Magistrati ‘fannulloni’ come “dimostra una delibera del Csm”, con “dati ufficiali” secondo i quali “lavorano in media 4 ore al giorno”. Scarse risorse? Niente affatto: per far funzionare la macchina della giustizia, nel triennio 2005-2007, c’è stato un incremento di 146 milioni di euro ma “la spesa per gli stipendi dei magistrati è aumentata di 189 milioni di euro”. Così, in 3 anni “la busta paga dei magistrati si è rimpolpata del 10.65%”. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, rilancia dopo le polemiche scatenate da alcune sue dichiarazioni sui magistrati. Continua a leggere »
DI PIETRO : C’E’ DEL MARCIO IN DANIMARCA…
“C’è del marcio in Danimarca”, ossia in Italia dei valori. Il titolo esatto, – con cui la rivista Micromega, autore Marco Zerbino,dedica un approfondito dossier sul partito di Antonio Di Pietro -, è il seguente:” C’è del marcio in Danimarca. L’Italia dei valori regione per regione”. Una analisi impietosa sullo stato dell’Idv e sul suo ceto politico, alla vigilia del prossimo congresso, in cui “il brutto anatroccolo” – definizione data al suo partito da Di Pietro- in piena avanzata elettorale –secondo i sondaggi- dovrà, comunque, decidere sulle sue sorti future. Continua a leggere »
RUTELLI: NO AD UN PARTITO SOCALISTA
Il Pd non può diventare un nuovo partito socialista, Francesco Rutelli spera che si possa ancora correggere la rotta anche se la strada «pare segnata». Presentando il suo nuovo libro “La svolta, lettera a un partito mai nato”, Rutelli evita una risposta netta quando i cronisti, più volte, gli chiedono se abbia già deciso di abbandonare il Pd. Ma le critiche al partito sono drastiche: «Io ho molto apprezzato il discorso di Veltroni al Lingotto, così come ho abbastanza apprezzato i primi mesi della campagna elettorale del 2008. Poi, però…». Continua a leggere »
LA DISFATTA TEDESCA E LA CRISI DEL SOCIALISMO EUROPEO
Dal blog di Luigi Crespi
L’opzione socialista in Europa appare in una crisi di identità profonda. Ieri le elezioni in Germania (dove perdono i socialdemocratici e guadagna voti la sinistra radicale di protesta) e Portogallo (dove anche se i socialisti vincono, perdono la maggioranza assoluta) hanno confermato questo stato di cose. Dieci anni fa i socialisti governavano nella maggior parte dei Paesi europei ed oggi non è rimasto che uno sparuto manipolo di quattro o cinque Paesi. Esistono sicuramente delle motivazioni locali per questa tragedia collettiva che hanno però un tratto comune: i laburisti inglesi hanno espresso un governo più a destra dei conservatori e Blair è stato il più fedele alleato di Bush, tanto da apparirne complice; il progetto di Steinmeier con cui i socialisti tedeschi si sono presentati alle elezioni non era alternativo alla grande coalizione, ma in continuità con il governo della Merkel; in Francia le divisioni e le faide interne hanno pressoché annientato Segolene Royale e ogni reale alternativa a Sarkozy. In Italia le cose le conosciamo bene, la fusione nel PD ha segnato una stagione di sconfitte la cui parabola è difficilmente controvertibile. Continua a leggere »
