La politica di Riccardo Nencini è un surrogato di quella del Partito democratico. Poteva dirlo prima che il suo obiettivo è il Pd, senza farci perdere tempo e farci fare una alleanza contronatura con Sinistra e Libertà. Oramai il suo gioco è scoperto: a Firenze è al carro del Pd, a Roma con Sel. Nencini, mr Hyde e dr Jekill.
Ma non è detto, talaltro, che non lo vediamo l’”amor nostro”, assessore al comune di Firenze. Per l’appunto, quello che passa il convento non bisogna farselo scappare.
“Maledetti toscani”, Curzio Malaparte, da par suo, scrisse il libro con questo titolo, in cui sono descritti tic, difetti e pregi della gente Toscana.
I dissidenti alla politica schizofrenica di Riccardo Nencini potrebbero scrivere un libro con il medesimo titolo malapartiano aggiungendo in più la parola socialisti. Così:” Maledetti toscani socialisti”.
Riccardo Nencini è un toscano tutto d’un pezzo, ma in politica ha dimostrato limiti enormi e alla vigilia delle elezioni regionali sta facendo di tutto per salvare il salvabile, soprattutto per salvare se stesso. Insomma, Cicero pro domo sua. La qualcosa, però, non c’entra un fico secco con la politica e con le prospettive del socialismo italiano.
Da quando è inquilino di Piazza San Lorenzo in Lucina non ne ha azzeccata una, nemmeno una. Senza alcuna ombra di dubbio, è il suo capolavoro all’incontrario e, passando da capolavoro a capolavoro, sempre di cifra negativa, ha ridotto il Partito socialista al lumicino.
I socialisti toscani sono di pasta speciale; politicamente, all’interno del Partito socialista italiano, si sono sempre schierati a destra. Nella fattispecie, l’ex ministro alla Sanità, Luigi Mariotti era l’ala destra del demartinismo, Lelio Lagorio, ex ministro della Difesa, era la destra del craxismo. Il primo segnò il socialismo dagli anni Sessanta ai Settanta, il secondo dal Midas agli anni Novanta. Entrambi hanno dominato il socialismo toscano e hanno avuto un peso in quello nazionale. Vero è che erano socialisti di destra, ma è vero pure che furono sempre subalterni ai comunisti toscani, per motivi di potere. Ragion per cui, il partito toscano anche nel momento topico del Psi di Via del Corso non riuscì a crescere sul piano elettorale.
Di questa famiglia politica, Nencini è figlio e avremmo dovuto ricordarcelo, quando si propose alla segreteria nazionale. Allora fu molto abile, perché si propose come colui che avrebbe smantellato la “cooperativa” boselliana, quindi, al rilancio autonomista del Ps.
Con Boselli dimissionario, per colpa dell’insuccesso elettorale, – a ben pensarci, sbagliò il suo rapporto con il Pd: lo attaccò e lo fece attaccare, poi cercò di allearsi, ma dal Loft risposero:”Qui nessuno e fesso, va per la tua strada” -, la candidatura di Nencini fu imposta dal gruppo dirigenti ex Sdi che volle uno di loro, senza la voglia di aprire il partito all’esterno o puntare a uno interno. (Bobo Craxi?)
Insediatosi alla segreteria non mantenne gli impegni presi all’atto della sua investitura di candidato. Anzi, nel breve giro di tempo, si scordò delle cose dette, per via di una Azheimer incipiente.
Anche lui, – come un altro socialista di cui non ricordiamo il nome -, giurò addirittura di restituire l’onore ai socialisti, ma come tutti coloro che fanno un simile giuramento finiscono per fallire, miseramente.
(3 ottobre 2009)

CHE DIRE?
Nulla da eccepire, un’analisi precisa, vera, condivido in pieno.
Poveri socialisti sono stati traditi ancora una volta, che vergogna.
Pasquale Claps
Come disse qualcuno,Nencini è riuscito a far apparire Boselli un gigante della politica.
alla proverbiale furbizia di Boselli,il maledetto Grullo toscano,ha aggiunto quella dose di arroganza da farlo diventare in breve tempo,il segretario più detestato dai socialisti.
NON FA UNA GRINZA. ARTICOLO ESAURIENTE. NIENTE DA OBIETTARE.
Parliamo di quello che ci interessa, non perdiamo tempo dietro ai miasmi di cadaveri politici.
Se poi avete il problema delle collocazioni, fra non molto il mercato sarà aperto, c’è possibilità per tutti.
La sentenza che stabilisce il rimborso da parte di Fininvest alla CIR per la vicenda Mondadori è il primo segnale. I poteri forti stanno cominciando a disarcionare il cavaliere.,