INCONTRA BERLUSCONI E TRATTA..MA

CASINI FA IL PREZIOSO.

CASINI FA IL PREZIOSO.
Categorie: Politica

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MILANO – «Abbiamo ribadito al premier che alle regionali andremo da soli: se ci saranno eccezioni le valuteremo con i nostri dirigenti locali». Parole dell’Udc, per voce di Lorenzo Cesa dell’Udc, che ha tenuto una conferenza stampa insieme a Pier Ferdinando Casini alla Camera al termine dell’incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

 

POSIZIONI DIVARICATE - «In un’ora e mezzo di incontro con il premier abbiamo parlato di regionali solo per 5 minuti – ha aggiunto Casini -. Con Berlusconi abbiamo fatto una rimpatriata, con lui non ho mai avuto un problema personale. L’incontro è stato cordiale, i problemi sono politici e in questo anno e mezzo le posizioni si sono divaricate ancora di più. Riconosco al premier di essere stato concreto perché non ci ha posto questioni che avrebbero avuto risposte ovvie».

RIFORMA GIUSTIZIA – Sulla giustizia, Casini chiede «una riforma complessiva della giustizia». «No a una maggioranza che fa tutto da sola, ma no anche a un’opposizione che va sull’Aventino ed esprime un cartello di no – spiega -. Bisogna chiudere la stagione di contrapposizione tra potere giudiziario e legislativo. Vogliamo riforme nell’interesse di tutti i cittadini e non solo del ceto politico. Il dialogo sulla giustizia sia qui in Parlamento alla luce del sole e non altrove». Capitolo crisi: «Non ci sono solo le imprese da ossigenare ma soprattutto le famiglie che in questo periodo hanno funzionato da vero ammortizzatore sociale per i disoccupati e quindi hanno bisogno di questo aiuto». L’Udc ha poi sollecitato l’attuazione del quoziente familiare, «che tra l’altro è nel programma di governo».

CANDIDATURA D’ALEMA – Altro argomento la candidatura di D’Alema a ministro degli Esteri della Ue: «Abbiamo sollecitato un forte impegno del governo – dice il leader Udc -. È una scelta che va nell’interesse nazionale. Sarebbe un gesto molto apprezzato perché sarebbe il segnale che la politica italiana riesce a volare più in alto rispetto alla cannibalizzazione di tutti i giorni».


(6 novembre 2009)

10 Commenti su “CASINI FA IL PREZIOSO.”

  1. Gabriele Ariola scrive:

    perchè prezioso?

    fa quello che avremmo dovuto fare anche noi nella nostra autonomia,invece di adagiarci qui o lì nel bipolarismo,come abbiamo fatto sinora.
    abbiamo finito con l’autodistruggerci e stiamo sempre a criticare gli altri,invece di imparare.

  2. luca biagini scrive:

    MI TROVO IN SINTONIA CON CIO’ CHE DICE ARIOLA. CASINI QUATTO QUATTO ADOTTA UNA POLITICA IN PIENA AUTONOMIA DAL BIPOLARISMO ALL’ITALIANA, ANCHE NOI DOPO LA CONVENTION AVEVAMO MESSO SUL PIATTO QUESTA OPPORTUNITA’, CHE E’ L’UNICA SECONDO ME CHE PUO’ FARCI RECUPERARE TERRENO IN FUTURO. SI RISORGE SE RIUSCIAMO A METTERE DA PARTE QUESTO SCHEMA IDEOLOGICO CHE IMPONE DI STRARE O DA UNA PARTE O DALL’ALTRA, RILANCIANDO UN AUTONOMA POLITICA CHE RIPORTI I SOCIALISTI AD ESSERE PROTAGONISTI E NON SUBALTERNI DEL PD. DA UN LATO E DAL PDL. DALL’ALTRO. SE RESTIAMO SOLO A CRITICARE QUESTO O QUELLO FINIAMO PER NON COMBINARE UN BEL NIENTE, ED INVECE DI LAVORO DA FARE C’ NE’ TANTO.

  3. alessandro scrive:

    Casini non fa il prezioso, fa solo quello che è capace di fare: il politico.
    Che piaccia o no l’UDC è uno di quei pochi partiti che fanno e sanno fare la politica, ed ora tutti a rosicare per i consensi acquisiti che secondo me alle regionali saranno ancora in crescita.
    L’UDC sa benissimo come muoversi e sarà tempo che anche i liberali prendano le loro misure e si muovano nel campo liberaldemocratico per fare da polo laico al fianco dell’UDC. che faranno il PSI di Craxi e l’area liberalsocialista?Staranno ancora dietro ai Radicali o penseranno bene di dialogare con PLI, PRI e liberal democratici per costruire qualcosa di concreto?
    sono un liberalsocialista deluso che crede che in politica si debba comunque contare….

  4. luca biagini scrive:

    DOBBIAMO TORNARE A FAR POLITICA , QUELLA CON LA P MAIUSCOLA.
    NON SERVE CRITICARE, BISOGNA DOTARCI DI STRUMENTI ORGANIZZATIVI VALIDI E CAPACI DI GENERARE NELL’OPINIONE PUBBLICA NUOVA LINFA PER CRESCERE CULTURALMENTE E POLITICAMENTE.
    IO SONO UNO FRA QUELLI CHE A CONDIVISO LA SCELTA DI BOBO CRAXI E ZAVETTIERI, MA ORA SI DEVE ACCELLERARE IL PASSO, PER NON DISPERDERE NIENTE, NEMMENO UNA FORZA PUO’ ESSERE DISPERSA IN QUESTO MOMENTO DELICATO PER LE SORTI DEI SOCIALISTI.
    QUESTO APPELLO LO RIVOLGO A QUANTI ANCHE IN TOSCANA NE CONDIVIDONO LE BASI PROGRAMMATICHE ED IDEALI. ANCORA NON SAPPIAMO NIENTE DELL’ASSEMBLEA REG. QUANDO CI SARA’, COME E DOVE.
    LE REGIONALI SONO GIA’ PRESENTI ANCHE SE SI VOTA IN PRIMAVERA, SE RESTIAMO IMMOBILI SI RISCHIA DI NAUFRAGARE UN ALTRA VOLTA.

  5. Bobo Craxi scrive:

    Il titolo originale scelto dai collaboratori era “CASINI FA IL PREZIOSO CON LE SPALLE COPERTE”
    Mi sembrava eccessivo, però il riferimento alle “spalle coperte ” era chiaro, anzi é chiarissimo..
    altro che autonomia politica e ..finanziaria.

  6. elio antonio danza scrive:

    L’ UDC fa il proprio mestiere con coerenza, nonostante il Cavaliere di fatto, chiedendogli un’alleanza per le regionali, si rimangi completamente quanto sostenuto alle ultime politiche in colpevole complicità con il signor Veltroni. Barra a dritta e navigare, sembrerebbe il motto di Casini & co., del resto c’è una linea politica che per quanto clerocentrica e qualche volta oscurantista rispetto ai temi dei diritti civili, è comunque rispondente al sentire di larghe fasce popolari. Se a questo si aggiunge l’evangelico comando di far sì che la mano destra non sappia mai quello che fa la sinistra il gioco è fatto; è possibile la coerenza del centro rispetto ai nobili valori ed in periferia imbarcare di tutto, dal transfuga al capomanipolo non più presentabile direttamente, ma certamente ben rappresentato, purchè con congruo serbatoio di voti, fino ad arrivare a figuri in odor di mafia. La cosa non deve scandalizzare, è il sistema con il quale la Democrazia Cristiana ha condotto il paese per cinquant’anni e senza dubbio i governi a guida democristiana o ancor più con presenza democristiana e guida socialista, se paragonati a quelli degli ultimi diciassette anni, appaiono dei giganti. Casini fa il suo, ma noi dove siamo? Forse che l’idea liberal socialista è meno radicata nel sentire popolare? Oserei dire di no. La differenza è proprio nel non aver in questi anni voluto navigare con barra dritta. Ho già avuto modo di dire che siamo stati più diniani di Dini, più ulivisti di un albero di coratine, più radicali di Pannella, più prodiani di Prodi e purtroppo, è storia di oggi per molti compagni da recuperare, più comunisti di Occhetto o Vendola. ( E’ proprio nel tentativo di recuperare il possibile e cioè i compagni in buona fede che leggo i ritardi di Bobo e spero sinceramente di non sbagliare.)Tornando al nostro discorso e cioè il tentativo di analisi del perchè pur avendo un’ampia fascia di elettorato di riferimento, ormai ci siamo ridotti al lumicino e non abbiamo invece avuto un percorso di consensi speculare a quello dell’UDC. Vorrei porre all’attenzione dei compagni ed amici che hanno la pazienza di leggermi un elemento oggettivo e controllabile. In relazione alle ultime tre tornate elettorali politiche ( E’ la stessa cosa per le altre elezioni) sono stati effettuati vari sondaggi ed i primi si riferivano non tanto alle intenzioni di voto, quanto alla possibilità dello stesso, questo perchè i committenti e cioè i partiti potessero avere il tempo di correggere il tiro sulle varie posizioni politiche o sulla percezione delle stesse sull’elettorato di riferimento. La forbice sulla possibilità di voto per i socialisti è sempre risultata tra il 7 ed il 9%, man mano che si è andati avanti nei sondaggi, si poteva leggere un trend da debacle. Il buon Boselli (Con Nencini lo abbiamo rimpianto), che alla lettura di tali sondaggi, scoprì di avere degli attributi, decise l’autocandidatura e quando si rese conto che cominciava la discesa, chiese lumi ad un noto sondaggista il quale non avendo più il tempo di far sondaggi seri, suggerì una virata di trecentosessanta gradi rispetto all’idea radicaleggiante che i’elettorato aveva di Boselli e venne fuori quello sciagurato spot che chiamava Cristo a scendere in campo direttamente in favore di Boselli in quanto primo socialista della storia. Roba da pernacchie.Il problema vero è che un partito che voglia avere potere di fascinazione rispetto allo zoccolo duro dell’elettorato di riferimento, proprio perchè non consolidato nel voto, ha bisogno come necessità minima di alcune cose: Una linea politica chiara, coerente ed unificante per l’elettorato di riferimento; Una guida forte, credibile e traparente come dovrebbe essere la moglie di Cesare; una organizzazzione periferica che pur potendo accettare dei potentati, perchè la politica, purtroppo, non è fatta solo di ideali, non sia da questi condizionata nelle scelte portanti. Quella che a mio modesto avviso, potrebbe essere la possibilità di uscire dal guado è il ripensare al partito in termini più moderni e meno convenzionali, quasi un partito federale che gestissca il territorio sviluppandosi secondo le necessità locali riprendendo la radicazione sociale sui temi ed i bisogni e non sull’astrattismo dell’ ideale puro e semplice. Fermo restando il momento di sintesi unificante attraverso il profilo nazionale del partito che avrebbe come compito portante l’elaborazione e l’attuazione dei programmi di respiro nazionale ed internazionale.

  7. pasquale claps scrive:

    Devo essere sincero, Casini non mi dispiace.
    Sicuramente Casini si trova in una posizione privileggiata, 5%, circa 40 tra deputati e senatori e una buona copertura finanziaria. Proprio per questo Casini gioca di rimessa, preparando il terreno fertile che lo porterà alla candidatura della presidenza del consiglio, avendo come sponsor principale il partito democratico.
    Al mio avviso se questo accadrà, noi socialisti dobbiamo essere della partita.

    Pasquale Claps

  8. luca biagini scrive:

    HO LETTO ATTENTAMETNTE IL COMMENTO ED IL PENSIERO DI ELIO ANTONIO DANZA, TROVO CHE SIA UN GIUSTO RAGIONAMENTO, MA SENTO DI DOVER AGGIUNGERE PER RAFFORZARE CIO’ CHE HA DETTO CHE E’ INDISPENSABILE AVVIARE AL PIU’ PRESTO L’ORGANIZZAZIONE DEI SOCIALISTI TUTTI, PERCHE’ LA POLITICA NON CI ASPETTERA’, STA MUTANDO RAPIDAMENTE IL QUADRO POLITICO ATTUALE E NOI NON POSSIAMO IN ETERNO STARE CON LE MANI IN MANO.
    PRESTO SAREMO IMMERSI NELLA COMPETIZIONE ELETTORALE REGIONALE, E DOVREMO ESSERCI CON LE NOSTRE PROPOSTE E LINEE PROGRAMMATICHE, E PER FARE CIO’ SERVE UN FORTE SCATTO IN AVANTI DA PARTE DEI COMPAGNI DIRIGENTI NAZIONALI,ALTRIMENTI CREDO CHE SIA DIFFICILE PARLARE DI AUTONOMIA POLITICA.

  9. elio antonio danza scrive:

    Hai ragione Luca, è necessario per la competizione elettorale darsi una mossa ed anche in fretta e ti dico che in Puglia, qualcosa si muove anche grazie all’attivismo di Biagio che ti posso garantire,non si riparmia. Il problema vero è che qualcuno di noi, rimasto come i carabinieri, nei secoli fedele, è piuttosto stanco di dover cominciare tutto da capo ad ogni tornata elettorale e sogna la ricostruzione di un partito che sia quello dei socialisti prima ancora che quello socialista. Quante volte ci siamo dannati l’anima per garantire le varie poltrone a chi invece di pensare alla ricostruzione dele partito ben che vada aveva il ruolo del pappone. Pensa che son meno di due anni che non abbiamo rappresentanti in parlamento e non prendiamo contributi, ma già prima il partito dov’era con le sue strutture? C’era anche prima di due anni fa la possibilità di pubblicare un organo di partito da parte di gruppi di parlamentari con contributi statali, l’hanno o l’avevano proprio tutti, ma i nostri dov’erano? Cosa facevano a Montecitorio o palazzo Madama? E le tre tessere che tanti di noi hanno pagato nel giro di pochi mesi, avranno dato un gettito? Siamo sicuri che sia stato speso per le esigenze collettive del partito e non per le campagne elettorali degli amici degli amici? Povero Bobo, e lo dico con tanto affetto, ha intuito il momento giusto per tentare una ricostruzione seria del partito, ma non si fanno le nozze con i fichi secchi e lui in questo momento, e la cosa gli fa onore, è come il cane della vucciria, sporco di sangue e morto di fame. Mi auguro che vorrà avere fiducia nei compagni e che lanci da subito una campagna di tesseramento, vedrà che siamo in tanti e poi con un partito moderno, diverso, di tipo federativo, le strutture, possono essere molto più agili, e meno costose che in passato, per il resto le idee, quando sono giuste hanno buone gambe e di strada ne fanno tanta.

  10. luca biagini scrive:

    PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON QELLO CHE DECI. BRAVO!

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