Egregio Signor Presidente,
ho deciso di indirizzare a Lei alcune brevi considerazioni prima di lasciare il mio seggio in Parlamento compiendo l’atto conclusivo di porre fine alla mia vita.
E’ indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere nel nostro paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l’espressione. Al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle “decimazioni” in uso presso alcuni eserciti, e per alcuni versi mi pare di ritrovarvi dei collegamenti. Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la “pulizia”. Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.
Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale di uomini solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. Mi rendo conto che esiste un diritto d’informazione, ma esistono anche i diritti delle persone e delle loro famiglie. A ciò si aggiunge la propensione allo sciaccallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale oggi si ergono a censori. Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da “pogrom” nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti, ma che pure ha fatto dell’Italia uno dei Paesi più liberi dove i cittadini hanno potuto non solo esprimere le proprie idee, ma operare per realizzare positivamente le proprie capacità e competenze. Io ho iniziato giovanissimo, a solo 17 anni, la mia militanza politica nel Psi. Ricordo ancora con passione tante battaglie politiche e ideali, ma ho commesso un errore accettando il “sistema”, ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune, ne mi è mai accaduto di chiedere e tanto meno pretendere. Mai e poi mai ho pattuito tangenti, né ho operato direttamente o indirettamente perché procedure amministrative seguissero percorsi impropri e scorretti, che risultassero in contraddizione di “ladro” oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto. Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna. Con stima.
Sergio Moroni
L’on. Sergio Moroni si è suicidato il 2 settembre 1992
(2 settembre 2009)

grazie.
mi vengono i brividi a leggere ciò che scriveva l’on. Moroni in quei giorni antecedenti il suicidio. Io ero ragazzina, ma ricordo perfettamente (essendo vissuta in una famiglia socialista) il clima che si respirava all’epoca. Purtroppo credo che a poco sia servito il gesto dell’on. Moroni dato che il ns. partito è stato smantellato e di cò che è rimasto l’esodo. Il mio sogno è di assistere alla rinascita totale del ns. bel partito che x anni anzi decenni ha garantito il benessere al paese magari con Boboe e Stefania Craxi e naturalmente Chiara Moroni che insieme cantano l’Internazionale !!!
NON POTRANNO ESSRE LE SENTENZE GIUDIZIARIE DEL 1992 A FRENARE UNA RINASCITA SOCIALISTA NEL NOSTRO PAESE. L’ARTICOLO CHE HO APPENA LETTO MI FA RITORNARE CON LA MEMORIA A QUEL PERIODO DOVE AVEVO APPENA SEDICI ANNI. UN TRISTE PERIODO CHE HA VISTO COLPIRE UN INTERA GENERAZIONE DI SOCIALISTI E SCOMPARIRE LENTAMENTE DALLA SCENA POLITICA ANCHE UOMINI E DONNE IM CARNE ED OSSA CHE NIENTE AVEVANO A CHE FARE CON IL MAL COSTUME ED IL MALE AFFARE CHE SERPEGGIAVA NELLA POLITICA.
Ho riproposto la lettera, condividendola sulla mia bacheca (grazie, Gabriele !).
Commento di Adriana CASTELLI (IdV):
” Che cosa può dirci Sergio Moroni più di quanto ci dicono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ?”
Adriana mi ha tolto l’amicizia …. non mi pare di aver perso qualcosa !
Questa e’ una delle pagine piu’ tragiche della migliore storia di una grande comunita’: quella socialista.
Grazie per averla ricordata.
Non sciupiamola dividendoci ancora e riscattiamola ottenendo “Giustizia” nell’unico modo che ci resta: dimostrando di essere capaci di fare Politica pensando in grande, pensando, cioe’, alle tante necessita’ del Paese tra le quali c’e’ anche quella di tornare ad avere una moderna forza della sinistra davvero laica e riformista.
Un abbraccio fraterno a Bobo.
Ivo
ho vissuto tangentopoli sulla mia pelle facevo parte del PSI, la storia dell’onorevole Moroni mi è rimasta impressa anche perchè l’avevo conosciuto, stimo moltissimo Chiara e quando era in lista a Varese l’ho sempre votata!
Coraggio e….avanti.
rita
si solo che Chiara ora è insieme a quelli che in aula, nel ‘92 presentavano i cappi al collo e le scritte “LADRI”… non so se mi spiego!
Comunque ho sentito il dovere di copiare questa lettera e diiffonderla.
Grazie. Ricordare è sempre molto importante.
Un saluto fraterno
Marco
Caro Marco,
hai ragione, infatti nella precedente legislatura alla Camera è stata pure oggetto di invettive ad opera di qualche leghista.
Purtroppo però Forza Italia è stato l’unico partito a dare asilo agli esiliati dalla sinistra giustizialista e giacobina.
E’ giusto non dimenticare perchè la democrazia di un paese si misura dalla civiltà con cui viene amministrata la giustizia. Per non dimenticare un’orribile stagione di inciviltà giuridica paragonabile solo alla Santa Inquisizione o ai processi stalinisti, ritengo opportuno riportare di seguito anche la lettera del compagno GABRIELE CAGLIARI ANCHE LUI COSTRETTO AL SUICIDIO IN CARCERE.
“Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti: sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna
La criminalizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell’opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei giudici ha fatto il resto.
Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d’identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare
…
L’obbiettivo di questi magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro “ambiente”. Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di “collaborazione” che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un “infame”
…
La convinzione che mi sono fatto è che i magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente. Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima
…
Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.
…
Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di consiglio.
…
Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa “giustizia” rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.
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Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po’ più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo. Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna “mano pulita”. Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale lascio per sempre.
…
A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.
Non ho alternative … Gabriele”
Caro Elio, sei convinto che Cagliari si è suicidato?
Caro Marco Ligori, tu sta con quelli che mandavano in carcere i socialsiti innocenti, facendo pe3rfino i delatori. Di questa razza in Puglia, Brindisi e Bari, ce ne sono parecchi. Anche qualcuno che oggi si reputa garantista difronte alle schiffezze della propria giunta.
Non mi pare che Vendola sia stato garantista verso la propria giunta……….solo verso se stesso,direi.
Il ridicolo è che quando dice del PM le stesse cose di Berlusconi,viene plaudito dai sinistri.
Tutto banalmente normale.
Carissimo Biagio, sei convinto che la differenza tra chi “viene suicidato” e chi è costretto al suicidio dopo averne decretato la morte civile, politica e umana prima ancora di un processo, sia così sostanziale?
Caro Elio, non entro in dispute filosofiche e semantiche, ho posto solo la domanda Gabriele Cagliari si è veramente suicidato? Pongo la medesima domanda su Sergio Castellari e Raul Gardini.
…certo, certi suicidi di quel periodo sono risultati singolarmente opportuni e tempestivi. Molto probabilmente parecchi di quei morti avrebbero avuto da raccontare cose che non avrebbero fatto piacere a tanti che sono sopravvisuti al naufragio e che oggi occupano ancora posizioni di rilievo. E magari, lapubblica conoscenza dei fatti che quei morti potevano raccontare, avrebbe reso più difficile l’operazione di sistematica distruzione del nostro partito
Salve, anch’io provengo da una famiglia socialista e, nonostante tutte le intemperie, lo è ancora… Ancora vige però l’equazione socialista = ladro. I tempi sono cambiati, ma la corruzione e il legame forte tra mafia e politica, con mano vaticana un pò qua ed un pò là, esiste ancora ma nessuno ne parla e nessuno diffama, offende o mette in luce nomi e cognomi dei nuovi corrotti. la prima repubblica è morta così come i suoi principi etici ( relativi alle libertà individuali) politici ed economici. La seconda repubblica è fatta di nani ballerine papponi e prostitute…W IL SOCIALISMO e ADDIO QUESTO PERIODO DI RINNOVAMENTO…
io sono figlio di un sindacalista socialista, ex segretario amministrativo provinciale del PSI in una delle province più povere d’Italia. Mio padre non c’è più, è morto qualche anno fa dopo una lunga malattia. E’ morto a testa alta, coerente con le sue idee politiche, con quel socialismo lombardiano, ancora ispirato a figure nobili di socialista, da Nenni a Pertini. Orgoglioso fino alla fine dei sui giorni di non aver ricavato mai nessun vantaggio economico per se e la sua famiglia. Mio padre ha personalmente archiviato la sua stagione politica con il ciclone di tangentopoli; proprio perchè animato da ideale attaccamento all’idea politica non ha cercato, come altri, un riciclo politico in altre formazioni come tanti suoi ex compagni (PDS, Forza Italia…che tristezza!). Era molto deluso per quello che è uscito fuori con tangentopoli. Si è sentito manipolato da un elite di dirigenti che erano solo interessati al potere in quanto tale e all’arricchimento personale. E’ innegabile che i livelli più alti del partito fossero corrotti. Intimamente sono convinto che Moroni fosse uno di quelli. La sua lettera mi stimola solo rabbia: la trovo un insulto per tutti quei socialisti onesti, per quella base di militanti locali che realmente lavorava al servizio di un’idea e non certo per intascare mazzette. E’ vergognoso che un dirigente nazionale del partito venga a parlare di ipocrisia: se tutti sapevano come procedevano le cose, se tutti erano consapevoli della deriva nel modo di gestire la politica in Italia, perchè nessuno è uscito alla scoperto prima che il sistema fosse travolto?
ps) La figlia di Moroni in Parlamento, nelle fila di quel Berlusconi che nulla ha a che fare con il socialismo, è un insulto a tutti i veri socialisti!
Cari compagni socialisti, il suicidio di Sergio Moroni sicuramente è stato un atto di dolore insieme a tanti altri come Cagliari, Castellari e Gardini già citati, suicidi o omicidi misteri irrisolti.
Dal punto di vista politico quei suicidi-omicidi rappresentano una nuova fase nella storia italiana, la sepoltura della I°Repubblica e l’instaurazione della II° Repubblica i cui risultati sono visibili a tutti.
Coloro che in modo cruento seppellirono i vecchi partiti e la I° Repubblica, divennero i baluardi dell’attuale marasma, ricordo quando La Russa e De Corato a Milano indossavano le magliette con l’immagine di DI PIETRO, i Militanti di Rifondazione buttavano le monetine a Craxi e Occhetto faceva vedere le mani pulite,il tutto condito dall’onnipresente TV del gruppo Mediaset che fuori dal tribunale di Milano aveva la postazione fissa.
Ho letto il commento di Samantha Crupi che sogna di vedere Bobo e Stefania cantare l’Internazionale insieme a Chiara Moroni, difficile a mio avviso per Chiara per le sue scelte al massimo potrà cantare “Giovinezza”.
Cara Samantha non so se sei parente di Pasquino che conoscevo nei tempi gloriosi, ma noi tutti socialisti milanesi abbiamo voluto la candidatura come parlamentare di Chiara, forse per saldare il debito con suo padre ma lei ci ha ripagati mettendosi al servizio di quella idea, quella cultura, e quegli uomini che furono i veri assassini di suo padre.
Anche mio papà, che mi ha trasmesso i valori socialisti di Montemartini (e antifascisti di Pertini) ha sempre votato socialista, nonostante i tanti errori, perchè la gente vera, che crede ed opera materialmente, non fa parole o “cose inutili” ma dopo aver costruito condivide i risultati. Io penso che, visto anche il nome: Chiara forse debba adoperarsi per fare luce “chiara” su tanti dubbi. Un vero socialista non si arrende né scappa, neanche dalla vita perchè lavora per se e per chi lo circonda, per TUTTI, indipendentemente dalle LORO idee:
questo è rispetto della libertà e della democrazia.
Chi ci guadagna quando ti suicidano?
Mio ideale socialista: al governo quelli che hanno avuto le maggiori preferenze, da qualsiasi ideologia provengano che, modello unico al mondo COLLABORINO insieme, destra e sinistra per facilitare la vita, che per la maggioranza è DURA, con decisioni a maggioranza…e non dimentichiamo che il Parlamento non deve solo approvare i decreti del Consiglio dei Ministri: é il massimo esponente del potere legislativo a rappresentanza del popolo, che non va preso in giro con vitalizi di gente che fa durare le legislature il tempo necessario per prenderlo (e spiace dirlo, sempre quando sono dii impronta di centro sinistra).
Ultimo: non tante elezioni di parlamentari mi fermerei a rappresentanti provinciali mandati alla Capitale ROMA: perchè eleggeremmo gente che sappiamo chi è, e forse conoscendo le realtà locali darebbero ai giovani la possibilità di lavorare part-time fissi in staffetta con part-time pensionati che per > esperienza insegnerebbero loro, più veloci e forti, a lavorare e per un pò di tempo della loro esistenza mano nella mano con onestà vivere da uomini senza paura.