Sfruttando il silly season ferragostano, quando gli italiani hanno voglia di riposare e di vivere le vacanze in modo spensierato, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, in special modo, lontani mille miglia dalla politica urlata e sguaiata, Antonio Di Pietro ce la mette tutta per non smentirsi e sta sul pezzo e non alla guida del trattore per intenderci, ma a cavallo della politica populista, brandendola come clava, come brandì la custodia cautelare, negli anni di Tangentopoli, quando era Pm. Che non si è mai capito, – né lui ha mai avuto la compiacenza di farlo -, perché appese la toga al chiodo. Una cosa è certa che organizzò il progrom contro la classe politica della Prima repubblica, per occupare un posto in prima fila. Finché c’è vita c’è speranza, e non è detto che Di Pietro non sogni il primo posto in assoluto, per il modo impegnativo in cui sta facendo politica.
Come se fosse stato morso dalla tarantola, Antonio Di Pietro si è scatenato nel ballo di San Vito, a causa del finanziamento del Ministero dei beni culturali concesso alla Fondazione Bettino Craxi. Essendo il suo paese di origine, Montenero di Bisaccia, di tradizione contadina conosce gli effetti negativi che produce il morso della tarantola sull’uomo. Su di lui, senza ombra di dubbio, ha avuto l’effetto di fargli perdere il lume della ragione e, comunque, non si spiega diversamente la sua presa di posizione, in piena calura ferragostana, contro il fondi elargiti alla Fondazione Craxi. Al solo nome Craxi, si è scatenato come il toro di fronte al drappo rosso in mano al torero. La donazione per lui è una “porcata estiva” e tantomeno bisognava elargire alcunché alla Fondazione dedicata “all’omonimo corruttore”.
Abbiamo considerato non da ora,bensì da allora, cioè dai tempi di Mani pulite che agiva in modo maramaldesco nei confronti delle sue “vittime”, colpevoli o no.
La prova provata di questo suo modo di fare è per come ha agito di fronte al finanziamento dato alla Fondazione Craxi. In modo volgare, velenoso e violento, tipico del personaggio senza alcun scrupolo, che riesce ad avere consenso elettorale e spazio sui mass media, perché ha da dire su tutto e su tutti, non risparmiando nessuno, nemmeno in questo caso il morto, per dimostrare di essere dalla parte della ragione, insomma, il cavaliere senza macchia. Il che non è per nulla vero, per chi conosce la sua biografia e per chi non la conosce, basterebbe che fosse al corrente del modo in cui ha agito nei confronti dell’ex segretario Pd, Walter Veltroni, dopo la campagna politica scorsa, per rendersi conto di che pasta è fatto. Prima ha avuto da parte dell’ex sindaco di Roma l’apparentamento, senza il quale non avrebbe avuto alcun eletto al Parlamento, poi ha disconosciuto l’impegno preso di confluire nel Pd. Ma Veltroni l’ingenuo ha sottovalutato il Di Pietro “camaleonte che una sera frequentava i socialisti, quella dopo i democristiani e quella dopo ancora i circoli di sinistra”. Alla faccia dell’uomo d’onore e della coerenza del tipo mi piego ma non mi spezzo.
Per lui, pacta sunt servanda, non valgono un fico secco, quando l’obbligo di rispettarli configge con i suoi interessi. Basterebbe questo atto per classificarlo, ma per coloro che lo seguono ciecamente si considerano, presuntuosamente, in modo manicheo, la parte migliore del Paese, per questo motivo è permesso loro tutto. Intanto, vorremmo sapere chi è stato a certificarli come la parte migliore del Paese, visto che ancora non è stato attrezzato alcun ufficio preposto a tale scopo. Probabilmente, il nuovo quotidiano Il Fatto, diretto da Padellaro e Travaglio, avrà la licenza, per suo conto.
Epperò, vorremmo sapere come mai questa parte migliore del Paese, possa permettere a Di Pietro di gestire l’Idv come una cosa privata, o, meglio dire, a conduzione familiare, senza dar conto alcuno. Un partito di alti “Valori” in cui per farne parte si pratica una selezione darwiniana sul piano morale. Figurarsi che l’ultimo selezionato è il sindaco di Ponza che ne ha fatte più di Carlo in Francia.
Non è tutto oro quello che luccica, nella sua biografia autorizzata o no.
Il ritratto che viene fuori è quello di un personaggio controverso, ragion per cui, ci chiediamo, al pari di Filippo Facci:” Chi è veramente Antonio Di Pietro? L’uomo della Provvidenza o quello della Mercedes? Un magistrato senza macchia o un arrivista senza scrupoli né amici? Il grande moralizzatore che voleva realizzare “Mani pulite nel mondo” o l’arcitaliano che restituiva i prestiti in scatole di scarpe? L’uomo che voleva sedersi sul sedile di un trattore o quello che aspirava al Quirinale?”. E noi aggiungiamo che nei suoi piani recenti c’è solamente la conquista del Palazzo d’Inverno, cioè di Palazzo Chigi, sennò non si spiegherebbe il suo passo di mettersi in proprio, a spese del Pd di cui spera di succhiargli come un vampiro il sangue, cioè i voti. Eppure, tutto deve, politicamente, a D’Alema che lo elesse senatore in quel del Mugello, a Prodi che lo volle ministro e a Veltroni che gli ha concesso l’apparentamento. Per tre volte hanno pensato di metterlo nel sacco , ma lui furbo com’è, ha messo loro.
Questo è quanto. Di grazia, fareste guidare la vostra auto a un tipo come Di Pietro?
(17 agosto 2009)

Caro Biagio sono da sempre socialista e continuo ad esserlo nonostante la mia giovane età, ma allora vi chiedo cosa aspettate tutti visto la politica attuale a dare spazio e convincere un grande socialista come Claudio Martelli a prendersi il garofano e riportarlo in alto? l attuale politica destra e sinistra sono un autentica pazzia da una parte il Berlusconismo con le sue leggi ad personam dall altra però okkio ai catto comunisti, il nostro posto è l autonomia con un bel partito che si chiama PSI e che se un tempo aveva un grande leader ora potrebbe averne un altro di uguale portata. Affrettatevi e partecipiamo tutti a Ottobre alla convention di Zavattieri l unico che continua a difendere i veri valori del socialismo italiano. SVEGLIA IL TEMPO PASSA E IL DI PIETRO AVANZA…MI VERGOGNO SOLO A MENZIONARE IL SUO NOME E ADESSO HA UN PARTITO AL 10% IL GIUSTIZIALISTA DEL…..IL FIGLIO E’ ANCORA CONSIGLIERE PROVINCIALE DOPO L AVVISO DI GARANZIA….FIGURATEVI VOI E NOI CONTINUIAMO A FARE CHIACCHIERE
Colgo l’occasione per invitare tutti ad iscriversi su facebook al gruppo Partito Socialista Italiano (PSI), diamo forza alle nostre ragioni
E’ vero, i socialisti pensano a litigare fra loro con masturbazioni cerebrali storico-intellettualoidi e nessuno fa niente di concreto se non accattare qualche posticello residuo. E gli altri vanno avanti, Di Pietro in primis. Mi associo a Fred, l’unica soluzione è la ricostituzione del PSI con i simboli storici da scegliere e ripartire da dove eravamo rimasti, come disse Enzo Tortora. E smascherare i finti puri. E’ urgentissimo, altrimenti tutti a casa e si chiuda questa agonia.
QUELLO CHE DICE FRED E’ SACROSANTO. DOBBIAMO RIMBOCCARCI LE MANICHE E RICOSTRUIRE AD OTTOBRE CON ALTRI COMPAGNI IL PARTITO SOCIALISTA PER RIDARGLI IL SUO RUOLO CHE GLI SPETTA NELL’AGONE POLITICO, CON IL SUO SIMBOLO STORICO, ED IO CI SARO’ AD OTTOBRE ALLA CONVENTION. C’E BISOGNO DI SINISTRA, E QUESTA PUO’ ESSERE QUELLA SOCIALISTA, UNA FORZA LIBERA ED AUTONOMA NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE.
tonino ex poliziotto,ex magistrato,ex ministro,capo di un partito a conduzione familiare,è un personaggio da film di TOTO’,ci vuole ancora un pò e poi sarà sommerso da una fragorosa risata.
Carissimo onorevole, sono un socialista nato negli anni sessanta. Di conseguenza, ho avuto la possibilità di vivere gli entusiasmi della stagione craxiana e del sogno autonomista. Quanto tempo dovremo aspettare perchè l’orgoglio socialista possa rivivere e consenta a tutti di professare la propria fede politica in piena libertà e con gli onori di una consapevole dignità politica?
P.S. Sono salentino, di casa a Corsano, dove fondammo alla fine degli anni ottanta una testata dal titolo eloquente “GiàDomani”. A quando un “domani” inteso come orizzonte temporale in cui credere, declinato come futuro, prospettiva concreta per la quale la politica riformista possa contribuire a costruire un processo di emancipazione,civile, sociale e politica?
Caro Biagio. vale veramente la pena sprecare la tua penna per il forcaiolo? Fu protagonista togato di una orrenda stagione di inciviltà che al pari della santa inquisizione torturava gli indagati i quali se non confessavano restavano in carcere. D’altra parte come meravigliarsi dei tradimenti ai danni del PD ( Similia cum similibus), poi, in tanti di noi vagheggia il sospetto, che i vari regali fatti all’innominabile individuo, siano il frutto di cambiali da pagare con scadenza illimitata. Se ciò condurrà alla morte del PD, non ci strapperemo nè vesti nè capelli, convinti come siamo che tale partito rappresenti un grande equivoco elettorale che impedisce l’affermarsi nel nostro paese, al contrario di ciò che avviene nel resto d’Europa, di una forza autenticamente riformista, libertaria e garantista, in linea con la tradizione delle socialdemocrazie europee incarnate in Italia da Turati,Matteotti, Nenni,Morandi, Saragat fino a Craxi assassinato prima politicamente, poi lasciato morire in terra straniera al solo fine di trovare uno spazio ad una forza politica già condannata dalla storia. Anche in quei bui giorni si perpetrò un tradimento, prima chiedendo l’appoggio di Craxi(Era condizio sine qua non, per l’ingresso degli ex comunisti nella nostra internazionale), poi scatenando una campagna mediatico-giuridica che si sospetta programmata e premeditata. Se poi penso che oggi c’è chi per ignoranza, o peggio per autentica malafede, pone il quesito se Bersani possa in qualche modo essere ricollegato alla tradizione Socialista mi si accappona la pelle. Pensiamo al danno che è stato fatto alle giovani generazioni che convinte dallo stereotipo mediatico dei “Socialisti ladri e corrotti”, hanno perso l’opportunità di apprezzare e spesso di conoscere quei valori universali di amore verso la libertà, la democrazia, la solidarietà, la tolleranza, il rispetto per i più deboli e i diversi, mi rendo conto che a queste generazioni è stato rubato molto più. E’ stata rubata la fiducia in un futuro migliore, la volontà di combattere per un ideale. E’ stato in poche parole commesso il crimine peggiore che una classe dirigente possa commettere, negare ai propri giovani la speranza in un mondo migliore. Da parte nostra che la speranza l’abbiamo ancora, è doveroso nonostante le incomprensioni, gli individualismi, le scalate alle poltrone, più virtuali che vere, continuare caparbiamente lungo la strada dell’autonomia dei socialisti e del socialismo rispetto anche ad una divisione tra destra e sinistra ormai diventata bugiarda perchè non più rappresentativa di posizioni reali. La nostra autonomia potrà senza dubbio avere momenti di alleanze tattiche, ma strategicamente non dovrà prescindere mai da una politica chiara con poche parole d’ordine caratterizzanti rispetto ai nostri ideali e soprattutto catalizzanti perchè in grado di raccogliere le reali aspettative di quei segmenti della società da troppo tempo non rappresentati per mancanza di un partito riformista e socialista. Ti abbraccio con fraterno affetto.
risponde a MIchele Negro che sarebbe il sogno di tutti… che possa trasformarsi in una realtà… io sono nato negli anni ottanta, a Corsano, ed ho vissuto pochissimo quegli anni fervidi del Partito Socialista, di Craxi e della vera politica corsanese. Vivo con i ricordi raccontati in famiglia. Auspico anch’io una nuova politica socialista che possa vivere come tu insieme ad altri avete vissuto.
A Michele Negro e Cosimo De Giovanni. Di amarcord si muore; in Puglia, terra di riformismo socialsita, potremmo ripartire per una nuova attraversata. Che fate voi socialisti corsanesi?
Non appassiona parlare di Di Pietro, ma non credo che vi sia persona di buon senso, che non comprenda,come questo abbia cavalcato, con spudorata arroganza, le tragedie altrui,sulla coscienza si porta la morte di Cagliari, e poi quella di Moroni, e quella di Balzamo, e la tragedia umana di Craxi, costretto all’esilio, ma vi è di più la tragedia umana di tantissimi inquisiti, poi risultati innocenti,questo individuo, scalatore sulla pelle altrui, questo individuo, braccio armato di chissa’ quale disegno, con a capo Borrelli,che pensavano di gare assurgere la Magistratura ad un potere, anzicche’ solo un ordine, e che in parte ci sono riusciti, questo contadino che utilizza il finanziamento pubblico per l’acquisto di appartamenti, che poi futta al partito, garantendosi la rendita, questo volgare sobbillatore di fogna, che con il suo flauto si raccoglie tutti i topi, che lo seguono,anch’essi, di uguale losca identita’, che sulla spinta giustizialista e forcaiola, costruiscono il loro castello.Ed una parte di questo popolo italiano, questa massa informe,incapace di valutare gli dà credito,in un sistema generale, dove tutto accade, e dove regna una caos etico senza precedenti, che si sviluppa il fascismo.Dobbiamo stare attenti, aprire gli occhi e farli aprire alla gente, dobbiamo costruire il nostro partito socialista italiano, e che il Garofalo sia il simbolo della liberta’, della solidarieta’, ma sia anche il simbolo della resistenza,diamo voce compagni, usciamo per strada,portiamo la parola socialista,i fatti di Marrazzo, di Berlusconi,i tentativi di soggiogare la maggioranza da parte di Bossi,il rinato PDS,incominciano ad infastidire la gente comune, ieri sera mia suocera, persona di 74 anni, che nonostante la redarguissi, ha sempre votato Berlusconi,mentre guardavamo la televisione e scorrevano le immagini di Di Pietro,di Marrazzo, di Bossi di Berlusconi, Franceschini,Tremonti,e Bersani, mi ha detto, Berlusconi non mi piace più, i comunisti non li voto,penso a voi socialisti o tutto al più a Casini, qusto schifo non l’ho mai visto,escort,transessuali,festini,magistratura con il suo sindacato,accuse giudiziarie per distruggere la gente,beh questo mi ha detto, ed io dentro di me gioivo, la voce era spontanea e veniva da una dolce signora’ in età nauseata da tutto quello che accade, ho detto tra me e me finalmente la gente si è rotta di Berlusconi, del Pd, di bossi di Di pietro e chi più ne ha li metta.Non è un sondaggio scientifico, di sicuro è un voto in meno a Berlusconi, lavorerò percheè sia nostro alle prossime regionali.Vi saluto tutti.