A futura memoria
Come Ninnillo di Casa Cupiello non ci piace il presepe di Sinistra e Libertà – SeL-.
Vendola nei panni di Bambino Gesù e Nencini in quelli di San Giuseppe e la Francescato in quelli della Madonna, non li vedremmo proprio sotto l’unica casa.
Tre culture non facili ad amalgamarsi e, men che meno, a partorire un partito unitario con un pensiero unico. Neppure un partito meticciato, oggi tanto di moda, verrebbe alla luce.
Scherzi a parte, non venissero a dirci che non ci sarebbero alternative a SeL, per cui: o ti magi questa minestra o ti getti dalla finestra. Lo dicessero alle loro sorelle e nemmeno ci crederebbero.
La mancanza di alternativa a SeL, -secondo la vulgata corrente-, è pura fantasia, che non sta né in cielo né in terra, avendo il gruppo dirigente socialista bruciato vari progetti di alleanza. Resta il fatto che SeL è una specie di ridotta della Valtellina, avendo il Ps azzerato i rapporti con il Pd e l’Udc. Neanche a morire un liaison con il Pdl, sebbene a Montecatini i vertici toscani abbiano dato il placet affinché il Ps si alleasse con il Pdl. A ben vedere, non è il primo caso e non sarà l’ultimo.
Un po’ di cronaca non farebbe male per far rinfrescare la memoria a chi oggi è scatenato a favore der SeL, noncurante che ci possano essere altre alleanze, in campo, con le quali in tempi recenti il Ps ha dialogato, dialogo, beninteso, sempre smesso, per volubilità dei vertici socialisti.
Andiamo per gradi.
Al Congresso, Walter Veltroni fu l’ospite, seppure fischiato, elevato ad alleato privilegiato, dopo l’onta che il Ps subì con il mancato apparentamento alle elezioni politiche.
Con l’Udc, il Ps organizzò un convegno sulla giustizia, prodromo di un rapporto proficuo che durò lo spazio di un mattino, dopodiché entrambi i partiti, – più per colpa di Nencini che di Casini – Cesa, – hanno interrotto il dialogo.
Per quanto riguarda il caso dell’Idv, nelle elezioni regionali dell’Abruzzo, i socialisti hanno appoggiato il candidato alla presidenza espressione del partito di Di Pietro a cui altri socialisti si ribellarono all’alleanza contro il diktat del partito romano.
Al che, De Michelis sostenne la battaglia contro chi a tutti costi volle la lista socialista collegata a quella del candidato dipietrista.
Con ciò, la sindrome di Stoccolma si impossessò delle menti del gruppo dirigente del Partito socialista. Grandi responsabilità ricadono su chi ha gestito gli Enti locali,con ukase degni di un partito stalinista. Non capiamo perché personaggi di pasta massimalista e reggicoda prima dei Prodi e ora di Vendola , siano restati nel Psi la cui scelta autonomista risale al Congresso di Venezia del 1957.
Dopo tanto entusiasmo per il varo del soggetto di nuovo conio, cioè SeL, adesso, in Piazza San Lorenzo in Lucina, hanno fatto i conti, che non tornano, e hanno deciso, indietro tutta. Una mossa tattica: il giunco si piega con l’arrivo del temporale, dopodiché ritorna al suo stato naturale.
E’ un classico di Riccardo Nencini che, con i suoi stop and go, lavora per la realizzazione del progetto organizzativo stabilito il 3 luglio scorso in occasione dell’assemblea degli stati maggiori dei soci fondatori di SeL.
Lui che al Congresso di Montecatini, che lo “incoronò” segretario, contro la volontà di Gianni De Michelis, che aveva capito anzitempo che non era per nulla affidabile, lanciò la sfida autonomista, corsara e garibaldina, che infervorò la platea congressuale. Passata la festa gabbato il santo. Fuor metafora, il partito si incartò in una serie di iniziative movimentista che fecero flop.
Molta acqua è passata sotto i ponti socialisti, creando tanta delusione, visto che proprio quei ponti stanno decedendo a uno a uno, per mancanza di politica.
Se è vero che Nencini farà all’Assemblea una inversione a U, abbandonando il sentiero di SeL, per percorrere l’autostrada progettata a Montecatini, ritorni, allora, allo spirito di allora.
Naturalmente, non può passare tutto in cavalleria, senza colpo ferire.
Nencini ha l’obbligo di dimettersi per aprire un franco confronto interno, per il rilancio dell’iniziativa politica socialista.
Sindbad il Marinaio
A futura memoria
Appunti per l’Assemblea nazionale 11 luglio 2009
Come Ninnillo di Casa Cupiello non ci piace il presepe di Sinistra e Libertà – SeL-.
Vendola nei panni di Bambino Gesù e Nencini in quelli di San Giuseppe e la Francescato in quelli della Madonna, non li vedremmo proprio sotto l’unica casa.
Tre culture non facili ad amalgamarsi e, men che meno, a partorire un partito unitario con un pensiero unico. Neppure un partito meticciato, oggi tanto di moda, verrebbe alla luce.
Scherzi a parte, non venissero a dirci che non ci sarebbero alternative a SeL, per cui: o ti magi questa minestra o ti getti dalla finestra. Lo dicessero alle loro sorelle e nemmeno ci crederebbero.
La mancanza di alternativa a SeL, -secondo la vulgata corrente-, è pura fantasia, che non sta né in cielo né in terra, avendo il gruppo dirigente socialista bruciato vari progetti di alleanza. Resta il fatto che SeL è una specie di ridotta della Valtellina, avendo il Ps azzerato i rapporti con il Pd e l’Udc. Neanche a morire un liaison con il Pdl, sebbene a Montecatini i vertici toscani abbiano dato il placet affinché il Ps si alleasse con il Pdl. A ben vedere, non è il primo caso e non sarà l’ultimo.
Un po’ di cronaca non farebbe male per far rinfrescare la memoria a chi oggi è scatenato a favore der SeL, noncurante che ci possano essere altre alleanze, in campo, con le quali in tempi recenti il Ps ha dialogato, dialogo, beninteso, sempre smesso, per volubilità dei vertici socialisti.
Andiamo per gradi.
Al Congresso, Walter Veltroni fu l’ospite, seppure fischiato, elevato ad alleato privilegiato, dopo l’onta che il Ps subì con il mancato apparentamento alle elezioni politiche.
Con l’Udc, il Ps organizzò un convegno sulla giustizia, prodromo di un rapporto proficuo che durò lo spazio di un mattino, dopodiché entrambi i partiti, – più per colpa di Nencini che di Casini – Cesa, – hanno interrotto il dialogo.
Per quanto riguarda il caso dell’Idv, nelle elezioni regionali dell’Abruzzo, i socialisti hanno appoggiato il candidato alla presidenza espressione del partito di Di Pietro a cui altri socialisti si ribellarono all’alleanza contro il diktat del partito romano.
Al che, De Michelis sostenne la battaglia contro chi a tutti costi volle la lista socialista collegata a quella del candidato dipietrista.
Con ciò, la sindrome di Stoccolma si impossessò delle menti del gruppo dirigente del Partito socialista. Grandi responsabilità ricadono su chi ha gestito gli Enti locali,con ukase degni di un partito stalinista. Non capiamo perché personaggi di pasta massimalista e reggicoda prima dei Prodi e ora di Vendola , siano restati nel Psi la cui scelta autonomista risale al Congresso di Venezia del 1957.
Dopo tanto entusiasmo per il varo del soggetto di nuovo conio, cioè SeL, adesso, in Piazza San Lorenzo in Lucina, hanno fatto i conti, che non tornano, e hanno deciso, indietro tutta. Una mossa tattica: il giunco si piega con l’arrivo del temporale, dopodiché ritorna al suo stato naturale.
E’ un classico di Riccardo Nencini che, con i suoi stop and go, lavora per la realizzazione del progetto organizzativo stabilito il 3 luglio scorso in occasione dell’assemblea degli stati maggiori dei soci fondatori di SeL.
Lui che al Congresso di Montecatini, che lo “incoronò” segretario, contro la volontà di Gianni De Michelis, che aveva capito anzitempo che non era per nulla affidabile, lanciò la sfida autonomista, corsara e garibaldina, che infervorò la platea congressuale. Passata la festa gabbato il santo. Fuor metafora, il partito si incartò in una serie di iniziative movimentista che fecero flop.
Molta acqua è passata sotto i ponti socialisti, creando tanta delusione, visto che proprio quei ponti stanno decedendo a uno a uno, per mancanza di politica.
Se è vero che Nencini farà all’Assemblea una inversione a U, abbandonando il sentiero di SeL, per percorrere l’autostrada progettata a Montecatini, ritorni, allora, allo spirito di allora.
Naturalmente, non può passare tutto in cavalleria, senza colpo ferire.
Nencini ha l’obbligo di dimettersi per aprire un franco confronto interno, per il rilancio dell’iniziativa politica socialista.
Sindbad il Marinaio
A futura memoria
Appunti per l’Assemblea nazionale 11 luglio 2009
Come Ninnillo di Casa Cupiello non ci piace il presepe di Sinistra e Libertà – SeL-.
Vendola nei panni di Bambino Gesù e Nencini in quelli di San Giuseppe e la Francescato in quelli della Madonna, non li vedremmo proprio sotto l’unica casa.
Tre culture non facili ad amalgamarsi e, men che meno, a partorire un partito unitario con un pensiero unico. Neppure un partito meticciato, oggi tanto di moda, verrebbe alla luce.
Scherzi a parte, non venissero a dirci che non ci sarebbero alternative a SeL, per cui: o ti magi questa minestra o ti getti dalla finestra. Lo dicessero alle loro sorelle e nemmeno ci crederebbero.
La mancanza di alternativa a SeL, -secondo la vulgata corrente-, è pura fantasia, che non sta né in cielo né in terra, avendo il gruppo dirigente socialista bruciato vari progetti di alleanza. Resta il fatto che SeL è una specie di ridotta della Valtellina, avendo il Ps azzerato i rapporti con il Pd e l’Udc. Neanche a morire un liaison con il Pdl, sebbene a Montecatini i vertici toscani abbiano dato il placet affinché il Ps si alleasse con il Pdl. A ben vedere, non è il primo caso e non sarà l’ultimo.
Un po’ di cronaca non farebbe male per far rinfrescare la memoria a chi oggi è scatenato a favore der SeL, noncurante che ci possano essere altre alleanze, in campo, con le quali in tempi recenti il Ps ha dialogato, dialogo, beninteso, sempre smesso, per volubilità dei vertici socialisti.
Andiamo per gradi.
Al Congresso, Walter Veltroni fu l’ospite, seppure fischiato, elevato ad alleato privilegiato, dopo l’onta che il Ps subì con il mancato apparentamento alle elezioni politiche.
Con l’Udc, il Ps organizzò un convegno sulla giustizia, prodromo di un rapporto proficuo che durò lo spazio di un mattino, dopodiché entrambi i partiti, – più per colpa di Nencini che di Casini – Cesa, – hanno interrotto il dialogo.
Per quanto riguarda il caso dell’Idv, nelle elezioni regionali dell’Abruzzo, i socialisti hanno appoggiato il candidato alla presidenza espressione del partito di Di Pietro a cui altri socialisti si ribellarono all’alleanza contro il diktat del partito romano.
Al che, De Michelis sostenne la battaglia contro chi a tutti costi volle la lista socialista collegata a quella del candidato dipietrista.
Con ciò, la sindrome di Stoccolma si impossessò delle menti del gruppo dirigente del Partito socialista. Grandi responsabilità ricadono su chi ha gestito gli Enti locali,con ukase degni di un partito stalinista. Non capiamo perché personaggi di pasta massimalista e reggicoda prima dei Prodi e ora di Vendola , siano restati nel Psi la cui scelta autonomista risale al Congresso di Venezia del 1957.
Dopo tanto entusiasmo per il varo del soggetto di nuovo conio, cioè SeL, adesso, in Piazza San Lorenzo in Lucina, hanno fatto i conti, che non tornano, e hanno deciso, indietro tutta. Una mossa tattica: il giunco si piega con l’arrivo del temporale, dopodiché ritorna al suo stato naturale.
E’ un classico di Riccardo Nencini che, con i suoi stop and go, lavora per la realizzazione del progetto organizzativo stabilito il 3 luglio scorso in occasione dell’assemblea degli stati maggiori dei soci fondatori di SeL.
Lui che al Congresso di Montecatini, che lo “incoronò” segretario, contro la volontà di Gianni De Michelis, che aveva capito anzitempo che non era per nulla affidabile, lanciò la sfida autonomista, corsara e garibaldina, che infervorò la platea congressuale. Passata la festa gabbato il santo. Fuor metafora, il partito si incartò in una serie di iniziative movimentista che fecero flop.
Molta acqua è passata sotto i ponti socialisti, creando tanta delusione, visto che proprio quei ponti stanno decedendo a uno a uno, per mancanza di politica.
Se è vero che Nencini farà all’Assemblea una inversione a U, abbandonando il sentiero di SeL, per percorrere l’autostrada progettata a Montecatini, ritorni, allora, allo spirito di allora.
Naturalmente, non può passare tutto in cavalleria, senza colpo ferire.
Nencini ha l’obbligo di dimettersi per aprire un franco confronto interno, per il rilancio dell’iniziativa politica socialista.
Sindbad il Marinaio
(10 luglio 2009)

Sarà mai possibile che al momento di riempire di contenuti e progetti una alleanza elettorale, questa non finisca stritolata sotto i “cingoli” del poltronismo??
Quale credibilità possono avere, allo stesso modo, favorevoli e contrari al progetto di sinistra e libertà.
Sono mesi che cerco un confronto solo su temi territoriali con i compagni? di SD e Verdi, indipendentemente da Sinistra e Libertà, solo per verificare le posizioni di ognuno di noi…. ma senza successo. Sono il segreario cittadino del Partito Socialista di Orbassano, ma prima sono padre di due figli e lavoratore e sono terrorizzato dall’idea che debba arrendermi a spiegare ai miei figli che i principi fondamentali della vita sono:
1 – salvare se stessi
2 – riempire il portafogli
3 – creare le condizioni perchè ci sia qualcuno disposto a darti ragione.
Ho provato a scrivere in modo propositivo a Nencini, Fava e compagnia bella senza mai avere risposta.
Saluto Tutti fraternamente.
Nun me piace ‘o presepe,ma se pensate al PdL,me ne sto a casa.
Altro che presepeeeeeeeeeee!
Ennò, eh, basta giravolte:
facciamo un congresso e decidiamo che diamine fare.
Nencini ha vinto con una maggioranza stralunata dentro cui c’erano i teorici delle alleanze a centro, destra e sinistra : metà dei suoi sostenitori li ha epurati, l’altra metà non gli ha saputo dare suggerimenti e ha sposato la nostra linea politica (mozione Locatelli).
Contento che l’abbia fatto, ma di fronte al fallimento completo di una linea politica è ora di tornare a Congresso e decidere CHIARAMENTE cosa fare.
A tal proposito, il fronte di oppositori ha deciso però cosa fare in alternativa a SeL ? Tra Bobo che propone un rapporto privilegiato con Bersani, la Castelletti che si allea all’UDC, il neogarofanismo filo-PDL della Girolamini e l’eurasiatismo obamista di De Michelis mi sembra che la confusione, sotto il cielo antisellino (anche se io preferisco anti-selenita, è più poetico – e vendoliano xD – ) è grande almeno quanto quella generale.
Ma ‘ndo vate…
A ’sto punto è mejo che er garofano appassisca definitivamente.
Al congresso il ps potrebbe proporre di tornare a lavorare con i vecchi compagni socialisti confluiti nel pdl. Penso in particolar modo a Cicchitto. Secondo me deve essere figura di riferimento per la futura azione politica socialista.
E poi: in italia non vengono valorizzate le figure migliori. Pensate a De Michelis: la SozialistischePartei ce lo invidia tantissimo.
Non dico che Cicchitto può essere un esempio, reazionario come si è dimnostrato nel recente passato, Englaro docet, ma certamente dobbiamo sempre più chiederci serenamente perchè i nostri ex elettori e molti compagni scelgono quella strada, e perchè, al contempo, all’interno del Pd, non emerge alcuna posizione, magari isolata, bistrattata, ignorata, si carattere socialista.
E’ una bella riflessione da fare, con pacatezza e serenità!
Non riguarda taluni dirigenti, ma è un’analisi più antropologica. Cmq De Michelis si decida…non può chiedere candidature all’interno della PdL,, vedi europee, e poi fare l’autonomista….ogni scelta è legittima, purchè ci sia…(un pò come formica…prima appello per Sel ora la bombarda…come il pesce pilota, ricordate?)
Lo dico con molta chiarezza: se Bobo Craxi e ora qusto Zavettieri (che non si sa bene cosa e chi rappresenti) pensano di essere i custodi della storia socialista italiana si sbagliano di grosso. Nella SPD tedesca, nel PSOE di Zapatero o nel PS francese convivono da sempre anime riformiste e anime più radicali. Nessuno si sogna di lanciare anatemi contro l’altro. Qual’è il problema? Questo mi auguro che faremo con Sinistra e Libertà. saluti
se Nencini abbandonerà il progetto di sinistra e libertà che in 20 giorni scarsi ha preso il 3.1% sarà una vera delusione. mi auguro che ciò non avvenga.
…se domani il segretario Nencini fa una marcia indietro netta su SL, abbandonando questa fallimentare esperienza, credo che nei fatti si riuscirà a salvaguardare l’unità dei socialisti… sennò io rimango socialista disposto a stare in un partito che sia socialista con chiunque a traghettare, ma non morirò Vendoliano!!!
..anche se credo che per l’europee abbiamo fatto bene ad aprire ad un accordo elettorale, SOLO ELETTORALE, credo invece che abbiamo sbagliato leader di coalizione. Credo che Vendola sia una persona intelligente, ma che con noi non abbia nulla a che vedere, con quella sua retorica intrisa di veterocomunismo, con quei continui appelli ai lavoratori… guardate io con sl non rimango un minuto in più… tra qualche ora vedremo se a Nencini interessa l’unità socialista, o riproporrà la diaspora, solo per una fantomatica poltrona che non avrà…
Saverio, sono d’accordo con te, sappiamo bene che se nencini domani fa una mossa falsa noi proseguiremo ad essere socialisti e lui e i suoi amici Lelli, da soli rimarranno schiacciati nella morsa comunista.
ma se ci invidiano De micheli….ma che aspettiamo a darglielo….
Ah, che schifo gli appelli ai lavoratori, noi siamo socialisti in fin dei conti, non siam mica nati per rappresentarli …
Compito dei socialisti è chiaramente vincere le elezioni per realizzare un programma di destra liberista in 10 anni anzichè 5 !! viva l’autonomismo socialista ! viva zavetteri !
Vendola che parla di vetero comunismo?Ma lo avete mai ascoltato? Qui si parla per sentiti dire e per forme preconcette.Se in Puglia sta facendo alleanza con UDC e Polibortone (ex An) su un programma.
Una cortesia ,le persone che scrivono devono dire se hanno ruoli di ogni sorta all’interno dei partiti o sono semplici militanti.Io sono convinto che chiunque sia un segretario è sempre contrario perchè fa male il sedere confrontarsi con altre dirigenze
Per me fare cadere Sinistra e Liberta’ è da folli!Bobo i giovani non entreranno mai nel PD(perchè questo è il puinto) anke se ci sara’ Bersani segretario!Qui a Lecco stiamo creando un circolo di sinistra e liberta’ ed è un piacere confrontarsi con i vendoliani e quelli di sinistra democratica…mi sento socialista da sempre (ho 35 anni) anke se devo ammettere ho votato piu’ volte sia la coalizione di cdx che di csx!Bobo mi sembri rivolto al passato e poi Vendola su RAI3 ha preso le tue difese pubblicamente…stai prendendo un granchio!
Mi spiegate per quale ragione le varie anime di Sinistra e Libertà non possono confluire in un rinnovato Partito socialista? Perché deve avvenire l’esatto contrario?
Si dice che l’obiettivo è quello di costruire qualcosa di più grande, di far crescere la sinistra. Può essere, ma non sono le sigle a fare la differenza: ci vogliono idee, programmi e strategie. E chi ha una storia di cui non vergognarsi (ma anzi vantarsi) alle spalle non deve nasconderla ma, se possibile, valorizzarla.
@McSac:
le varie anime di SeL non possono confluire in un rinnovato partito socialista perchè non sono forze socialiste e perchè il PS vale un misero 0.8%.
Ne abbiamo piene le tasche dei nostri dirigenti che sembrano più dei feudatari che dei compagni.Torniamo alla base e ricominciamo d’accapo tenedo gli occhi aperti.Ultimamente c’è solo immobilismo nel nostro Partito non voglio chiamarlo ex perchè comunque la mia fede rimarrà sempre quella.Abbiamo troppi parruconi che ci dirigono che pensano solo a mantebere la poltrona ben stretta e hanno paura del rinnovamento che li spazzerebbe via sicuramente.