Sfruttando il silly season ferragostano, quando gli italiani hanno voglia di riposare e di vivere le vacanze in modo spensierato, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, in special modo, lontani mille miglia dalla politica urlata e sguaiata, Antonio Di Pietro ce la mette tutta per non smentirsi e sta sul pezzo e non alla guida del trattore per intenderci, ma a cavallo della politica populista, brandendola come clava, come brandì la custodia cautelare, negli anni di Tangentopoli, quando era Pm. Che non si è mai capito, – né lui ha mai avuto la compiacenza di farlo -, perché appese la toga al chiodo. Una cosa è certa che organizzò il progrom contro la classe politica della Prima repubblica, per occupare un posto in prima fila. Finché c’è vita c’è speranza, e non è detto che Di Pietro non sogni il primo posto in assoluto, per il modo impegnativo in cui sta facendo politica.
