Possono stare tranquilli i nostri detrattori, non ci sarà alcuna scissione, perché solo Riccardo Nencini pensa che il dissenso politico si declini con la scissione. E’ solo un suo punto di vista, e solo suo, ragion per cui, sbagliato!
Probabilmente, in cuor suo vorrebbe che ci fosse la rottura in modo irreversibile, ma non ci sarà per alcuna ragione al modo. Tant’è. Gianni De Michelis e Bobo Craxi resteranno nel loro partito che hanno fondato, con la Costituente della quale Riccardo Nencini non fece parte, perché Enrico Boselli non lo volle, conoscendolo meglio di tanti di noi di che pasta è fatto.
Dunque, anche Mauro Del Bue, preoccupato di una simile sventatezza che potremmo commettere nella calura agostana, può dormire su quattro guanciali. Meglio minoranza che stare seduto su due cavalli: Pd e SeL. Meglio stare all’opposizione che fare due parti in commedia: parlare bene davanti e male di dietro, alle spalle di Nencini e del suo gruppo di stretta osservanza. Anche al compagno Angelo Sollazzo, al quale interessa moltissimo la sorte del partito, può prendere fiato, tanto non usciremo. La nostra sorte è accomunata alla sua vita natural durante.
Una cosa è certa noi non usciremo dal Ps, ma questo non significa che saremo allineati e coperti con chi vuole che la tradizione socialista venga contrabbandata con quella comunista.
Nencini si trovò segretario del Ps perché noi lo volemmo e, per di più, giurò, solennemente, di non ripetere gli errori di Boselli: lo Sdi delle alleanze a geometria variabile e, nello stesso tempo, si impegnò di rilanciare l’dea del socialismo liberale. Né sul primo impegno né sul secondo è stato di parola. Con Boselli si passò da Dini a Pecoraro Scanio, con Nencini a Vendola direttamente.
Mentre Enrico salvò con questa ginnastica politica capra e cavoli, Nencini ci trascinerà nel gorgo muti. Benché tenti di dare all’ingresso del Ps in SeL un blasone e un connotato storico, in verità, è solo un escamotage per salvare la ghirba a qualche consigliere regionale uscente, compreso la sua elezione la cui riuscita non è sarà certa, dovendo sudare le sette camicie. Diciamo questo, perché Valdo Spini sarà candidato, con un’altra lista di sinistra dura e pura, perciò suo diretto concorrente alle regionali toscane. “Maledetti toscani”.
Delle due l’una: sono in malafede o sono ignoranti. Si tratta di coloro che parlano di Sinistra e Libertà come il superamento della scissione di Livorno e come di una operazione di tipo Epinay, cioè di rifondazione del Partito socialista francese condotta in porto da Francois Mitterrand.
Sotto questi chiari di luna prendere a pretesto Livorno ed Epinay fa solo ridere, perché, da una parte non ci sono più i comunisti, crollati con il muro di Berlino, che ruppero, nel ’21, a Livorno, con il partito socialista per fare come in Urss ( oggi Russia, ndr) la rivoluzione bolscevica, dall’altra, Epinay se vogliano dirla tutta l’hanno fatta quelli del Partito democratico, senza un leader della pasta di Francois Mitterrand, per cui sono sull’orlo di una crisi di nervi, le cui conseguenze non sono prevedibili.
SeL è soltanto una zattera per le regionali, simil a quella della Medusa su cui pochissimi saliranno, cioè gli eletti della compagnia di giro vendoliana.
Ps.
Prossimamente, anche i socialisti avranno le loro primarie, primarie telematiche. Così svolgeremo il nostro congresso prima delle elezioni regionali e non dopo come ha stabilito Nencini. Una mossa per non perdere la segreteria del partito.
Tanto che si sappia, il generale Agosto non andrà in ferie.
(12 luglio 2009)

Buona fortuna da ROVETTA (BG)
sono tra quelli che chiedono un congresso subito,tengo all’unità dei socialisti e sono per pensare in grande,alla costruzione del soggetto politico socialista,riformista,laico e libertario,che possa riunire tanti post a sinistra in Sinistra e Libertà,per non finire in una sorta di isolamento identitario per vegliare il nobile decaduto,non per questo non ritengo legittima la proposta di compagni come Craxi e De Michelis,ecco perchè il congresso subito,perchè democraticamente,tutti i compagni possano decidere a maggioranza e non con falsi unanimismi che durano lo spazio di una giornata per poi continuare a fare cio che più aggrada al momento,cambiando parere a giorni alterni
Nencini non ci serviva prima, non ci serve oggi, non ci servirà in futuro. C’è bisogno di un leader che dia nuovamente un’identità ai socialisti, e Nencini non é l’attore adatto per questa perigliosa azione. Un pirata, i socialisti hanno bisogno di un pirata: spavaldo e anche un po’ incosciente.
Sarebbe più produttivo per il dibattito parlare di politica, e non metterla sul personale. Quando al posto dei ragionamenti politici ci si imbatte in questi testi, allora si legittima una reazione di pari entità, e non mi sembra che gli oppositori possano ergersi a isole felici.
Parliamo di politica please.
“da una parte non ci sono più i comunisti, crollati con il muro di Berlino, che ruppero, nel ’21, a Livorno, con il partito socialista per fare come in Urss ( oggi Russia, ndr) la rivoluzione bolscevica, dall’altra, Epinay se vogliano dirla tutta l’hanno fatta quelli del Partito democratico”
Se non ci sono più i comunisti di allora perché agitare ancora lo spauracchio della loro presenza accanto ai socialisti se serve solo lottare per gli stessi valori e gli stessi obiettivi di rinnovamento?
Se questa operazione l’hanno già fatta quelli del PD perché i Socialisti non sono dunque già con loro?
Certo che non serve lo scissionismo.
Serve essere concreti.
Serve essere Socialisti con la scienza di un esempio che travelichi le questioni personali e torni a parlare di veri problemi sociali, quelli che il PD stenta ad affrontare e che la gente ha cuore, come il pane quotidiano e il lavoro e la scuola o la sapute e l’ambiente, e di cui sento parlare molto poco nei Direttivi Nazionali.
No, non si va in ferie si resta a combattere per ricordarlo..a tutti.
A Felix.
Del ‘21 e di Epinay ha parlato Nencini, non Bobo Craxi e Gianni De Michelis.
Nel merito ho scritto una mia nota
http://www.facebook.com/home.php#/note.php?note_id=99741783229&id=1359206164&ref=mf
E quel nome mi ricorda solo per assonanza..l’epifania..insomma la befana che vien di notte con le scarpe tutte rotte…
Anche io sono d’accordo per il congresso prima delle a breve,lasciamo che siano i compagni della base a decidere sul futuro del nostro Partito.Chiedo solo che coloro che fino ad ora hanno voluto presentare la decisione di avvicinarci a SeL come lo scioglimento del PS la finiscano con la campagna terroristi ca.Inoltre iniziamo a ritrovare la nostra identità e non lasciamo che a guidarci siano coloro che si preoccupano solo di perdere la poltrona su cui sono seduti.Diamo spazio a coloro che sentono il bisogno di rilanciare il nostro Partito senza preoccuparsi di dover distribuire le poltrone.
Dò ragione al compagno che è intervenuto al CN che ha dichiarato non bisogna avere fretta lavoriamo con calma per il recupero del Partito e possibilmente di quei compagni che si trovano senza alcuna prospettiva sia nel PD che nel PDL o quelli che pensano di aver trovato la strada giusta votando Di Pietro e dimostriamo loro che abbiamo intenzione di percorrere la strada del rinnovamento e del riformismo.
Alle Amministrative recenti mi sono presentato candidato sindaco con una lista autonoma locale, perchè sono abituato a votare solo Partito Socialista, alle regionali non ho la posibilità di presentare una lista autonoma, sono iscritto al PS, autosospeso per swcelte elettorali diverse.
Mi spiegate che senso ha rimanere minoramza in un partito che non è più il nostro e non avere la possibilità concreta di manifestare il disenso?
Coraggio e animo ragazzi di che si ha paura?
Peppe…Da Marigliano-NAPOLI.
SeL come zattera per le regionali, poi al Congresso subito!
Le zattere dopo averle usate una volta rischiano di essere inservibile e di affondare. L’elettorato ci ha dato solo il 3.1% perché non si è fidato completamente di qualcosa che completamente nuovo non è..ancora. Pur apprezzando il suo sforzo per esserlo.
Se questo sforzo non sarà coronato da pieno successo entro le prossime scadenza elettorali, la zattera affonderà miseramente e allora lo spettacolo del si salvi chi può e dove può, sarà penoso e ridicolo.. sia per i suoi artefici che per i suoi becchini
Per chi invece ha riposto in esso la sua ultima speranza politica potrà risultare persino tragico.
COME E’ POSSIBILE RIMANERE IN UN PARTITO DOVE NON C’E’ PIU’ UNA DISCUSSIONE FRANCA E PLURALE, DOVE ORDINI DEL GIORNO NON VENGONO MESSI IN VOTAZIONE IN DIREZIONE NAZIONALE, DOVE ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REGIONALI PER UN ALTRA VOLTA NON SARA’ PRESENTE IL SIMBOLO DEL PARITO? ESISTE SEMPRE QUESTO PARTITO? PER ME E’ INIZIATA L’ANTICAMERA DELLA DISSOLUZIONE, PERCHE’ COMPAGNI E COMPAGNE ED IO SONO UN TRA QUELLI SI TROVERA’ IN DIFFICOLTA’ A SOSTENERE LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE.
DOBBIAMO FARE UN SALTO DI QUALITA’ PRESENTARE UN NUOVO PARTITO SOCIALISTA CON UNA ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTI, INCLUDENTE CHE GETTI LE BASI PER PRESENTARCI ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CON IL NOSTRO SIMBOLO SOCIALISTA.
Condivido niente scissioni,anche perchè oramai non c’è propio nulla da scindere.Come tesserato al PS condivido la battaglia che sta portando avanti Bobo e tanti altri compagni ,che non condividono la scelta scellerata del consiglio nazionale.Per un piatto di lenticchie ci siamo svenduti a dei bolscevichi di quarta serie come vendola e fava,per colpa di politicanti da strapazzo come di lello e nencini.Mi auguro che Bobo riesca a portare dalla sua parte gran parte dei dirigenti locali del partito.Solo cosi posiamo rilanciare il partito ed evitare il dissolvimento dello stesso.
Caro compagno Craxi, ritengo – a ragion veduta – che la crisi del PD apra scenari impensabili sino a pochi mesi or sono. Di fatto dopo il congresso del PD avverrà una inevitabile scissione tra una parte di ex DS che vogliono rimanere nell’alveo della sinistra riformatrice e la parte che sceglierà di proseguire la via del “mini compromesso storico” tra ex comunisti e cattolici. Ora a fronte di questa eventualità basterebbe avere il coraggio di osare e di presentarsi subito sulla scena politica indicendo un congresso straordinario a cui invitare tutti i socialisti figli della diaspora. C’è spazio per rilanciare un “progetto socialista” innovativo raccogliendo quanto esiste anche nel vasto arcipelago culturale laico che oggi non trova rappresentanza politica nelle istituzioni nazionali. C’è ancora una forza viva socialista in tutte le regioni e territori italiani. Se organizziamo un progetto sul modello federale possiamo rideterminare nei comuni un presenza socialista di grande evidenza. Anche attraverso liste civiche socialiste, che hanno maggiore dinamicità. Credo davvero che l’Italia abbia bisogno di ritrovare un punto fermo riformista a sinistra e solo un nuovo partito socialista può dare la speranza a milioni di lavoratori, pensionati, donne, giovani che oggi fuggono la politica o sono risucchiati nel qualunquismo, che sfocia poi in un voto a destra per disperazione. Diamo di nuovo un utopia concreta all’Italia. Costruiamo un grande partito socialista.
lancia pure la sfida del congresso, evita pure la scissione ma ricordati che i congressi sono vinti dai manipolatori. Non ricorda bobo il tragico congresso della fiera di roma quando demichelis Caldoro Barani dopo tre giorni ci dissero che il congresso non c’ra stato? Non ripetiamo esperienze miserabili. Costruiamo una struttura con doppia tessera e se non ci sarà un congresso regolare se ne faccia l’occasione per una nuova organizzazione socialista.
Buona idea quella del compagno Granchi : potreste mantenere un rapporto con noi in SeL senza dover costituire l’ennesimo partitino della microgalassia socialista, fungendo da contempo da aggregatore per laici liberali radicali e vattelapesca !
Compagno Pierozzi, quanto tempo è che aspettiamo la sicura implosione del PD !? Non è arrivata ieri e non arriverà domani !!
Basta guardare i sostenitori dei vari candidati :
-Marino il liberalsocialista è sostenuto da diepitristi entristi, prodiani e gente che “vuoffàlamerigana”, non solo da Englaro
-Bersani il socialdemocratico è sostenuto dagli ex DS eurosocialisti, ma anche da quelli che Berlinguer è il mio Dio, da Enrico Letta e da Rosy Bindi
-Franceschini ……………….
Non credo che nessuno di loro penserà manco lontanamente, in caso di sconfitta congressuale, di uscire dal PD per fare una nuova costituente con noi relitti comatosi.
Se poi speriamo di intercettare il voto di “delusione” di Marino dopo la sua verosimile sconfitta parlando di Garofano e Berlinguer, siamo degli illusi !
io invece son d’accordo con Pierozzi, son convinto che dal prossimo autunno sono tanti gli elementi di destabilizzazione sia del PD che del PdL.
La vittoria di Bersani che è favorevole ad un sistema plurale di alleanze porterà il PD ad abbandonare il “voto utile”(e quindi finalmente i Radicali avranno le mani libere di presentarsi d’ora in poi sempre con la propria lista autonoma)…e la stessa candidatura di Marino farà emergere la forte DOMANDA di laicità, diritti civili e modernità. quindi non porterà certo ad una scissione perché Marino rimarrà nel PD…ma UN’EMORRAGIA DI CONSENSI SI’ …se vi sarà una concorrenza con lo stesso PD da parte di un nuovo soggetto liberalsocialista (riedizione della ROSA nel pugno)… quanto al doppio tesseramento per evitare la scissione nel PS non l’ho capita bene, ma si può sperimentare in casi estremi perché no???
però in CASI ESTREMI, mi piacerebbe che TUTTO IL PS partecipasse alla rinascita della Rosa nel pugno , senza rompere con Sinistra e Libertà! i due progetto possono benissimo camminare insieme, da settembre stesso, con le stesse gambe. Se poi si vogliono separare “per ora” i due progetti pazienza, ma penso che è davvero ridicolo..dato che alla fine la nostra prospettiva è la stessa: una grande alleanza di tutti i riformismi, ed un grande partito socialista riformista all’interno di questa alleanza. quindi dividersi..per poi riunirsi tra un anno? Boh è un paradosso che mi piacerebbe evitare..ma se proprio sarà necessario giocare così..ben venga!
Concordo con te Angel, ma di sicuro quello spazio liberalsocialista non lo intercetteremo con Boato e con Zavetteri