L’epicentro della crisi economica che ha investito le economie di tutto il mondo è stato chiaramente individuato negli Stati Uniti d’America.
Le operazioni economiche avventate, i titoli spazzatura, i derivati, le scatole cinesi, i fondi truffaldini, le banche sanguisughe, le finanziarie banditische e quant’altro, hanno avuto origine nel Paese più capitalista di tutti.
Per questo fa specie rilevare che proprio chi ha provocato la crisi metta in moto una serie di correttivi che con il sistema capitalistico hanno ben poco a che spartire.
Non si tratta interventi pensati solo con la elezione del nuovo Presidente Obama, ma di provvedimenti già iniziati sotto la guida di quello che sarà ricordato come uno dei peggiori Presidenti degli USA, George W. Bush.
Un controllo sugli effetti del capitalismo selvaggio, sulle scorrerie delle banche e delle Assicurazioni, su tutta la politica dei mutui, sul sistema delle concessioni dei prestiti ed infine un intervento massiccio dello Stato per il sostegno alle famiglie, per sostenere il settore automobilistico, per evitare il fallimento di altre Banche, per salvare le industrie operanti nel settore della innovazione e della ricerca, sono stati interventi che sia gli USA che altri Paesi, a capitalismo avanzato, hanno adottato per far fronte ad una delle crisi economiche più gravi che il mondo industrializzato ricordi.
Voler assegnare a tali provvedimenti una denominazione di politica economica non si può rifuggire dalla parola socialismo democratico e liberale.
Lo Stato interviene per garantire la tenuta della propria economia,per preservare i posti di lavoro, per evitare il fallimento di banche ed aziende, per rilanciare l’export, per far riprendere i consumi, per assicurare i servizi ai cittadini. Che significa tutto ciò se non il ritorno, in qualche forma, alle Partecipazioni Statali, di lombardiana memoria, ed al progetto socialista degli anni sessanta e settanta della programmazione economica?
Nel nostro Paese si ha una sorta di idiosincrasia verso tutto ciò che richiama al socialismo ed ai successi mietuti, negli anni, dal Partito Socialista.
Il giustizialismo imperante, la pretesa di superiorità culturale della sinistra massimalista, l’avversione al modernismo istituzionale, invocato proprio dai socialisti con trent’anni di anticipo rispetto all’oggi, la diversa qualità della cultura politica degli uomini e del progetto socialista, hanno spinto sinistra e destra a rimuovere dalla coscienza nazionale i grandi meriti del socialismo italiano.
Troppo pochi ripensamenti, qualche limitato mea culpa, nessun atto di contrizione, nessun coraggioso che si alzi a dire “ i socialisti hanno avuto ragione”!.
L’equazione socialismo eguale a tangentopoli, i socialisti protagonismi del malaffare, hanno avuto il sopravvento,unitamente alla codardia di qualche gruppo dirigente socialista che invece di combattere è scappato a richiedere la protezione dei potenti del momento, a destra ed a sinistra.
Nessuno che ricordi, o meglio, che voglia ricordare che le grandi riforme sono state iniziate o proposte proprio dai socialisti: Grande Riforma istituzionale(Craxi), riforma della sanità(Mariotti), del fisco(Formica), dell’Istruzione(Codignola), dell’economia(Lombardi e Ruffolo), del Lavoro(Brodolini e Giugni) e l’elenco potrebbe allungarsi di molto.
Con anni di anticipo i socialisti avevano indicato la strada. Oggi i dilettanti vogliono percorrerla provocando molti disastri.
A livello politico i post-comunisti hanno sempre evitato di dirsi socialisti in Italia, anche se aderenti al socialismo europeo. Insomma i socialisti benché ridotti al lumicino fanno ancora paura.
Per non parlare dei neo-comunisti, che, ancora, non si capacitano della caduta del muro di Berlino e di tutte le loro utopie. Cancellare la parola socialismo e l’aggettivo socialista diveniva imperativo proprio per la sinistra perdente. Il comunismo sconfitto in tutti i suoi teoremi fondamentali: le masse non si guidano con l’autoritarismo militare ed economico, il collettivismo in economia è stato un immane disastro, l’individuo non sarà mai un numero ed ha bisogno di spazi propri non confinabili con ideologie politiche autoritarie. Morto il comunismo, il capitalismo non sta proprio bene.
C’è, per fortuna, anche qualche attento osservatore che ci induce a considerare la realtà attuale come la fine di un altro sistema economico sul quale per decenni se ne era dichiarato l’infallibilità e la irreversibilità, il capitalismo.
La crisi economica ha scoperto il nervo debole del sistema capitalistico.
Migliaia di miliardi di dollari bruciati in un breve lasso di tempo, il tempio della finanza, rappresentato dalle Borse, che scricchiola quando non crolla, il profitto che scende sempre di più, la finanza diventa sempre più una palla al piede della economia reale. Il capitale senza profitto non ha più ragione di essere.
E’ la rivincita dell’industria sulla finanza, della produzione sulla gestione, dell’economia reale su quella virtuale.
Il capitalismo per decenni si è sviluppato in presenza di una democrazia politica e di una coesione sociale che hanno consentito a tutte le economie occidentali di crescere e creare benessere.
La crisi avviene in contemporanea con il declino delle istituzioni ed il venir meno di regole e di controlli sul sistema capitalistico. Lo Stato non ha frenato più le scorrerie e le imposizioni del capitale, si è creata una nuova povertà, è cresciuta la forbice tra i ceti ricchi e quelli poveri, è stata dimezzata la capacità economica del ceto medio.
Il potere economico si sta saldando con l’antipolitica e alle difficoltà si sta rispondendo con il populismo e con l’invocazione dell’uomo forte.
Una politica dell’eguaglianza, dimenticata dalla sinistra italiana, diventa urgente ed indispensabile per rilanciare il sistema economico.
La ridistribuzione della ricchezza diventa inderogabile non solo rispetto ai Paesi poveri ma anche all’interno dei Paesi ricchi.
Concentrare la ricchezza in poche mani significa aumentare la povertà, ciò blocca i consumi e impedisce la crescita, riduce la coesione sociale, e limita la spinta alla concorrenza.
Per tale situazione di incertezza economica e politica diventano necessari ordini giuridici e regole economiche nuove a livello nazionale ed internazionale.
Le economie devono ridurre sensibilmente la dipendenza dal petrolio, sviluppare nuove economie come quella legata alla bio-medicina per sconfiggere le nuove malattie, avere al centro di ogni loro azione la difesa dell’ambiente e del clima, creare nuova occupazione e garantire i servizi ai cittadini.
Gli aiuti vanno dati alla domanda e non all’offerta, alle famiglie e non ai grandi gruppi industriali ed economici, occorre sostenere i redditi per far riprendere i consumi e, quindi, rilanciare la produzione industriale. L’evasione fiscale va combattuta, per le sue dimensioni, a livello planetario e con accordi internazionali.
Se la crisi prima che economica è culturale e politica, allora è necessario un progetto politico della speranza, che produce sviluppo, in luogo di quello della paura che provoca conservazione. La soluzione da ricercare dopo la morte del comunismo e la crisi del capitalismo, non può che essere quella che ci porta all’ideale socialista e democratico.
Socialista è chi si preoccupa degli altri, come diceva Nenni. Il socialismo italiano è anche il riformismo della svolta impressa da Craxi. Di fronte al dilettantismo di oggi, all’incultura politica, agli scandali di macro-dimensioni, che fanno impallidire tangentopoli, abbiamo il dovere di rivendicare la validità dei nostri ideali, la qualità della nostra cultura, il successo delle nostre azioni.
In virtù di che cosa ci viene richiesto di rinunciare alle nostre convinzioni?
Si ha la volontà di far riconoscere Sinistra e Libertà quale componente ufficiale del socialismo europeo, aderendo al PSE ed all’Internazionale socialista?
Altrimenti di cosa stiamo parlando?
Un’alleanza elettorale, imposta dalla necessità per superare gli sbarramenti, può essere accettata da tutti, ma da qui a farne un partito politico, con fusioni a freddo accelerate e senza progetto, ce ne corre.
Diciamo chiaramente che non esistono le condizioni per dar vita ad un soggetto politico unitario, che il ritiro dei Verdi ha annullato il percorso indicato, che l’attuale cartello a livello elettorale è lontanissimo dalla soglia del 4 % secondo ogni tipo di sondaggio, che le proposte politiche all’interno di Sel sono diverse e spesso divergenti. Quando parliamo degli ammortizzatori sociali, della legge Biagi, del nucleare, con l’Italia circondata da Centrali in Francia Svizzera e Croazia, di sviluppo delle infrastrutture, con il nostro Paese che registra ritardi di trent’anni rispetto a Francia e Germania e che sta per essere superato perfino dalla Spagna, con il sistema viario delle autostrade e delle ferrovie che ha bisogno di immediato rilancio e di nuove costruzioni. Quando rileviamo la necessità di costruire per i lavoratori e per i giovani migliaia di nuove abitazioni, il tutto produce nuova occupazione anche per gli immigrati di cui si parla spesso a sproposito. Parimenti, quando affermiamo che i nostri militari in Afghanistan lottano contro il terrorismo e non per far piacere agli USA, allora risulta chiaro che senza un progetto politico condiviso non sia possibile far nascere un soggetto politico unico. La nostra politica è a vocazione maggioritaria e non gruppettara, in Europa e nel Mondo i socialisti sono al Governo, vincono le elezioni, come in Grecia in Portogallo e in tanti altri Paesi. Gli amici di SeL, invece, ci propongono di diventare antagonisti, alternativi al sistema o cos’altro?
Quali sono gli sbocchi? Diventare comunisti, allearsi con Rifondazione, ovvero farci portare da loro nel PD, dove non abbiamo bisogno di essere accompagnati? Una politica di centro-sinistra si può anche fare su alleanze tra diversi, ripetere l’Ulivo ovvero l’esperienza toscana. I socialisti vogliono parteciparvi con le loro idee e con il loro partito.
Noi socialisti siamo orgogliosi della nostra storia e dei nostri ideali, in particolare oggi che i fatti ci danno ragione. Chiederci di ammainare le nostre bandiere è assurdo e da sprovveduti, chiederci di dar vita ad una nuova sinistra senza anima e senza indirizzo è da dilettanti. Non abbiamo niente a che spartire con il movimentiamo, con le scelte assembleari, con i comitati di base, con i centri sociali.
Noi siamo la sinistra di Governo. Una politica di alleanza è possibile, lo scioglimento del PSI non è nella nostra agenda e nella nostra volontà.
(30 ottobre 2009)

HO LETTO CON INTERESSE E CONDIVISIONE GLI ASPETTI SOTTOLINEATI E BEN RIMARCATI DA PARTE DI SOLLAZZO. IL SUO RISENTIMENTO E’ LEGITTIMO, E’ ANCHE IL NOSTRO. LE ANALISI SVILUPPATE SULLA QUESTIONE SOCIALISTA CHE NON PUO’ E NON DEVE ESAURIRSI NE IN SINISTRA E LIBERTA’ NE IN ALTRE FORZE POLITICHE PRESENTI NEGLI SCHIERAMENTI, MOSTRA A GLI OCCHI DI TUTTI IL MALESSERE DIFFUSO CHE CIRCOLA ALL’INTERNO DEL P.S.(I)DI NENCINI. QUESTO MALESSERE CHE NOI ABBIAMO PERCEPITO FIN DAL GIORNO CHE NON SUPERAMMO LO SBARRAMENTO DEL 4% SI E’ MANIFESTATO SOTTO TANTE FORME NEI MESI SUCCESSIVI FINO AD OGGI. PUR CONDIVIDENDONE L’ANALISI DI SOLLAZZO NON CAPISCO PERCHE’ SOLO ORA E’ INTERVENUTO COSI’ CHIARAMENTE, L’OCCASIONE DEL 10 OTTOBRE POTEVA ESSERE UN MOMENTO PER UNIRSI A CHI STA LAVORANDO PER GARANTIRE IN FUTURO LA PRESENZA DEI SOCIALISTI NEL TERRITORIO. MI AUGURO CHE A TALI AFFERMAZIONI CHE FANNO PRESAGIRE UNA EVIDENTE E POSSIBILE FRATTURA CON CHI LA PENSA IN TUTTA ALTRA MANIERA, POSSA APRIRE UN PERCORSO INSIEME A NOI DEL PARTITO DEI SOCIALISTI UNITI P.S.I., SAREBBE UN PASSO IMPORTANTE.
Non capisco perchè ti ostini, ad arrabbiarti, a definirci “comunisti, settari” quando la pensiamo allo stesso modo. Prima affermi:
“Una politica dell’eguaglianza, dimenticata dalla sinistra italiana, diventa urgente ed indispensabile per rilanciare il sistema economico.”
“La ridistribuzione della ricchezza diventa inderogabile non solo rispetto ai Paesi poveri ma anche all’interno dei Paesi ricchi.”
Allora l’uguaglianza significa che Laureato sei tu e laureata sono io, e se la base dove ci sono anch’io vuole decidere i destini di un partito, non vedo perchè non posso esprimere la mia opinione. DI seguito affermi:
“Non abbiamo niente a che spartire con il movimentiamo, con le scelte assembleari, con i comitati di base, con i centri sociali.”
Le scelte assembleari, come le chiami Tu, sono la base di una sana democrazia, oppure fai parte di quella schiera di “dirigenti” che non rappresentano il popolo e le sue opinioni, ma solo le proprie opinioni, questo modo di essere politici, ha fallito, se non hai capito.
Si sto in Sinistra e Libertà e decido anch’io, nel mio partito, perchè chi mi rappresenta, deve rappresentare anche le mie opinioni, e certamente, se la vogliamo metterla su questo piano, mi definisco di “Sinistra e basta!” no comunista o socialista, non m’interessano le etichette passate, avere memoria si, e ti ho riconosciuto tutti i meriti di tuo padre, di Nenni ecc. ma costruire un futuro diverso, con regole diverse è necessario, per la salvaguardia della “democrazia!”
La differenza tra me e te è che nel popolo, che dichiari di voler tutelare, ci sono nata. Ed è stato grande anche Gramsci quando ha affermato che l’istruzione è la base della libertà. Be il popolo ha studiato sono anch’io, e se mi chiamano ha fare il ministro delle infrastrutture, sono sicura di saperne più di Te.
Con affetto e stima
dot. Roberta Mollicone
N.B.Quando vuoi venire alle assemblee sei il ben venuto.
la corrente autonomista del PSI,chiede le dimissioni della segreteria e il congresso,troppi mesi a bagnomaria e divisioni,hanno prodotto danni forse irreparabili,chiedo un pò di dignità se la hanno,non ci provassero a fare le vittime del bau bau Vendola-Fava-Guidoni,al compagno Sollazzo vorrei ricordare l’infausto esito del CN di Luglio,le decisioni assunte in seguito,l’aver provocato abbandoni e dimissioni,ma come si dice,non è mai troppo tardi,fa piacere che altri compagni arrivino seppur in ritardo,alle stesse conclusioni di altri che non demordono,vanno avanti,costi quel che costi a tenere alzata la bandiera della AUTONOMIA SOCIALISTA,senza calcoli elettoralistici e prebende varie,compagno Angelo,come si dice”se son rose fioriranno,meglio se garofani rossi”
Invece di far documenti, facessero le valige!
Perché noi socialisti non la smettiamo mai di criticare chi finalmente ha gli attributi per far qualcosa di buono per il Partito Socialista Italiano? Chi sta cercando di evitare ulteriori scissioni di niente, chi sta cercando di rimettere in piedi un idealismo e delle identità pure e indissolubili? Il documento del compagno Sollazzo è chiaro anche se leggo qualcuno che non ha compreso chi lo ha scritto e, non nascondo, che ha avuto un effetto devastante nella segreteria del partito. Appoggiamo le iniziative positive che vengono intraprese e torneremo ad essere il partito di governo che siamo sempre stati ma…. da soli e NON in S&L. Un fraterno saluto a tutti i compagni.
Se la Nencini & C. avesse un minimo di dignità dovrebbe convocare ad horas il congresso che sinora ha negato ed avere la decenza di farsi definitivamente da parte.
Ma non accadrà,sarebbe contro la ragione sociale della cooperativa.
si deve concludere
se si è socialisti ed italiani
un solo unico partito:quello del GAROFANO ROSSO
LA MIA CUROSITA’ E’ QUELLA DI VEDERE E CAPIRE COME VA A FINIRE CON SINISTRA E LIBERTA’. AVRANNO LA CAPACITA’ IL GRUPPO DIRIGENTE DEL PS DI NENCINI DI FARSI DA PARTE? QUALI AZIONI METTERANNO IN ATTO DOPO ESSERE RIUSCITI A DISTRUGGERE LA COSTITUENTE SOCIALISTA ED ANCHE LA FRAGILE SINISTRA E LIBERTA’ CON IL VOTO DI NENCINI IN CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA CHE INSIEME A PD. E PDL. HANNO INTRODOTTO LO SBARRAMENTO AL 4%? TEMO CHE NON NE SARANNO CAPACI DI SPIEGARE AGLI ISCRITTI E A TUTTA QUELLA MIRIADE DI SOCIALISTI SPARSI OVUNQUE UNA NUOVA PROSPETTIVA POLITICA. LA PROSPETTIVA POLITICA E LO DEVE CAPIRE ANCHE SOLLAZZO E’ LA COSTRUZIONE DI UN AUTENTICO PARTITO SOCIALISTA CON IL GAROFANO COME SIMBOLO E CON LA DICITURA: SOCIALISTI UNITI P.S.I.
Denuncio la grave manovra di Sollazzo e Co. Ha diffuso questo documento a Borse mondiali ancora aperte provocando l’ennesimo venerdi nero . La sua acuta, arguta, pervasiva analisi sulla crisi mondiale ed interplanetria doveva essere maneggiata con più cura .
La trasformazione di uno spiffero in nientedimeno che una nuova corrente del Psi ( o del Garofano ? Occorre chiarire anche questo , Obama non riesce più a tenere i suoi in riga nella “situation room” ) non poteva non avere conseguenze eclatanti e debordanti. Dalle Alpi alle Piramidi , i lavoratori sono in marcia cantando ” Su fratelli su compagni etc ” e manca una guida sicura alle masse.
Basta con lo spontaneismo ! Richiamate Boselli prima che sia troppo tardi !
( nota : l’estensore di queste righe è stato rinchiuso e sedato nel Comando dei Vigili di Volpedo , dove si è trovato con altri strani personaggi , quali uno con lo scolapasta in testa che asseriva essere il Segretario del Psi e di essersi incontrato per uno scambio di affettuosi doni con massimo,Pierluigi,Giovanni, Enrico, Dudi, bambi ed altri eminenti dirigenti della sinistra mondiale; un altro che sosteneva di essere Craxi , Giusy La ganga che raccontava di aver preso il sopravvento alle primarie del Pd di Orbassano ed un numero imprecisato di ottantenni affetti da disturbi di continenza che chiedevano di essere liberati al più presto perchè attesi ad una importante riunione della Direzione del Psi con la presenza di Ministri ed Europarlamentari…)
Se solo si avesse voglia di avere un partito socialista italiano. Se solo si avesse avuto voglia, non ci sarebbero state microscissioni..
Bravo Angelo. Sottoscrivo ed apprezzo quello che ha scritto rimanendo nel partito! Come me, sottoscrittore della mozione ! del PSI ( Appunto quella di Angelo Sollazzo)…
COPIO ED INCOLLO DAL SITO DEL PSI.
PREGO FORMALMENTE BOBO A FARE LA TESSERA DEL PARTITO E PREPARARSI ALLA SEGRETRIA DL PSI AL PROSSIMO CONGRESSO PER RITROVARE QUELL’UNITà DI CUI TANTO SI DICUTE…DA 16 ANNI..
SeL. COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PSI
venerdì 30 ottobre 2009
Dalla tarda mattinata di oggi sul sito http://www.sinistraeliberta.it è online una bozza di regolamento per l’Assemblea di Sinistra e Libertà prevista per il prossimo dicembre.
Tale bozza, portata in discussione senza essere concordata nell’apposito gruppo di lavoro, è stata in realtà approvata in assenza di esponenti ecologisti e con il voto contrario dell’unico socialista presente.
Si tratta dell’ennesimo strappo alle regole di vita interna di Sinistra e libertà da parte di esponenti di MPS, SD e Unire la sinistra, i quali dimostrano ancora una volta di non tenere in alcuna considerazione le ragioni degli altri partners.
Non c’è chi non veda che, ove si persista in questi comportamenti, Sinistra e Libertà scivolerebbe rapidamente verso una crisi irreversibile.
siete patetici.
Patetico sarai tu!
Forse il professore (col suo tardivo copincolla) non si è accorto che già ridevo da qualche giorno.
http://socialist.clandestinoweb.com/2009/10/27/regionali-incontro-bobo-craxi-pannella-per-possibile-alleanza/#comment-2960
Il padroncino ha scaricato i funamboli dal suo taxi,si è accorto che sono rimasti squattrinati e non avrebbero potuto pagare il pedaggio.
Ora sono pure appiedati,professore compreso.
La Segreteria ha pensato all’inizio della comparsa di SeL di lasciare che dei compagni di buona volontà aderissero alla nuova formazione dando addosso a quelli come me che avevano creduto nel nuovo processo democratico che mirava alla riunione delle varie anime della sinistra.Quando si sono accorti a parere loro che tutto sembrava funzionare per il meglio hanno deciso con l’arroganza che li contraddistingue di andare da Vendola e c. e proporsi come i promotori dell’adesione del PS a SeL senza avere neppure l’onestà di chiedermi se ero d’accordo per usare la mia tessera a tale scopo.Hanno così conquistato la credibilità all’interno della nuova formazione tant’è che alcuni di loro alle assemblee dichiaravano già con enfasi di avere conquistato una sedia in prima fila e quindi non c’era di che preoccuparsi.
Quando la base si è accorta delle manovre degli ex di RC che a viso aperto avevano dichiarato di avere delle precedenze nelle nomine e nelle candidature ha deciso di ritirare le adesioni poichè si stava tentando di fagocitare il PS e non chiederne l’alleanza ,In quel momento la Segreteria ha tentato di fuorviare l’attenzione da quello che avevano fatto al solo scopo di non perdere le poltrone ormai acquisite.
Arrivato a questo punto io dico sono pronto anche a ricominciare ma per me quella Segreteria è diventata solo ex e mi unisco ai compagni puliti che chiedono i congressi a gran voce per poterci contare e vedere quanti sono coloro che stavano con noi solo per la poltrona.
Condivido la relazione di Sollazzo, nella quale avrei voluto trovare qualcosa a proposito della “laicità”.
Sono desolato di constatare la solita conflittualità fra compagni che non si confrontano positivamente ma ritengono tutti di essere depositari della verità. Vecchia tattica correntizia degli anni ottanta.
Ri-uniamoci tutti con la convinzione che il socialismo liberale, è l’ultima ideologia-valore che non è stato sconfitto dalla storia ! e basta con i litigi….
Vincenzo, come hai ragione!!!
Sono un tesserato del PSI dal 1970,non abbondonerò mai l’idea socialista. Basta con la conflittualità tra i dirigenti nazionali (ora non c’è più nulla da prendere e spartirsi). Siamo pochi ,ma buoni, è ora di rimboccarsi le maniche e lavorare per costruire un grande PSI.IO non sto ne con Sollazzo, ne con Nencini e ne con Bobo Craxi, sto con i socialisti.Non trovo giusto che ciunque non è d’ accordo con la segreteria si senta autorizzato a formare un nuovo partito.Una volta anche se in minoranza si rimaneva nel partito e si cercava di diventare maggioranza con la forza delle proprie idee.Dobbiamo rimanere tutti uniti se vogliamo essere un partito importante come quello Spagnolo.
Il Sdi-ps non é il Partito Socialista mi spiace per te.
Alle regionali non ci sarà nessun partito socialista in lizza di cosa vai parlando???
Tutti quei compagni che lanciano bei proclami unitari evadono alcune questioni:
La Nencini & C. quanta credibilità ha ( a partire dalla legge elettorale Toscana,per finire coi vari “infortuni” su SL).
Perchè ha modificato la linea politica di Montecatini e negato l’indispensabile verifica congressuale.
Quale sarebbe il progetto politico dello SDI in versione ristretta e visione ademocratica.
Perchè cambia di continuo tattica e campa alla giornata.
Su che ci si riunifica PRIMA DELLE REGIONALI senza un apposito congresso di verifica,chiarificazione e rilancio politico.
qoto Ariola in tutto,un generale passo indietro di coloro che sono responsabili del marasma generale è necessario,diamo fiducia a quei giovani(vi assicuro che ci sono)che non hanno ancora il vizio ereditario nostro.
Quante belle parole!Io vorrei sapere dove stavate,quando i marosi facevano rovesciare la barca ? e ancora,chi è che per primo la lasciava affondare?la vita di un militante di partito è sempre quella di tenere fortemente il timone aspettando che la tempesta si plachi.invece,mentre la base dei compagni socialisti lavorava per fare rinascere dalle ceneri un partito finito,icompagni dirigenti si trovavano altre collocazioni in liste strane.Gesù disse a Pietro,Tu prima dell’alba mi tradirai tre volte.Il gruppo dirigente non’ha atteso neanche la nottata ,le valige erano pronte già dalla sera prima.Io ritengo da vecchio compagno che è stato scandaloso lasciare un grande uomo come Bettino Craxi grande statista riconosciuto da tutto il mondo, solo a caricarsi tutti gli oneri, essendone il segretario.Riflessione! .Quando ormai non abbiamo neanche le stampelle per sostenerci, invochiamo con proclami l’unità.Bisogna dare una svolta ,se vogliamo fare ancora politica costruttiva. Ben vengano idee nuove,purhe’ non sviliscano i valori del Socialismo.
Sollazzo come Carneade, di più con tutta la buona volontà proprio non mi viene…si è ormai perso definitivamente ogni senso del ridicolo.
L’IDEA NUOVA è il CORAGGIO di RIFARE IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO