L’inchiesta sulla sanità pugliese si amplia a dismisura. Fino a ricomprendere, secondo quanto scrive Libero, anche il governatore Nichi Vendola. Il reato sarebbe di tentata concussione. Accusa avanzata dai carabinieri del nucleo investigativo di Bari e depositata ieri presso la Procura: allo stato siamo nella fase del deferimento, passaggio obbligato per l’iscrizione eventuale nel registro degli indagati. Al momento quindi non c’è ancora alcuna valutazione da parte dei magistrati.
LE CARTE – Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, sottolinea che negli atti si fa riferimento all’«indagine della dottoressa Digeronimo», titolare dell’inchiesta-terremoto sulla Sanità. I militari «hanno denunciato per tentata concussione 11 persone, tra cui il presidente Vendola, il senatore Alberto Tedesco, esponenti locali del Pd e direttori generali delle Asl». Nelle carte, pubblicate da Libero, si legge ancora che le persone citate «sono ritenute responsabili di aver imposto nel maggio 2008 ai direttori generali delle Asl e di differenti presidi ospedalieri pugliesi, le nomine dei direttori amministrativi e sanitari, nonchè di primari di strutture operative complesse, al fine di rafforzare la presenza della propria coalizione politica nelle istituzioni locali».
IL PROCURATORE LAUDATI - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, «non è indagato» e a suo carico «attualmente non c’è alcun procedimento penale». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi a notizie pubblicate da Libero. Il procuratore ha confermato l’esistenza di una informativa dei carabinieri depositata in procura così come riporta il quotidiano. «Prendo atto con rammarico – ha detto il procuratore – che per quanto riguarda la procura di Bari continua una sistematica violazione del segreto istruttorio, malgrado abbia compiuto sino ad oggi ogni sforzo possibile per poter tutelare la segretezza delle indagini. Di questo me ne assumo la responsabilità e me ne faccio carico anche se dovrò trarne delle conseguenze sotto il profilo organizzativo e processuale». «L’informativa di cui fa cenno “Libero” – ha aggiunto Laudati – è una delle tante informative che in questo periodo sono state trasmesse alla Procura da quando l’ufficio del pubblico ministero ha organizzato un gruppo di lavoro per le indagini sulla sanità». «Allo stato – ha sottolineato – non c’è alcuna valutazione della Procura e non c’è nessun procedimento pendente. Questa informativa fa parte di un gruppo di informative che sono al vaglio della Procura. Tutte le posizioni saranno valutate nel prosieguo».
IL GOVERNATORE - «Una persona per bene come me non può avere paura della giustizia»: dice il presidente Vendola. «Apprezzo – aggiunge – il lavoro e lo stile della Procura di Bari». Nelle lunghe dichiarazioni fatte, Vendola parla di «clima attraversato da veleni, sospetti e cattiverie». E aggiunge: «Non mi sento minacciato da chi opera per il controllo della legalità». «Il presunto avviso di garanzia contro di me mi è giunto da Angelucci che è sotto inchiesta in Puglia per malasanità». Si candiderà lo stesso alle prossime regionali, gli è stato chiesto, se dovesse essere destinatario di una informazione di garanzia? «Nella vita – conclude Vendola – io non ho mai fatto passi indietro, semmai passi in avanti».
(12 novembre 2009)

Nessuno mette in dubbio il fatto che il buon Niki sia una persona perbene, tantomeno in un blog di matrice socialista che è garantista per antonomasia. Piuttosto, ci saremmo aspettati in questi 5 anni di governatorato un cambiamento di rotta rispetto ad un humus di interessi incrociati, di affarismo spicciolo e di bottegai prestati alla politica. Ci saremmo aspettati un pò di fantasia al potere, magari una politica della sanità che avesse rotto con i papponi procuratori delle stesse prostitute a palazzo, ma anche negli ambienti della regione. Ci saremmo aspettati che nomine e promozioni avvenissero secondo i meriti e non secondo criteri di lottizzazione. Ci saremmo aspettati che certe battaglie ambientaliste per far si che Taranto non fosse più la capitale del cancro ai polmoni, avessero avuto sorte migliore di qualche aggiustatina qua e la di impianti obsoleti e qualche mancetta al territorio, da sbandierare come risultato politico. Ci saremmo aspettati un governatore capace di farsi carico politico delle azioni del proprio esecutivo senza epurazioni tardive, ma traendone conclusioni politiche coraggiose. Non è dato di sapere se la magistratura, che sembra aver avocato il ruolo di orientamento elettorale, emetterà o meno altri avvisi e quale parte politica interesseranno. Quel che è certo è che da questo blog verrà sempre il riconoscimento d’innocenza per tutti fino al terzo grado di giudizio, ma è altrettanto certo che il sogno di una primavera pugliese è stato mandato in frantumi da cinque anni di governo incapace di rispondere alle aspettative.
Si candiderà lo stesso alle prossime regionali, gli è stato chiesto, se dovesse essere destinatario di una informazione di garanzia? «Nella vita – conclude Vendola – io non ho mai fatto passi indietro, semmai passi in avanti».
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Mi suona strano detto da chi ha azzerato la sua giunta sulla scorta di avvisi di garanzia ed ha imposto passi indietro ad altri,esponendoli al sospetto.
Non aggiungo altro alle considerazioni di Elio,che condivido.
TUTTI RICORDERANNO LE AMPLIFICAZIONI MEDIATICHE DELLA VITTORIA DI VENDOLA,
TUTTI RICORDEREMO DELL’ENNESIMA SCONFITTA DELLA POLITICA INCAPACE DI ATTUARE UN FORTE CAMBIAMENTO NEL MODO DI GOVERNARE NELL’INTERESSE DELLE PERSONE. LA PRIMAVERA VENDOLIANA COME VENNE DEFINITA SI E’ TRASFORMATA IN UN INVERNO RIGIDO CHE SEMBRA NON AVER FINE.
LASCIANDO STARE I GUAI GIUDIZIARI, VENDOLA NON HA SAPUTO INIETTARE NELLA SOCIETA’ PUGLIESE L’ANTIDOTO DEL CAMBIAMENTO TANTO AUSPICATO. DI FRONTE A QUESTE MACERIE E’ LA POLITICA CHE NE ESCE MALE DI FRONTE AI CITTADINI.
Condivido fino alla virgola quanto espresso da Elio Antonio Danza.
Vendola non è indagato, ha azzerato la sua giunta per fare chiarezza ed ha operato per il bene della sua regione.
Su questo lo giudicheranno i cittadini che andranno a votare in Puglia.
Non mi sembra caro Carolus, che nell’articolo di redazione e tantomeno in alcuno dei commenti sia stato adombrato il sospetto che Vendola fosse indagato. Da pugliese, ho fortemente creduto che Niki Vendola governatore, avrebbe rappresentato la rottura di una certa politica fatta di clientele, e lottizzazioni per assurgere ad esempio di buona amministrazione e di moderna progettualità capace di dimostrare che, in speculare opposizione al Berlusconismo sarebbe stato possibile, pur nella rottura dei vecchi schemi della sinistra, apportare una rivoluzione del modo di far politica. Per quanto riguarda l’azzeramento della giunta, mi auguro non conoscendoti personalmente, che tu non sia pugliese e che quindi le tue informazioni siano di seconda mano. In primo luogo se l’azzeramento fosse stato fatto per il bene della Puglia e dei suoi cittadini, la cosa si sarebbe dovuta fare in ben altra epoca, visto che quanto scritto negli avvisi di garanzia, in Puglia l’avevano da lungo tempo sulla bocca anche i bambini.(Il governatore ha perciò avuto il tempo di controllarne la veridicità) In secondo luogo, ha sbagliato nella tempistica dell’azzeramento dal momento che il farlo in presenza degli avvisi di garanzia equivale a fare degli stessi non uno strumento di difesa degli indagati, ma uno strumento di condanna preventiva e questo dovrebbe far rabbrividire non solo i garantisti, ma qualsiasi cittadino cui stia a cuore la Giustizia, quella vera e non preventiva, che parafrasando Omero, infiniti addusse lutti all’Italia, distruggendo la prima repubblica. Potrei essere più cattivo e spiegarti perbenino che l’azzeramento della giunta, ha invece colto l’opportunità degli avvisi per fare un piacere all’area vicina ad Emiliano del PD Pugliese in contrapposizione con l’area D’Alemiana e caro mio quanddo ce vò, ce vò, intanto i socialisti di Sinistra e Libertà fungevano, come sempre da muti spettatori, quando non da sottomessi servi della gleba.
Riporto un mio commento,di inzio luglio,su queste pagine.
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Sono certo,come Biagio Marzo,dell’assoluta estraneità di Vendola ad eventuali illeciti penali,ancora tutti da accertare.
Se pure esistessero,sono convinto che poteva NON sapere.
Poco importa che in altri casi alcuni settori della magistratura abbiano applicato criteri ben diversi e che negano il principio secondo cui la responsabilità penale è personale e soggettiva.
Da convinto garantista -sempre,comunque e verso tutti- non posso che sentirmi sollevato dal fatto che,almeno in questo caso,non si siano commessi e/o ripetuti tragici errori.
Altresì sono convinto che Vendola abbia fatto bene a non dimettersi,poichè in tali frangenti avrebbe seriamente rischiato di consegnare la Puglia alla destra.
Penso,però,che abbia condotto tutta la questione con eccessiva enfasi mediatica,sino a risultare in buona parte controproducente.
Ove mai,infatti,risultassero illeciti di qualche componente la Giunta,sarebbe,a mio avviso,difficilmente negabile una sua pur parziale responsabilità politica.
In caso contrario avrebbe inutimente,creando fratture nel centrosinistra,esposto al sospetto i suoi ex assessori.
Questo il comunicato stampa del 29 ottobre di Di Gioia.
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COMUNICATO STAMPA
ROMA, 28 OTT “Per il rilancio economico e sociale della Puglia, serve una grande alleanza riformista, che coinvolga anche l’Udc e Io Sud”. Lo ha dichiaratoLello di Gioia, Segretario Regionale del Psi della Puglia, commentando una ricerca SVIMEZ.
“Gli ultimi dati SVIMEZ – prosegue Di Gioia – parlano chiaro e dipingono un quadro estremamente negativo dell’attuale situazione nella regione. È aumentata la disoccupazione, la povertà e il disagio delle famiglie, con deficit gravi nelle infrastrutture e nel settore della ricerca. La Puglia così si sta allontanando dall’Europa. Alle prossime elezioni regionali occorre dare vita a una grande alleanza riformista, in grado di realizzare riforme strutturali vere e per questo c’è bisogno del concorso di tutte le forze politiche, senza pregiudiziali, a cominciare dalla scelta del candidato alla presidenza” – conclude Di Gioia.
Le dichiarazioni dei socialisti pugliesi, solo quando fanno comodo…mi viene da vomitare!
Interessante anche il comunicato stampa del giorno successivo di Di Gioia.
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COMUNICATO STAMPA
ELEZIONI REGIONALI PUGLIA: DI GIOIA, PSI: VENDOLA IN DIFFICOLTA’ RISPONDE CON IL CESARISMO. IGNORANDO ALLEATI ED ALLEANDI VA INCONTRO A SCONFITTA
Si è appreso dalla stampa che, il giorno 15 novembre, il Presidente Vendola terrà la sua manifestazione regionale per la sua ricandidatura a presidente della regione Puglia. Lo ha dichiarato Lello Di Gioia Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione del Partito Socialista Italiano.
Un ulteriore atto di arroganza politica – prosegue Di Gioia – che denota il cesarismo del personaggio in quanto lo stesso non ha concordato con nessuna forza politica, e tanto meno con i partners di Sinistra e Libertà, questa manifestazione. Tutto ciò è in netto contrasto con la possibilità di assumere una iniziativa politica che prevede un alleanza riformista per l’elezione del 2010 in cui possano essere coinvolti l’UDC e l’Italia dei Valori.
I recenti sondaggi, che vedono il Presidente Vendola in flessione, dovrebbero far riflettere tutti e far lavorare a questa alleanza larga senza nessuna primogenitura per rilanciare le ragioni di una Puglia in difficoltà da avvicinare all’Europa – conclude Di Gioia.
Oggi dal sito PS(I).
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Alcuni esponenti dell’MPS e di SD, mediante modalità irrituali che erano già state stigmatizzate dai socialisti nelle scorse settimane, insistono ostinatamente nell’azione di destabilizzazione del progetto di SeL.
Nella serata di ieri, in assenza dei rappresentanti del PSI e contro l’opinione di Gim Cassano, esponente dell’alleanza Lib-Lab, si è tentato di diffondere un comunicato che nella sostanza contraddice quanto deciso unanimemente dal Coordinamento nazionale nella riunione dello scorso 29 ottobre.
Questo modo di procedere, in totale spregio dei deliberati dell’assemblea di Bagnoli e delle condivise e sottoscritte decisioni attutative assunte dal coordinamento nazionale di SeL, si configura come una grave lesione all’alleanza che pone i socialisti nella condizione di sospendere sui territori ogni attività connessa a SeL.
Il Segretario del partito, Riccardo Nencini ha convocato la segreteria nazionale il prossimo mercoledì per esaminare la situazione che si è inopinatamente determinata e per assumere le conseguenti determinazioni.
A seguito di ripetute azioni destabilizzanti
Il PSI SOSPENDE LE ATTIVITA’ CONNESSE A SINISTRA E LIBERTA’
13/11/2009 –
Alcuni esponenti dell’MPS e di SD, mediante modalità irrituali che erano già state stigmatizzate dai socialisti nelle scorse settimane, insistono ostinatamente nell’azione di destabilizzazione del progetto di SeL.
Nella serata di ieri, in assenza dei rappresentanti del PSI e contro l’opinione di Gim Cassano, esponente dell’alleanza Lib-Lab, si è tentato di diffondere un comunicato che nella sostanza contraddice quanto deciso unanimemente dal Coordinamento nazionale nella riunione dello scorso 29 ottobre.
Questo modo di procedere, in totale spregio dei deliberati dell’assemblea di Bagnoli e delle condivise e sottoscritte decisioni attutative assunte dal coordinamento nazionale di SeL, si configura come una grave lesione all’alleanza che pone i socialisti nella condizione di sospendere sui territori ogni attività connessa a SeL.
Il Segretario del partito, Riccardo Nencini ha convocato la segreteria nazionale il prossimo mercoledì per esaminare la situazione che si è inopinatamente determinata e per assumere le conseguenti determinazioni.
(IL CAOS…)
col solito ritardo….le comiche.
Se oggi dicessimo siamo stati facili profeti, forse non faremmo un buon servizio al socialismo. E’ veramente troppo tardi per tentare un ultimo, disperato tentativo di ricompattare i socialisti? Veramente non è possibile fare tutti qualche passo indietro in nome dell’ideale comune? Secondo me basterebbe parlarsi e fare subito un congresso di ricostruzione nell’autonomia. Forse però, sono solo un vecchio sognatore.
ma chissenefrega di compattare i socialisti, non c’è più nulla di degno da compattare.
ERA INEVITABILE CHE ACCADESSE.
LO AVEVAMO PREANNUNCIATO SUBITO DOPO LE ELEZIONI EUROPEE CHE NON ERA LA STRDA DA PERCORRERE PER NOI SOCIALISTI. QUESTA AVVENTURA SI E’ RITORTA CONTRO I SOCIALISTI STESSI, ESSENDO ULTERIORMENTE SPACCATI IN SEGUITO AL PERSEVERARE VERSO SINISTRA E LIBERTA’. ORA SI RACCOLGONO PURTROPPO I COCCI DISSEMINATI OVUNQUE, CON UN POPOLO QUELLO SOCIALISTA INGANNATO E SFIDUCIATO PER CIO’ CHE TESTARDAMENTE SI E’ VOLUTO PERSEGUIRE.
L’APPELLO CHE RIVOLGO E’ A I COMPAGNI SOCIALISTI DI NENCINI, VISTA LA FINE DI SINISTRA E LIBERTA’, AVVIAMO IN TEMPI BREVI, MAGARI DOPO LE REGIONALI UN PERCORSO CHE PORTI I SOCIALISTI AL LORO POSTO, SOTTO IL LORO SIMBOLO QUELLO DEL GAROFANO E CON LA SCRITTA P.S.I. SOLO COSI’ PUO’ RIAPRIRSI QUELLA MOTIVAZIONE FRA LA GENTE DEL NOSTRO PAESE, SENZA FUGHE REPENTINE IN AVANTI, SENZA TATTICISMI POLITICI E SUBALTERNI ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI NE DEL PD. E NE DEL PDL. APRIAMO UN NUOVO PERCORSO CHE CI RIPORTI A FARE POLITICA, QUELLA SOCIALISTA.
OK Luca: questo è parlare da SOCIALISTI.
Riccardo Lombardi? Un grande
Di Carlo Patrignani
Rendere il giusto riconoscimento a Riccardo Lombardi è da anni un rebus: anche oggi nel venticinquesimo della sua morte, il suo nome circola per poche ore, in qualche sala con addetti ai lavori e poco pubblico e lontano dalle Istituzioni della Repubblica che contribuì a costruire! Non deve stare sulla scena oltre il minimo indispensabile: emergerebbe la povertà del ceto politico che ci comanda, rispetto a chi intese la ‘politica’ non come corsa alla poltrona, alla carriera, all’affare, ma un fare per gli altri, la ‘povera gente’, il mondo del lavoro.
Con un chiaro obiettivo: realizzare una societa’ socialista di ‘liberi ed uguali’, in alternativa al modello del capitalismo che identificava “nei gruppi parassitari e nelle rendite in mano ai nani”. Onestà, coerenza e rigore morale sono state le qualità su cui ha forgiato progetti (l’alternativa di sinistra), strumenti (le riforme di struttura) e elaborazioni teoriche (il riformismo rivoluzionario) per la trasformazione della societa’ in senso socialista, tenendo insieme liberta’ uguaglianza giustizia sociale.
La sua lezione politica ed umana è attualissima: onestà, coerenza e rigore sono qualità che valgono in ogni epoca. Quanti del ceto politico possono rispondere alla domanda ‘Ha mai pensato di avere più soldi?’, come fece Riccardo “Non saprei che cosa farne. Non ho neanche una casa. Mi basta comperare libri”? Quanti possono dirsi immuni da segnalazioni, raccomandazioni, tangenti? Si è detto e si dice ancora che fu un presbite, un intellettuale utopico e visionario. Eppure tante cose vide per tempo, due su tutte: “Non credo poi che la sinistra abbia il monopolio dell’onestà, della correttezza!”, disse nel 1976 respingendo l’idea di ‘governo degli onesti’ e nel suo ultimo intervento al Cc del 30 giugno 1984 “un Psi così non ha motivo di esistere”. Tangentopoli cancellò quel partito di ‘ministri socialisti’ e non come voleva di ’socialisti ministri’.