L’ombra di un avvelenamento e di un presunto ruolo d’Israele dietro la fine di Arafat e’ stata riesumata dal nipote dello scomparso.
Nasser al Qidwa, a margine della commemorazione solenne del 5/o anniversario della morte dello storico leader palestinese rilancia la teoria del complotto: ‘Israele e’ responsabile della morte di Arafat, noi restiamo convinti che egli sia stato avvelenato’. Il nipote indica poi l’obiettivo d’uno Stato palestinese come qualcosa di ormai maturo.
(12 novembre 2009)

E’ un’ipotesi e per tale va presa. Ritengo che Israele con Arafat se la passasse meglio di oggi. Un vecchio nemico per quando odioso possa essere finisce per diventare amico.
Che bisogno c’è di dare spazio a 5 anni di distanza dalla morte di Arafat a congetture del genere ? Il balletto della moglie, Abu Mazen e un terzo personaggio attorno ad Arafat morente a Parigi rende bene l’idea della squallida fine.
Viene “”riesumata” una congettura che scarica su Israele, come al solito, tutte le colpe e risulta essere ancora l’unico argomento di una fallimentare classe politica palestinese che paga ancora gli errori di Arafat: firmando gli accordi di Oslo avrebbe fatto un gran bene a tutti ma preferì scatenare l’intifada perchè con la violenza contro Israele poteva nutrire il mantenimento del suo potere ! Arafat resta un terrorista che ha utilizzato molto bene politicamente la violenza che ha scatenato e che NON HA MAI VOLUTO DIVENTARE AMICO DI ISRAELE PERCHE IN QUESTO CASO LO AVREBBERO UCCISO..
SARA’ STATO ANCHE UN TERRORISTA ARAFAT, MA ANCHE ISRAELE NON E’ UNO STINCO DI SANTO.
E’ CADUTO IL MURO DI BERLINO, MA IN COMPENZO TRA ISRAELE E I PALESTINESI SE NE E’ ERETTO UN ALTRO, E GUARDA CASO PRORPIO GLI ISRAELIANI LO HANNO ERETTO.
PURTROPPO NESSUNO AIUTA PER LA PACE IN QUELLE TERRE, A QUELLO CHE ASSISTIAMO SONO SOLO PATETICHE SCENE DEI PAESI DIPLOMATICI, CHE PERO’ NON VOGLIONO LA PACE NEL VERO SENZO DELLA PAROLA.
Caro Biagini, mettere il muro di Berlino e la barriera difensiva o muro tra Israele e i territori palestinesi è del tutto sbagliato; il muro di Berlino è stato costruito dalla dittatura comunista per impedire che i berlinesi andassero a Ovest, verso la libertà; il muro o barriera difensiva in israele è stato costruito per impedire che i terroristi continuassero ad ammazzare i civili in Israle (oltre mille!), la prova è che da quando è stato costruito il muro o barriera i terorristi non riescono più ad infiltrarsi in Israele e gli attentati sono cessati. E’ poco ? oppure gli israeliani dovevano continuare a farsi massacrare sugli autobus ??
LA GUERRA TERRORISTICA FRA CPALESTINESI E ISRAELIANI CARO BRIENZA E’ COME LA GUERRA FRA DAVIDE(PALESTINESI) E GOLIA( ISRAELIANI), NON ESISTONO MURI BUONI O CATTIVI, TUTTO CIO’ CHE VIENE ERETTO PER IMPEDIRE UN QUALCHE COSA A DANNO DI POPOLAZIONI E’ SBAGLIATO PUNTO E BASTA.
E’ INUTILE DIFENDERE ISRAELE DA I CRIMINI CHE HA FATTO E FA NEI CONFRONTI DEI PALESTINESI.
COME E’ INUTILE DIFENDERE I PALESTINESI CHE FANNO DEL TERRORISMO UNA LOTTA POLITICA.
CON I TUOI RAGIONAMETNI ASSURDI CHE GIUSTIFICANO IL MURO ERETTO DAGLI ISRAELIANI, TU NON CONTRIBUISCI ALLA PACE IN QUEI TERRITORI.
TUTTO CIO’ CHE VIENE ERETTO PER IMPEDIRE UN QUALCHE COSA A DANNO DI POPOLAZIONI E’ SBAGLIATO PUNTO E BASTA
con questa affermazione è chiaro che gli israeliani devono farsi massacrare e per concludere si definiscono assurdi i ragionamenti degli altri senza però ribattere sul merito delle questioni; la chicca finale è il solito teoroma secondo cui Israele compie crimini nei confronti dei palestinesi e così abbiamo terminato. Ognuno si sceglie i riferimenti che vuole, evidentemente Arafat ha grandi meriti….sconosciuti!
TE ISISTI A NON CAPIRE, AFFARI TUOI NE HAI LA FACOLTA’ E LA LIBERTA’. NON TI ACCORGI CHE COSI’ FACENDO PRENDI LE DIFESE NON DELLA PCA PER IL MEDIO ORIENTE MA BENSI’ PER UNA PARTE DI ESSA.
IO NON DIFENDO NE I PALESTINESI E NE GLI ISRAELIANI CHE EREGGONO I MURI.
L’UNICA POSSIBILITA’ PER UNA PACE IN MEDIO ORIENTE NON E’ DI CERTO L’ELEVARE SCUDI PER IMPEDIRE ATTACCHI TERRORISTICI, E POI CONTINUARE A SPERARE CHE LA PACE LA PORTI GESU’ CRISTO.
DUE POPOLI, DUE SATI, QUESTO E’ IL RAGIONAMENTO PIU’ LOGICO CHE PUO’ ESSERCI. E’ UN PENSIERO DI DESRTA? O E’ UN PENSIERO DEMOCRATICO E SOCIALISTA?
CIAO
Il popolo d’Israele ha diritto di vivere in quello che ormai da 60 anni è il suo paese ed il suo Stato ed ha anche il diritto di difenderlo da chiunque. Quello che Israele non ha il diritto di fare è continuare a livello ufficiale a fare accordi e poi permettere a propri cittadini di colonizzare territori non suoi. Quello che Israele non ha il diritto di fare è costruire un muro per affamare la popolazione Palestinese. Il popolo Palestinese ha diritto alla propria autodeterminazione, ha diritto ad un proprio stato indipendente e sovrano, ha diritto ad aiuti internazionali oltre che per un fatto meramente umanitario, anche per essere stato defraudato di buona parte dei suoi territori all’indomani della seconda guerra mondiale. Il popolo Palestinese ha diritto alla propria dignità e identità. Non è schierandosi con una parte o l’altra che si fa un buon servizio ai due popoli e soprattutto alla PACE.
D’ACCORDO CON ELIO ANTONIO DANZA.
E’ QUELLO CHE IN SINTESI VOGLIO AFFERMARE ANCHE IO.
due popoli, due stati, due democrazie; questa dovrebbe essere il percorso logico; ma la dirigenza palestinese a che punto è su questo percorso ?? quale eredità è stata lasciata da Arafat ?? la colpa è solo dei governi israeliani ?; se riconosciamo le reciproche responsabilità si può proseguire ma smettiamola di non voler vedere i macroscopici errori dei palestinesi e il loro continuo richiamo a voler spostare le lancette della storia al 1948, perchè la storia di Israele nasce ben prima del 1948;
Parli della storia del popolo, di quella dello Stato d’Israele o di quella del Sionismo? E’ vero che che la dirigenza Palestinese ha commesso, commette e commetterà degli errori anche gravi che si ritorcono guarda caso contro il proprio popolo. Hai mai fatto caso a quanta sofferenza vi è in un campo profughi palestinese? Ora paragonala alle condizioni di vita media Israeliana. Se tu fossi di continuo umiliato, oltraggiato nelle tue donne, nei tuoi bambini e se uno di quei bambini fossi tu? Scalzo, affamato ed umiliato non avresti per caso imparato ad odiare? Non lanceresti pietre contro Tank che sparano ciecamente non contro guerriglieri, ma contro case di inermi pur con la scusante che spesso questi cinicamente se ne fanno scudo? Bella cosa la democrazia, certo per me e per te, ma ti è mai venuto in mente che il modello valido per noi può non esserlo per ragioni di carattere storico, religioso o culturale per altri popoli. La democrazia caro Silvio la si conquista, non la si importa e soprattutto non la si esporta. Non è possibile riconoscere reciproche responsabilità, perchè non è a quelle che è riconducibile quanto accade in medio oriente e nella questione Israelo-Palestinese, ma a chi ha bisogno di alibi da occidente e da oriente per mantenere destabilizzata un’area geografica strategica. Spero che vorrai essere con me che i popoli dello Stato di Israele e quelli del non Stato Palestinese, sono vittimi entrambi degli interessi concomitanti (nel senso della destabilizzazione) degli USA, esportatori di democrazia, e dei paesi arabi in genere che al di sopra delle loro stesse divisioni di carattere economico o religioso, trovano nell’odio per Israele e con l’alibi della difesa del popolo della Palestina l’unico elemento unificante. Come sempre la domanda è la stessa che si ponevano i nostri antenati qui prodest? Ai petrolieri, agli sfruttatori, ai regimi e la lista può allungarsi a dismisura, magari giova anche ai difficili equilibri della politica mondiale quel che è certo è che non giova al popolo d’Israele e men che meno a quello Palestinese che in aggiunta muore letteralmente di fame.