ancora considerazioni su anno zero e sul tentativo di mettere..

LE BRACHE ALLA STORIA…

LE BRACHE ALLA STORIA…

Giovedì scorso,  Annozero mise in onda la Berlusconi story, soffermandosi, in particolare, sul processo All Iberian, il giorno dopo, venerdì,  parlò il mafioso Gaspare Spatuzza nel corso del dibattimento del processo Dell’Utri.

Dunque, i due casi giudiziari sono stati legati, artatamente, tra loro dal filo rosso che fa capo a Silvio Berlusconi, Bettino Craxi e Claudio Martelli.

Il premier e l’ex premier sono tirati in ballo per il processo All Iberian, il premier e l’ex Ministro di Grazia e giustizia sono, invece, ricordati da Spatuzza per via della del collegamento tra il concepimento di Forza Italia e la stagione delle stragi e  il presunto appoggio elettorale mafioso dato all’ex Ministro socialista, nella  campagna politica del 1987.  Visto che i socialisti erano stati per nulla di parola, “crasti”, sulle questioni giudiziarie a favore dei mafiosi, decisero, parecchi anni dopo, per l’esattezza quando il Psi era già morto e sepolto,  di puntare sul “compaesano” – Dell’Utri- e “su quello di Canale 5”-Berlusconi-.  Continua a leggere »

 

A COPENHAGHEN SI CERCA DI SALVARE IL MONDO

A COPENHAGHEN SI CERCA DI SALVARE IL MONDO

Dopo oltre due secoli, a Copenaghen il mondo cerca una nuova rivoluzione industriale. Per dodici giorni, 192 Paesi e piu’ di cento capi di Stato e di governo – tra cui quello statunitense, Barack Obama e il premier cinese, Wen Jabao – si danno l’appuntamento per siglare un patto per stabilizzare il clima del pianeta. L’obiettivo del summit, che si concludera’ il 18 dicembre, e’ arrivare a un accordo che permetta di sostituire il protocollo di Kyoto, che scade nel 2012. L’annuncio che Obama sara’ presente alla fase finale del negoziato ha ravvivato l’ottimismo e l’attesa sui risultati e’ cosi’ palpabile che l’Onu, raggiunta quota 5.000, ha sospeso gli accrediti dei giornalisti. L’obiettivo largamente condiviso del summit e’ di limitare la crescita della temperatura del mondo a due gradi centigradi. Gli esperti stimano che per riuscirci occorre dimezzare le emissioni entro il 2050 rispetto al 1990. Finora, pero’, gli impegni annunciati dai Paesi industrializzati per il 2020 implicano un calo tra il 12 e il 16% delle loro emissioni, contro il 25-40% auspicato.
  Gli Usa, che con Barack Obama (atteso a Copenaghen il 18) hanno riportato il clima tra le loro priorita’ politiche, si sono impegnati a ridurre del 17% le loro emissioni entro il 2020. Ma la Cina e l’India, pur professando la loro buona volonta’, sono pronte a ribadire le “responsabilita’ storiche” dei Paesi industrializzati nel riscaldamento globale e a farle pesare sul tavolo del negoziato. L’Ue che si era gia’ impegnata a ridurre le sue emissioni del 20 per cento rispetto al 1990, sta valutando se puo’ arrivare al 30 per cento. La bozza danese prevede un taglio delle emissioni del 30 per cento entro il 2020, del 50 per cento entro il 2050. Le posizioni rimangono distanti, ma la presenza dei capi di Stato (non era mai piu’ accaduto, dopo il vertice di Rio) fa sperare che si arrivi a un accordo politico sostanzioso. Uno dei temi piu’ spinosi rimane quello del finanzimento dei costi che i Paesi poveri dovranno sostenere per poter adottare tecnologie pulite e cosi’ ridurre le emissioni di gas responsabili dell’effetto serra. Un’ipotesi di accordo e’ che i Paesi ricchi finanzieranno 10 miliardi di dollari all’anno, a partire dal 2012. Il segretario generale della Conferenza, Yvo de Boer, ha chiesto una corsia preferenziale per lo stanziamento di 30 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, una proposta sostenuta dall’Ue ma che incontra forti resistenze