EMILIANO vs D'ALEMA

IL CONGRESSO DEL PD NELLA BUIA NOTTE PUGLIESE..(e Vendola ha perso l’orecchino).

IL CONGRESSO DEL PD NELLA BUIA NOTTE PUGLIESE..(e Vendola ha perso l’orecchino).
Categorie: Politica

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                      “Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia”.

 Il refrain di una canzone demenziale recita così, però, dice la verità: in Puglia la notte è buia. C’è una questione morale, di là dal fatto che qualcuno la vorrebbe ignorare, facendo lo struzzo”, e sempre questo qualcuno esalta  la Puglia come la “frontiera più avanzata del nuovo meridionalismo”. Puglia felix. Macché.  

E, comunque, il laboratorio politico di cui tanto parlano a sinistra è, a dire il vero, solamente un creatore di mostri.  

Il quadro edulcorato lo dipinge Nicola La Torre, ma lo contraddicono gli avvenimenti di queste ultime settimane.

Sotto il cielo pugliese, c’è molta confusione, sicché si prendono, facilmente, le lucciole per lanterne. Per esempio, il laboratorio pugliese, quello brindisino soprattutto, decantato tanto da D’Alema quanto da Casini, un tempo lo avrebbero deriso, avendo una cifra trasformistica, privo di un vero progetto di modernizzazione  e di una strategia politica capace di modificare i rapporti di politici tra destra e sinistra. Insomma, niente di nuovo, anzi tutto vecchio, rischioso perché potrebbe consegnare, definitivamente, il potere politico a lobby economiche legate a Luca Cordero di Montezemolo.

 Il che non significa che il Pd non debba ricercare l’alleanza con l’Udc, come fa il “lider maximo”, tuttavia, finora, l’operazione è stata più elettorale che politica. Sul filo del continuismo, anziché della discontinuità. E poi, chi sarà il vero candidato del Pd alla presidenza della Puglia? Adriana Poli Bortone? Di modo che l’Udc, tramite l’ex sindaco di Lecce, non scappi al lido opposto, il Pdl?

Facendo un confronto tra l’aspirante e il presidente uscente, il consenso sta dalla parte di quest’ultimo. Nonostante sia ammaccato dalle inchieste sulla sanità, resta il più  forte, elettoralmente, rispetto alla senatrice ex An che non ha mai rinnegato il suo passato fascista.

Il discorso cambierebbe da così a così, se entrasse in gioco il sindaco di Bari, senz’altro il più quotato riguardo alle candidature della senatrice leccese e del governatore della Puglia. Al momento, si sta spendendo per Vendola, domani è un altro giorno e potrebbe giocare in proprio.      

Sul  terreno del potere si è aperto uno scontro tra D’Alema ed Emiliano, senza esclusioni di colpi.

La Puglia come metafora del congresso Pd. In questo quadro, Vendola sta in mezzo come un vaso di coccio tra vasi di ferro. Avendo dalla sua la protezione interessata di Emiliano. Per entrambi una alleanza, necessaria, per far fronte comune contro D’Alema.

Non è vero quello dice Emiliano che  “è partito un attacco contro me e Nichi Vendola che siamo sempre stati quelli esterni a un certo sistema”( Corriere della Sera). Vero è che, invece, diversamente da come la racconta Emiliano, lui e il governatore sono da tempo nella stanza dei bottoni, quindi, non degli apprendisti stregoni, come vorrebbero far credere. E, comunque, in questi anni, non hanno agito come se fossero fuori, anzi.   

Pur se lo volessero far credere nessuno ci crederebbe, oltretutto, non l’hanno mai disdegnato. Insomma, non sono proprio i tipi di appartenere all’ordine dei frati trappisti.

Tant’è. Nel governo regionale, gli assessori sono targati Vendola e, nella giunta comunale di Bari, gli assessori rispondono direttamente al sindaco. Entrambi hanno scelto con cura i loro collaboratori, non lasciando spazio ad altre correnti interne alle due coalizioni di maggioranza. E la chiave usata  è stata chiara e netta: con me o contro di me. Su questa scia, la famiglia ex Ds di peculiarità dalemiana è stata tagliata fuori, sebbene il diretto interessato, Massimo Dì’Alema, non la riconosca come sua, un’altra ipocrisia bell’e buona come la leggenda metropolitana, inventata di sana pianta da Emiliano e Vendola, che  per loro il potere è ridotto solo e soltanto nel vernissage.

La decapitazione dei dalemiani c’è stata, nel rimpasto del governo regionale, compiuto da Vendola, “dopo essersi consultato con se stesso” e nella nuova amministrazione comunale, costituita da Emiliano  a sua immagine e somiglianza. Il quale, non essendo avvezzo al potere, ha aperto lo scontro, per essere riconfermato segretario regionale Pd, contro D’Alema, che non è per nulla favorevole al doppio incarico: politico e di governo.

Il congresso sarà decisivo per il destino dei due e per le scelte che saranno prese per la Puglia. D’Alema dovrà vedersela, comunque con Emiliano, ma dietro a lui ci sono Veltroni e Franceschini. Non schierandosi con alcuno dei tre candidati, a fine congresso, – e lui spera che finisca senza vincitori e vinti -, i suoi voti potrebbero sommarsi con quelli di Franceschini. In tal modo, ritornerebbe alla guida del Pd, per la seconda volta.  Per il lider maxismo sarebbero dolori lancinanti.   

La Puglia sta vivendo un periodo di degrado che coinvolge la politica, il mondo imprenditoriale e la società civile. Il cui spaccato è quello visto attorno alla sanità, la punta di iceberg di un sistema indecoroso e corrotto, il cui il fulcro su cui poggiare la leva per sollevare la Puglia dal fondo in cui è precipitata, non si riesce ancora a trovarlo e colui che potrebbe avere le carte in regola per trovarlo, è a tutt’oggi introvabile. Per via che la Puglia ha un deficit di classe dirigente, i cui limiti sono tali da renderla incapace di sfide. La sfida più opportuna sarebbe stata quella di costruzione di un nuovo blocco elettorale e di interessi,- per usare una categoria gramsciana per schematizzare meglio il fenomeno- alternativo alla destra, sulle ceneri di quello che aveva come baricentro politico l’ex Dc e l’ex Psi e come base economica il sistema delle Ppss e la costellazione di piccole e medie imprese private. Fino a prova contraria la società pugliese è un magma gelatinoso che non riesce a trovare il suo punto di coagulo per prendere forma per costruire il nuovo “blocco storico”.             

Meno male che il “sistema  Bari”, che lo stavano esportarlo a Roma, è stato bloccato sul nascere dalla magistratura inquirente, mentre stava indagando sull’ attore principale,ossia su colui che stava creando la rete di relazioni ruffianesche – politiche e affariste, sperimentate, con successo, nella sanità pugliese, usando l’amo escort, buone per tutti gli usi.

Strano a dirsi, si era autonominato ufficiale di collegamento, senza alcuno gli avesse conferito l’incarico. Il caso Tarantino rispecchia questo quadro       

Un tempo era la politica che regolava, nel bene e nel male, i processi, ora, non è più così, e una folla di attori da commedia all’italiana, che  hanno occupato la scena. Attori a cui è stata affidata la mediazione tra politica – potere e affari. In questo ambito, si colloca lo scontro di potere all’interno del Pd, avendo sullo sfondo Vendola.

Dell’immagine “Puglia canaglia”, molto hanno contribuito in prima persona, quelli che hanno dominato la scena politica in questi ultimi decenni, post Prima repubblica.


(7 agosto 2009)

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