Scambio di vedute fra Craxi e Pannella

Nella giornata di ieri , dopo gli esiti della convention socialista e del Congresso dei Verdi e l’intervento consueto di marco Pannella a radio radicale  c’é stato uno scambio di vedute fra Bobo Craxi ed il leader radicale.

A giorni un prossimo incontro.

 

INTERVISTA A BOBO CRAXI. su AFFARI ITALIANI

Guardiamo con interesse a chi si è mosso in forma autonoma nell’area radical-socialista ed ecologista. Penso a Pannella e ai Verdi”. Bobo Craxi sceglie Affaritaliani.it per rilanciare il nuovo Partito Socialista Italiano

 

Bobo Craxi
Bobo Craxi
 

“Guardiamo con interesse a chi si è mosso in forma autonoma nell’area radical-socialista ed ecologista. Penso a Pannella e ai Verdi”. Bobo Craxi sceglie Affaritaliani.it per rilanciare il nuovo Partito Socialista Italiano. “Rifiutiamo l’adesione a Sinistra e Libertà. E manteniamo un atteggiamento di opposizione a questa maggioranza e a questo sistema bipolare”.

Si è tenuta sabato a Roma la Convention Nazionale di ricostituzione del Psi. Correrete da soli o pensate ad alleanze? 
“Non abbiamo discusso di alleanze. I socialisti hanno discusso della volontà di mantenere in vita una formazione autonoma del socialismo italiano. Che rifiuta la collocazione e l’adesione a Sinistra e Libertà. Partiamo da una posizione di Centrosinistra, manteniamo un atteggiamento di opposizione a questa maggioranza ma anche un’opposizione a questo sistema bipolare e fortemente critico con la sinistra parlamentare”.

Quindi in vista non ci sono alleanze…
“Guardiamo con interesse  a chi si è mosso in queste ultime ore in forma autonoma nell’area radical-socialista ed ecologista. Penso a Pannella che è intervenuto nel nostro convegno e penso alla posizione dei Verdi che rappresenta una novità. Il problema è come rilanciare l’indentità politica del socialismo italiano”.

In vista delle regionali è possibile un accordo con i Radicali?
“E’ un’idea. Ma le elezioni sono ancora lontane”.

E’ svanito il sogno di una grande Partito Socialista unico?
“Il problema socialista è il problema della sinistra italiana per eccellenza. Il mancato revisionismo nell’area di sinistra del nostro Paese ha generato questo vuoto che si realizza poi nell’estrema debolezza del profilo programmatico e politico della sinistra italiana. Cementata solo dal furore ideologico dell’anti-berlusconismo che non rappresenta una politica ma anzi è la sua negazione. Sul terreno delle riforme spesso la sinistra si colloca in una posizione assai più conservatrice rispetto a tanti riformisti di destra su temi essenziali come giustizia, lavoro e anche diritti civili”. 

Come giudica l’operato di Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri?
“Non saprei. Certo non vorrei essere nei suoi panni”.

Perché?
“Se c’è una difficoltà italiana in questo momento è proprio nei rapporti con l’estero, la difficoltà di difendere ciò che sovente appare indifendibile. Se c’è un terreno su cui questo governo è molto fallimentare è quello della politica estera. L’Italia è declassata ed ha un’immagine esterna molto indebolita. Non lo dico io, lo dice qualsiasi osservatore internazionale”.

EDITORIALE

CALMA APPARENTE NEI PALAZZI

CALMA APPARENTE NEI PALAZZI

La quiete dopo la tempesta. Quiete apparente, per intenderci. Benché ci sia stata l’opera di ricucitura del Presidente della camera, tra Quirinale e Palazzo Chigi, sotto la cenere ci sono i carboni accessi.

Si spara, però, ancora ad alzo zero sulla Consulta, rea di aver dato un giudizio sul Lodo Schifani  e sulla scia di quello è stato varato il Lodo Alfano, bocciato in pieno perché per approvarlo occorreva una riforma costituzionale e non un semplice legge ordinaria.

La Corte costituzionale non è in questo caso incolpevole, come è stata in tanti altri casi colpevole, in special modo su questioni di materia referendaria. In particolare, i Radicali di Marco Pannella ne sanno qualcosa, avendo  ancora le ferite sanguinanti, procurate dai giudici tramite le sentenze  

Di certo, per migliorare il clima, c’è stata la nota dei presidenti Schifani e Fini secondo la quale al Capo dello stato va riconosciuto il ” suo rigoroso rispetto delle prerogative che la Costituzione gli conferisce”. Chi, invece, forza la mano è Berlusconi che afferma che la sua carica è l’unica eletta dal popolo. Continua a leggere »

COMMENTI

L’OCCHIO DI DEL BUE

L’OCCHIO DI DEL BUE
La fondazione di un mini partito socialista che si augura una nuova alleanza coi radicali e l’affermazione della corrente Bonelli-Boato al congresso dei Verdi cambia il panorama politicodell’area liberlsocialista (chiamiamola così, anche se mi rendo conto che la definizione èquantomeno discutibile). Bobo Craxi fonda un ennesimo repertosocialista senza corpo elettorale. Ancora un’ìillusione, l’ennesima, per i socialisti italiani, quei pochi che tentano di arrampicarsi ancorasolo sugli specchidella vecchia identità. Si tratta di un errore, è chiaro. E questo ho detto più volte all’amico Bobo. Ma pare che all’assemblea dei nuovi, vecchi socialisti questo sia ben chiaro. Tanto che in quella assise si è annunciato un nuovo possibile patto coi radicali di Marco Panenlla, presente, e affettuosamente attivo alla seduta romana. Si può pensare alla riedizione della Rosa nel pugno, sia pure in forme nuove? Marco Pannella tentò già dopo le elezioni politiche di rianimare un’area radicale, socialista, laica e liberale (cito i quattro aggettivi che campeggiavano nel simbolo della Rosa nel pugno) non disdegnando un’occhiata anche alla sinistra sommersa dell’Arcobaleno. Si dicusse per alcuni mesi in appositi seminari, si rifecero altre due Chianciano, dopo la prima, poi tutto andò in fumo. E Pannella preferì, non senza ottenere qualche risultato significativo, presentarsi da solo alle elezioni europee. Ha oggi canbiato idea? Quel che non si riuscìa fare perle europee si riuscirà a fare per le regionali? Non è escluso, vista la particolare difficoltà dei radicali, che è provata dai risultati ottenuti nel passato, a conseguire qualche risultato soddisfacente con le consultazioni che verranno. Contemporaneamente il congresso dei Verdi, come non era impossibile prevedere, al di là dei rapporti di forza ottenuti con un tesseramento particolarmente contestato, ha affidato la segreteria a quel Bonelli che, assieme a Marco Boato, contestava la presenza dei Verdi in Sinistraelibertà, in nome di un autonomismo che altrove, e particolarmente in Francia, aveva portato così tanta fortuna agli ecologisti senza camuffamenti. Che ne sarà adesso di Sinistra e libertà, probabilmente privata della presenza del partito dei Verdi. E in quale misura la prima ipotesi si può raccordare alla seconda? Io la vedo così. Senza i Verdi Sinistrae libertà ha una sola, nuovachanche di ottenere una convinta adesione dei socialisti. E cioètrasformarsi nel Partito socialista europeo in Italia. In fondo a questa cornice si ispirano i militanti di Sinistra democratica e Vendola si sostiene non ci sia lontano. Lo dico perchè l’eventuale altro progetto, ammesso che stavolta si realizzi (parlo di una riedizione della Rosa nel pugno, che, chi lo sa, alle regionali stavolta potrebbe addirittura essere aperta ai Verdi di Boato e Bonelli) potrebbe avere notevole appeal anche su quel che resta di noi. E risultati, anchealle regionali, non certo inferiori a quelli di Sinistra e libertà.Credo che Riccardo Nencini questo dovrebbe dire subito a Sinistra democratica e ai vendoliani dopo la nuova scelta dei Verdi, che ormai credo non ci siano più nel vecchio contenitore. Restare in una terra di nessuno sull’identità, visto che sui programmi ci siamo già da tempo,o addirittura, come sostiene qualcuno anche da parte nostra, aderire a una specie di Linke all’italiana, non può che destare solo la logica contrarietà di chi ragionevolmente ritiene che un’alleanza si possa contrarre o sui programmi o sull’identità. Senza l’unoe anche senza l’altra le alleanze rischiano solo di essere giustificate dal tentativo di risolvere casi personali. Non mi scandalizzerei, perchè non amo coloro che protestano solo quando la risoluzione dei casi personali riguarda gli altri. Ma non mi entusiasmo certo.
 

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