ITALA INCHIODATA ALLE TIVU'

ANNO ZERO : CUI PRODEST?

ANNO ZERO : CUI PRODEST?

Nella serata dello scorso giovedì, si sono svolte due trasmissioni: “Annozero” e “Porta a Porta”, sul caso D’Addario,  e coloro che accusano che non c’è libertà di informazione, in Italia, lo andassero a dire alle loro sorelle.

A nostro parere, la messa in onda del programma di Santoro è stata una scelta giusta, così si è salvaguardato il pluralismo dell’informazione e non si sono creati martiri mediatici. Peraltro, si sarebbe data ragione a chi grida che in Italia la libertà di informazione rischia parecchio.

Vero è che i telegiornali sono pieni zeppi di notizie riguardanti la maggioranza di governo e quando a questa nuocciono – accusa l’opposizione – non vengono date e al massimo vengono minimizzate, ma è  vero pure che nelle tre reti Rai vanno in onda talk show i cui conduttori – i famosi mezzibusti di una volta – escluso Bruno Vespa, sono appiattiti, politicamente, sullo schieramento di sinistra. Continua a leggere »

VERDI E CIUCCHI ALLE MALE PAROLE

NENCINI. SINISTRA E LIBERTA’ IN TOSCANA NON DECOLLA

venerdì 2 ottobre 2009
”Penso che il capogruppo del Partito socialista al Consiglio regionale toscano, Pieraldo Ciucchi, abbia fatto la cosa giusta sostenendo che, se le opinioni prevalenti di Sinistra e liberta’ toscana sono quelle rappresentate dai Verdi in Consiglio regionale, allora SeL in Toscana ha evidentissimi problemi a decollare”. Lo ha detto il segretario nazionale del Ps e presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini all’indomani della rottura tra Socialisti e Sinistra e Liberta’ in Toscana, annunciata ieri in Consiglio regionale da Ciucchi dopo un alterco in aula con il verde Fabio Roggiolani. Secondo il segretario nazionale Ps ”chi ha vissuto la storia politica in questi anni, le minacce del consigliere dei Verdi Roggiolani le prende di tacco, ma sono comunque minacce, tanto piu’ gravi perche’ avvengono in luoghi istituzionali”. Roggiolani durante il Consiglio di ieri si sarebbe rivolto a Ciucchi, che aveva interrotto il suo intervento, affermando, tra l’altro, che ‘finche’ ci saranno seggiole ci saranno socialisti’.
n.d.r. In toscana ?
ultime notizie ; PATTO FEDERATIVO CON I PENSIONATI(!!!)
Il patto federativo tra i Pensionati Democratici Italiani e Socialisti nasce dalla profonda conoscenza tra i Segretari Nazionali dei due partiti, che hanno deciso di federarsi per un futuro politico insieme, non solo per le prossime elezioni regionali di primavera 2010 ma, creare insieme un cammino e un laboratorio Politico capace di imporre i propri valori a livello nazionale.” E’ quanto dichiarano, in una conferenza stampa congiunta, il Segretario Nazionale del Partito Pensionati Democratici Italiani, Giovanni Pancetti e il Segretario Nazionale del Partito Socialista, Riccardo Nencini, il Segretario Regionale dei Ps Toscano, Pieraldo Ciucchi ed il Presidente Onorario del Partito Pensionati Democratici Italiani, Giuseppe Falconi. “Il progetto federativo che avra’ il suo vertice nella conferenza programmatica di novembre e vorra’ includere, non solo i riformisti di matrice socialista, laica e liberale ma, tutte le organizzazioni politiche che vedono in questo progetto il vero futuro politico italiano – ha proseguito Pancetti – quale valore aggiunto il Partito Pensionati Democratici Italiani ricordano i loro basilari principi sociali, abbinati ai valori cristiani per la dignita’ di esistere di tutti gli esseri viventi”. “Abbiamo voluto ufficializzare non a caso in questa data – conclude il Presidente Giuseppe Falconi – visto che oggi e’ la festa nazionale dei nonni per confermare il nostro impegno a tutela dei piu’ bisognosi, giovani, meno giovani, pensionati e nonni che secondo noi sono i veri ammortizzatori sociali della famiglia”.
ARTICOLO SUL RIFORMISTA

“VENDI IL MILAN, FIRMATO BOBO CRAXI”

Anche per il Milan  andrebbe applicata la massima di Truffaut “..le storie d’amore hanno un inizio , un centro ed una fine..”, e la parabola discendente della epopea calcistica rossonera insegue inesorabilmente quella politica berlusconiana.  D’altronde nulla è per sempre , ma nell’album ormai ingialliti dei nostri ricordi , almeno dei miei come di tanti milanisti, resterà impressa la sensazione grande , di un impresa che appariva impossibile , presuntuosa e che però si è realizzata.

Fu anche mio padre bettino che all’epoca , parliamo della fine degli ottanta , non scoraggiò la discesa in campo ( calcistico , ma sarebbe corretto riferire di entrambe..) di Berlusconi, oramai apparivano un endiadi lui e Milano ed era naturale che di fronte agli anni del crack dei farina e dei colombo soltanto una famiglia milanese coi “daneé” avrebbe potuto rimettere in sesto e rilanciare la gloriosa squadra rossonera.

Il tifoso milanista è sempre stato abituato alle grandi soddisfazioni ed alle grandi delusioni ,( anche Jannacci nella canzone dedicata ad una ormai scomparsa umanità proletaria “Vincenzina davanti alla fabbrica” si lamentava degli zero a zero milanisti che preoccupavano la classe operaia ma non certamente i padroni) ragione per la quale anche di fronte al  nuovo presidente che prometteva di vincere tutto si avvicinò con sano realismo e scetticismo milanese.

Il resto è Storia , al cui centro abbiam potuto ammirare il più bel calcio italiano almeno da quando c’è la televisione a colori, quello dei sacchi e   una delle più importanti passerelle di talenti espressi nel calcio a cavallo fra gli ottanta e i novanta , Boban,Weah ,Baggio,Savicevic,Papin,Shevchenko, assieme allo sfizio della replica moderna del celeberrimo trio svedese degli anni cinquanta rieditato in edizione olandese (Gu-Va-Ri) e brasiliana (Ka-Pa-Ro), per non parlare dei figli della stirpe d’oro gli straordinari talenti italiani cresciuti in famiglia come Baresi,Costacurta,Albertini e il figlio di Cesarone Maldini.

Ora, per quanto i miracoli a Milano siano sempre possibili, è inevitabile prepararsi a questo declino inesorabile con serenità, finisce un epoca non soltanto calcistica , ciò che si può tramandare in una famiglia , la fede ideale o quella per la squadra della propria città si tramanda , ma non si potrà chiedere medesimo slancio e passione agli eredi di Berlusconi. Quel soggetto, quella creatura è stata scritta , diretta, pensata e plasmata dal suo fondatore ed il suo indebolimento esistenziale coincide con la crisi del nostro Milan.

Certamente , per il favore delle telecamere assisteremo ad un altro atterraggio nel prato di Milanello , un nuovo e forte incoraggiamento all’allenatore che non verrà abbandonato, come non sarà abbandonato a sé stesso l’equipaggio , né abbandonata la bandiera; Ma quel Mondo lì non c’è più e sarà difficile riportarlo in vita, non è la crisi economica , una cattiva congiuntura calcistica né il normale avvicendamento democratico nella scala dei valori della classifica che segna il declino del Milan di Berlusconi, è la logica consequenziale che obbligherebbe la squadra ad essere sempre uguale a sé stessa , sempre. Ma oltre , per il milan , non è possibile andare, e questo il suo fondatore lo sa e preferisce mantenerlo in vita attraverso l’idratamento artificiale anziché provvedere ad una lenta eutanasìa.

Sarebbe troppo anche per lui decretarne la soppressione, mentre il popolo milanista di fede e laico di spirito da oggi invocano Silvio di lasciarlo andare perché possa continuare a sopravvivere e con lui anche il Mito della sua squadra che nessuno intenderà mai cancellare dalla propria memoria.

Le grandi storie d’amore hanno sempre bisogno qualcuno che metta la parola fine , è dura chiudere tante cose nello stesso momento , nello stesso anno , ma perché rimanga nella storia il Napoleone Rossonero è meglio che non passi da una rovinosa sconfitta e si eviti (almeno) la sant’elena calcistica. Scritto e detto con affetto.