IL RAPPORTO DEL CNEL

CNEL: A RISCHIO 700 MILA POSTI DI LAVORO

CNEL: A RISCHIO 700 MILA POSTI DI LAVORO
Categorie: Politica

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Entro il 2009 potrebbero esserci tra i 270 mila e i 460 mila disoccupati in più, per effetto della perdita di posti di lavoro tra le 350 mila e le 540 mila unità (se misurate in termini di forza lavoro) o tra le 620 mila e le 820 mila in termini di Ula (Unità di lavoro annue). Sono le previsioni del Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro 2008, illustrato questa mattina alla presenza del presidente Antonio Marzano.

Il tasso di disoccupazione, stima il Cnel, arriverà a fine anno a sfiorare il 9%. Secondo il rapporto, i dati sulla cassa integrazione dei primi mesi dell’anno confermano le difficoltà delle imprese e appare «preoccupante soprattutto la situazione delle micro imprese e dell’occupazione indipendente». «Nei prossimi mesi – si legge nel documento – potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito».

Il Cnel porrà l’accento sulla necessità di una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali unitamente a una riflessione complessiva sul welfare in Italia. Tale riforma – si legge ancora nel rapporto – dovrà tenere conto della necessità di sostegni al reddito con il requisito dell’universalità (al momento le caratteristiche assicurative e contributive del sistema di ammortizzatori fanno sì che i sostegni al reddito non possano essere applicati a chi non ha determinati requisiti) compatibilmente con la sostenibilità finanziaria dei costi. Essenziale – secondo il Cnel – anche il rafforzamento delle azioni di formazione e orientamento «ancora oggi troppo slegate dai bisogni reali del mercato del lavoro». E in ultimo, garantire sostegno al reddito anche per il lavoro indipendente, «la vittima più significativa di questa crisi».


(22 luglio 2009)

Un commento su “CNEL: A RISCHIO 700 MILA POSTI DI LAVORO”

  1. LUCA BIAGINI scrive:

    LA CRSI SI STA RIVERSANDO SULLA SOCIETA’ COME UNA VERA CLAVA, FACENDO EMERGERE DATI E SITUZIONI OVONQUE ALLARMANTI E PREOCCUPANTI. INTERE FAMIGLIE SONO COLPITE, CON PERDITE DI POSTI DI LAVORO, PRECIPITANDO NELLA POVERTA’ E NELL’INCERTEZZA PER L’AVVENIRE. DI FRONTE A QUESTE TRAGEDIE CHE DIVENGONO GIORNO DOPO GIORNO EVIDENTI NON C’E’ UNA ADEGUATA POLITCA DA PARTE DELLE ISTITUZIONI CAPACE DI INTERVEVIRE ENERGICAMENTE PER ARGINARE IL FENOMENO CAUSATO DALLA CRISI. LE IMPRESE IN SPECIAL MODO QUELLE PICCOLE SI SCONTRANO CO LE REALTA’ DELLE BANCHE PER UN ADEGUATO ACCESSO AL CREDITO CHE NELLA MAGGIORE DEI CASI GLI VIENE NEGATO CON CONSEGUENZE DRAMMATICHE PER GLI STESSI LAVORATORI ED IMPRENDITORI.”LA POLITICA E’ DISTANTE “HA GRIDATO UN IMPRENDITORE TOSCANO DEL TESSILE PRATESE DURANTE UN MANIFESTAZIONE INDETTA DALLE CATEGORIE DI RIFERIMENTO, E’ PURTROPPO UNA ESPRESSIONE VERITIREA DI UNA REALTA’ CHE NON PUO’ ESSERE NEGATA.LA CRISI E’ DUNQUE PALPABILE, E’ LA POLITICA CHE E’ ASSENTE.

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