Cari compagni,
questo sarà l’ultimo articolo che scriverò sul conto del Partito socialista e poi chiuderò definitivamente la mia collaborazione con Socialist.
Vado via dall’Italia per un lungo viaggio che mi porterà nelle isole di Pasqua, al largo del Cile, un luogo amato da Corto Maltese, un marinaio come me.
Prima di lasciare non posso non mettere nero sul bianco e per quello che dirò non sarà un commiato, bensì un appello: salviamo il soldato socialista, altrimenti Riccardo Nencini lo ucciderà per sempre.
Come fare è molto semplice: mandandoglielo a dire attraverso tutti gli strumenti che ognuno di noi ha a disposizione: dal tradizionale telegramma al solito sms. Dobbiamo occupare con i nostri messaggi il sito del Partito socialista, insomma, non diamogli tregua: deve dimettersi prima che sia molto tardi. E se dopo la nostra campagna per salvare il salvabile,lui vuole restare nel bunker , allora passiamo alle vie di fatto, occupando la sede di Via San Lorenzo in Lucina.
Necessariamente dobbiamo passare alle vie estreme, perché il cosiddetto gruppo dirigente, nato al Congresso di Montecatini, è acefalo e senza spina dorsale. E, comunque, ha dimostrato che non ha le palle, quelli che le avevano purtroppo sono andati via. Cioè è stato esaudito quello che sognava Nencini: avere la mani libere per fare il proprio gioco politico. A ben vedere, espedienti di bassa lega giocati sul terreno dell’opportunismo. Per esempio, la sua alleanza, pardon, il suo ascarismo nei confronti del Partito democratico toscano, per portare a casa la sua elezione al consiglio regionale. In tal modo, ha salvato la sua ghirba, dando una botta mortale al Partito socialista.
La condizione cui dovette sottomettersi fu umiliante: il voto socialista sulla legge elettorale con sbarramento al 4%. Tenuto conto che la lista SeL nacque, come cartello gauchista, per superare lo sbarramento del 4%, voluto alla vigilia delle elezioni europee dal Pdl e dal Pd.
Il cambio repentino delle alleanze di Nencini, però, succedeva, mentre il Ps discuteva con i partner di Sinistra e Libertà per la costituzione di un nuovo soggetto politico.
Intanto, vale la pena ricordare che si erano svolte le elezioni europee e in quell’occasione Nencini, quando capì che non c’era trippa per gatti, ritirò la propria candidatura. Nel senso che i conti non tornavano, perché SeL non raggiungeva il quorum. Questo è un episodio, ma se ne possono, però, raccontare a iosa.
Per esempio, a Bagnoli un mese fa disse che SeL doveva formarsi accettando pure la road map, mentre al Congresso dei Radicali di Chianciano, venerdì scorso, ha proposto liste alle regionali con Verdi e il partito di Marco Pannella.
Tuttavia, il giorno prima, giovedì per l’esattezza, nella riunione dei segretari regionali socialisti, aveva comunicato loro che facevano bene ad “arrangiarsi”. Un modo come un altro di lavarsi le mani e per non avere grattacapi lanciava la politica delle mani libere. Insomma, Sos, si salvi chi può.
Dopotutto che avrebbe potuto fare nel momento in cui la zattera socialista, – sempre più paragonabile a quella della Medusa -, per colpa sua non riusciva a trovare la rotta, ossia la sintesi.
Adesso il Partito socialista è isolato e Nencini non è più credibile e tanto più non può andare più in giro essendo impresentabile e, comunque, tutti, oramai, sono convinti che ha imbrogliato, dicendo tutto e il contrario di tutto.
Una brutta storia. Nencini sta facendo sparire la tradizione più che secolare del socialismo italiano.
In proposito, si dice che Riccardo Nencini abbia fatto, paradossalmente, più danni di Antonio Di Pietro, con le sue inchieste giudiziarie.
Dirigenti di alto rango politico hanno lasciato il partito e se hanno fatto un passo simile, ci sarà pure una ragione.
Nencini è un Quisling che sta per lì per fare il becchino, noi lo proibiremo che seppellisca il partito, ragion per cui dobbiamo attrezzarci in modo tale che capisca che noi non scherziamo più. Con le buone gli diremo, con tutti i mezzi di comunicazione, di dimettersi, altrimenti dobbiamo farlo di persona.
A quel punto saranno dolori.
Fraternamente,
Sindaband Il Marinaio
(15 novembre 2009)

TEMO PURTROPPO CHE NENCINI NON ABBIA NE L’ONESTA’ INTELLETTUALE E NE’ LA STOFFA POLITICA PER DIOMETTERSI E LASCIARE IL CAMPO DEL PARTITO DOPO LA SUA GESTIONE FALLIMENTARE CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
PENSO ALTRESI’ INUTILE PROPORRE BARRICATE O INVASIONI DI CAMPO PER FARGLIELO CAPIRE.
CREDO CHE INVECE SI DEBBA FAR CAPIRE NOI PER PRIMI, CHE E’ GIA’ UN PO’ CHE LO DICIAMO, A TUTTI QUEI COMPAGNI E QUELLE COMPAGNE SOCIALISTE, CHE E’ GIUNTO IL TEMPO DI UNIRCI SOTTO IL RITROVATO SIMBOLO DEL GAROFANO E DELLA SCRITTA P.S.I., CHE DELLA ROSA APPASSITA DI NENCINI NON CI IMPORTA PIU’ NIENTE IN QUANTO ESPERIENZA TERRMINATA.
RICOSTRUIRE UNA RETE FRA SOCIALISTI, IN MODO AUTONOMO E FUORI DALLE IMPOSIZIONI BIPOLARI CHE CI HANNO ANNIENTATO IN TUTTI QUESTI ANNI, SPESSO PER GARANTIRE A QUALCUNO DI RICOPRIRE CARICHE PER UNA VISIBILITA’ PERSONALE. IL SIMBOLO E L’IDENTITA’ DI OGNUNO CI SONO, LE STRATEGIE POLITICHE MIGLIORI SICURAMENTE DI QUELLE ADOTTATE FINO AD ORA DA NENCINI, PURE. NON ESITIAMO COMPAGNI, RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE E ABBANDONIAMO LA CASA DI NENCINI PERCHE’ IL TETTO STA PER CADERE. ADERIAMO CONVINTAMENTE AL PROGETTO DI BOBO CRAXI E SAVERIO ZAVETTIERI, SENZA ESITARE.
Luca,
mi hai anticipato,condivido.
Però il progetto di cui parli dovrebbe essere più chiaro,non iperidentitario e fornirsi di gambe per camminare.
Nencini è un Quisling che sta per lì per fare il becchino
QUESTO SITO E’ DIVENTATO UN SERBATOIO DI INSULTI
INVECE DI PARTIRE SIMBAD RESTI A PARLARE DI POLITICA E NON DI CONTUMELIE; I DIRIGENTI CHE NON HANNO MESSO LA FACCIA ALLE ELEZIONI EUROPEE, COME B CRAXI, CI POSSONO SPIEGARE I MOTIVI PER I QUALI NON SI SONO SACRIFICATI PER SALVARE IL SALVABILE ??? I DIRIGENTI CHE SONO ANDATI ALTROVE CI SPIEGANO DOVE SONO ANDATI E PERCHE’?
A Silvio Brienza. Tieniti Nencini così ballerete il tango in due. Non ti sei accorto che più di Attila ha fatto RN. Mi vergogno di stare in partito ridicolo e mi fai pena per le cose che dici nei confronti di BCraxi. Nencini deve dimettersi per salvare il salvabile: il socialismo italiano.
Caelum non animum mutant qui trans mare currunt. Ad Maiora SIMBAD.
Scusa, SINDBAD
Luca Luciani. Calma e gesso. Perché non accetti che Nencini ha distrutto i pochi pilastri che lasciò Boselli. Difendi ottusamente i nostri “distruttori” e te la prendi stupidamente con Bobo Craxi che in tutta questa storia di sconfitte non centra un fico secco. E lascia perdere Sindbad, quello che scrive è la pura verità.
Sgradite,ma semplici verità.
… però, w l’obiettività … certo compagni, vedrete che così facendo si andrà lontano.
“”Bobo Craxi che in tutta questa storia di sconfitte non centra un fico secco”"
che obbiettività !! mai fatto parte della segreteria PS ?? mai deciso nulla in segreteria ? mai partecipato ad elezoni per il PS ?? eh già, le colpe sono sempre degli altri e se c’era…..dormiva ?? Quello che colpisce è l’atteggiamento come se B Craxi non abbia mai partecipato ad alcuna decisione o ai lavori del PS e abbia dovuto sopportare tutto !
Ci sono difensori di cause perse…
NENCINI A CASA!!!!