Dopo la pausa agostana, la vita politica sta entrando lentamente in attività, in vista degli appuntamenti autunnali. Appuntamenti i cui risultati, sotto molto aspetti, sono molto attesi. Senz’altro fra questi appuntamenti, c’è il congresso del Partito democratico.
Su queste assise sono puntati gli occhi socialisti, con la speranza che la dialettica congressuale chiuda la brutta pagina delle ultime elezioni politiche, – scritta da Veltroni quando offrì al Ps la carta dell’assorbimento, o meglio dire, la chance della cooptazione – e ne apra una inedita. L’ukase veltroniano fu davvero umiliante per il Ps che non accettò e, di conseguenza, fu spinto in una battaglia combattuta in solitudine, con Enrico Boselli candidato alla premership. Piuttosto che capitolare si scelse la via dell’autonomia, senza eletti, ma che cosa si sarebbe potuto fare di fronte a una campagna che inneggiava al voto utile per una bipartitismo perfetto. Sembra che questa velleità sia stata archiviata definitivamente e, pertanto, al centro ritorna la strategia delle alleanze.
