NOVITA' POLITICHE

“BERSANI SEGRETARIO DELL’UNITA’DEL PD” RUTELLI SE NE VA,BOSSI VUOLE IL VICE-PREMIER

Prime grane per Pierluigi Bersani. Chiamato fare i conti con alleanze e scissioni, già all’indomani del successo alle primarie del Pd. Da un parte c’è Francesco Rutelli. In un’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il nuovo libro del giornalista Donne di cuori – Duemila anni di amore e potere da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi (in uscita da Rai Eri Mondadori il 6 novembre prossimo), il presidente del Copasir ventila la scissione e ammette di voler lasciare il Pd per unirsi a Pierferdinando Casini: «Ma non subito e non da solo» sottolinea l’ex vicepremier. Dall’altra parte c’è Antonio Di Pietro. Il leader dell’Idv non usa mezzi termini e manda un messaggio chiaro al neo-segretario del Pd: il suo partito rompa tutti i ponti con Berlusconi e costruisca un’alleanza per l’alternativa con l’Italia dei Valori. «Bersani dimostri quello che vuole fare: se mettersi a dialogare con noi o con Berlusconi…», dice l’ex pm, che aggiunge: «Da questa scelta dipenderà il futuro dell’alleanza, che noi ci auguriamo ci sia e sia a 360 gradi. Noi vogliamo un’alternativa di governo anche con il Pd, se il Pd si libera di zavorre, lacci e lacciuoli, che finora hanno impedito di esplicare al massimo il loro lavoro. Il Pd deve capire una volta per tutte che Berlusconi va combattuto e non assecondato come finora hanno fatto».

«NUOVE SFIDE, NESSUNO SI SOTTRAGGA» - A Rutelli che minaccia di lasciare il Pd replica a distanza il neo-segretario i persona: «La prova di ieri è inequivocabile: noi abbiamo avuto una spinta formidabile e inaspettata da noi stessi da parte degli iscritti, dei militanti e degli elettori. Una prova di fiducia nel Pd che è un partito nuovo e non vecchio». «È indiscutibile – ha affermato Bersani – che chi si è messo in fila e ha pagato 2 euro ha dimostrato fiducia nel Pd, un partito nuovo e non vecchio, che si deve dare un profilo nuovo di cultura politica. Non credo che qualcuno voglia sottrarsi a questa sfida affascinante».

«IN 2 ANNI NON È CAMBIATO NIENTE» - «In questi due anni il Pd ha sprecato un patrimonio, anziché costruirne uno nuovo – è la posizione di Rutelli -. Avremmo dovuto cambiare terreno di gioco, allenatore, squadra, pallone, modulo tattico, perfino i tifosi. Dopo quindici anni era evidente che lo schema dell’Unione era finito. Bisognava cambiare tutto. E invece non è cambiato niente. Il Pd è senza ceti produttivi. Vota per noi soltanto il 13-14 per cento dei piccoli imprenditori. Ne votavano di più per il vecchio Partito comunista. Siamo senza operai, senza ceto popolare. Il discorso che Veltroni fece nel 2007 al Lingotto e una conduzione battagliera della campagna elettorale del 2008 hanno portato il Pd a conquistare un terzo dei voti. Da allora lo stesso Veltroni si è affidato a un eclettismo senza baricentro politico, non è mai più arrivata una proposta chiara».

«SERVE UNA FORZA NUOVA» – Secondo l’ex vicepremier «deve formarsi una forza nuova per favorire aggregazioni che nascano da questa crisi, un confronto tra moderati del centrodestra e democratico-riformisti del centrosinistra». «Gli elettori – spiega Rutelli – hanno percepito soltanto un rumore di fondo remoto e confuso. Così, mentre Berlusconi detta l’agenda al paese, nel nostro campo da un lato i moderati sono sempre più attratti da Casini e dall’altro guardano a Di Pietro, che batte solo su un punto – Berlusconi è un mascalzone – e, se incontra sulla propria strada il presidente della Repubblica, non risparmia neppure lui. Nemmeno il Pci si era mai sognato di oscillare tra un laicismo fondamentalista minoritario e un giustizialismo caudillista. Abbiamo subìto – osserva – una perdita strategica di rappresentanza, tanto più grave quanto più sono cominciate le difficoltà del presidente del Consiglio. Per riparare, il Pd si sbilancia a sinistra, e così peggiora la situazione, si isola. Una scelta ancora più assurda nel momento in cui il centrodestra si sbilancia a destra a favore di Bossi, Fini è in grandissima difficoltà e il terreno competitivo diventa quello moderato».

commenti

le primarie afghane

Di Luigi Mancusi
 Come da copione ha vinto Bersani, il sottoscritto lo diceva mesi fa, ma non per doti paranormali, bensì per semplice analisi logica dei fatti. Ma analizziamo un po’ di dati che abbiamo a disposizione. In primo luogo il PD parla di tre milioni circa di elettori, che tradotto in soldoni sono un incasso di 6 milioni di euro (12 miliardi del vecchio conio), soldi presi in modo a mio avviso ’subdolo’ al popolo elettore. Di fatto, se consideriamo che tutti gli operatori erano volontari, l’unico costo reale è stato la carta, tra volantini, manifesti e quanto altro. Ora, esagerando con i costi, quanto pensate che sia costata tutta questa carta? Vogliamo esagerare? 1.000.000,00 di euro? Ok. Ora, considerando che in tasca gli rimangono 5.000.000,00 mi sembra che il gioco sia valso la candela, no? Simpatica la modalità di voto ‘afgana’. A parte i curiosi risultati del feudo di Bassolino, la Campania (non a caso l’ex sindaco di Napoli è sempre stato un fedelissimo di D’Alema il quale, a sua volta, è il mastermind dietro Bersani che in questa regione ha stravinto), ha colpito il fatto che per votare, al contrario di quanto pomposamente annunciato dal PD stesso, non era necessario il certificato elettorale, né era necessario essere residenti nella città in cui si votava e, fino a prova contraria, facendo il giro dei seggi si poteva votare in ogni seggio senza limiti.Per la gioia di grandi e piccini in alcuni casi si è votato più volte nello stesso seggio. Si noti che quanto ho appena affermato non è frutto di mie presunte fantasie alla 007, bensì è stato documentato ieri sera dal tg di La7. Ma andiamo avanti nella nostra anlisi con un doveroso accenno al caso Marrazzo. A parte le mille domande e le mille ombre, sarebbe curioso sapere come abbiano fatto i quattro carabinieri ad entrare e filmare l’imbarazzante incontro del governatore del Lazio. Sarebbe interessante perché vorrei sapere come gli è venuto in mente di farlo, chi gli ha fornito l’indirizzo e, sopra ogni cosa, chi gli ha aperto la porta. Di certo la cosa è meno chiara di quanto possa sembrare e lascia adito ad ipotesi non belle, come ad esempio quella secondo cui, visto che di fatto Marrazzo era il più papabile tra i candidati alla Presidenza del Consiglio nel 2013, sia stato appositamente ‘bruciato’ da chi non vedeva di buon occhio questa candidatura. Mi permetto di fare certe ipotesi perché resto sempre più basito da certi comportamenti delle alte sfere del PD. Più semplicemente mi chiedo come mai per Marrazzo hanno gridato allo scandalo e ne hanno chiesto lo scalpo, mentre per Bassolino vige la legge del silenzio, così come per la Iervolino, a tal proposito dell’attuale sindaco di Napoli non se ne sente parlare da un po’. Come non fermarsi un secondo e chiedersi anche perché l’unico che si permise di ipotizzare le dimissioni dei due personaggi appena citati, Veltroni, oggi sembra scomparso, e non penso sia solo per i pessimi risultati delle scorse regionali di cui Walter ha colpe fino ad un certo punto. Chiedo a voi socialisti, tutti nessuno escluso, sono veramente questi i personaggi con cui volete allearvi in futuro? Sono veramente questi i nomi a cui volete affidare le sorti di domani del nostro paese? Ogni giorno di più, almeno personalmente, non riesco ad ipotizzare per i socialisti una posizione diversa da quella autonomista. Lancio poi un suggerimento a chi di dovere; sarebbe il caso di dare un segnale al popolo italiano, un segnale per ricordare che un uomo politico non si giudica per quel che fa a letto, ma per quel che fa nella cosa pubblica, ed inviterei Marrazzo ad entrare nel PSI. Comunque, a voi tirare le somme.
PER LA QUINTA VOLTA

BEN ALI RIELETTO PRESIDENTE DELLA TUNISIA

TUNISI (Reuters) – Il presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali è stato rieletto per la quinta volta, con l’80,62% dei voti nelle elezioni presidenziali tenutesi ieri. Lo ha reso noto l’agenzia stampa ufficiale Tap, riportando dati ufficiali.

La percentuale ottenuta da Ben Ali è comunque inferiore al 94,4% di cinque anni fa. Nelle elezioni parlamentari, tenute anch’esse ieri, il partito del presidente ha ottenuto il 75% dei seggi, secondo l’agenzia stampa.

con piu del 51% dei votanti-passanti

PD BERSANI SEGRETARIO

Pd, Bersani è il nuovo segretario

 Il vincitore: lavoreremo insieme. Saremo l’alternativa alla destra, non solo l’opposizione. Il mio primo impegno? Lavoro e precari

Oltre 50% dei votanti hanno scelto Bersani. Vittoria scontata in un’elezione dalle modalità assai discutibili. La propaganda fa grancassa e inneggia ai tre milioni , tenuto conto che era possibile votare più di una volta in seggi diversi é ovvio che alla cifra ci si sia potuto arrivare.

Vince il segretario “continuità”, l’uomo di governo granitico ed il politico enigmatico per non dire incomprensibile.

Una via di mezzo tra martinazzoli e “Chancy” il giardiniere, rigore e banalità , padania e Assimpresa Piacentina, Principe della cooperazione e dell’amministrazione. Liberalizzatore di servizi superflui , proto-leghista e Comunista “di destra”.

A Piacenza lo ricordano per avere organizzato la prima giunta anomala d’Italia (DC-PCI) che stette in piedi soltanto grazie alla furbizia dell’allora Sindaco Socialista Benaglia che non si fece beffare dai due finti litiganti.

“buoni a nulla , ma capaci di tutto, veramente di tutto” come dice pannella.

Staremo a vedere come si comporterà fin dalle prime battute, quel che é certo é che il veltronismo è stato sconfitto una volta per tutte, mandata in soffitto il nocciolo fondante del partito democratico, la sua ragione d’essere e ragione sociale. Torna in campo il Pd(s), ed é un’altra storia. sempre la stessa?

POCO PIU' DEGLI ISCRITTI AL PD. MANCATA LA PROVA DI FORZA

LE PRIMARIE PD : LONTANI DAI TRE MILIONI AUSPICATI.FAIR PLAY FRA CANDIDATI

Dario Franceschini ha votato alle primarie al gazebo di piazza del Popolo. Dopo aver infilato nell’urna la scheda ha dichiarato: ”Una gran bella giornata, una grande prova di democrazia per il Pd e per l’opposizione, chiunque vinca tra noi”. (RCD)