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L’Onu contro i respingimenti: “Sono contro il diritto internazionale

L’Onu contro i respingimenti: “Sono contro il diritto internazionale
Categorie: Politica

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L’Alto Commissario Pillay: «In molti casi le autorità respingono i migranti come stessero respingendo rifiuti»

 GINEVRA – «In molti casi, le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi»: è netta la presa di posizione dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti. Nel testo del suo discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell’Onu dei diritti umani, che sarà pronunciato martedì e anticipato a Ginevra, Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto e menzione in generale la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell’Oceano indiano ed in altri tratti di mare. Quindi l’Alto Commissario denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».

 

«BASTA CRIMINALIZZARE I CLANDESTINI» - «La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare. Oggi – aggiunge – partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d’aiuto, in violazione del diritto internazionale».


14 settembre 2009

 

 
(14 settembre 2009)

3 Commenti su “L’Onu contro i respingimenti: “Sono contro il diritto internazionale”

  1. Francesco scrive:

    Le politiche in materia di immigrazione sono vergognose.purtroppo ci troviamo di una non classe politica e all’ opposizione di comunisti che hanno distrutto la classe dirigente politica.
    sapete quale è il vero problema del paese è che in Italia manca una forza socialista in grado di cambiare il paese.Il socialismo è l’unica forza poltica di questo paese che piò andare fiero del suo passato.
    Ricreare il pòartito socialsta con idee riformatrici ma mai e poi mai dimenticare il nosrto grande passato.

  2. franco marta scrive:

    L’ONU, con il contorsionismo delle proprie posizioni nei confronti del fenomeno degli sbarchi di profughi dal nord Africa sulle nostre sponde, si lava le mani del fenomeno e si limita solo a fare ingiustificate concioni, verso quei paesi che sono vittime di questo fenomeno. Chi paga per le spese di mantenimento dei 30000 ospiti indesiderati? Forse L’ONU o la Francia o l’Inghilterra? Fraterni saluti.FRANCO MARTA

  3. giuseppe mazzullo scrive:

    non paga nessuno cara Franco, se non l’italia.Sarebbe opportuno che il sud di Italia, con coraggio si facesse garante della presenza degli immigrati, per chiedere con forza e senza più oltre attendere, i fondi strutturali all’Europa, un piano di formazione al lavoro ben fatto che includerebbe tutte le professionalità dai diplomati ai laureati del Sud, ed impieghi questa grande risorsa per sviluppare il mezzogiorno, linea ferroviaria nuova ed ad alta velocità da Napoli a Trapani, da Trapani a Crotone, da CROTONE A BARI,e cosi per le strade ed autostrade, cosi per la raccolta agricola e per la distribuzione alimentare.Integrazione e lavoro definita e chiara, che dia speranza e vigore a questi profughi, che esattamente come quelli del Sud, contribuirono in maniera determinata allo sviluppo del Nord, e di parte del Belgio, Germania, ecc ecc. Oggi la spinta del sud, come Brasile ed India, indicano che il sud ha capacità di riscatto, e l’immigrazione può essere un riscatto se viene utilizzata come risorsa. Queste mie affermazioni non certo sono fatte per dare alibi all’Onu o all’Europa, che appare sempre di più una unione di stati egoisti e garanti solo per le risorse finanziarie che ottengono. per il resto l’unione europea tanto voluta da Prodi, si dimostra completamente priva di anima e di solidarietà. Mi domando cosa possa servire ancora all’italia farne parte.

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