Si apre oggi a La Rochelle, cittadina francese affacciata sull’Atlantico non lontano da Bordeaux, la tre giorni del Partito socialista (Ps) nota come l’Université d’été, letteralmente l’Università estiva. Fino a domenica i vertici nazionali e quelli locali si ritroveranno faccia a faccia per discutere sul futuro della gauche francese, che si prospetta nerissimo dopo che proprio in agosto la popolarità del presidente Nicolas Sarkozy è cresciuta di altri 2 punti rispetto a luglio, arrivando a quota 45 per cento. Il Ps versa in gravissime condizioni, senza un leader, cosa che invece ha il partito di centro-destra al governo: l’Unione per un movimento popolare (Ump). Un leader carismatico, Sarkozy, che ha voluto nella sua squadra di governo anche numerosi esponenti di sinistra. Continua a leggere »
BLAIR AL MEETING : LA CHIESA PUO’ AIUTARE LA POLITICA DI FRONTE AI NUOVI PROBLEMI DEL MONDO
Di fronte ai molteplici interrogativi che pone il futuro, ad esempio le scarse risorse, la poverta’, l’immigrazione, “e’ in questo ambito che il mondo della fede e certamente la Chiesta Cattolica, la Chiesa universale, essa stessa modello di istituzione globale, devono procedere. I leader politici da soli, ve lo dico molto francamente, da soli non possono farlo”. Ne e’ certo l’ex premier Tony Blair, oggi a Rimini per partecipare a un incontro organizzato in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione. Continua a leggere »
Il coraggio di restare socialisti
Dopo la pausa agostana, la vita politica sta entrando lentamente in attività, in vista degli appuntamenti autunnali. Appuntamenti i cui risultati, sotto molto aspetti, sono molto attesi. Senz’altro fra questi appuntamenti, c’è il congresso del Partito democratico.
Su queste assise sono puntati gli occhi socialisti, con la speranza che la dialettica congressuale chiuda la brutta pagina delle ultime elezioni politiche, – scritta da Veltroni quando offrì al Ps la carta dell’assorbimento, o meglio dire, la chance della cooptazione – e ne apra una inedita. L’ukase veltroniano fu davvero umiliante per il Ps che non accettò e, di conseguenza, fu spinto in una battaglia combattuta in solitudine, con Enrico Boselli candidato alla premership. Piuttosto che capitolare si scelse la via dell’autonomia, senza eletti, ma che cosa si sarebbe potuto fare di fronte a una campagna che inneggiava al voto utile per una bipartitismo perfetto. Sembra che questa velleità sia stata archiviata definitivamente e, pertanto, al centro ritorna la strategia delle alleanze.
BERSANI, SOCIALISTA PRE-21
Hammamet (Tunisia) – “Quello di Bersani alla tradizione socialista è un riferimento talmente generico che merita un approfondimento e una riflessione: egli si muove su una linea di continuità, politica e culturale, che proprio non intende fare i conti con i ritardi che la tradizione comunista ha fatto scontare all’intera sinistra italiana”. E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi (nella foto), del Partito socialista, in riferimento ai recenti richiami alle culture “popolare e socialista” da parte del candidato alla Segreteria nazionale del Partito democratico, Pierluigi Bersani.
“La linea del compromesso storico”, spiega Craxi, “non è riproducibile nell’Italia di oggi. D’Altronde, il Pd né rappresenta, né può incarnare la tradizione socialista italiana, a meno che i riferimenti di Bersani risalgano al periodo precedente la scissione di Livorno del 1921. Bisogna avviare un serio disegno revisionista del progressismo italiano”, aggiunge l’esponente socialista, “che mandi in soffitta sia le divisioni, sia i riferimenti storici a stagioni che hanno indebolito la sinistra nel nostro Paese”.
“Occorre avviare nuove riflessioni nel campo socialista, italiano ed europeo”, conclude Craxi, “valutazioni che si riveleranno utili per una futura affermazione
