OLTRE UN MILIARDO RISCHIANO LA VITA PER LA FAME. PETIZIONE FAO.SOCIALIST ADERISCE
«Uno, due, tre, quattro, cinque: ecco un bambino è morto di fame». Semplice, secco, senza musica né immagini. Solo Jacques Diouf davanti ad uno sfondo nero. Pochi secondi di video per lanciare sul sito http://www.1billionhungry.org./ la petizione online per dire «I agree», «sono d’accordo, dico no alla morte per fame» che oggi, nel 2009, mette a rischio la vita di oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.
socialist ha aderito all’appello della Fao
LA CAMPAGNA - È il direttore generale della Fao a metterci la faccia. Diouf lancia l’iniziativa in vista del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre prossimo e che radunerà molti grandi della terra a parlare di sicurezza alimentare. Ma soprattutto di emergenza fame. «Con un solo clic – spiega Diouf – chiunque potrà registrare il proprio dissenso rispetto all’attuale situazione che vede oltre un miliardo di affamati nel mondo e ogni clic servirà come spinta ad agire per i nostri capi di Stato e di governo». L’obiettivo di Diouf è quello di ottenere un miliardo di adesioni, come gli affamati: «Sono sicuro riusciremo a raggiungerlo».
INFORMATIVA SU VENDOLA. MA NON E’INDAGATO
L’inchiesta sulla sanità pugliese si amplia a dismisura. Fino a ricomprendere, secondo quanto scrive Libero, anche il governatore Nichi Vendola. Il reato sarebbe di tentata concussione. Accusa avanzata dai carabinieri del nucleo investigativo di Bari e depositata ieri presso la Procura: allo stato siamo nella fase del deferimento, passaggio obbligato per l’iscrizione eventuale nel registro degli indagati. Al momento quindi non c’è ancora alcuna valutazione da parte dei magistrati.
LE CARTE – Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, sottolinea che negli atti si fa riferimento all’«indagine della dottoressa Digeronimo», titolare dell’inchiesta-terremoto sulla Sanità. I militari «hanno denunciato per tentata concussione 11 persone, tra cui il presidente Vendola, il senatore Alberto Tedesco, esponenti locali del Pd e direttori generali delle Asl». Nelle carte, pubblicate da Libero, si legge ancora che le persone citate «sono ritenute responsabili di aver imposto nel maggio 2008 ai direttori generali delle Asl e di differenti presidi ospedalieri pugliesi, le nomine dei direttori amministrativi e sanitari, nonchè di primari di strutture operative complesse, al fine di rafforzare la presenza della propria coalizione politica nelle istituzioni locali». Continua a leggere »
“ARAFAT FU AVVELENATO SU ORDINE ISRAELIANO”
L’ombra di un avvelenamento e di un presunto ruolo d’Israele dietro la fine di Arafat e’ stata riesumata dal nipote dello scomparso.
Nasser al Qidwa, a margine della commemorazione solenne del 5/o anniversario della morte dello storico leader palestinese rilancia la teoria del complotto: ‘Israele e’ responsabile della morte di Arafat, noi restiamo convinti che egli sia stato avvelenato’. Il nipote indica poi l’obiettivo d’uno Stato palestinese come qualcosa di ormai maturo.
