Bersani chi? Quello che passa come un grande economista, e che pensa di sbrogliare i nodi della crisi con proverbi emiliani. Un tipo che discetta di mercato, finanza e industria, come Chance il Giardiniere.
Da Ministro dello sviluppo coprì gli italiani con la lenzuolata delle liberalizzazione. Molto fumo e niente arrosto, a ben vedere, solo arrosto per la Lega delle cooperative e per la Confindustria. Non a caso, il presidente dei notai disse che Bersani ha messo a punto le sue “liberalizzazioni” contro i poveri negli uffici di Luca Cordero di Montezemolo, allora numero uno della Confindustria. A conforto di questa affermazione, possiamo dire che buona parte del decreto è stato scritto anche in Via Guattani, laddove c’è la Lega Coop.
Bersani è il monumento vivente di quanto sia l’esatto contrario che i media abitualmente presentano. E, comunque, verrà ricordato come il Ministro che ha difeso i monopoli. Senz’altro quelli dei servizi pubblici. Monopoli che non sono altro che delle municipalizzate, insomma, le piccole Iri, residuato di socialismo reale.
Fino a ieri abbiamo considerato Bersani come una sorta di Principe Carlo d’Inghilterra, sempre secondo che aspettava la sua ora, per salire sul treno che lo portasse fuori dal cono d’ombra in cui lo l’hanno costretto a stare D’Alema, Veltroni e Fassino.
Adesso l’ha spuntata per entrare nel giro politico che conta e dopo tanto batti e ribatti è il candidato alla segreteria del Pd. Sembrerebbe un tappa buchi per il Pd che assomiglia a un formaggio gruviera.
Non è che Franceschini sia un’aquila, ma proviene da un partito, la Dc, che ha praticato la democrazia, il liberalismo e il mercato, al contrario del Pci in cui nasce Bersani. Fino a Berlinguer, in verità fino alla svolta della Bolognina, il Pci era legato all’Urss, oggi Russia, e prendeva i dollari dal Pcus e dal Kgb.
Bersani è figlio del suo tempo: Berlinguer e il compromesso storico e tutto quello che ha comportato, caso Moro incluso, è fa bene a non tradire nulla: dal Pci al Pd, passando dal Pds e Ds.
Naturalmente sta dalla parte di Berlinguer, per il quale si commuove, e non dalla parte di Craxi che ha combattuto il comunismo e le casa madre sovietica.
De gustibus, ognuno ha sui gusti.
(17 luglio 2009)

Questo e quello che ho scritto in un’altro post ma credo sia perfettamente in linea con questo articolo. Questo bersani prima ancora di diventare segretario mi ha gia spaccato gli zebedei, in 60 anni di storia repubblicana hanno governato due mezze legislature a livello nazionale(facendo cadere i governi o azzoppandoli), nelle regioni se hanno ben governato lo hanno fatto sempre in presenza di strette alleanze con i socialisti. Oggi che ci hanno fatto fuori, stanno perdendo anche quelle misurandosi con i minus habens leghisti o peggio con fascisti riciclati….. Grazie ai loro amici magistrati e a tangentopoli ci hanno fatto subire Berlusconi ed il Berlusconismo, ci hanno portato i fascisti riciclati dentro le istituzioni e sono stati capaci di far fare harakiri alla sinistra radicale. Sono oramai in fermo biologico come le aragoste sull’isola di san Pietro , Berlinguer ? Mi ricorda tanto il vecchio sindaco di Cagliari De Magistris, in 5 anni non fece mai nulla, e tutti lo riocordano come un santo! E ci credo se nulla fai nulla tocchi, e se non tocchi non ti sporchi. Biagio caro , scusa la volgarita’ : ma che ci lascino i coglioni in pace!
Mamma mia, compagni…
Ma dobbiamo proprio, ancora, pervicacemente continuare a parlare di Craxi e Berlinguer e il socialismo reale ?!
Al di là del fatto che le municipalizzate le abbiamo create noi con il Camillo Prampolini di delbue-iana memoria, che il Presidente dell’Ordine dei Notai si lamenti per le liberalizzazioni “fatte contro i poveri” fa piuttosto ridere.
Povero un notaio ? Povero un tassista ? Povero un farmacista !?
Compagno Marzo, Lei è un ottimo storico, si intede di geopolitica e ha delle interessanti opinioni economiche … ma cerchi di concentrarsi sulle sue due ultime abilità, quando parlà di politica contemporanea, per favore !!
Io nel 1987, anno di massima espansione elettorale del PSI, ero in via di nascere !! Milito attivamente nel movimento socialista dal 2005 e sono un pò stufo di vedere platee dormiente e comatose che si risvegliano a comando SOLO se si parla di Craxi liberalismo Berlinguer comunismo URSS Fanfani !
Parliamo di programmi, dell’Italia di domani, di cosa vogliamo fare, per Dio, Carlo Marx e Pierre-Joseph Proudhon !!!
Calma e gesso Manfredi! Va bene l’Italia di oggi, di cui non contiamo niente, ma non possiamo essere presi a pesce in faccia da un Bersani di turno per il passato il cui il peso socialista era una cosa seria.
Ps
Non ho capito i tuoi lai.Mi sembri Bartali: tutto sbagliato..
Non mi meraviglio che giovani compagni non vogliano sentir paflare dei fatti e degli uomini passati, fa parte dell’oblio storico degli ultimi 20 anni di cronaca italiana.
La parola d’ordine della cultura dominante è stata:”OSCURARE I SOCIALISTI”.
Badate bene la cronaca giudiziaria và sempre divisa dalla verità storica.
Senza la verità storica non si costruisce niente e non si fa niente.
L?elettorato socialista,tradizionale e potenziale, è attratto da Berlusconi. Gli ex coministi ed ex democristiani falliscono in ogni cosa che fanno, quali sono le ragioni? E’sfortuna?
Se non chiariamo le ragioni del 1994 brancoliamo solo nel buio. Sono dacordo con Marzo a chiarire bene CHI SIAMO E DA DOVE VENIAMO. Noi abbiamo potuto sbagliare, loro hanno FALLITO.
L’unica cosa che mi meraviglia è che un COMUNISTA POSA COMMUOVERSI. Vuoi vedere che ne stanno inventando qualcun’altra?
PEPPE
sì, compagni, il problema è che noi nel partito parliamo QUASI SOLO di cronaca giudiziaria e di verità storiche, che è poi proprio la cosa che rinfacciate a Nencini, ovverosia che non si parli mai di contenuti.
Insomma, pensiamo sul serio di attrarre elettori sulla base di una continua polemica storicistica ? A me la Storia piace, altrimenti non la studierei all’Università, e sono orgoglioso della Nostra. Però con la Storia le elezioni non si vincono !
Dobbiamo offrire un progetto, delle idee, e non ultimo un immaginario in cui collocarle: noi l’immaginario ce l’abbiamo, ma dobbiamo metterlo al servizio dei contenuti, non logorarlo continuamente in una eterna contesa Craxi-Berlinguer, penso che anche loro da lassù siano piuttosto stufi di sorbirsi fior di convegni e dibattiti in merito. Abbiamo detto tutto quel che c’era da dire sull’argomento, voltiamo pagina e costruiamo qualcosa per il futuro, non per gli elettori socialisti del 1994 ( che non hanno mai votato socialista da allora nemmeno quando potevano, se guardiamo i risultati elettorali dello SDI, del PS di Intini prima, del PS di De Michelis e del NPSI, per finire col nostro sgangherato PS).
Ringrazio comunque il compagno Marzo per la franca risposta, è indubbio che qui si respira un’aria di dibattito ben maggiore che sugli asfittici lidi ufficiali offerti dal Partito, siano essi note su Facebook o Consigli Nazionali.
ottimo articolo per il 1984, in piena guerra civile a sinistra, oggi quasi inutile, a meno che non sia un appoggio esterno alla candidatura di Dario! basta togliere qualche riferimento poi resta intatto l’armamentario ideologico: la Russia, i soldi, il Kgb, mancano solo l’oro di Dondo, i morti in Siberia…. mah! che dire, andate a spiegare a un socialista spagnolo che i socialisti italiani sono al centro a destra e in ogni luogo ma non a sinistra perhè lì è pieno di comunisti… forse anche Dario è troppo sinistra Dc per combinarci qualcosa, è in odor di cattocomunismo inequivocabile, dossettiano…. mi sa che il meglio è sempre il forlaniano Casini… vuoi mettere?
A Carlo m. Mi spieghi perché Bersani ha esaltato, commosso, sia la figura di Berlinguer, che è morto da 25 anni, sia l’armamentario comunista e post, e io non possa difendere il mio patrimonio ideologico e politico. Fatto sta che non sai mai da quele verso prendere i socialisti, per questo siamo ridotti al lumicino. Insomma, come la fai la sbagli. In special modo con Carlo m. mi sa tanto.
Per la verità non capisco cosa vuole politicamente.
Avete superato la soglia del ridicolo da un pezzo, ora siete a fondo e continuate a scavare. Datevi una svegliata e buttate a mare i vecchi dirigenti che hanno portato il partito ad un misero 0.8%.
Siete più rigidi di diliberto.
A Raffael, con chi stai e chi sei per salire in cattedra e dare lezioni.
Con questo tuo modo di fare sarai tu seppellito da una risata.
degustibus…non disputandum…ma sono una buona spia del livello di maturazione democratica sei …
Io non ci trovo nulla di male che su un piano emozionale Bersani preferisca Berlinguer a Craxi, mi stupirei del contrario.
Io, molto più modestamente, da socialista, la penso esattamente al contario: la vicenda umana e politica di Craxi mi suscita forti emozioni, la sento mia, ha segnato indelebilmente parte della mia vita.
Penso che Bersani al di la dei tatticismi congressuali provi le stesse cose per Berlinguer.
Trovo invece più interessante il richiamo contestuale fatto da Bersani alle radici popolari da recuperare da parte del PD guardando alla tradizione democristiana e socialista.
Credo che su questo si dovrebbe aprire un serio dibattito tra i socialisti italiani: come abbiamo potuto, per oltre un quindicennio, pensare di scindere il socialismo da un largo movimento di popolo (oltre che dai contenuti) per farlo diventare un autoreferenziale strumento per le carrierine di pochi?
Ritengo che il PS – soprattutto questa frangia – sia in preda alla solita involuzione identitaria. Si tratta di una chiusura che ha portato il partito a percentuali insignificanti. Se i vostri dirigenti credono di poter incidere sulla vita politica del paese con queste mosse credo che andrebbero liquidati.
Alla faccia del pragmatismo! L’italia è un paese anomalo e non avrà un partito socialdemocratico in senso stretto.
questa discussione su craxi e berlinguer mi sembra proprio stucchevole per quanto inutile. è servita a fassino e ora a veltroni per attingere al serbatoio di voti dei socialisti senza pace, ma non credo che serva più ai socialisti, che dovrebbero riflettere di più sul futuro, su cosa significa essere socialista oggi. Forse si accorgerebbero che questo paese ha bisogno di rilanciare la scuola pubblica, di servizi efficienti, di infrastrutture, di lavoro per tanti giovani precari che non possono più progettare la propria vita, di un walfare che non sia solo la cassa integrazione che assorbe risorse senza dare nulla.
a biagio di marzo ricordo che nelle coop rosse da sempre ci sono stati i socialisti, eccome. ma si dovrebbe ricordare anche del ministero delle partecipazioni statali retto da gianni de michelis. altro che statalismo: lo stato faceva anche i baci perugina e i panettoni allemagna, olre che l’acciaio,armi e alfa romeo. Un apparato retto interamente da manager democristiani ai quali, miracolosamente, iniziarono a sostituirsi manager socialisti. una guerra di potere che attraversava tutti gangli dello stato e dell’economia, perchè non riconoscerlo? ma è storia ormai, e sono fuori tempo i rancorismi e gli odi viscerali. oggi c’è da pensare di costruire un’alternativa non solo a berlusconi, ma ad un’idea di società.
sarebbe più proficuo cercare i punti di unione, anzichè quelli della divisione. i partiti socialisti europei perdono in francia e in germania, in italia il ps può convocare il congresso in una cabina telefonica. L’occasione di battere il nuovo “compromesso storico” è stata persa per le incertezze a sostenere la costituente socialista. Oggi c’è la possibilità di percorrere una strada nuova, magari per molto tempo ancora, mantenendo ciascuno le sue scarpe. non si può liquidare tutti usando sistemi togliattiani, denigrando stupidamente gli avversari e, magari, anche chi è disponibile a trovare intese per un progetto comune.
Non condivido la scelta di bobo craxi di dimettersi dalla segreteria ps. la politica non è un non è una pedanda dove ci si batte cavalescamente col fioretto, lo dovrebbe riordare. avrebbe dovuto stare al suo posto e confrontarsi su idee e progetti concreti, se ogni volta che uno non è d’accordo fondasse un partito il dopo berluconi sarebbe tragico.
Nemmeno io condivido le dimissioni di Bobo Craxi: come ho già avuto modo di esprimere in un altro post avrebbe dovuto rimanere al suo posto e favorire il rientro di tutti quei compagni che si sono staccati e stanno prendendo altre strade, come Zavattieri o De Michelis, poi al congresso presentarsi come candidato segretario forte di questa ritrovata unità della quale avrebbe potuto a ragion veduta prendersi il merito
Caro Emanuele, quello che tu diìci è facile a dirsi ma diccifile venirne a capo in un partito in cui il dissenso è tabù e la politica è un oggetto misterioso. Bobo ha fatto bene a dimettersi per aprire un confronto, se il gruppo attorno a Nencini lo vorrà fare. Ma ne dubito.
Caro Biagio, lei ha una storia socialista (incomparabile con la mia) che fa bene non solo a difendere ma anche a promuovere. La cosa che più mi interessa politicamente sarebbe vedere in Italia una forza politica socialista forte, politicamente ma anche culturalmente, che sappia usare le differenti radici storiche e identiarie per un progetto comune a tutta la sinistra. A volte le sue analisi mi sembrano un po’ prigioniere degli anni ‘80, come le ho scritto nel post sull’articolo di Macaluso. Tutto qui. La saluto con cordialità