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DUE LEADER A CONFRONTO

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Categorie: Politica

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DUE LEADER A CONFRONTO : CRAXI E BERLINGUER

 

Declini e ascese di leader politici. I casi Berlinguer e Craxi sono messi al confronto dai loro diretti eredi. Va da sé il pensiero dei socialisti su Craxi, su Berlinguer è cambiato il giudizio dei suoi “nipotini”. Cambiandolo sul leader di Botteghe oscure, in negativo, automaticamente, è cambiato sul segretario di Via del Corso, in positivo

Succede sempre così, in Italia, ti riconoscono meriti e ti rendono l’onore delle armi, post mortem. Il caso Craxi è un classico.

Se Bettino Craxi fosse un titolo azionario in Piazza Affari sarebbe in rialzo. Grazie agli ex comunisti il titolo è rivalutato, mentre il titolo di Enrico Berlinguer è in ribasso. Con il senno del poi, si sono riempite le fosse. Grave sarebbe che non fosse fatto così mutevole il pensiero dell’uomo. 

A questo ha contribuito, con la sua dichiarazione a favore del leader socialista e sfavore di quello comunista, Walter Veltroni. Alla lunga, ha detto la sua su Berlinguer e Craxi, in precedenza si erano espressi: Piero Fassino, Massimo D’Alema ed Emanuele Macaluso.   

Proprio Veltroni che aveva confessato di non essere stato mai comunista, per cui si era iscritto al partito delle Botteghe oscure, unicamente, per Enrico Berlinguer.

Craxi e Berlinguer due leader  politici con la P maiuscola le cui storie rappresentano la sconfitta della sinistra italiana. Tuttavia, dovrebbe essere intestata a Enrico Berlinguer e ai suoi “discepoli” che a Craxi che ne è stata la vittima sacrificale.   

Il socialismo italiano è, ormai, un pallido ricordo, il comunismo è morto e sepolto. Pur avendo vinto, il socialismo sul comunismo, entrambi, ironia della sorte, non hanno eletti in Parlamento. Sia per il comunismo, ma per il socialismo è un torto che non meritava, avendo rappresentato, a torto e a ragione, un modello democratico e liberale di società. Peraltro, è presente politicamente ed elettoralmente, in Europa. L’Italia è una eccezione.

Per causa proprio di questa anomalia, -sottovalutata nell’atto in cui i suoi “killer” hanno agito, malamente, per farlo uscire di scena -, la democrazia parlamentare italiana vive uno dei periodi di crisi più travagliati. Per questo atto inconsulto, la sinistra è in crisi profonda, avendo perso una forza socialista che, nel bene e nel male, ha svolto il ruolo di cerniera tra maggioranza e opposizione e di cassa di risonanza della società italiana.

Bobbianamente parlando, il Psi era un partito piccolo tra grandi e grande tra i piccoli, con una responsabilità politica molto maggiore del suo peso elettorale. Proprio per essere partito di frontiera impedii alla DC aperture a destra, in particolare, verso il mondo clerico – fascista, e al Pci di creare, per esempio, le condizioni di guerra civile tra moderati e comunisti come in Grecia.     

Dopo la svolta di Salerno, il Partito comunista italiano portò avanti sempre, anche nei momenti del muro contro muro tra maggioranza e opposizione, la via nazionale al governo. Fino a mettere, metaforicamente, un piede dentro la stanza dei bottoni con il governo di solidarietà nazionale guidato da Giulio Andreotti. Sebbene avesse ritirato l’appoggio al governo Andreotti e  cavalcò la linea dura di stampo operaista della diversità e della -doppia- morale, lasciò l’uscio socchiuso nei confronti della Dc.   

Sconfitto storicamente e politicamente, non fece altro che mettersi contro il Psi, -del resto non poteva smentirsi avendolo fatto per tutta la sua vita -, per tentare di prendersi la su eredità, cambiando nome, ma non la sua ragione sociale. Tuttavia, i socialisti non colpiti dalla sindrome di Stoccolma, pur non finire nell’ambito ex comunista hanno scelto, nella stragrande maggioranza, il partito di Silvio Berlusconi.

Non assecondando, dopo il crollo del Muro di Berlino, la scelta socialista, gli ex Pci sono stati costretti a cambiare abiti fino a quando hanno indossato quello democrat la cui confezione non veste per nulla a misura.

Strano comportamento il loro, hanno preferito unirsi con gli avversari storici democristiani, con quali si sono odiati e combattuti e, per giunta, se ne sono dette di tutti i colori, anziché con i cosiddetti “fratelli separati” socialisti, – ciò era vero al tempo del comunismo imperante -, usciti vincitori dal duello a sinistra.       

Mentre Craxi lanciò l’idea dell’unità dei socialisti, i naufraghi del comunismo, preferirono rifugiarsi nella sinistra,  un termine generico per indicare uno schieramento politico di orientamento progressista. Senza aver mai esplicitato alcuna cultura politica e di governo.

Per dirne una, nessuno può dubitare del socialismo riformista, ma di un partito che si dichiara vagamente di sinistra, c’è da diffidare sul serio: dice tutto e nulla. Su questo terreno si sono mossi gli ex comunisti, prima Pds e poi Ds, con conseguenze politiche ed elettorali disastrose, finché non hanno deciso di fare una fusione a freddo con gli ex Dc e pezzi di forze liberaldemocratiche girovaghe, per salvare il salvabile. Quanto meno per costituire una formazione in competizione con quella della destra.

Di qui il Pd, un partito liquido dai connotati incerti come, del resto, il suo futuro. Vedremo alle assise di autunno di che pasta sarà: frolla o compatta. Finora sono volati soltanto stracci e sono state fatte solo elucubrazioni sul nuovismo.

In vista del congresso, Dario Franceschini, ha rilanciato il Pd come partito aperto, vero, radicato nella società e avente capacità di innovazione. Batte il chiodo dell’innovazione che, francamente, è mancata come prassi politica e di governo.

La causa di ciò sta proprio nel deficit di riformismo che manifesta il Pd, nonostante dichiari di rappresentare la casa dei riformisti. Non sempre quello che si dichiara risponde a verità. 

Franceschini, parlando di innovazione, è caduto in contraddizione con se stesso, quando ha preso come modello Berlinguer e non ha proferito alcun verbo su Craxi. Al contrario di Veltroni che riconosce in Craxi la figura dell’innovatore, colui che era più in sintonia con la società del cambiamento e, nello stesso tempo,  ammette che Berlinguer non aveva capito granché della società italiana.

Guarda caso, il plauso su Berlinguer proviene da un ex scudocrociato e non dal dirigente una volta falce e martello.


(20 luglio 2009)

47 Commenti su “DUE LEADER A CONFRONTO”

  1. Manfredi Mangano scrive:

    Non si è accorto nessuno, purtroppo, che la sfida a sinistra l’abbiamo vinta noi, al punto che nessuno sa che esistiamo …

  2. angelo scrive:

    Complimenti a Federico!ma che bell’esempio che conferma il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio”! Perchè anzichè insultare un morto non si chiede da dove arrivavano i soldi per mantenere il PCI? Dagli USA o dall’URSS (paese nemico della NATO) attraverso la STASI della DDR? Comodo così fare la morale agli altri. Se Craxi era un ladro Berlinguer che cos’era? un traditore al soldo di una potenza nemica? ma perchè certa gente si riempie la bocca di “questione morale” senza avere neppure il coraggio di fare i conti con la propria storia?

  3. Carolus Felix scrive:

    Gli ex Socialisti sono andati con Berlusconi per puri motivi di comodo e ci restano per la stessa ragione di sempre. Berlusconi fu ampiamente favorito da Craxi ma non si spese mai troppo per difenderlo quando era ancora in vita.
    Ora nel PD ci sono in prevalenza coloro che contribuirono notevolmente alla sua caduta. Veltroni ha un rapporto coi socialisti a corrente alternata, va ai loro convegni poi però, al primo appuntamento elettorale, sbatte loro la porta in faccia, e dopo però gli viene la lacrima coccodrillesca e parla bene di Craxi rispetto a Berlinguer. Salvo essere smentito dopo non molto, da Bersani che ancora invece preferisce Berlinguer.
    Se stiamo dietro al PD per capire cosa si può salvare del Socialismo italiano, stiamo freschi, non ci basteranno nemmeno le calende greche, e strada facendo, rischieremo seriamente la schizofrenia. Facciamo prima a cercare di far diventare socialista tutta Sinistra e Libertà, se ci diamo seriamente da fare.
    In Sinistra e Libertà infatti qualcuno che ha parlato bene di Craxi c’è stato, e anche di recente: era Vendola e non si trattava di un Craxi morto ma di uno vivo.
    Speriamo che almeno ogni tanto se lo ricordi.

  4. Claudio Corianò scrive:

    FEDERICO, FAI SCHIFO,NON HAI ALCUN DIRITTO DI ESSERE SOCIALISTA; QUELLO CHE DICI NON LO DICE NEMMENO ANTONIO DI PIETRO, ED E’TANTO DIRE

  5. TheoD scrive:

    Grandi predicatori che hanno razzolato male…come sempre!
    Io direi che dovremmo lasciarci il passato alle spalle e guardare oltre…
    Si trattava in entrambi i casi di “aziende clientelari basate sul consenso” non partiti costituzionali come “mezzi di partecipazione democratica”, era l’inizio dell’era della demagogia, delle apparenze e dei “politici di professione”…
    Almeno una volta c’era un ideologia a tenerli a bada, adesso sono tutti più viscidi e senza scrupoli…
    SOLO I CITTADINI E LA GENTE COMUNE PUO’ CAMBIARE LE SORTI DI QUESTO PAESE!

  6. Jules scrive:

    L’altra settimana Antonio Polito- caporedattore della Repubblica di mani pulite, giusto?- nell’editoriale descriveva vividamente il declino inesorabile dell’Italia. Sotto congresso di (non) scioglimento dei DS Reichlin inondava Unità, Rpubblica e quant’altro di editorialesse in cui paragonava l’Italia a quella del cinquecento, alle soglie di un disfacimento sonnolento durato secoli. Ancora un articolo recente dicava che il pentapartito era rassegnazione alla stagnazione italica del clientelismo e del malaffare. Evidentemente l’Italia aveva bisogno di una accelerazione. Queste celebrazioni e condanne rituali fanno parte di una liturgia stantia e senza sbocco. Questa mancanza non solo di futuro ma di profondità storica è disarmante.

  7. Anna Rosa scrive:

    THEOD, parla da buon qualunquista alla Di Pietro, coplimenti!

  8. Carolus Felix scrive:

    Infatti Federico non lo è, è qui solo con il solito arcinoto ruolo di “guastatore”, teso al rilancio della provocazione fine a se stessa. Evidentemente solo se noi gli diamo spago.
    Però ci dimostra palesemente il disprezzo che regna sovrano nel PD per i socialisti e ci induce a riflettere su cosa possa voler dire un accordo con quel partito di plastica che cerca di autoleggittimarsi su Berlinguer, il quale, tanto per ricordare un po’ di storia, disse a chiare lettere alla moglie di Moro: “Si dimentichi, signora, che noi potremo fare qualcosa per salvare suo marito”
    Io chiusi con Berlinguer già da allora, i nipolini di Moro no, hanno ancora bisogno dei nipotini di Berlinguer.
    Speriamo non sia lo stesso anche per i nipotini di Craxi..un po’ di dignità, compagni!

  9. fabiola scrive:

    ma che significa chiamamre ladro bettino craxi: perchè in parlamdnto si alzo ed ebbe il coraggio di dire chi non l’ha fatto?. ma poi perchè tutto questa isteria contro i socialisti. ognuno di noi è persona e sicurametne molti di noi esprimo idee e epnsieri che vanno al di là del comportamento. se ti senti tanto onesto dovresti anche imparare a parlare con congizione di causa e consocenza politica generale di tutti i partiti di ieri e peggio di oggi caro federico. troppo facile additare i socialisti come ladri: pèardon troppo comodo. non hanno fatto altro che quello che hanno fatto tutti ieri ed oggi non parliamo porprio. ma vedo che sei più occupato a parlare di chi non conosci e non c’è più invece di affrontare chi ti passa sotto il naso e sicura mente non hai coraggio per additarlo.
    ps. è scritto di getto e non ho intyenzione di rileggerlo se capite bene altrimenti non fa niente. ma mi sono rottoa di sentire sempre dire le stesse inutili cose. è un modo per irritarci di certo

  10. TheoD scrive:

    Correre dietro le ideologie non serve più, il popolo vuole pragmatismo, I GIOVANI vogliono risposte!
    Finiamola con queste discussioni del c*****!
    Parliamo di cose serie:
    LA NOSTRA COSTITUZIONE E’ GIA’ ABBASTANZA “IDEALE”, ED HA BISOGNO DI GENTE CHE LA DIFENDANO!
    In essa si trovano applicazioni pratiche di idee sociliste e comuniste in una perfetta sintesi…
    VOI PASSATISTI NON VI RENDETE CONTO DI QUANTO SIA BELLA LA NOSTRA COSTITUZIONE…
    Andiamo avanti!
    Sappiamo in cosa identificarci sappiamo in cosa aspirare e NON ASPETTIAMO CHE SIANO QUEI ******** DEI DIRIGENTI DI PARTITO A FAR CAMBIARE LA LORO POLITICA INTERNA…CAMBIAMOLA NOI!QUALSIASI PARTITO ESSO SIA…
    LIBERTA’, UGUAGLIANZA E RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA SEMPRE!

  11. TheoD scrive:

    AHAH!”Qualunquista alla Di Pietro” avete più pregiudizi che spirito critico…che vergogna, così dovrebbe cambiare l’Italia…

  12. TheoD scrive:

    Quando Moro fu rapito Berlinguer non era al Governo, o sbaglio?

  13. Mario scrive:

    Il signor Federico Tanda o è completamente disinformato o è palesemente in malafede come si addice ad un autentico provocatore.
    Non oso immaginare oltre sulla sua condizione, né mi va di replicare alle sue strampalatissime e gratuitamente offensive considerazioni.
    Quanto all’articolo in questione lo trovo puntuale, obiettivo, ineccepibile e storicamente rispettoso di entrambe le figure di Craxi e Berlinguer, pur trattandosi di argomento da me ampiamente “metabolizzato” da lunga pezza.

    Mario Francese
    socialista per Sinistra e Libertà

  14. Carolus Felix scrive:

    ..no, Berlinguer non stava al governo ma, grazie a Moro, stava per entrarci. Proprio perché il PCI “pesava” parecchio.

  15. TheoD scrive:

    Sulla questione Moro invito tutti a guardare documentari seri come quello di Blu Notte di C.Lucarelli…
    Io credo che rievocare come idoli sia Berlinguer sia Craxi sia un errore infantile. Stop!
    Non possiamo discutere su chi era meglio fra i due quando ci sono delinquenti che occupano le sedie del nostro Governo (tanto per dirne una a caso)!
    L’impegno dei socialisti deve essere quello di difendere la costituzione che è abbastanza socilista e democratica di per sè…
    Rinnoviamo i partiti!

  16. Claudio Corianò scrive:

    TheoD, hai le idde confuse, studia la storia e non chiamarti, per favore, socialista. Ma chi credi di essere, per parlare così. E poi, la Costituzione più da socialismo reale che da Stato liberale.

  17. TheoD scrive:

    Io l’ho studiata la storia, ma nei libri didattici non nelle riviste di partito!
    Ok vogliamo confrontare questi due uomini:
    Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato:
    a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
    a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese;
    Berlinguer pur essendo stato un grande pensatore, molto probabilmente veniva finanziato dall’URSS, almeno fino alla “primavera di Praga”.

    Ecco contento Claudio? Il tuo passatismo è stato realizzato? Solo che ai giovani non gliene frega un niente di queste storielle…sono i fatti che contano!

  18. TheoD scrive:

    E poi quando la Costituzione parla di uguaglianza sociale e giuridica…credo difenda i principi più saldi del socialismo, o sbaglio?

  19. McSac scrive:

    Bettino Craxi aveva capito, primo di tutti in Europa, che il socialismo andava rivisitato, per ridare slancio alla speranza di una società migliore, staccandosi dal vecchio armamentario ideologico figlio di una cultura politica ormai passata. Craxi è stato il più grande modernizzatore del socialismo europeo.

  20. a.silvestri scrive:

    Il PCI e il PSI in Italia, si sono spartiti l’eredità del partitone del “biennio rosso” 1919/1921, anche se non tutti i riformisti andarono a finire nel PSI (che anzi conservò a lungo maggioranze massimaliste, così come sarebbe inesatto dire che il PCI fu composto da soli massimalisti. Al di là del peso specifico della corrente “migliorista” non fu così) tanto da determinare la scissione di Palazzo Barberini, dove nacque il terzo incomodo, il PSDI e adirittura un 4° (il PSIUP) dopo l’entrata al governo del PSI nel 1964.
    4 partiti per rappresentare quello che in Europa al massimo si riferiva a 2 soltanto e che progresivamente si trasformò in un unico grande partito di opposizione automaticamente candidato a sostituire il partito di governo, al potere.
    A questi dati storici, bisogna sempre far riferimento per risalire alle radici dell’anomalia.

    Sul fronte del PSI, si dovette registrare un fenomeno, senza il quale non si può compiere alcuna analisi rispondente ad esigenza di chiarezza e di comprensione.
    Il Partito che Craxi ereditò nel 1976 da De Martino, non era già più lo stesso, nel 1992. E non tanto per questioni puramente anagrafiche ma per ragioni di progressiva sostituzione di quadri politici veri e propri, con personaggi di vario ceto e provenienza. Craxi anche in questo, anticipò di qualche anno il berlusconismo. Non a caso Rino Formica “fotografò” impietosamente l’assemblea nazionale del 1991, definendola “dei nani e delle ballerine” ecco che in questo commento sarcastico, vi è tutto il succo dell’incapacità di reazione del corpo del Partito, allorquando già dall’anno successivo si abbattè sulla c.d. I Repubblica (e in maniera particolarmente accanita contro il PSI) il ciclone giudiziario.
    L’onda lunga non era diventata così lunga, perchè a fronte di nuovi arrivi richiamati dal taglio pragmatico e decisionista di Craxi (oltreché dalla facilità con cui si poteva far carriera, detenendo il PSI a fronte del 12/13% dei voti, il 30/35% del potere) se ne andavano nel frattempo militanti ed elettori, più fedeli al socialismo classico dei galantuomini che fu rappresentato nella sua massima espressione culturale ed istituzionale dai 7 anni della Presidenza della Repubblica, di Sandro Pertini.

    Insomma la fine del PSI fu decretata anche dalla manifesta incapacità politica di tutto un apparato che si votò più alla cultura del leader (e anche della mazzetta che serviva per salire più velocemente la scala gerarchica) che agli ideali fondanti di giustizia, eguaglianza e libertà, che sono i dati salienti di qualsiasi socialismo.

    In questo quadro risulta del tutto inutile definire il PSI di Craxi in maniera univoca.

    Dall’altro lato, quello del PCI, valgono le stesse considerazioni. Una volta uscita di scena la massa dei suoi militanti, fatta anche dai funzionari medi e periferici provenienti in larga parte dal disciolto PNF, la generazione successiva, specialmente quella che possiamo riconoscere nello spartiacque del ‘68, fu composta più autenticamente da una gioventù progressista e libertaria che solitamente nel resto d’Europa, militava nei partiti socialisti.

    Craxi e Berlinguer anche in questo, furono accomunati più dai loro errori (tanti) che dai loro successi, che in definitiva alla luce dell’oggi, possiamo catalogare come una lunga serie di insuccessi politici.
    Anche se l’esperienza di Bettino alla guida del Paese, resta uno dei rari esempi di applicazione concreta della cultura riformista, che non possiamo buttare via assieme all’acqua sporca, del PSI dei “nani e delle ballerine” e di tutti i partiti della sinistra italiana che pensarono più al loro “primum vivere” che ad una effettiva modernizzazione e moralizzazione del sistema Paese.

  21. alfredo ciavarella scrive:

    …..non hanno deciso di fare una fusione a freddo con gli ex Dc…..
    Proprio questa fusione a freddo, non essendosi saldati bene i pezzi dei due partiti, ha causato più che altro un rimescolio di personaggi politici, più che una fusione delle culture della sinistra. Il tutto con l’aggravente di far entrare per la porta principale, magari con il tappeto rosso steso, lo sbarramento del 4%, tanto per chiarire che la casa dei democratici è solo la loro e di nessun altro. Mi chiedo, come è possibile rimediare ad anni di errori accumulati, che poi si sono materializzati nelle attuali destre di tutti i colore che imperano al governo nazionale ed nelle autonomie locali?

  22. Raffaele MAURO scrive:

    Riprendo, facendole mie, queste parole del compagno Carlo Felice:

    ” Se stiamo dietro al PD per capire cosa si può salvare del Socialismo italiano, stiamo freschi, non ci basteranno nemmeno le calende greche, e strada facendo, rischieremo seriamente la schizofrenia. Facciamo prima a cercare di far diventare socialista tutta Sinistra e Libertà, se ci diamo seriamente da fare.
    In Sinistra e Libertà infatti qualcuno che ha parlato bene di Craxi c’è stato, e anche di recente: era Vendola e non si trattava di un Craxi morto ma di uno vivo.
    Speriamo che almeno ogni tanto se lo ricordi.”

  23. Jules scrive:

    Già, i fatti sono fatti. Ma quali fatti? I giovani possono continuare a vivere la loro parte dentro i sogni, o gli incubi, di chi li ha preceduti ed è ancora qua? Da più di vent’anni la storia è bloccata. Angeli e demoni. Una camera degli specchi in cui si è perso l’orientamento.

  24. birbantelllo scrive:

    continiamo a farci del male…….la storia stà confermando l’intelligenza politica e la capacità di statista di Craxi,il grande flagge dei socialisti è quello di continuare a guardarsi dietro,mentre il futuro è dinanzi a noi si deve ripartire dal basso da un movimento che fà proposte politiche su argomenti concreti…..su cose concrete e fattibili…..ricordiamo la nostra tradizione la nostre battaglie.l’attualità di tanti proposte socialiste di craxi e dell’amico fortuna .
    Svegliati compagno socialista ripiate dal letargo….

  25. Peppe scrive:

    Bravo Marzo, bella la sua sintesi storica recente. Ha omesso,forse perchè lo ignora, che con la costiruzione di Forza Italia, alle elezioni si costituì lo schieramento dei Progresisti del quale fece parte il PSI della “ROSA”.
    In cambio di un gruppetto di parlamentari la triade che guidava il PSI, DEl TURCO-BOSELLI-VILLETTI, accettò l’imposizione dei comunusti di non candidare alcun parlamentare uscente,(compresi i non inquisiti) neppure in quota proporzionale. Era ovvio che i voti socialisti fossero andati altrove, chi li doveva raccogliere, coloro che furono inventati candidati all’ultimo momento?
    Da allora comoinciò la “DECADENZA”
    Non fù colpa altrui ma dei dirigenti socialiusti di allora che …POI SCIOLSERO IL PSI!
    Peppe-Napoli

  26. paolo ruffi scrive:

    Federico Tanda piu che un guastatore e’ un pirla! Una domanda a tutti, Ma Enrico Berlinguer cosa ha fatto di concreto? Per favore qualcuno mi ricordi una legge, un referendum, una decisione governativa , una presa di posizione di politica internazionale vincente , una qualunque azione di governo proposta, implementata e attuata da Enrico Berlinguer. Credo non se ne trovi nessuna perche Berlinguer in quegli anni era troppo impegnato a contenere la costante perdita di consensi( e soldi, visto che i russi non ne mandavano piu’). Il PD si sciogliera’ come un gelato di menta nell’afa estiva di queste settimane , incalzato a sinistra da Dipietro non riesce a trovare una linea politica perche alla sua destra quel furbacchione di Berlusconi gli ha portato via l’unica cosa che poteva salvare il PD e la sinistra in generale: il consenso degli elettori socialisti e di coloro che a fasi alternate , ma spesso e volentieri votarono per il PSI. Oggi Crespi pubblica un sondaggio che mi ha lasciato di ghiaccio, Il 49% dei cittadini del sud pensa che Berlusconi sia il politico che meglio rappresenti le istanze del Sud. Dimenticando che la Lega Nord oggi e’ l’unico vero alleato del PDL.Senza divagare sull’oggetto del forum , coloro i quali confrontano i due leader devono capire che il paragone non puo’ esistere, con tutti gli errori che gli si possono imputare( ma che nessuno si permetta di solo pensare che Bettino Craxi prese una lira per se stesso e non per il partito!!!!!) Bettino Craxi era un uomo di partito di grande successo( prese un partito allo sfascio con il 5% e lo porto al 17%), uomo delle istituzioni,fu lo sponsor principale di Pertini( in quella che e’ da tutti considerata la m igliore presidenza della repubblica nella storia repubblicana),uomo di stato, fu il primo Presidente del Consiglio laico, partecipo’ attivamente alle campagne referendarie come quella sul divorzio e sull’aborto, propose, vinse ed attuo’ il referendum sulla scala mobile , figura di spicco internazionale diede per la prima volta una politica estera all’Italia ,autonoma dalle scelte geopolitiche del Vaticano e degli USA, e degna di nota. Mi fermo qui senno’ mi ammazzate ma potrei continuare. Berlinguer a parte morire martirizzato (per fatica da campagna elettorale) ed essere l’autore con il povero aldo moro dell’abortito compromesso storico che cosa ha fatto?Niente perche non e mai stato( eccetto essere uomo di partito)uomo di stato o figura politica internazionale . La storia restituira’ ,come dice giustamente il fondo che stiamo commentando, la verita’ all’opinione pubblica. Gli anni novanta verranno riletti valutando a fondo cio che Craxi e Berlinguer fecero e sopratutto in che maniera ed in che percentuale, essi influirono sui cambi della societa italiana. Credo che se i nipotini di moro abbiano messo la testa nella ghigliottina preparatagli dai nipotini di berlinguer , quelli di bettino craxi, iniziando da suo figlio, non faranno lo stesso , anzi, come ci dimostrano i fatti delle ultime settimane, sono ben consci di chi gli sta difronte.

  27. ho amato enrico berlinguer e per molti aspetti ho anche apprezzato bettino craxi. penserete che sia una contraddizione in termini. certo, potrebbe sembrare così, in effetti, se si continua a mettere a confronto i due personaggi in modo ideologico,come se la battaglia politica di cui furono protagonisti fosse ancora in corso, come se le loro figure fossero i poli due visioni assolutamente inconciliabili tra loro. e se provasimmo, finalmente, a storicizzare, analizzando le ragioni dell’uno e quelle dell’altro, senza pregiudizi? e se provassimo a parlare di loro, per una volta, senza l’emotività e l’odio politico non ancora assorbiti a quasi vent’anni dal crollo della prima repubblica? e se provassimo a domandarci:fu davvero la visione politica berlingueriana a spingere una parte della sinistra su posizioni giustizialiste o, piuttosto, la cultura azionista e tecnocratica di certi “poteri forti”?

  28. Carolus Felix scrive:

    Ma voi ve li immaginate Berlinguer e Craxi che non fanno altro che discettare su Nenni o su Togliatti?
    Se ci hanno risparmiato questo tormentone, perché dobbiamo autoflagellarci noi in continuazione riesumando in continuazione loro?
    La sinistra oggi ha ben altro a cui pensare.

  29. Carlo scrive:

    “Primum vivere, poi filosofare!”
    Regola,oggi tuttora di attualità, che potrebbe cambiare nei contenuti, ma non nella sostanza.
    Mi spiego. Primum vivere nel senso di esistere ed esistere in quanto Partito Socialista, unica sigla valida in Europa, per una sinistra riformista . Se non abbiamo consenso, abbiamo almeno un Brand da spendere(PSI).Che significa SeL ? Che mi rappresenta? Che facciamo come il PD, che vuole andare oltre il socialismo, senza averlo mai riconosciuto.

    Non scherziamo, ricominciamo con quello che di buono è stato fatto in passato e ricordiamoci della situazione dell’Italia, schiava di un regresso culturale inarrestabile.

    Le ideologie non sono morte, sono gli interpreti che le inquinano e se ne servono per scopi meno nobili.
    Allora ricominciamo da colui che ha anticipato il blairismo, colui che tutti riconoscono l’unico riformatore degli ultimi anni, ricominciamo da Bettino Craxi, l’unico che aveva capito la strada da percorrere, colui che seppe mostrare carattere con gli americani(Achille Lauro) e i Russi, colui che aveva improntato una politica filo-araba, che poteva permetterci un ruolo da protagonisti nel mediterraneo e in Europa.

    Dobbiamo avere pazienza e aspettare la fine del berlusconismo e approfittare della caduta di due partiti di plastica, che si reggono uno, il PDL, su di un populismo sfrenato e l’altro il PD, su una demagogia fine a se stessa.

    Se si lavora bene ora e si ha pazienza, i voti socialisti ritorneranno, ma per ritornare hanno bisogno di un Partito, il Partito Socialista.

    Quindi non dimentichiamo la storia, ma andiamo anche avanti, riprendendo un discorso, che ha avuto una pausa lunga venti anni.

    Forza e coraggio e sempre AVANTI

  30. Carolus Felix scrive:

    Carlo, la fai un po’ facile..il berlusconismo e il PD non stanno per crollare da un giorno all’altro, e se primum vivere, bisogna intanto tornare nelle istiruzioni.
    I Socialisti quando si sono presentati da soli hanno ottenuto percentuali da brivido…glaciale.
    Un conto è il Partito Socialista e un conto la cultura socialista, a quella non si può mettere la mordacchia e può contaminare tutta la sinistra se accetta di starci, in mezzo alla sinistra.
    Se invece se ne va da essa sdegnosamente ripensando al suo glorioso passato, rischia di fare la fine della vecchia zitella, la sora Camilla, la vogliono tutti ma nessuno se la piglia.

  31. Biagio Marzo scrive:

    Peppe, non ignoro quel misfatto che fece più danno di Mani pulite. Del Turco, Boselli e Villetti hanno delle responsabilità delle quali devono rispendere sul “mistero” dello scioglimento del Psi.

  32. Biagio Marzo scrive:

    A Giovanni Fasanella, grazie per il suo contributo, la prego di scrive quando vuole e come vuole.

  33. paolo ruffi scrive:

    Caro Biagio, Sono stato testimome (assieme ad altri)indiretto del momento in cui Craxi decise di investire Ottaviano Del Turco come suo successore, lo fece in un pranzo a due nel giardino davanti al Raphael che funge da patio all’Osteria che sta accanto all’albergo. Bettino seduto di fronte a Del Turco. Mi trovavo al Raphael per un’appuntamento di lavoro . Ho ricordato questa mia impressione qualche tempo fa ad Ottaviano che mi confermo’ l’episodio , definendolo “un mio tenero ricordo”. Sono certo che Bettino penso’ di fare la cosa giusta, il risultato , purtroppo gli diede torto, ed e’ stato rovinoso. Assieme a Boselli e Villetti sciolsero il PSI. Ma io mi chiedo , possiamo davvero imputare solo a loro questo evento o ci dobbiamo guardare ancora una volta dentro e cercare di capire se ognuno di noi ha fatto il proprio dovere di socialista? Dove erano tutti i dirigenti e i quadri che per il decennio precedente dominarono la scena ? Secondo me la realta’ dei fatti e’ che ognuno cerco’ di salvare se stesso e poco importa se il partito si sciolse “Il mio regno per un cavallo ” credo questa frase riassuma lo spirito di quei giorni. Tutti tesi a prendere le distanze da un gruppo dirigente che ogni giorno era vittima di attachhi modulati e coordinati tra diversi interessi( magistrati, comunisti, leghisti, fascisti ). Chi come me , era presente il giorno delle monete si ricorda chiaramente gianni alemanno in prima fila , ma dietro c’erano i comunisti di san lorenzo e i leghisti in cravatta verde con le manette.Il problema non e’ cercare di scaricare su Boselli , Del Turco e Villetti le colpe dello scioglimento, il problema e’ capire se veramente esiste la concreta possibilita’ di creare le condizioni per rifondare il partito socialita italiano , con il simbolo del garofano , libero ed indipendente come lo era prima che la follia di tangentopoli lo disintegrasse. A voi compagni, vecchi e nuovi chiedo, esistono oggi tali condizioni? Che senso ha disciogliersi come l’Alka Seltzer nel bicchiere d’acqua di S&L lasciando ad altri l’iniziativa politica?E’ un cammino lungo, doloroso e privo di garanzie il nostro, ma alla fine, forse potremo guardarci allo specchio e dire “ho fatto la cosa giusta ma ci e’ andata male”. Sempre meglio di urlare ” il mio regno per un cavallo”

  34. TheoD scrive:

    Concordo con Fasanella e birbantello…
    Stiamo parlando di tempi che furono!Non è più tempo di utopie e ideologie morte!Si morte perchè non si parla più di socialismo, ma di idee affini che possono tramutarsi in riforme utili per tutti…
    Finitela di fare storia e non chiudete gli occhi sognando un passato che non c’è più e aspettando un futuro che non arriverà MAI!
    NE’ IL PD NE’ IL PDL SI SCIOGLIERANNO MAI, FATEVENE UNA RAGIONE E ABBIATE IL CORAGGIO DI AGIRE!
    Il bipartitismo “dal basso” è l’unica soluzione in questo momento storico…
    E VOI PARLATE DI CREARE NUOVI PARTITI CHE NON ARRIVERANNO AL 4%???
    Dovete essere proprio anziani per dire certe cose…

  35. Caro B/V…….ti leggo quasi sempre, compatibilmente al tempo…Una gran malinconia mi prende ed il perchè tu lo sai…..sai tutto ciò che più volte ti ho raccontato…..mi rendo conto che ci vorrebbe un miracolo….sì proprio un miracolo….ma il tempo passa. Un giorno credo che gli italiani brava gente forse si risveglieranno…..il buon senso e la bontà dell’animo italiano è ben conosciuto nel mondo intero……ma un altro Bettino dove lo troveremo mai?……Io dico che così come, volenti o nolenti, il cavaliere è una costola di Bettino…., così come oggi se Berlusconi nn fosse nato io credo saremmo in un clima assai rosso….ebbene io spero che l’anomalia italiana si cancellerà se nel dopo Berlusconi la Provvidenza, o meglio il Grande Arkitetto dell’Universo come diciamo noi massoni, ci manderà un altro Bettino…..magari simile ad Obama….kissà……Un caro Abbraccio B/V….

  36. TheoD scrive:

    Ora capisco la vostra deficenza senile, siete un pugno di massoni!
    Mi fate schifo!Parlate di democrazia?Ma pulitevi la bocca!

  37. Vittorio Brera scrive:

    Innanzi tutto la Nato ed il Patto di Varsavia non sono stati nemici ma avversari politici. Comunque mi dispiace, ora sono socialista, ma da ex comunista, quando il comunismo aveva ancora ragione di esistere, io preferisco mille volte il grande Enrico Berlinguer: tra lui e Craxi non c’è storia.

  38. giuseppe mele scrive:

    Semplicemente non c’è confronto

    Europa vs 3 mondo

  39. freccia scrive:

    Compagno Federico, grazie ai cattocomunisti come te la sinistra è nelle mani di Franceschini e co.Continuamo a farci del male e la destra populista vincerà sempre.

  40. giacomo scrive:

    caro Federico non so quanti anni hai,ma quello che ai scritto e falso,offensivo e anche volgare,Craxi era un politico con le palle,perchè se c’erano dei poco di buono erano proprio nel pci,eccezione Belinguer che hò sempre stimato,comunque quei buffoni del pd,sanno benissimo dove sono i veri comunisti,sono al centrodestra insieme agli amici socialisti,quelli veri,e prima di scrivere cazzate informatevi,ciao compagni.

  41. paolo ruffi scrive:

    THeo D , ma scusa perche essere massoni ed essere vecchi sono sinonimi? Le logge sono piene di giovani, purtroppo di quelli che pensano alla loggia come a un posto dove far carriera e non a quello di fucina di democrazia e di novita’ e innovazione come e’ sempre stato. Ma chissa’ un giorno forse anche il Grande Architetto Dell’Universo decidera’ di spegnere in un solo colpo tutti quei maledetti televisori facendo in modo che i giovani riprendano a pensare e sopratutto a leggere. Chiunque affermi che il PDL e il PD non si scioglieranno mai o mente sapendo di mentire o veramente vive in un pianeta diverso. Il PD e gia morto, Di Pietro e Grillo sono i suoi killer, gia si parla di cartello elettorale con Casini……e il PD si tinge sempre di piu di bianco( come il bianco fiore simbolo d’amore). IL PDL e’ un’associazione a delinquere nata per imbavagliare Fini ed il suo esercito di colonnelli e capitani, il giorno in cui (speriamo presto) a Silvio viene un coccolone il partito ,come le lacrime di blade runner , si sciogliera al vento.Ma ti immagini Fini e Calderoli se non ci fossero letta e berlusconi a mediare? In breve il mio invito a tutti e’ quello di perseguire la nascita della rifondazione socialista , che parte dallo sviluppo, in chiave 21.mo secolo del craxismo, ultimo pensiero politico della prima (ed unica ) repubblica. Non sono un vecchio nostalgico, ho lavorato per Clinton prima e per Obama adesso, ho visto cosa si puo fare per far rinascere un paese in ginocchio, se vi prendeste la briga di leggere i discorsi di Clinton prima e di Obama oggi vi rendereste conto che molte idee sono in perfetta sintonia con quelle che il nostro partito ha perseguito per anni prima che fosse disintegrato con scientifica precisione da chi ne aveva paura.Confrontandole con quelle di Grillo, Bersani e Franceschini ci trovereste veramente poco in comune. Forse qualcosina con Veltroni, e infatti lui preferisce Craxi a Berlinguer…una coincidenza?

  42. la prosa di questo articolo è macchinosa ancor più del suo contenuto :-(

  43. TheoD scrive:

    CONTRO DUE COSE NON NEGO LA VIOLENZA IN QUESTO MONDO:
    LA MAFIA E LA MASSONERIA!
    Perchè odio la massoneria? Intanto per quello che hanno fatto e continuano a fare, si sa dove c’è mafia c’è massoneria…
    E poi il discorso ha anche connotati sociologici per citare Weber, SE LA DEMOCRAZIA O QUALSIASI FORMA DI GOVERNO NON FUNZIONA, LA CAUSA E’ SEMPRE E COMUNQUE IN GRUPPI SOCIALI CHIUSI E GRUPPI DI POTERE CHE ASPIRO ALLA PROPRIA LEGGITTIMAZIONE!
    I primi antidemocratici sono i massoni!!!

  44. federico tanda scrive:

    Fa piacere essere insultato per aver espresso la propria opinione..dimostra il concetto di democrazia che avete voi socialisti.Cmq io non ho detto nulla di nuovo o strano ho detto solo che craxi per LA LEGGE ITALIANA e’ un ladro morto latitante.PER LA LEGGE CRAXIANA a cui voi socialisti vi rifate e’ un martire esule e perseguitato.E ho detto che le sentenze hanno ricostruito i fatti e cioe’ che craxi aveva due conti in svizzera.Se volete vi faccio anche la lista della spesa di come craxi ha usato quei soldi per esempio finanziando il fratello antonio che si era invaghito del guru saibaba e pascolava per l’ india..e tanto altro ancora.

    ps:irrilevante,ma personalmente da militante pd sarei molto piu’ a mio agio in un alleanza con i compagni d rifonda e del pdci che con voi

  45. Angel scrive:

    x TheoD

    confondi la massoneria buona dalla massoneria malvagia. ignorante che non sei altro sai che anche Mazzini e Garibaldi, fautori dell’unità d’Italia, erano MASSONI?? per non parlare dei CARBONARI del Risorgimento??? ripassa un po’ di storia su… il tuo livore antimassonico mi ricorda l’antisemitismo di un famoso pazzo di estrema destra con i baffetti..un famoso imbianchino di nome Adolf..altro che democrazia..ma spero di non confondermi con altri..

    x federico Tanda:

    NON confondere LEGGE e LEGALITA’. la “LEGGE ITALIANA” ha ammazzato Enzo Tortora, non ha protetto abbastanza con la scorta Enzo Biagi, ha messo in difficoltà più volte Falcone e Borsellino nella loro attività antimafia. Di cosa stai parlando??? tu sei un forcaiolo manettaro da STATO DI POLIZIA, IGNORI da bravo stalinista lo STATO DI DIRITTO la vera LEGALITA’..ma dopotutto non mi stupisco a lanciare monetine e agitare cappi eri in bella compagnia..nn solo i comunisti ma anche leghisti e fascisti…

    Craxi è stato “usato” come capro espiatorio di un sistema TUTTO MARCIO ma è stato il primo a riconoscerlo nell’aprile 93 in parlamento..e NESSUNO SI ALZO’.
    in ogni caso NON SI E’ MAI ARRICCHITO per fini personali, quelli che usava per i suoi cari erano in gran parte risparmi che aveva già.

    in uno STATO DI DIRITTO(dove sarebbe stato garantito dal linciaggio) avrebbe potuto risolvere i suoi processi con delle semplici CAUZIONI come avviene negli USA(e come hanno fatto in tanti altri), o addirittura con un’AMNISTIA..tale e quale a quell’amnisti ache ha assolto moltissimi del PCI a fine anni 80 da crimini infamanti (l’essersi finanziati con un regime criminale). ma anche tu come già detto sei un grandissimo ignorante.

  46. Angel scrive:

    *errata corrige* non ha protetto abbastanza MARCO Biagi

  47. lorenzorosso scrive:

    p”c”i e p”s”i hanno meritato lal oro sorte… i dirigenti pci si facevano finanziare dall’urss? e per fare che? forse Lama e Berlinguer tramavano la rivoluzione? allora i dirigenti sovietici erano proprio cretini! Comunque molti facevano affari all’est….Quando hanno deciso di far fuori Craxi, nessuno dei paggetti o dei leccapiedi di cui si era attorniato il Lider si è fatto vedere e il partito socialista ha deciso di sciogliersi! grandissimo acume politico, veramente la sinistra aveva una gran classe dirigente! Però ora vi potete consolare con la costoletta di Bettino, IL BERLUSCA… BUON APPETITO.

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