Chi la fa l’aspetti! L’impero editoriale di Rupert Murdoch è nell’occhio del ciclone. Guarda caso, è scivolato su una vicenda illegale di intercettazioni telefoniche fatte da una squadra di investigatori privati, in servizio permanete effettivo. Naturalmente, il caso è scoppiato per via delle guerra tra i mass media. Il quotidiano The Guardian ha scoperto che alcuni giornalisti del tabloid “News of the World” del gruppo Murdoch hanno spiato centinaia di celebrità ed esponenti politici.
Premessa – e la premessa è d’obbligo nella fattispecie – non sono stati anche i giornali di Murdoch che hanno alimentato la canizza nei confronti di Silvio Berlusconi, per la sua vita privata non consona alla carica che ricopre? Non apriamo il caso Berlusconi, oramai ci ha stancato abbondantemente, ma entrare nel merito delle ultime malefatte del quotidiano di Murdoch, assolutamente sì.
Vale la pena dire che i moralismi alla Murdoch – anche se i lai antiberlusconiani sono stati lanciati dai suoi giornali non cambia nulla di nulla – ci fanno, veramente, sorridere di fronte al fatto del coinvolgimento di giornalisti del medesimo gruppo editoriale che hanno pagato una escort partecipante ai festini di casa Berlusconi, ma questa signora si è guardata bene di dire – in base al suo resoconto – cose false sul contro del premier, che i giornalisti, invece, avrebbero voluto quantomeno dicesse. Diciamo che non spetta a noi il compito di avvocato difensore di Berlusconi, anche perché non vorremmo, con questo passo, togliere il posto a Nicolò Ghedini molto bravo che, oltretutto, conosce morte, vita e miracoli del suo difeso. Però, la vicenda del New of the Word non può non essere raccontata.
I fatti: la Camera dei Comuni aveva chiesto che l’affaire venisse chiarito, visto che il tabloid avrebbe pagato degli investigatori privati per ottenere messaggi di segreteria telefonica, numeri di telefono, coordinate bancarie ed altri dati privati. Al che, il premier Gordon Brown, all’Aquila, per il vertice del G8, aveva commentato da parte sua che quanto accaduto “solleva dei seri interrogativi ai quali ovviamente dovrà essere data una risposta” quanto prima. Fra le tante vittime delle intercettazioni illegali vi sono attrici come Gwineth Paltrow, cantanti come George Michael, il sindaco di Londra Boris Johnson e numerosi esponenti di tutti i partiti britannici. Secondo quanto anticipato dal Guardian, il News of the Word avrebbe già patteggiato con tre intercettati, pagando moneta sonante.
La vicenda News of the Word riapre il dibattito sull’etica professionale dei tabloid, in feroce concorrenza tra loro in perenne caccia di lettori: una esclusiva su una celebrità o un politico può voler dire centinaia di migliaia di copie in più. A quel che si apprende, alcun media è esente dall’usare a proprio piacimento notizie illegali: dai tabloid popolari salendo sino al Times, sempre di proprietà dello “Squalo”, ciò di Murdoch.
Tra parentesi: senz’altro “La Repubblica” ha copiato da questi smaniosi giornali britannici alla ricerca di notizie scandalose per vendere e, comunque, vendendo risanerebbe il suo bilancio in rosso. Così da evitare il taglio occupazionale un problema, peraltro, all’ordine del giorno.
Tuttavia, c’è “il traffico illegale di informazioni personali e confidenziali”, per la maggior parte destinato ai mezzi di comunicazione, sul conto di personaggi famosi, bisognerebbe quantomeno regolare per legge. Un provvedimento approvato a livello europeo, per l’appunto. E, comunque, bisognerebbe evitare che carriere di politici e celebrità in generale possono essere inguaiate e molto spesso finire miseramente, per una notizia pubblicata, vera o falsa, non importa. Ironia della vita, nei giorni scorsi, è stata consegnata alla polizia le prove che 31 giornalisti del News of the World e della testata sorella, The Sun, avevano comprato e rivenduto dati personali ottenute illegalmente. Insomma, tutto il mondo il Paese, ma la Gran Bretagna, la perfida Albione, è troppo Paese.
In conclusione, un puro trova un altro puro che lo epura. Questa massima calza a pennello per il caso scoppiato tra Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi.
(11 luglio 2009)

Un bel “ddl intercettazioni” anche in Gran Bretagna?