Negli anni a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80 Bettino Craxi interpretò il cambiamento della società “meglio di qualunque altro uomo politico”, compreso Enrico Berlinguer che andando davanti ai cancelli di Mirafiori “si immolò” dimostrando di non avere colto appieno ciò che stava accadendo. Walter Veltroni parla alla presentazione di un libro ‘Una voce, poco fa’, lavoro dedicato alla politica e alla comunicazione del Psi tra il 1976 e il 1994… e pronuncia una vera e propria riabilitazione del leader socialista scomparso ad Hammamet, sia pure aggiungendo che dieci anni dopo, nel ‘91, Craxi di fronte al referendum per la preferenza unica mostrò lo stesso limite di interpretazione che nel 1980 condizionò la politica del Pci: “Se anziché dire ‘andate al mare’ avesse colto l’occasione del referendum avrebbe dato vita ad un bipolarismo che avrebbe potuto incardinarsi solo su una leadership riformista, certo non su una leadership postcomunista”. Veltroni torna a ricordare che Italia era quella della fine degli anni ‘70: un Paese colpito dal terrorismo e “bloccato” dalla contrapposizione di due “grandi partiti” che “stavano bene come stavano”, la Dc al Governo e il Pci all’opposizione. Una mancanza di alternanza che, tra l’altro, si è accompagnata non a caso al “più alto debito pubblico”, secondo Veltroni. In questo quadro, “Craxi comprese che bisognava cambiare gioco e porre la sinistra di fronte al problema di una nuova leadership”. Questo accadeva mentre, appunto, Berlinguer “non capì” quello che succedeva, cioé che non esisteva il grande movimento operaio si stava esaurendo e che le fabbriche si avviavano a non essere più il luogo dove si formava la coscienza di classe: “Berlinguer non lo capì e andando ai cancelli di Mirafiori di fatto si immolò”. L’ex segretario del Pd tiene a precisare che Berlinguer, nonostante ciò, fu un leader capace di grandi scelte di innovazione, “dire che si sta meglio sotto l’ombrello della Nato non era certo cosa da poco e sono tra quelli persuasi che l’Urss abbia fatto di tutto per togliere di mezzo Berlinguer”. Craxi, però, seppe in quegli anni essere più innovativo, mise in campo l’idea della “Grande riforma” alla quale Dc e Pci si opposero, “commettendo un errore”. Ma lo stesso Craxi, precisa Veltroni, commise un errore nel ‘91 davanti al referendum sulla preferenza unica: anziché cogliere l’occasione per avviare un sistema bipolare che avrebbe certamente dovuto poggiare su “una leadership riformista”, invitò gli italiani ad “andare al mare”, uscendo sconfitto. Resta il fatto, aggiunge, che anche su un altro fronte Craxi fece qualcosa di “grande”. In materia di politica estera, dice l’ex segretario democratico, “Craxi fece Sigonella e, al tempo stesso, mantenne l’Italia nel campo occidentale”. E ancora, “Craxi usò un’espressione, che anch’io ripresi nel ‘96: disse che si sarebbe dovuto arrivare un giorno, in campo internazionale, all’alleanza dei socialisti e dei democratici”. Craxi, conclude Veltroni, seppe usare anche con coraggio e innovazione la comunicazione, ammodernò lo stesso simbolo del partito “senza cesure”, con gradualità, “ci mise 8 anni a togliere la falce e martello”, ma “questa forma di comunicazione fu utile per cercare di supplire ad una struttura di partito che, essendo basata su logiche diverse, ha finito per mettere piombo nelle ali ad un progetto di modernizzazione del Paese”.
N.d.r. Un socialista presente in sala ha apostrofato l’ex leader del Pd con un ” Dovevi farlo prima..” Socialist ritiene che sia sempre meglio “tardi che mai..”. nonostante siano stati totalmente sbagliati tempi e modi di questa tardiva riflessione. Ne riparleremo…
(15 luglio 2009)

Io faccio parte della base e tra coloro che nonostante le ultime vicissitudini ho sempre seguito Bettino e continuo ad affermare che i maggiori detrattori non li dobbiamo cercare all’esterno ma tra i nostri che comunque oggi continuano a volerci dare lezioni di socialismo,pur essendo i maggiori colpevoli che hanno contribuito alla disfatta.
Strano riconoscimento tardivo anche da parte di Veltroni della modernità delle idee di Bettino ,dopo tutta la lotta che ha condotto contro di noi ultimamente.
Spero che sia un ravvedimento.
Walter Veltroni, uno dei tanti che all’epoca di tangentopoli ci andò giu pesante nonché l’Obama del V municipio, ci dice che Craxi, a differenza di Berlinguer, fu un innovatore e che comprese i bisogni e le ragioni della società italiana. In parole povere un ex comunista ci insegna a rivendicare la nostra storia: assurdo. Ciò, però, non ci deve allarmare, bensì ci deve dare nuovi stimoli e nuove ragioni. Le parole di Walter ci ricordano, amaramente a dire il vero, che ieri non sbagliavamo e che le nostre posizioni sono ancora attuali, inoltre ci fa vedere lonano: ricomporre la diaspora socialista diventa una necessità sempre più concreta poiché questo è il momento di intercettare i voti di tutti coloro i quali si trovano all’interno del PD e si sentono socialisti o vicini alle ragioni del socialismo, indi proprio per questo si sentono fuori contesto dell’attuale formazione politica. Meditate gente, meditate…
Aldo L. Mancusi
Nel mentre, invito sempre tutti ad iscriversi al gruppo di Facebook Partito Socialista Italiano (PSI)
Era evidente che per esprimere un giudizio serio sull’era Craxi sarebbero dovuti passare quasi vent’anni da tangentopoli. Mani pulite aveva smascherato l’innegabile vergognosa deriva del Psi, facendo dimenticare quanto di grande per l’Italia aveva fatto in precedenza Bettino. Adesso la sinistra italiana, completamente priva di una leadership credibile e lacerata da divisioni che la privano di un programma serio per governare il paese, rivaluta Craxi. Meglio tardi che mai. Forse adesso ci si potrà dichiarare socialisti senza essere guardati solo come dei ladri che si sono arricchiti alle spalle della povera gente. Del resto io stesso mi sono sempre vergognato dei tanti mariuoli che hanno distrutto un partito che all’epoca aveva 100 anni di gloriosa storia, facendo dimenticare tutte le battaglie a sostegno dei lavoratori e dei più deboli.
Purtroppo per lui, Veltroni faceva parte della TROICA che a Rimini non volle accettare l’invito di CRAXI. Era impensabile un fronte riformista a guida Socialista considerando come si stavano dando da fare per sgretolare il gruppo dirigente socialista e spingerlo contro il Segretario derl PSI.
Gli anni passano, le revisioni non fanno più danni ma, i fatti restano come macigni che schiacciano alle loro responsabilità i dirigenti del PCI di allora.Veltroni era tra quelli.
Peppe -Napoli
Che immane faccia da culo Ueltronbutter xD !
X PEPPE: mi sono già rammaricato in un precedente commento per come sia stata gettata al vento, dopo la fine del Pci, la straordinaria occasione di creare un grande partito riformista. Penso che la storia del nostro paese sarebbe stata molto diversa e sicuramente migliore per le nuove generazioni. Condivido pienamente la tua critica alla troica di Rimini, di cui, fatto indiscutibile, Veltroni faceva parte. Tuttavia occorre ricordare che anche fra i gruppi dirigenti di Psi e Psdi c’erano parecchie titubanze. Bisogna riconoscere che è mancato il coraggio di far nascere un soggetto politico di cui l’Italia ha sempre avuto un maledetto bisogno per essere a pieno titolo una democrazia di stampo europeo! E anche se Veltroni riabilita Craxi ormai indietro non si può più tornare e ci terremo Berlusca e gli ex missini ancora per un bel po’.
Certe ammissioni-tardive- lasciano sconcertati. E’ la teoria dell’indiano? Laudatio del passato per meglio sparare sul presente…oppure semplice trasformismo…oppure resipiscenza di buoni propositi? Vueltron non è il primo a fare questa ammissione, poi sconfessata nei fatti, e osteggiata in una base- sempre più residuale- di cui si coltivano i miti ed sogni mancati, la sindrome di rivalsa. Purtroppo tutto questo non è estraneo a S&L. Veultron inoltre è noto per le affabulazioni con cui riesce a tenere dentro tutto. Magari è una graziosa concessione all’interno del berlinguerismo. “Che bocca grande che hai. Per mangiarti meglio!”Si può concordare con cautela alla cauta postilla di Socialist. Timeo danaos…
Craxi prendeva soldi pubblici (yes, anche i miei)
e se li intascava per le spese personali.
Grossa innovazione.
A Flippo Gaggiolo il moralista che mi fa pena e che fa rima con gargiulo quello che la prende in c..o.