DI PIETRO,QUINDICI ANNI DA PROTAGONISTA

TONINO L’UOMO CHE E’VENUTO DA LONTANO

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L’ex magistrato Antonio Di Pietro, da molti definito un carnefice, da altri definito un giustizialista, da altri ancora indicato addirittura come la mente di quella pagina oscura tipicamente italiana chiamata Tangentopoli. A dire il vero certe male affermazioni dimostrano una scarsa capacità di osservazione e critica. Il Dott. Di Pietro altro non è che un uomo che ha colto l’attimo come avrebbe fatto chiunque altro e, poggiandosi sulla sua figura di finto eroe, ha costruito in modo, neanche troppo acuto, la sua proto – carriera politica. Ma, come in tutte le cose, partiamo con ordine. La prima repubblica, quella del C.A.F. tanto per intenderci, ha avuto di sicuro due meriti e due difetti. I meriti sono stati il garantire la democrazia in Italia ed il tenere sotto scacco i ‘poteri forti’ dell’economia, rilanciando dal dopoguerra, in particolar modo negli anni ottanta con il governo Craxi, l’economia del paese facendo raggiungere all’Italia vette inimmaginabili. I difetti sono stai il non aver regolato il sistema economico dei finanziamenti ai partiti e l’aver lasciato carta bianca senza porvi freno alla famosa ‘logica’ clientelare, con annessi punti oscuri sui rapporti tra alcuni esponenti di rilievo della maggioranza (non solo) e le organizzazioni criminali. Ma alla caduta del muro di Berlino, con la fine della guerra fredda e le paure di un golp comunista, nonché le prospettive di un nuovo mercato internazionale ormai senza frontiere qualcosa di profondo è cambiato. Il vecchio pentapartito era ormai inutile, vista la sua non più necessaria presenza come garante della sicurezza democratica, inoltre l’ambizioso progetto di Craxi di unificazione con gli ex comunisti del Pci in un unico soggetto socialista che seguisse i modelli europei, avrebbe dato troppo potere al segretario del P.S.I.. Come fermare tutto senza creare martiri ed in modo pulito? Con Mani pulite, ovvio. I poteri forti, che con gli anni si sono rivelati trasversali e non identificabili politicamente, avevano deciso che doveva finire questo scacco della politica e doveva rovesciarsi tutto. Per farlo non hanno corrotto nessuno, ma hanno semplicemente fatto in modo che la magistratura sapesse ciò che gli bastava per partire all’attacco, senza che questa si accorgesse di niente, utilizzando la buona fede del pool come un’indistruttibile scudo dell’incoscienza. Come è ovvio gli sciacalli non possono fare a meno delle loro carcasse e fu facile per i ‘poteri forti’ far nascere nella vecchia nomenclatura la fantasiosa idea di un proto – complotto degli allora PDS che ovviamente si innalzarono (come anche la Lega e il M.S.I.) a portavoce della questione morale. Interessante notare come appena l’inchiesta stava per superare i confini della politica con le prime insinuazioni contro il padron dell’economia italiana, Cuccia, il fenomeno di Tangentopoli scomparve nel nulla, così come andarono nel dimenticatoio, perché si doveva garantire una continuità al dopo rivoluzione non per altro, la condanna a Bossi ed alcune inchieste su certi esponenti dell’allora PDS . Ma torniamo a noi. Il buon Tonino, che non credeva a ciò che era riuscito a fare, nonché alla notorietà cui era arrivato, decise per più ragioni di dimettersi, forte dei corteggiamenti di Berlusconi e dei DS, per non parlare del supporto popolare. Contrariamente a quanto rispose a Martelli durante ‘il’ noto interrogatorio, nacque in lui, come in qualunque italiano medio nelle sue condizioni, il desiderio di cambiare le cose e sedere in parlamento. Ma l’entrata dell’ex magistrato in politica non piacque molto ai mandanti della finta rivoluzione, mandanti che non riuscirono ad incastrare il loro stesso killer, preferendolo lasciare libero di muoversi appena si sono resi conto di quanto fosse innocuo. Da allora, ad esclusione di qualche uscita, Di Pietro non si è sentito poi molto, a parte qualche ‘logica’ esternazione sul sistema giudiziario, contando veramente poco nel panorama politico, fino a quando non ha avuto ‘il’ colpo di genio, cavalcare l’onda di Grillo. In fin dei conti era ed è l’unico che lo può fare, un po’ per il curriculum, un po’ per il non avere niente da perdere. Da allora, in modo intelligente, si è trasformato nel portavoce del comico genovese facendone sue parole e pensieri, condividendo battaglie e corteggiando i noti giovincelli dei meet up (caso Europa 7, Parlamento pulito, conflitto di interessi etc…). Grillo, che certe cose le sa meglio di molti altri, per ovvie ragioni ha a sua volta cavalcato l’onda usando l’ex ministro come suo sponsor occulto senza mai citarlo direttamente, adducendo quelle giuste ed insignificanti bagarre sui termovalorizzatori per dare vita ad un’astuta presa di distanze, senza mai rompere ufficialmente, come ufficialmente non ha mai dato vita ad un sodalizio regalandogli però quel 5% scarso delle ultime elezioni. Quanto durerà questo sodalizio? Non ci è dato saperlo, ma di sicuro non sarà eterno. Di Pietro manca ancora di contenuti e su problemi come precarietà, istruzione, produzione ed economia globale non ha mai chiarito pubblicamente i suoi intenti. Il perché? Probabilmente perché come tutti i bambini che si trovano tra le mani un gingillo che non sanno usare ha bisogno del suggeritore, visto che, come dice il titolo, senza idee non si va molto lontani.
Aldo Luigi Mancusi
 

(16 luglio 2009)

5 Commenti su “TONINO L’UOMO CHE E’VENUTO DA LONTANO”

  1. Alessandro Gallo scrive:

    …bene Aldo!

  2. Franco Marta scrive:

    Il colpo allo Stato. da mani pulite a mani libere. Fraterni saluti.FRANCO MARTA

  3. Giuseppe Mazzullo scrive:

    Continua l’ipocrisia dei comunisti, Dipetro prima il Mugello, Voluta da Dalema ,poi l’alleanza voluta dal mistificatore Veltroni. Questo personaggio ineffabile, pieno di misteri, oggi avanza la candidatura di Demagistris a Sindaco di Napoili, altro personaggione da mille inchieste, nessuna approdata a nulla e nel frattempo ha indagato la moltitudine, ha infangato il buon nome della gente, mi costa personalmente ebbi a ricevere un Avviso di Garanzia da lui, lo appresi dal telegiornale e poi dal giornale, poi finalmente mi venne notificato, ho dovuto difendermi nel frattempo per il clima del tempo, e per gli svergognati comunisti dopo 5 anni di amministratore , non potevo far parte della nuova giunta, dopo 3 anni dall’ infamante avviso venivo prosciolto perché il fatto non sussisteva. Vi prego sono rimasto all’epoca disgustato ed ho vomitato dopo aver sentito la proclamazione del giudice della mia innocenza. Mia madre , mio padre le mie sorelle e mia moglie soffrirono in silenzio. Non fui arrestato ma le intenzioni erano quelle. Mi batterò sempre per me per i figli e per i figli dei figli affinché la vita civile sia garantita da una magistratura proba, seria, aldisopra delle parti. E mi batterò sempre contro la ingiustizia delle procure di parte, con la speranza di affermare il principio della convivenza civile.

  4. Franco Marta scrive:

    O.K. Compagno Mazzullo sono e sarò sempre con te nella lotta alle ingiustizie ed alle procure politicizzate. Basta con i falsimoralismi ed i falsi moralisti e le false sinistre. Fraterni saluti.FRANCO MARTA

  5. Luca Luciani scrive:

    … nuove rilevazioni statistiche sull’attuale consistenza elettorale del PSI:
    http://www.partitosocialista.it

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