“A Craxi preferisco Berlinguer” – Messo da parte il discorso Cavaliere, è entrato a gamba un po’ tesa sull’avversario interno. Prima una stoccatina alla riabilitazione di Craxi da parte di Veltroni, il cui fantasma sembrava essere apparso all’acquario romano mentre Franceschini esponeva il suo programma: “Se parliamo di emozioni, allora dico Berlinguer mi commuove, Craxi un pò meno”. Bersani ha sostenuto che bisogna riferirsi alle radici storiche dei popolari e dei socialisti, evitando invece gli ultimi 20 anni di storia politica: “I Ds, la Margherita, il compromesso storico: i giovani non si appassionano a queste vicende. Andiamo invece all’esordio delle grandi culture cattoliche e socialiste che hanno dato luogo alle grande formazioni politiche popolari”.
“Recuperiamo i ceti popolari” – Dopo averlo accerchiato, è passatto all’obiettivo centrale: “Quando sento Franceschini dice che vuole un partito radicato, e chi vorrebbe un partito sradicato? Il problema non è il titolo del tema ma lo svolgimento. Primo punto di discontinuità è che, secondo me, siamo stati troppo post. Ci serve un profilo più netto. Perchè il berlusconismo è un’ideologia che corre”. “Se vogliamo fare un partito popolare – ha proseguito – dobbiamo recuperare il rapporto coi ceti popolari”.
Il prossimo Pd deve essere a vocazione maggioritaria, ma Bersani non esclude che possa incamminarsi sulla strada per il governo accompagnato da qualcun altro: “Io non butto via la vocazione maggioritaria ma il Pd deve avere un progetto a tutto tondo per l’Italia e deve caricarsi la responsabilità di organizzare il campo dell’alternativa, costruire un sistema di alleanze”.
“Grillo non può arrivare con il piccone in mano” – Se il Pd deve essere aperto a nuove amicizie, allora perché ha escluso Beppe Grillo per la corsa alla segreteria? “Grillo – è stata la risposta di Bersani – ha presentato alle ultime amministrative liste contro di noi in una trentina
(17 luglio 2009)

Tutto come ampiamente previsto……..
la verità è che sono rimasti comunisti senza il comunismo pretendono di fare le bucce alle culture altrui quando vengono da una cultura e una storia impresentabili. Le revisioni tardive o i richiami della foresta servono a dire che sono pluralisti. Con questa gente ci si può alleare su programmi e idee compatibili se abbiamo forza e determinanza altrimenti….meglio che maturino ancora all’opposizione a ripassare la loro storia e a rievocare il loro Berlinguer….
dalla risposta di bersani leggo che mi appare più occupato a raccogleire consensi che parlare di politica. grazie agli stessi cosialisti che oggi ognuno può dire qualcosa contro gli stessi socialisti! l’attenzione su di noi è la stessa identica di tangentopoli. i democristiani i comunisti gli altrti partiti insomma non esistono: tutti onesti!!!!! complimenti