Si apre oggi a La Rochelle, cittadina francese affacciata sull’Atlantico non lontano da Bordeaux, la tre giorni del Partito socialista (Ps) nota come l’Université d’été, letteralmente l’Università estiva. Fino a domenica i vertici nazionali e quelli locali si ritroveranno faccia a faccia per discutere sul futuro della gauche francese, che si prospetta nerissimo dopo che proprio in agosto la popolarità del presidente Nicolas Sarkozy è cresciuta di altri 2 punti rispetto a luglio, arrivando a quota 45 per cento. Il Ps versa in gravissime condizioni, senza un leader, cosa che invece ha il partito di centro-destra al governo: l’Unione per un movimento popolare (Ump). Un leader carismatico, Sarkozy, che ha voluto nella sua squadra di governo anche numerosi esponenti di sinistra.
Nuvole nereA vedere nero sono gli stessi socialisti, tanto che Pascal Lamy, direttore generale dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) e membro del Ps, parla esplicitamente di «fallimento» e di «possibile morte» della gauche. «Questo fallimento è paradossale in tempo di crisi», dice al quotidiano Le Monde riferendosi alla sconfitta subita nelle elezioni europee di giugno. «La questione fondamentale – spiega – è nei valori», e quindi indica come la sinistra debba attaccare il capitalismo e tenere sempre presente che la «questione sociale» è il cuore del loro programma politico. «L’asse tradizionale – prosegue Lamy – è quello che va dalla libertà all’uguaglianza. La sinistra predilige l’uguaglianza, un concetto più collettivo; mentre la destra sceglie la libertà, un’idea più individuale».
Alla domanda quale sia l’attuale condizione del Partito socialista, il direttore generale del Wto risponde che «è prigioniero delle istituzioni», in particolare delle proprie. «Il Ps – spiega Lamy – è diventato una grande macchina burocratica, che spende l’80 per cento delle energie per il suo funzionamento interno». E così perde di vista l’esterno, vale a dire la realtà, gli elettori.
Il rischio è che il Partito socialista muoia così come è capitato al suo predecessore: la Sezione francese dell’internazionale operaia (Sfio). «Non dico che sia auspicabile, ma è possibile», sostiene Lamy. Il capo del Wto non è l’unico a lanciare un grido di allarme per il Ps. Prima di lui lo aveva fatto Manuel Valls, astro nascente della sinistra francese, che aveva dichiarato che «il Partito socialista corre il pericolo di morire». Giovane sindaco di Évry, cittadina alle porte di Parigi nella quale sorge anche una moschea che può contenere fino a 1.500 fedeli, Valls ha scosso la sinistra francese sostenendo che la questione della sicurezza deve essere uno dei primi punti del programma politico del Ps. A luglio il segretario Martine Aubry gli ha intimato, attraverso una lettera al quotidiano Le Parisien, un ultimatum: o la smette di andare sopra le righe o se ne va. Ma il sindaco di Évry non soltanto non ha lasciato il Ps, ma anche incassato il sostegno di numerosi colleghi, confermandosi il nuovo che avanza e scalpita all’interno del Partito socialista. E forse proprio per distaccarsi dal passato, Valls non sarà a La Rochelle, salvo ripensamenti dell’ultimo momento.
Royal in prima filaCi sarà invece Aubry che, visto il calo di popolarità all’interno del Ps, si è detta per la prima volta favorevole a organizzare delle “primarie aperte” per designare il candidato socialista alle presidenziali del 2012. «Bisogna – ha dichiarato anche lei a Le Monde – rinnovare la democrazia e le regole interne del nostro partito». L’annuncio ufficiale delle primarie è atteso in questa tre giorni, nella quale verrà sciolto anche il nodo delle alleanze perché l’obiettivo è «raggiungere il 30 per cento al primo turno». Finora si è vociferato di coalizioni con tutti: radicali, comunisti, Verdi e perfino i centristi del MoDem di François Bayrou. A rendere ancora più interessane l’Université d’été di quest’anno è il faccia a faccia delle due signore del Ps. Il segretario Martine Aubry sarà ricevuta da Ségolène Royal in qualità di presidente del Consiglio della regione di Poitou-Charentes, di cui fa parte La Rochelle. Nel congresso dello scorso novembre, le due donne si sfidarono per la carica di segretario del Partito socialista: Aubry ebbe la meglio sull’ex rivale di Sarkozy per l’Eliseo. Concederanno il bis?
(31 agosto 2009)

Torno sabato dalla Francia e, viste le preoccupazioni di Sarkozy per l’esito delle Regionali, non credo che il PS stia poi così male. La Aubri si sta rivelando, nella sua debolezza, capace di riunire quanto più possibile il Partito (vedi Royale). Ha aperto alle primarie di coalizione aperte, senza ancora sciogliere il nodo MoDem, e si prepare a rinnovare vietando i doppi incarichi per gli eletti.
Nelle regioni dove si è votato in Germania la CDU perde molti consensi a favore (purtroppo) della “Linke” ed in Giappone per la prima volta vincono i democratici.
Che il moto del pendolo della politica stia tornando a sinistra?
Ae il PS esistesse anche in Italia………..noterei alcune assonanze.