INTERVISTA DA "il giornaletismo"

BOBO CRAXI : “FINI SI ILLUDE, IL PD , DI QUESTO PASSO VA VERSO LA DIVISIONE..”

Ci riprovano. Tra un mese, il 10 ottobre a Roma, tutti i socialisti autonomisti che si riconoscono nella tradizione socialista italiana, con una convention, daranno inizio ad un nuovo percorso con l’obiettivo di ricostruire il Partito Socialista Italiano. In agenda la stesura di un manifesto dei valori centrato sui temi della laicità, delle libertà, della legalità e dei diritti sociali. Con Bobo Craxi osserviamo lo scacchiere politico.

Gente laica e liberale come e quanto i Socialisti è combinata male numericamente e, peraltro, le leggi elettorali non aiutano certo ad emergere. Si continua sulla strada di Sinistra e Libertà o cosa?

Mi pare innanzitutto che l’Italia sia “combinata male” come dice lei, ed in questo degrado generale si sente la mancanza di una robusta area politica laica, riformista, socialista. Essa non può certo essere rappresentata da Sinistra & Libertà , un progetto destinato a concludersi per fare spazio ad altro.

Quanto c’è di vero nelle voci di manovre sottobanco messe in atto da Fini, Casini e Montezemolo? E’ solo fantapolitica o bolle qualcosa in pentola?

E’ naturale che dinnanzi all’oggettiva difficoltà del premier, almeno sul piano dell’immagine internazionale ed interna ciascuno faccia i suoi calcoli, naturalmente devono farli tenendo conto della longevità dell’oste… Non credo a convergenze fra diverse debolezze politiche, non sarà semplice colmare il vuoto, quando ci sarà, del berlusconismo.

Per la maggioranza non è un buon momento. Chi sta lavorando dietro le quinte preparandosi ad un eventuale cambio di scena?

Tutti si preparano al dopo-Berlusconi, chi per ambizione e chi per paura del dopo, la politica non ammette vuoti e ciascuno lavora per riempire questo vuoto. Naturalmente gli ambiziosi come Fini e Casini rischiano di sopravvivere non di luce propria ma eterodiretti, dall’interno de paese ma anche dall’esterno. per la sinistra , allo stato , non vedo campo se non si libera dalla zavorra populista e giustizialista.

Inchieste di Repubblica e Giornale, scontri Fini-Berlusconi, botta-e-risposta Fini-Bossi, attriti con i vescovi sull’immigrazione… se la corte Costituzionale dovesse dire “no” al Lodo Alfano che scenario prevede? Potrebbe essere un colpo mortale per la maggioranza berlusconiana non troppo coesa?

Finché perdura, e non vedo in questo senso ragioni diverse, una maggioranza parlamentare mi pare complicato prevedere scenari catastrofici. Non credo che il Capo dello stato si avventurerà nel secondo voto anticipati in due anni, piuttosto di fronte ad eventi imprevedibili la soluzione sarà parlamentare, come sempre si é fatto in oltre 50 anni di democrazia.

Chi è Fini? Un abile stratega? Un politico in difficoltà? Un illuso?

Soffre della classica sindrome del delfino, o del principe ereditario frettoloso, in questo senso é un illuso perché colpire Berlusconi nel suo momento peggiore fa di lui una figura cinica e senza scrupoli. Sul terreno delle scelte morali posso capire che Egli abbia avuto un ripensamento, ma anche qui, pur apprezzandone lo sforzo intellettuale non posso non cogliere elementi di strumentalità tattica che lo spingono su un terreno di illusoria autorevolezza. Un leader della destra , anche se moderna, non può fare propri alcuni punti cardinali sui quali destra e sinistra , per loro natura sono differenti ed antagonisti. Mc Cain negli stati uniti ha perso anche perchè ha abbandonato molte delle prerogative dei Repubblicani americani, é sempre meglio l’originale delle imitazioni, infatti hanno scelto Obama.

Che ripercussioni crede ci possano essere all’interno del Pd con la, molto probabile oramai, vittoria di Bersani? E in termini di alleanze?

Questo dipenderà dall’entità della vittoria di Bersani, se, come si sta profilando, sarà un’ampia vittoria su Franceschini é chiaro che la scissione sta dietro l’angolo. La sinistra, in quanto tale se vuole vincere deve allargarsi verso il centro e separarsi dal neo-giacobinismo populista e qualunquista di Di Pietro & soci. Non credo che lo farà.

In vista delle Regionali quasi tutta l’attenzione è rivolta all’Udc, che potrebbe essere l’ago della bilancia in molte regioni. Come gestirà Casini questa posizione privilegiata?

La teoria del doppio forno può essere teorizzata, ma ha bisogno della compiacenza dei fornai per poter essere praticata. non so se i grandi partiti consentiranno questa disinvolta attitudine neo andreottiana. Vero è che la specificità delle regioni potrebbe favorire questa politica, ma al fine bisognerà optare per una scelta definitiva. Allora io ritengo sarebbe molto più opportuno costruire per tempo, se ce ne sarà, una reale terza alternativa rompendo con gli occupanti del falso bipolarismo italiano. In essa penso vi si potranno riconoscere in molti che non a caso, i dati lo confermano, stanno lontano dalle urne o sono ormai sull’orlo di una crisi nei confronti dei grandi partiti. Questa prospettiva può far rinascere anche una nuova posizione laica e riformista.