Il cattolicissimo Carlo Giovanardi non conosce la pietà, eppure è un sentimento molto forte per chi è cristiano. Sul caso Cucchi avrebbe potuto evitare di fare quelle considerazioni fuori luogo- che per carità cristiana non vogliamo ripetere -, anche perché la magistratura inquirente sta indagando sulle cause della morte del giovane. Speriamo che al più presto scopra le cause del suo decesso e faccia giustizia. E se ci saranno colpevoli dovranno essere puniti severamente, anche perché bisogna avere rispetto della persona umana, qualunque essa sia. A maggior ragione, questo vale per un cattolico che sa bene che si persegue l’errore e non l’errante.
(10 novembre 2009)

LE DICHIARAZIONI DI GIOVANARDI SONO STATE IMPROPRIE ED INOPPORTUNE IN MERITO ALLA MORTE DI STEFANO CUCCHI.
GRAVISSIME TALI AFFERMAZIONI SE SI CONSIDERA INOLTRE CHE GIOVANARDI SI RITIENE UN CATTOLICO.
SU QUESTA VICENDA OSCURA, CHE HA VISTO LA MORTE DI UN DETENUTO SAREBBE STATO OPPORTUNO AVERE PRUDENZA E PONDERAZIONE NELL’AFFERMARE CERTE COSE, VISTO CHE E’ IN CORSO UN INDAGINE PER ACCERTARE LE RESPONSABILITA’ SUL DECESSO.
EMERGE DA QUESTO EPISODIO E DA TALI AFFERMAZIONI PRONUNCIATE DA GIOVANARDI, L’URGENZA DI UNA VERA RIFORMA DELLA QUESTIONE DETENZIONE NEL NOSTRO PAESE. IL CARCERE SI E’ RIDOTTO AD UNA SPECIE DI LAGER, DOVE TUTTO ACCADE E PUO’ ACCADERE NEI CONFRONTI DI CHI SCONTA UNA PENA. LA RIFORMA IN OGGETTO DEVE ANDARE NELLA DIREZIONE IN CUI IL CARCERE DEVE ESSERE UN LUOGO DI RECUPERO E FORMAZIONE PER IL DETENUTO, AFFINCHE’ LO STESSO AL TERMINE DELLA DETENZIONE SIA IN GRADO DI REINSERIRSI NELLA SOCIETA’ SOTTO L’ASPETTO PSICOLOGICO ED UMANO.
Come ovvio,Giovanardi si preoccupa del crocifisso appeso al muro e disprezza e denigra i poveri cristi.
Sicuramente dispiace per quanto accaduto a Cucchi e se vi sono state delle gravi responsabilità è giusto che queste persone siano punite, ma è doveroso non dimenticare che Cucchi non era un santo ma era un DELIQUENTE, quindi è giusto indagare sulle cause della morte è invece inopportuno far diventare Cucchi una bandiera.
Per quanto riguarda la pena sicuramente deve tendere alla rieducazione ma deve essere anche espiativa, ciascuna è libero di delinquere ma deve essere pronto anche ad assumersi le proprie responsabilità e a pagarne le conseguenze.
La sinistra e il psi deve rivalutare le proprie posizione sui temi sicurezza e giustizia ( giustizia si ma anche rigore) perchè le principali vittime della delinquenza micro e macro sono proprio i poveri cristi che la sinistra deve difendere.
MARCO, NESSUNO VUOLE FAR DIVENTARE CUCCHI UNA BANDIERA, PER QUANTO RIGUARDA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DELLA DETENZIONE, TI CONSIGLIO DI LEGGERE UN BELLISSIMO LIBRO SCRITTO DA FILIPPO TURATI:
“LO STATO DELINQUENTE” PREFAZIONE DI GIULIANO VASSALLI
LIBRI DELLA CRITICA SOCIALE.
DELITTO E QUESTIONE SOCIALE, UN TESTO CLASSICO DEL SOCIALISMO GIURIDICO.
“Quando ci sono dei fraintendimenti, soprattutto se offendono la sensibilità di una famiglia, è giusto chiedere scusa”: così il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervistato da Barbara Palombelli nel corso della trasmissione “28 minuti” su RadioDue”, a proposito della morte di Stefano Cucchi, ha risposto alla domanda se volesse chiedere scusa alla famiglia.
Giovanardi ha però subito aggiunto che “ci tengo a ribadire che è un fatto gravissimo, intollerabile, che per cinque giorni Stefano non sia stato curato, è entrato in ospedale che pesava 43 chili ed è uscito che ne pesava 36 chili, non è stato nutrito. E la famiglia – ha continuato il titolare delle politiche antidroga – ha ragione a chiedere il motivo per cui non è stata coinvolta. Perchè non sono stati chiamati gli psicologi, perchè i medici non lo hanno curato? Una persona così debole e fragile non è stata aiutata. Questa è la cosa più grave”.
“Il resto, percosse o altro – ha concluso – ribadisco che, come Dipartimento e come Presidenza del Consiglio siamo disposti a costituirci parte civile nel processo se dovessero emergere responsabilità di qualche pubblico ufficiale nel corso della vicenda”.
—————————–
Sarebbe stato preferibile connettere il cervello,prima di parlare a vanvera.
Il povero cristo,piccolo spacciatore massacrato di botte appena prima del processo per direttissima assistito da un avvocato d’ufficio,rifiutava di bere ed alimentarsi perchè aveva più volte chiesto inutilmente di poter incontrare il suo avvocato di fiducia.
Nemmeno io mi fido di tutti gli avvocati.