SI RACCOLGONO I FRUTTI DELLE SCELTE SCELLERATE DEGLI ULTIMI MESI

SOCIALISTI BENEVENTANI VERSO RUTELLI

Prove di dialogo tra i Socialisti di Benevento e Alleanza per l’Italia, il nuovo movimento fondato dall’ex senatore del Partito Democratico, Francesco Rutelli. Ieri a Roma il primo faccia a faccia. Bruno Tabacci, ex leader dell’Udc e attualmente tra i promotori dell’iniziativa con Rutelli, ha ricevuto tutto lo stato maggiore del Partito Socialista sannita.

Presenti l’assessore provinciale Gianvito Bello, il segretario provinciale Giuseppe Marsicano, il capogruppo a Palazzo Mosti Marcello Aversano, il consigliere provinciale Mario Marotta, l’assessore comunale alle Finanze Luigi Boccalone e il sindaco di Bonea Gennaro Paradiso.

Durante il vertice, a cui erano presenti anche Pasquale Giuditta e Pino Bichielli (entrambi ex Udeur), Tabacci ha presentato le finalità del nuovo progetto politico e ha invitato gli esponenti sanniti a prendere parte alla prima assemblea nazionale che si terrà nei giorni 11 e 12 dicembre a Parma. E’ ancora presto per capire se ci sarà un matrimonio tra le due parti.

Certamente il corteggiamento è in corso anche perché Bello, insieme agli altri, ha dato la sua disponibilità a partecipare alla kermesse del prossimo fine settimana. Qualche elemento in più verrà fuori dalla riunione di direttivo convocata per domani sera nel quartier generale di Viale Mellusi.

GIORNATE CRUCIALI

TENTATIVI DI DIALOGO FRA PENTITI E B-DAY

TENTATIVI DI DIALOGO FRA PENTITI E B-DAY

Al Senato oggi si discute di riforme e, finalmente, si apre il confronto tra maggioranza e opposizione. Sotto questi chiari di luna, alla vigilia del “No – B – Day” non sappiamo se è il momento migliore per mettere le carte in tavola, da una parte e dall’altra.

Per Silvio Berlusconi, certamente, sarà una settimana di Calvario, in particolare i giorni 4 e 5 dicembre sono terribili: un intreccio di vicende giudiziarie e manifestazioni di piazza. C’è di tutto e di più. Ma il 4 DICEMBRE è quello sotto molti aspetti il giorno clou: il pentito Gaspare Spatuzza deporrà  a Torino al processo di appello contro Marcello Dell’Utri, condannato a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

La deposizione è molto attesa, perché il pentito, – che ricorda a scoppio ritardo avvenimenti di quindici anni fa e, per giunta, narrati da altri suoi simili, mafiosi per intenderci- dovrebbe accusare Silvio Berlusconi di essere il mandante delle bombe del ’93 a Milano, a Firenze e a Roma. Magari deponga solo di questo, il repertorio è vasto e tutto può accadere: dal legame tra il Cavaliere i fratelli Graviano ai presunti finanziamenti di Cosa nostra a Berlusconi per far decollare la Fininvest, nel settore dell’edilizia residenziale – Milano 2-.   Continua a leggere »

LA CRISI NELLA MAGGIORANZA FRA GOSSIP E FUORI ONDA

PIOMBO,MOSCHETTO E POPOLO DELLA LIBERTA’

PIOMBO,MOSCHETTO E POPOLO DELLA LIBERTA’

Che cosa sta succedendo nel Pdl? Il video hard Mussolini & Fiore di cui il Giornale ha dato notizia e il fuori onda in cui Gianfranco Fini dice la sua su Berlusconi e quant’altro sono due episodi che stanno destabilizzando il Pdl. In più, ci sono le vicende giudiziarie di Berlusconi che mettono a repentaglio la stabilità del governo nonché il sistema istituzionale italiano. Come mai il Giornale ha sbattuto il caso del video hard di Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in prima pagina e come mai il Presidente della Camera nonché cofondatore del Popolo delle libertà ripete fuori onda argomenti che sono noti e stranoti sul conto del Presidente del consiglio. Mentre il caso Fini si ascrive nella querelle politica, il caso Mussolini & Fiore assolutamente no, quindi, a chi giova? Perché il Giornale è sceso in campo con l’elmetto e moschetto ? Continua a leggere »

TRA POCHI GIORNI LìATTESA CONFERENZA

A COPENHAGEN SUL CLIMA L’UE SFIDANO GLI USA

La resa dei conti di Copenhagen comincia ancora prima che si alzi il sipario sulla Conferenza sul Clima, ed è uno scontro di numeri, senza esclusione di colpi.

Lo ingaggia l’Europa che, guidata dall’ambizione di essere il leader planetario nella lotta all’effetto serra, fa dichiarazioni concilianti e le accompagna con tabelle al vetriolo. Ieri, ne ha intavolata una che ridimensiona ufficialmente le promesse americane di taglio alle emissioni. Lo sforzo di Obama, fa capire Bruxelles, è una montagna se misurato sulla base del 2005 (-17%), ma diventa un topolino (-3%) una volta riportato al parametro comunitario, ovvero il 1990.

Per l’Ue, che si vota a una riduzione di almeno il 20%, è chiaro che Washington deve fare parecchio di più. A vedere le ultime notizie, non è la sola. Ieri l’India ha annunciato di ritenere possibile di poter ridurre la propria intensità carbonica, ovvero la quota di gas serra emessi per produrre un’unità di Pil, del 24% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005. Bruxelles ha già detto che la promessa dei cinesi, che si sono impegnati a fare il doppio di Delhi sempre in termini di intensità carbonica, equivale a «un sacchetto di bruscolini». Continua a leggere »