E’ stato sufficiente muovere qualche obiezione politica nei confronti di un progetto
Che non ha messo né radici politiche , né culturali né elettorali che la neo nata testata “socialist” ed i suoi animatori hanno dovuto subire attacchi di varia natura e reprimende politiche di sapore molto antico.
Una discussione libera , in un partito libero sulla prospettiva di un’area politica e culturale che è assai più vasta del residuo che si è organizzato attorno a ciò che è rimasto della costituente Socialista non deve e non può fare paura. Anzi.
Se non si fosse smarrito lo spirito di Montecatini e prima ancora della scelta politica suicida ma orgogliosa delle elezioni del 2008 non ci dovremmo oggi trovare a discutere di una prospettiva e di un’alleanza politica che vorrebbe trasformarsi automaticamente in una nuova formazione politica .
La fretta è cattivissima consigliera, dinnanzi a noi si possono aprire scenari politici imprevedibili , siamo di fronte ad un’evidente crisi della natura politica delle socialdemocrazie in europa , abbiamo il compito di non disperdere , anzi , di raccogliere la sfida riformista che può essere la più grande e significativa risposta alla crisi economica ed istituzionale che il nostro paese sta affrontando.
Cambiare l’ordine del giorno dei nostri compiti ed obiettivi in ragione della sola futura campagna elettorale regionale confina e relega una forza politica ad una funzione puramente rappresentativa e marginale rinunciando alla grande discussione che è destinata ad aprirsi nella sinistra italiana nella quale il ruolo dei riformisti resterà fondamentale.
Il nuovo Centro. Sinistra riparte da una nuova riorganizzazione dell’area riformista ed un possibile fecondo dialogo col mondo laico e cattolico.
A questa prospettiva vi si può partecipare da socialisti , senza rinunciare alla propria identità , senza abiurare ai propri dichiarati obiettivi.
Chi vuole sperimentare una nuova prospettiva non tergiversi e dia vita alla nuova formazione della sinistra italiana , non si blindi dietro tappe intermedie , ambigue ed illusorie.
Chi vuole perseguire gli obiettivi indicati a Montecatini non ha di che mantenere la propria posizione salda, limpida e coerente.
p.s. L’On nencini ha espresso il favore affinché Bobo Craxi possa esprimere liberamente il suo pensiero al Consiglio nazionale di Sabato, è una generosa concessione. E fortunato ed ’ Immaginiamo che lo farà, mentre a Gianni De Michelis gli toccherà aspettare settembre..
(10 luglio 2009)

Bisogna fare di necessità virtù; i socialisti dopo la vicenda mani pulite, che l’On Di Pietro ha giustamente portato avanti, si sono frammentati in delle miriadi di moventi (Craxi ieri Berlusconi domani?) quelli che si sono diretti nel centro destra , hanno trovato la strada sicura berlusconiana, come era quella dello scudo crociato ai tempi della DC; traduco per le giovani generazioni specialmente quelle del PDL (Democrazia Cristiana); non quella dei grandi politici Moro, Donat Cattin bensì quella degli altri quali il ministro Scelba; ma non era tale ai tempi del fascismo? Gli altri quelli che le tavole della legge dei principi socialisti tramandati da Turati a Craxi le avevano stampate prima nel cuore e mai nel portafoglio (come il mio preferito dopo Craxi l’on. Boselli) hanno cercato – restando sempre di qua, dove i maestri avevano indicato la via, cioè nel Centro-.Sinistra, tutte le alleanze possibili e immaginabili per ottenere il consenso degli elettori, invano; ogni volta un’alleanza nuova ed un simbolo nuovo; in questa tornata elettorale invece è stato sufficiente un simbolo nuovo, dove in miniatura si intravedevano i simboli aderenti, per aver avuto in poco tempo ed in condizioni impossibili, un appeal verso gli elettori ,in particolare quelli del Cento.Sud.(dove i bisogni e la solidarietà evidentemente sono concreti) -
Non è quindi il simbolo che fa diventare socialisti, ambientalisti , giusti e solidali,ma la passione e d il bisogno che ognuno prova nel proprio cuore; i socialisti non devono essere presuntuosi ,non sono soltanto loro a difendere i principi di giustizia, laicità, solidarietà, devono fare mea culpa riguardo i temi dell’ ambiente e dell’etica; una ultima considerazione tra Sinistra e Libertà ed il PD (creatura nata con due sole anime in solo corpo) a cui noi dobbiamo dare una identità non per farla diventare schizofrenica) ci sono solo due ostacoli irrilevanti: la fecondazione assistita e le coppie di fatto; temi che sono importanti solo per una piccola fetta della popolazione mondiale in particolare italiana; prima i bisogni primari ,fame,occupazione ed ambiente e poi quelli secondari contro natura).-
Se con il PD riusciamo a scegliere i nodi precedenti ed irrilevanti rispetto a quelli della fame e del bisogno globale, allora potremo fare un grande movimento che da “Sinistra e Libertà” potrà divenire “Democrazia e Libertà” anche con la benedizione del Sommo Padre Vaticano.-