quando ci sarà? Tutti si pongono il problema e aspettano in modo snervante con un crescendo rossiniano di notizie alimentate ad arte per aumentare il clima di suspense. Per converso, Silvio Berlusconi appare all’opinione pubblica sorridente e serafico da attore consumato che ha recitato su tanti palcoscenici. Insomma,sprizza da tutti i pori sicurezza, nel senso che non accadrà nulla di nulla sul suo conto di quello che minacciano giornali, radio e tv di mezzo mondo. Nemmeno è il tipo che si muove in modo, diciamo, da incosciente; comunque, sarebbe, per lui che riveste la carica di Presidente del consiglio, un atteggiamento non consono, che non si può davvero permettere.

Il personaggio è quello che è, che vuole a tutti i costi stupire, come sulla scena politica, così, in modo sbagliato, in quello della sua vita privata, fatta, peraltro, di frequentazioni particolari, che avrebbe potuto evitare. Il paradosso dei paradossi, sta nel fatto che mentre gli italiani pensavano che fosse intento a studiare i sudati dossier di governo, invece, lui se la spassava. C’est la vie.

Per sopravvivere al bombardamento di tale portata, bisogna essere corazzati, altrimenti soccombi e Berlusconi sta dimostrando di essere, in fondo, immune dagli attacchi che gli provengono da più parti. Per lui, uscire da questo stato è una scommessa e dipenderà anche molto dall’esito del G8. 

E’ una guerra vera e propria ingaggiata contro di lui in modo anche, finora, petulante, che non si vede ancora la fine e chi la vincerà. Gli attacchi non vengono a caso, ci sarà un motivo di fondo purchessia. Del resto, il fenomeno Berlusconi si presta davvero a ogni tipo di attacco e lui, per la verità,non si è tirato indietro, anzi, lo ha alimentato, dando fiato alle trombe.  

Mentre prima si poteva pensare che fossero organizzati per il motivo puramente mercantile del giornale di Largo Fochetti, alla prova dei fatti, non è solo questo, c’è una ragione politica regina, la defenestrazione del premier.

C’è una mano, anzi, una manona autoctona, con collegamenti internazionali, che l’ ha preso di mira. In questa situazione Berlusconi si è messo, – in verità non è stato per nulla messo da alcuno-, nelle condizioni di essere accusato, di tutte le nefandezze di questo mondo. Dunque, non si trova per caso nel ginepraio, semmai, è colpa del suo modo di vivere la sua vita privata da crapulone. E ciò lo sta pagando e, comunque, con gli interessi. Se fosse stato più attento, sarebbe passato agli onori della cronaca come un grande statista, invece, scegliendo quelle amicizie molto particolari …

Essendosi speso per la “vita spericolata”, con il dire di Vasco Rossi, e sregolata, aggiungiamo noi, ha lasciato per strada molto del consenso che aveva acquisito col grosso lavoro di immagine, fatto con grandi sacrifici. Attraverso la quale è rispecchiata agli occhi degli elettori la figura di imprenditore di successo, di buon padre di famiglia, di cattolico credente e poco osservante, come sono gli italiani in generale, e di cittadino arrivato, tardi ma bene, al potere politico, avendo già alle sue spalle quello imprenditoriale. 

Sognava il Colle, per ora dovrà metterlo nel cassetto.

Politicamente parlando, Berlusconi fuori gioco, si aprirebbe un vuoto pericoloso nella nostra democrazia e, comunque, non ci sarebbe alcuna coalizione alternativa che saprebbe riempirlo. L’opposizione non è in grado di farlo, per cui si mettesse l’anima in pace.

Oppure ci sarebbero forze oscure che lo potrebbero fare in  quattro e quattr’otto , ma  sono di pasta giustizialista, plebiscitaria e populista. Di fronte a questo rischio, è meglio Berlusconi con le sue luci e con le sue ombre.

Chi ha intenzione di assassinarlo, -si fa per dire -?

In primo luogo, il gruppo Espresso&Repubblica, che sta conducendo una campagna anti  Berlusconi in modo forsennato e, in più di una volta, è risultata ripetitiva per evidenti scopi commerciali. Che, guarda caso, non si è per nulla fermata,neppure di fronte agli inviti del capo dello Stato di abbassare i  toni, per via del G8.  

Però, in modo accanito e quasi persecutorio, il quotidiano di Ezio Mauro sta rovistando nella  spazzatura della vita della “quattro mura domestiche”, per sparare il botto finale contro il premier; in secondo luogo,come indiziato c’è il suo amico nemico Murdoch, -per antonomasia “lo Squalo” che vorrà pur dire qualcosa- tirato in ballo, per una serie di ragioni concorrenziali, legate alle attività dei media scritti e parlati. In più,le  lobby industrial – finanziarie, i cui interessi non sono coincidenti con la linea politica del governo italiano. Più volte abbiamo parlato di Bilderberg Group il cui interessi segreti spaziano da un campo all’altro, fino al petrolio. In ogni buon conto, forze che sanno essere destabilizzanti, proprio quando i governi in generale tentano di toccare i loro privilegi.

Giulio Tremonti è uno di quei ministri che non le manda a dire agli istituti di credito e alle banche d’affari e,comunque, fa di tutto per mettere in luce le loro pecche. Per esempio.  

Alcuni tentativi portati in porto contro gli interessi dell’Italia, per fini economici, gli italiani li hanno pagati caramente:  le speculazioni sulla lira di Gorge Soros, le privatizzazioni degli apparati bancari e industriali pubblici sui quali hanno fatto lucrosi affari in parecchi, tra cui la banche d’affari. E poi, l’Eni che si muove in modo autonomo, rispetto ai vecchi assetti di potere del mondo petrolifero e del gas, non piace ai grandi gruppi multinazionali.  Prova ne sia che il progetto del gasdotto italo – russo South Stream, concorrente del Nabucco, è visto con diffidenza, da coloro che vogliono una politica meno dipendente da Mosca. 

In verità, è già successo con il cane a sei zampe di Enrico Mattei la cui politica verso il Terzo mondo in chiave anticolonialista  fece insorgere la famose e famigerate sette sorelle.

Per mettere in cattiva luce il premier italiano, i mass media usano qualsiasi mezzo, perfino, lo sputtanamento all’ennesima potenza, ragion per cui, senza riguardo lo brandiscono come clava, dando botte da orbi, anche nei confronti dell’Italia, come il caso del Guardian che scrive una serie di corbellerie, a tal punto che  auspica che l’Italia esca dal G8, dando il suo posto alla Spagna. Una caduta di stile per un giornale che tra l’altro ha sempre vantato tre quarti di nobiltà nel mondo della carta stampata internazionale.

Di certo, l’interessamento nei confronti di Silvio Berlusconi sta dimostrando qualcosa di patologico nonché di morboso. Vero è che il personaggio si è prestato abbastanza, per farsi mettere sotto schiaffo, tuttavia, il personaggio, come visto, è quello che è ,nel bene e nel male.

Eppure, a livello di politica estera ha acquisito alcuni importanti successi, vedi il riavvicinamento, per suo tramite, degli Usa con la Russia, e sul piano dei provvedimenti interni non mancano le sorprese riformiste, grazie al lavoro di Brunetta, Gelmini, Sacconi e Tremonti.

Nel caso Berlusconi, perciò calza a pennello il detto: vizi privati e pubbliche virtù.

L’ultimo attacco di una lunga serie è stato quello del segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, un cognome che è tutto un programma, -il quale si è guardato bene di proferire il nome di Berlusconi -, che ha fatto riferimento al “libertinaggio gaio e irresponsabile che investe la parola lussuria”. E, comunque, non c’è voluto la zingara per indovinare a chi si è riferito.

La Chiesa ha tutti i titoli per dare lezioni morali di questo tenore? Beninteso, sta nel suo alto ufficio e, comunque, se non lo facesse che dovrebbe fare? Ma lei  prima di salire sul pulpito per fare la predica cosa racconta della vita privata di alcuni preti da Oltreoceano e Oltretevere che tanto lasciano a desiderare, molto e molto di più quanto lasci quella del Presidente del consiglio che non veste l’abito talare?

Vero che ci sono tante chiavi di letture sugli attacchi a Berlusconi, ma è pur vero che avrebbe potuto fare una vita morigerata. Ne avrebbe guadagnato la sua persona e l’Italia.

                                                             Biagio Marzo


(9 luglio 2009)

8 Commenti su “DOPO IL G 8 : IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER BERLUSCONI ?”

  1. sergiuseppe scrive:

    Mi piace questo articolo.

    Certo mi fa ridere il fatto che ci stiamo anglosassonizzando anche noi, ci sorprendiamo e ci interessiamo alla vita sessuale e ci facciamo bastonare noi (veramente ci autobastioniamo) dai paesi che fanno di tutto per spostare l’attenzione dai loro stessi panni sporchi.

    Lavoriamo per un futuro di riforme e non cadiamo in tentazione del bigottismo falso religioso.

    Peppe

  2. ormando scrive:

    Un foglio “socialista” che parla di Berlusconi con una certa tenerezza è veramente il colmo in questa Italia caduta in mano alla loggia P2,ai secessionisti della Lega e
    ai missini con la complicità di tutta una truppa di voltagabbana provenienti da tutti i partiti di prima di mani pulite.
    Cari compagni socialisti come pensate di ritornare sulla scena politica italiana senza una visione chiara di quello che ci sta succedendo,con il lavoro che non ha più una rappresentanza sindacale degna di questo nome,con il precariato che è diventato sistema,con il razzismo dilagante ??
    Non capisco perchè non si possano riprendere i vecchi temi socialisti

  3. ormando scrive:

    Sono letteralmente allibito nel leggere questo articolo così accomodante nei confronti di Berlusconi che sta portando avanti il programma massonico della P2 assieme agli scissionisti-razzisti della Lega,ai fascisti di Fini-e Gasparri e tutta una serie di trasfughi da tutti partiti di prima di mani pulite con contorno di donnine nominate ministre da Berlusconi previo esame erotico-politico.

  4. Rosario scrive:

    Quoto Ormando in tutto e pertutto.
    Scoperto socialist avevo sperato in una boccata d’ossigeno… pazienza tornerò in apnea

  5. francesco scrive:

    Spero proprio che il PS stia ben lontano da Sinistra e Libertà che ha già i suoi problemi. Date la tessera onoraria al signore delle televisioni, vero socialista, imprenditore illuminato.

  6. tintinnar di sciabole scrive:

    Purtroppo credo che nella fase attuale gli unici soggetti che possono far cadere Berlusconi sono i poteri forti. Questo perchè non esiste ancora un’alternativa riformista credibile agli occhi di un elettorato che ha visto cadere il governo Prodi dopo meno di 2 anni, nei quali non si è fatto nulla di sinistra. Per creare questa alternativa c’è assolutamente bisogno dei socialisti, che a mio avviso non hanno però visibilità se rimangono da soli o cercano velleitarie e minoritarie iniziative con Sinistra e libertà. Ribadisco: molto meglio turarsi il naso ed entrare con forza tutti insieme nel Pd, perchè è l’unico modo per tentare di rimettere in piedi un’iniziativa socialdemocratica in questa nostra strana Italia. Avete presente le convergenze parallele? A questo punto devono tornare d’attualità.

  7. Michele Manferoce scrive:

    Se questo è “SOCIALIST” tenetevelo pure.
    Un partito o per meglio dire uno dei tanti gruppi rimasti di quello che è stato un grande partito, che diventa il difensore di questo signore che ci governa, è il colmo! Definire riformista la “politica dei tagli” di Brunetta della Gelmini ecc. ecc. è ancora un colmo.
    Che delusione
    Un Socialista

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