Di Pietro il Maramaldo
Sfruttando il silly season ferragostano, quando gli italiani hanno voglia di riposare e di vivere le vacanze in modo spensierato, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, in special modo, lontani mille miglia dalla politica urlata e sguaiata, Antonio Di Pietro ce la mette tutta per non smentirsi e sta sul pezzo e non alla guida del trattore per intenderci, ma a cavallo della politica populista, brandendola come clava, come brandì la custodia cautelare, negli anni di Tangentopoli, quando era Pm. Che non si è mai capito, – né lui ha mai avuto la compiacenza di farlo -, perché appese la toga al chiodo. Una cosa è certa che organizzò il progrom contro la classe politica della Prima repubblica, per occupare un posto in prima fila. Finché c’è vita c’è speranza, e non è detto che Di Pietro non sogni il primo posto in assoluto, per il modo impegnativo in cui sta facendo politica.
Conversazione con Francesco Sala, regista e pertinista
Francesco Sala è il regista che ha portato in scena la vita di Pertini: uno spettacolo che ha girato l’Italia negli ultimi anni riscuotendo un successo superiore alle aspettative. Il merito? Della rappresentazione pura dei fatti, con i toni giusti e le figure indovinate. Si rievocano le scelte più aspre del giovane Sandro, riformista in un Psi alla deriva, antifascista in un’Italia che aveva perso la testa…
Le allusioni al nostro tempo sono appena accennate, ma tanto basti; la vicenda umana e politica di Pertini, “socialista unitario pericoloso” dal Palladium di Roma al teatro Giacosa di Ivrea, dal teatro Astra di Padova al Cometa Off, per tornare nella capitale, fanno scrosciare tanti applausi a scena aperta che nessun socialista in vita, negli ultimi tempi, può competervi. Francesco Sala, che su Pertini ha compiuto, fedele a Stanislavsky, uno studio di immedesimazione, ha seguito con amarezza le vicissitudini di quel che rimane del Partito Socialista. E qui fa la sua scommessa: “Pertini oggi rifarebbe la scelta autonomista, riformista, laica che ad ogni bivio lo ha contraddistinto”.
L’ideologia è morta
Il dato più tangibile che si osserva oggi in Italia è la disaffezione nei confronti della politica.
I partiti non si differenziano più per una scelta di campo, compiuta in difesa dei ceti sociali che intendono rappresentare, ma solo per i percorsi che scelgono di seguire al fine di raggiungere risultati simili.
Tutti sembrano aver sposato il “dio Mercato”, regolatore delle dinamiche sociali.
L’individuo non conta più e si ragiona in termini di macrosistemi.
Lo scontro frontale fra chi intendeva dare ad ognuno secondo i bisogni e chi proclamava che fosse necessario dare ad ognuno secondo i propri meriti, si è risolto in un arido “ad ognuno secondo il potere contrattuale da lui, comunque, conquistato”. Continua a leggere »
BOBO CRAXI : “L’AVVENIRE GIUDICHI BERLUSCONI PER LA SUA POLITICA, NON PER MORALE”
(ASCA) – Roma, 12 ago – ”Il quotidiano ‘Avvenire’ dice che il comportamento del nostro premier imbarazza: non si ricorda, pero’, analogo giudizio sui preti pedofili”. E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi, del Partito socialista, il quale aggiunge: ”I presidenti del Consiglio vanno giudicati per la loro politica. E quella del Governo non e’ una buona politica, poiche’ crea disagi reali, non imbarazzi morali o virtuali”. (ASCA) – Roma, 12 ago – ”Il quotidiano ‘Avvenire’ dice che il comportamento del nostro premier imbarazza: non si ricorda, pero’, analogo giudizio sui preti pedofili”. E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi, del Partito socialista, il quale aggiunge: ”I presidenti del Consiglio vanno giudicati per la loro politica. E quella del Governo non e’ una buona politica, poiche’ crea disagi reali, non imbarazzi morali o virtuali”. (ASCA) – Roma, 12 ago – ”Il quotidiano ‘Avvenire’ dice che il comportamento del nostro premier imbarazza: non si ricorda, pero’, analogo giudizio sui preti pedofili”. E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi, del Partito socialista, il quale aggiunge: ”I presidenti del Consiglio vanno giudicati per la loro politica. E quella del Governo non e’ una buona politica, poiche’ crea disagi reali, non imbarazzi morali o virtuali”.
