Partiamo dal risultato della scorsa tornata elettorale e dalla sua lettura più aderente alla realtà. Il voto europeo ha misurato i rapporti di forza delle liste in campo, essendo un voto proporzionale, abbastanza libero e non drogato, come nelle passate elezioni politiche, dalla necessità imposta dalla logica bi-polare; mentre, quello amministrativo, sia nel primo turno che nei ballottaggi, segna un marcato successo del centrodestra (PdL e Lega) e la sconfitta del centrosinistra che perde molti Comuni e Provincie e si vede costretto a difendersi nelle sue roccaforti tradizionali dell’Appennino “Tosco-Emiliano”, perdendo, nei confronti del governo centrale, un contropotere importante rappresentato dal sistema delle autonomie locali.Il dato referendario, infine, esprime, con il record storico di astensionismo, un no secco al bi-partitismo sul quale contavano molto i maggiori contenitori, Pd e Pdl, per liberarsi dei rispettivi alleati scomodi e restare padroni del campo conquistando così una rendita di posizione vita natural durante.
Il primo partito diventa il “Partito dell’astensione” con il 34%, che, con l’aggiunta delle schede bianche e nulle, 10 % circa, esprime il picco più alto di sfiducia verso le istituzioni ed il sistema politico democratico.
Risulta quindi battuto il maldestro tentativo rivolto ad imporre un bi-partitismo di ferro, ma esce rafforzato il bi-polarismo di coalizione che costringe ad alleanze sempre più rigide e forzate che hanno come unico cemento la conquista e la gestione del potere.
Le elezioni europee confermano inoltre il modello “pentapartitico” scaturito con le ultime elezioni politiche e l’esclusione, per la seconda volta, delle forze minori già messe fuori della istituzioni parlamentari che mancano l’obiettivo della soglia del 4% imposto da una legge europea fatta su misura per gli abitanti del palazzo.
A destra si registra l’insuccesso clamoroso dell’aggregato tra Mpa, Destra e Pensionati inchiodato al 2,2% ed al disotto di ogni aspettativa, che rende improbabile la costituzione di una nuova forza al di là del centrodestra (PdL – Lega), e velleitario qualunque progetto di “Partito del Sud” coltivato magari da alcuni governatori meridionali per coprire i loro fallimenti.
A sinistra tra Ferrero e Vendola è successo che il marito, per fare dispetto alla moglie si è tagliato gli attributi!!!
Una sinistra che, nonostante la lezione del 2008, che aveva negato l’ingresso nelle assemblee parlamentari di una forza a sinistra del Pd, si illudeva di poter insediarne due, una delle quali a vocazione governativa che – contando sul meccanismo proporzionale e trascinando i socialisti di Nencini rimasti privi bussola ad un altro disastro – non intende prendere atto dei suoi reiterati fallimenti e del dato acclarato che a sinistra del Pd può esistere solo una “sinistra antagonista e di opposizione” e non certo una sinistra riformista e di governo destinata ad essere assorbita.
Il paese continua lungo il suo inarrestabile declino con l’aggravarsi della situazione economica e sociale che il governo non riesce a fronteggiare in maniera efficace, con la crisi democratica delle istituzioni e la riduzione degli spazi di libertà, con le mancate riforme di sistema che l’attuale bi-polarismo non è in grado di produrre, con le differenze e le ingiustizie sociali sempre più acute e gli squilibri tra Nord e Sud ormai insostenibili per l’intero paese. Il tutto, senza che le grandi forze nazionali, di maggioranza e di opposizioni, siano capaci di indicare una via d’uscita col pericolo di una crisi senza sbocco.
Il protagonismo della Lega ed il ricatto sulla maggioranza per il conseguimento di obiettivi parziali e di parte imposti da spinte emotive su temi quali immigrazione, sicurezza ordine pubblico non consentono riforme organiche ne strategie di superamento della crisi e creano solo confusione, divisione e paralisi mettendo in evidenza la crisi dei partiti nazionali sempre meno portatori di “interessi nazionali” costretti come sono a misurarsi con quelli particolari e territoriali interpretati dalla Lega.
In tal senso, sul piano politico, la risposta non può essere quella di una “Lega Sud” contro una “Lega Nord”, ma occorre che i partiti nazionali recuperando la loro dimensione e svolgano ruolo e funzione nell’interesse generale del paese, risultando assai grave per l’unità e la coesione dell’Italia che tale ruolo stia proprio venendo meno alle due maggiori formazioni politiche (Pd e Pdl) che pure allo stato contano sulla maggioranza degli elettori.
Di questo passo e senza una presa di coscienza su tale necessità, che cioè i partiti nazionali assumano una funzione di indirizzo e di guida della società nazionale, il Mezzogiorno anziché fare passi in avanti nell’interesse di tutto il paese, rischia gravi salti all’indietro anche sul piano civile, politico e democratico lasciando il campo libero a poteri esterni e sommersi di occupare tutto ciò che è occupabile nell’ambito della vita sociale, istituzionale e politica di quelle Regioni.
Mancano stelle polari nel firmamento politico italiano, ma ci sono solo stelle cadenti; come manca a sinistra qualunque progetto alternativo, che non potrà venire certo dal Congresso di un Pd destinato ad una conta interna all’ultimo voto, per finire, magari, nel solito compromesso tra maggiorenti.
“Sinistra è Libertà” resta una esperienza già esaurita con l’Elezioni europee che si trascina per forza di inerzia ed interessi particolari fino e non oltre la scadenza del 2010 priva com’è di coesione, idee e strategie politiche di sorta, ma interessata all’autoconservazione di una piccola nomenklatura.
In questo contesto si apre una grande occasione per le forze politiche, anche minori, che hanno una storia ed un patrimonio politico e culturale da mettere in campo, e si apre in particolare, una grande opportunità per i socialisti ed i riformisti che hanno anche una forte impronta meridionalista di progresso e di modernizzazione oggi indispensabili per far crescere il Paese.
Da qui nasce il progetto di ricomporre il tessuto socialista per il rilancio di una forza nazionale autonomista e riformista, che poggia su articolazioni regionali come veri e propri partiti – dotati di ampia autonomia politica ed organizzativa – capaci di raccogliere le istanze provenienti dal territorio e dalla società civile portandole a sintesi con gli interessi generali del paese e della società italiana.
In questa prospettiva va ulteriormente intensificato il confronto con le forze laiche, liberali e radicali, sulla scia di Chianciano, per ricostruire su basi diverse e rinnovate un comune progetto politico.
A questo processo “I socialisti” intendono concorrere attivamente organizzando per il mese di settembre una Convention nazionale a Roma, per definire le proposte politiche ed organizzative con le quali presentarsi ai prossimi appuntamenti, facendo appello a tutte quelle forze, soggetti (Associazioni, Movimenti, Circoli) e personalità del mondo socialista - a partire da Bobo Craxi – che considerano un grave male per la democrazia l’assenza dalla scena di una forza politica riformista, libera ed autonoma ed hanno a cuore le sorti del paese.
(10 luglio 2009)

Zavetteri con Pannella ?! Ce lo vedo proprio bene -___-
Si…potrebbero modificare quello che non andò con la Rosa nel Pugno…soprattutto l’opportunismo, accattonismo di taluini pseudo socialisti.
Cmq, ad ogniuno le proprie ragioni…
non c’è dubbio… un’analisi da “vero giapponese” che ancora non si rende conto che è cambiato tutto…io ho 19 anni e sono nato nel 1980 tante cose non le ho vissute ma so solo che il futuro della sinistra italiana si chiama Sinistra e Libertà
LA PROPOSTA DI ZAVETTIERI DEVE FAR RIFLETTERE TUTTI I SOCIALISTI. PERSONALMENTE NE CONDIVIDO L’IMPOSTAZIONE E L’ANALISI, SARA’ DUNQUE IMPORTANTE RITROVARCI ALLA CONVENTION DI SETTENBRE PROMOSSA PER L’APPUNTO DA ZAVETTIERI PER UN MOMENTO DI RIFLESSIONE CHE SFOCI NELLA RIUNIFICAZIONE DI CHI ANCORA CREDE NELL’IDEALI DEL SOCIALISMO E DI UNA SUA FORZA POLITICA ORGANIZZATA NEL PAESE.
A me francamente pare che Zavetteri sia maestro di accattonismo …
Analisi dda giapponese? Beh…in qule passaggio caro stratega Riccardo? Ha diciannove anni e si vede…..putroppo a questo servivano anche i partiti a formare giovani al ragionamento…anzi, quello comunista serviva di più per la propaganda…non sentenziare, ma ragiona!
Zavettieri, bobo Craxi e tutti quelli che da secoli ci annoiano ripetendo le loro posizioni identitarie senza dire mai niente, e sono pronti a spostarsi dove tira ilm vento. è gente così che ha creato l’antisocialismo. Meglio i socialisti che sono finiti con Forza Italia, che propongono e lavorano, anzichè fare le vacche al pascolo..Sto pensando di entrare nel pd per aiutare Marino: finalmente qualcosa che si muove in questa sinistra morta. Il problema sarà di superare l’antisocialismo che c’è nel PD e che Zavettieri e Bobo fan molto per giustificare…
Come sempre vengono accusati gli uomini liberi proprio come il duo Craxi e Zavettieri…che per l’unità dei Socialisti e per rilanciare una prospettiva socialista,nle hanno provate e le stanno provando tutte…sono gli unici che per tale traguardo hanno rimesso carriere e rifiutato posti…Abbiate rispetto pr chi fa l battaglie politiche…Forza Bobo, Forza Saverio fieramente autonomisti e liberi!
i cittadini si riapprpino dei partiti….FORZA SINISTRA E LIBERTA’
FORZA IGNAZIO MARINO…..W LA DEMOCRAZIA