Giovedì scorso, Annozero mise in onda la Berlusconi story, soffermandosi, in particolare, sul processo All Iberian, il giorno dopo, venerdì, parlò il mafioso Gaspare Spatuzza nel corso del dibattimento del processo Dell’Utri.
Dunque, i due casi giudiziari sono stati legati, artatamente, tra loro dal filo rosso che fa capo a Silvio Berlusconi, Bettino Craxi e Claudio Martelli.
Il premier e l’ex premier sono tirati in ballo per il processo All Iberian, il premier e l’ex Ministro di Grazia e giustizia sono, invece, ricordati da Spatuzza per via della del collegamento tra il concepimento di Forza Italia e la stagione delle stragi e il presunto appoggio elettorale mafioso dato all’ex Ministro socialista, nella campagna politica del 1987. Visto che i socialisti erano stati per nulla di parola, “crasti”, sulle questioni giudiziarie a favore dei mafiosi, decisero, parecchi anni dopo, per l’esattezza quando il Psi era già morto e sepolto, di puntare sul “compaesano” – Dell’Utri- e “su quello di Canale 5”-Berlusconi-.
La cosa che stupisce è che ci sia stata la contemporaneità, giovedì e venerdì, tra la trasmissione di Michele Santoro e l’udienza del mafioso. Questo dimostra che Annozero funziona come cassa di risonanza giudiziaria, anche per la presenza del fior fiore del giornalismo giudiziario, megafono delle procure .
Un combinato disposto di politica & affari e di mafia, – quello organizzato da Annozero -, che poggia, – questo almeno ci è apparso di capire- sul teorema secondo cui c’è un continuismo tra il craxismo e il berlusconismo. Altrimenti nel “C’era una volta…”di Annozero, la storia di Berlusconi non si sarebbe intrecciata con quella di Bettino Craxi.
Seconda la vulgata, dagli anni Ottanta al 2009, attraversando gli anni Novanta del Novecento, il binomio Craxi e Berlusconi è inscindibile, essendo i due antropologicamente simili. Di conseguenza, quando il leader socialista uscì di scena, passò il testimone a Silvio Berlusconi, che ha continuato a fare la politica del leader socialista. Non rendendosi conto che Bettino era per la politica con il primato della politica, lungi dal populismo massmediatico e dalla deriva plebiscitaria.
Una tesi non nuova, sposata anche da alcune èlite radical chic, che è stata rinverdita da Santoro in Annozero e da Spatuzza nell’udienza di Torino, sul conto di Martelli. Con faciloneria affermano questo, non conoscendo i reali rapporti tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi e dei socialisti con la mafia.
Per dirne una, Berlusconi, in occasione della sentenza sul Lodo Mondandori, per cui la Fininvest dovrebbe pagare 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti, ha dato a Craxi e ad Andreotti la responsabilità di come andò a finire il Lodo. Una spartizione – secondo il premier- a suo svantaggio, per cui ha dato ai due ex presidenti del consiglio l’inizio dei suoi guai. Il che sta a significare, tralaltro, che il rapporto tra i due non è stato per nulla idilliaco negli anni, piuttosto a stop and go, sia prima quando Bettino fu al potere, sia dopo quando lasciò l’Italia e andò in Tunisia e, viceversa, Berlusconi salì a Palazzo Chigi.
Negli anni di Hammamet, Craxi non fu mai confortato né dalle sue telefonate né dalle sue visite. Comunque sia, il Cavaliere si tenne a debita distanza e nemmeno si fece vivo quando Craxi si ammalò gravemente. Mentre su alcuni esponenti socialisti, De Michelis e Martelli, lui, – che al congresso del NPsi affermò che erano parte integrante del suo progetto politico -, espresse un giudizio negativo, che erano “impresentabili”, elettoralmente.
Quello che a Bettino, però, dispiacque di più fu il fatto che Berlusconi al governo non si batté per la istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta su Tangentopoli, preferendo il varo di altre commissioni, Telekom Serbia e Mitrokhin, che alla prova dei fatti sono state un insuccesso a tutto tondo.
Quello che Annozero prende a pretesto per accomunare Berlusconi a Craxi è il processo All Iberian: il 12 luglio 1996 Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio per i reati di finanziamento illecito a un partito politico e falso bilancio aggravato. Secondo la prima accusa, Silvio Berlusconi avrebbe versato illecitamente 22 miliardi di lire, tra il gennaio 1991 e il novembre 1992, al Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi -coimputato nel processo per il medesimo reato-. Il denaro sarebbe partito – secondo la procura di Milano- da fondi occulti della società berlusconiana Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI.
Ma la storia di quei 22 miliardi è un’altra e la narra per filo e per segno il finanziere franco – tunisino Tarak Ben Ammar nella trasmissione di Santoro. “ Al 31 dicembre del 1994 – racconta -ricevetti tramite la società All Iberian circa 22 miliardi di lire da Fininvest per la vendita di un pacchetto da 200 miliardi in diritti alle tivù francesi. Successivamente girai 10 miliardi a diverse società off shore di cui l’avv Al Khateeb era il tutor per conto di Arafat, affinché utilizzasse i fondi per la causa palestinese. Il ruolo di Craxi nella fattispecie fu di adoperarsi per far avere fondi ai palestinesi per lo sviluppo del processo di pace”.
Fondi che arrivarono da più parti, tra cui i 10 miliardi di Ben Ammar, – per fare un piacere al suo amico Bettino-, meno da Silvio Berlusconi, perché aveva rapporti con il mondo ebraico di Hollywood. Chiamato per la testimonianza dalla Procura di Milan, la prima volta, per impegni presi, in precedenza negli Usa, non poté andare, poi resosi disponibile chiese di essere sentito tramite una rogatoria a Parigi con la presenza di un giudice francese. Decise così, per avere maggiori garanzie, sapendo di che pasta erano i Pm di Milano il cui obbiettivo era di far parlare testimoni e indagati a tutti i costi, servendosi delle misure di custodia cautelare. Fatto sta che i Pm non si fecero vivi, dopo l’invio della documentazione tramite gli avvocati e, quindi, non fu più chiamato a testimoniare.
Tararak Ben Ammar ha giganteggiato, rendendo ridicolo il fronte giustizialista di Annozero. “Ma in Italia – ha ironizzato- non avete i Tribunali per fare i processi , perché li fate qua?”.
Infine, i voti della mafia ai socialisti non è una vicenda nuova: Gaspare Spatuzza racconta cose de relato. E, comunque, è una storia vecchia e stravecchia, una cosa è certa che il Ministro di grazia e giustizia, Claudio Martelli, si batté per l’approvazione dell’art. 41 bis, il cosiddetto carcere duro per i mafiosi, e se li mise contro. Peraltro, provocando la forte opposizione parlamentare e di piazza della sinistra ex comunista e del Partito radicale. Figurarsi che Marco Pannella, coerentemente, ancora in solitudine lo combatte a distanza di anni.
Di grazia, se Martelli fosse stato compromesso con la mafia, per via del voto di scambio, Giovanni Falcone avrebbe mai messo piede in Via Arenula, collaborando strettamente con il Ministro socialista?
I Pm si battono nel tentativo di scrivere la storia d’Italia, dimenticando che “la giustizia dà a ciascuno il suo”, mentre la storia è ben altra cosa.
(7 dicembre 2009)

Nn c’era bisogno di Anno Zero per capire come sono andate realmente le cose. Le persone di buonsesno avevano gia’ capito il tutto. L’unico errore di Bettino fu quello di fidarsi di 1 personaggio del genere! Ci stiamo organizzando affinche’tutto cio’ venga alla luce per il riscatto morale di Bettino e del PSI intero. Troppe persone hanno pagato in tutta questa vicenda per colpa di 1 solo che sta pagando tutti per districarsi dalle sue vigliaccate.
Caro Biagio, scusami se non la penso esattamente come te. Le responsabilità politiche (e penali) di Craxi ci sono e sono tante. Così come quelle di Berlusconi che in confronto tra l’altro sono ben superiori, anche se uno sta sepolto con poco decoro nazionale e molto personale ad Hammamet, e l’altro ha (molto poco decorosamente) in mano le sorti di una delle principali nazioni del mondo.
Non sono certo tra quelli che ritengono Bettino soltanto un brigante e un uomo di malaffare, anzi rifuggo da coloro che hanno dell’Ex Presidente del Consiglio socialista, questa immagine.
Così come però, prendo le nette distanze da coloro che ancora oggi, ne vogliono fare una vittima del sistema politico-economico-giudiziario, con chissà quali collegamenti internazionali.
B.Craxi è stato nonostante tutto, uno dei più importanti capi di Stato europei del ‘900, questo non ci deve fare tuttavia velo, sul sistema tangentizio che egli stesso contribuì ad alimentare e perfezionare e questo ad un socialista, non glielo possiamo proprio perdonare.
DICIAMO CHE BERLUSCONI CON CRAXI NON C’ENTRA UN BEL NULLA!! Anno zero? Solo spazzatura!!!
Sistema tangentizio a cui hanno fatto abbondantemente ricorso i partiti della prima e della seconda repubblica.
E basta con ipocrisie del piffero e retoriche del tipo i socialisti onesti.. qui al clandestino non amiamo sciocchezze di questo tipo e vorremmo evitarle a distanza di anni.
A. Silvestri. La figura di Bettino deve essere vista fuori dalla questione morale, anche perchè tutti i partiti erano dentro a questa fino al collo, visto i tempi, i tempi di Yalta. Craxi e il Psi hanno pagato, gli altri che hanno fatto peggio, assolutamente no.
Il 19 gennaio saranno 10 anni che è morto. Nel corso delle manifestazioni per il decennale avremo modo di discutere sulla sua vita e opera. Naturalmente, in modo franco e senza pregiudizi. E tu mi sembri che li abbia nei suoi confronti, ma questa è una mia considerazione. Credimi te la dico sommessamente e con stima.
Intanto, ti informo che il 18 dicembre uscirà il primo numero de gli Altri diretto da Piero Sansonetti e sarà su Craxi, avremo modo di leggerlo e commentarlo insieme. Fraternamente, bm
cari Biagio Marzo e Bobo, un dibattito franco e senza pregiudizio sul percorso politico di Bettino Craxi è impossibile per tutti i socialisti, compreso Alessandro Silvestri. Tocca troppo i nostri sentimenti per poterlo fare. Farlo tra di noi è inutile. Ma non sopportiamo di farlo con “non socialisti”, neanche quando questi sono abbastanza sereni nel giudizio. Ogni minima critica ci riesce penosa e ci fa reagire vivacemente. E’ vero, come dice Bobo, che il sistema di finanziamento illegale coinvolgeva tutti i partiti a tutti i livelli. E, aggiungo, è altrettanto vero che cospicue somme sono state utilizzate per cause nobili come gli aiuti ai cileni o a movimenti dissidenti nell’est. Ma non possiamo negare che quel sistema esisteva. Dovremmo piuttosto chiederci se il nostro segretario e il nostro partito fossero nell’impossibilità o meno di rompere tale sistema. La storia non dispensa condanne o assoluzioni. La storia prende atto dei fatti e cerca di spiegarne le ragioni. Personalmente non ho mai dubitato dell’integrità personale dell’ultimo segretario del Partito Socialista Italiano. Ma questo non è difficile, basta rifarsi alle svariate dichiarazioni dell’ex PM Gerardo D’Ambrosio (certo non di simpatie craxiane) sul fatto che B.C. non abbia mai avuto somme per se stesso. Però mi sono sempre chiesto per quale motivo abbia tollerato che molti, troppi, esponenti socialisti (specie di livello intermedio) abbiano abbondantemente approfittato delle loro cariche politiche. E non certo per finanziare l’attività di partito. Si tratta peraltro proprio di quelli che nel momento di crisi sono stati lestissimi a trovare collocazioni e protezioni determinando il collasso del partito. Questi punti, se vogliamo parlare a tutto tondo (e secondo me Bettino Craxi lo merita perché ne uscirebbe molto meglio di quello che pensiamo), dovremmo affrontarli. Siamo capaci di farlo con serenità?
Concordo pienamente con ciò che dice Silvestri anche se non sono d’accordo sulle accuse che fa a Berlusconi. Il nostro Paese sta andando alla deriva per questo motivo. Berlusconi deve governare l’Italia perchè gli elettori lo hanno votato e lui deve rispettare ciò che ha promesso ad essi. Purtroppo in questo Paese di persone senza scrupoli ce ne sono tante e qualsiasi cosa accada viene imputata a lui. Non sanno più a cosa pensare per poterlo screditare ma il popolo non è imbecille come voi potete pensare…..
CONCORDO SU CIO’ CHE DICE BIAGIO MARZO E BOBO CRAXI.
LA FIGURA DI BETTINO VIENE SEMPRE E COMUNQUE RICORDATA IN NEGATIVO, SENZA INVECE MAI FARE RIFERIMENTI SUL SUO RUOLO POLITICO AVUTO COME STATISTA IN ITALIA E ALLA GUIDA DEL NOSTRO PAESE. FU PROPRIO LUI A ROMPERE CON IL MARXISMO E A RILANCIARE IL SOCIALISMO .LIBERALE DI ROSSELLI COME POLITICA DEI SOCIALISTI PER UNA MAGGIORE GIUSTIZIA SOCIALE ACCOMPAGNATA ALLE LIBERTA’ INDIVIDUALI.
ANNO ZERO L’ALTRA SERA E’ STATA UNA PESSIMA PUNTATA, MESCHINA SENZA CONTRADDITTORIO, COSTRUITA AD ARTE, NON CI SONO PAROLE.
FORSE QUALCUNO NELLE STANZE DEI BOTTONI TEME IL RITORNO DEI SOCIALISTI SULLA SCENA DELLA POLITICA ITALIANA, FANNO BENE AD AVERNE TIMORE, PERCHE’ IL SEME E’ GIA’ MATURO NELLA SOCIETA’ E NIENTE POTRA’ FERMARE IL SUO RITORNO.
craxi berlusconi due casi diversi due personalita’ diverse due modi diversi di intendere la politica chi fu il vero capo espiatorio della prima repubblica?
“Claudio Martelli, si batté per l’approvazione dell’art. 41 bis, il cosiddetto carcere duro per i mafiosi, e se li mise contro. Peraltro, provocando la forte opposizione parlamentare e di piazza della sinistra ex comunista e del Partito radicale. Figurarsi che Marco Pannella, coerentemente, ancora in solitudine lo combatte a distanza di anni.”
Ecco, alla luce di questo per me l’invito alla convention del garofano a Pannella e tutto lo spazio che ha avuto in quella occasione per parlare, non ha molto senso, così come non lo ha rincorrere l’alleanza con i radicali oggi.
Ha più senso invece ripartire da una seria analisi storica della realtà e condividerla con chi era ed è ancora parte integrante della sinistra italiana.
Ha senso battersi per i valori, la storia, la cultura e la tradizione socialista con i compagni che, in primis Vendola, hanno difeso anche Bobo Craxi, durante la campagna elettorale per le europee, e purtroppo non sono stati ricambiati.
Il Socialismo vince ovunque nel mondo, dal Sudamerica all’Europa, perché non è prigioniero del suo passato né di singoli personaggi storici ma è piuttosto condiviso, e sopratutto intepreta e risolve i problemi reali del popolo che ambisce a rappresentare
ANCHE CAROLUS DICE DELLE COSE CHE CONDIVIDO, AGGIUNGO ANCORA, CHE SE TUTTO CIO’ ACCADE IN QUESTO PAESE CONTRO I SOCIALISTI E’ ANCHE FRANCAMENTE UN’PO’ COLPA NOSTRA CHE IN TUTTI QUESTI ANNI CI SIAMO UNITI, DIVISI, DERISI INDOSSATO ALTRE CASACCHE PERDENDO LA BUSSOLA DI CIO’ CHE SIAMO STATI E DOVREMMO ESSERE IN FUTURO.
L’ITALIA E’ UN PUNTINO NERO SULLA CARTA GEOGRAFICA EUROPEE, IN MERITO A NON AVERE UNA FORZA AUTENTICA ED INCISIVA DEL SOCIALISMO ITALIANO CON IL SUO SIMBOLO E LA SUA STORIA, SIAMO DIPSERSI IN MILLE RIVOLI, ED I NOSTRI AVVERSARI NE HANNO APPROFITTATO CON TANTA DISINVOLTURA.
E’ ORA DI CAMBIARE E DI RIALZARE LA TESTA, DI ANDARE AVANTI ORGOGLIOSI, MA ANCHE DI DARE CONCRETAMENTE UNA PROSPETTIVA SERIA PER RIFONDARE IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO.
Vogliamo rinfrescarci la memoria su quello che Pannella disse di Bettino Craxi nel 1989?
Ecco..
“Bettino Craxi aveva preso la parola per biascicare velocemente, sciattamente, l’elenco dei nomi dei “chiamati” alla Direzione del Partito, celebrante e celebrazione adeguata della realtà del PSI. Non aveva previsto il sussulto di decoro o di onestà intellettuale di Alessandro Menchinelli.
Quel che alla fine è opportuno sottolineare è la rebelaisiana faccia di tolla, per non dire termine più appropriato, di questo PSI e del suo capo, dei familiari e dei clienti.
Il PSI è l’unico partito italiano che ha governato Roma ininterrottamente, da epoca ormai preistorica, sia con la DC, sia con il PCI. Ne ha condiviso gli errori, non raramente le infamie, le prebende, i dividendi, la spartizione delle spoglie civili, urbanistiche e umane della città. Ora convoca la sua Assemblea Nazionale, nomina la sua nuova Direzione, tratta – con l’ineffabile Martelli – di Mosca, Pechino, Tunisi e Valparaiso, sotto la luce della rivelazione craxiana e psina. Ora chiede direttamente la poltrona di Sindaco, per fare ancor più decisamente quel che ha sempre fatto: niente, e il peggio di niente.
Craxi è costretto a vivere in un contesto violento, dittatoriale, nemmeno più solamente autoritario: attorno a lui deve scendere il silenzio; la sua politica è tale che non può tollerare contraddittorio democratico, civile, cioè aperto al giudizio ed alla conoscenza del popolo, degli elettori. A Roma, poiché il PSI ha sgovernato sempre, e la DC e il PCI solamente per un decennio a testa, deve ora sgovernare pressoché da solo. Le televisioni sono in sua mano, i giornali pure, tranne un paio che rischiano grosso, o rischiano grossissimo i loro editori.”
Intervento di Marco Pannella Roma 13 ottobre 1989
fonte: http://www.radioradicale.it/pannella-contro-carraro-contro-quel-che-tutti-abbiamo-appreso-da-radio-radicale-in-diretta-dallassemblea-socialista-contro-il-tr
Bene, io fossi il figlio di Bettino, Pannella non lo vorrei vedere nemmeno scritto. Ma non lo sono e continuo ad avere per lui stima e considerazione, anche se certe sue certe scelte non le condivido.
Mi scuso per l’eccessiva franchezza che spero non possa avere offeso nessuno.
non c’è nulla da fare. I socialisti devono lavorare per abbattere il regime trionfante e non possono stare nel cerchio del perbenismo partitocratico di cui fanno parte il pd e il pdl.I radicali sono un punto, l’unico punto di coerenza antisistema. Con loro i socialisti possonoritrovare l’identità e l’autonomia uscendo dall’alternativa della scilla e cariddi fra pd e pdl,fra sinistra post comunista,giustizialista, ambigua e la destra sempre meno liberale, cialtrona,opportunista…
Quanto a Pannella, di arrosti ne ha fatti più d’uno, magari in buona fede, ma francamente troppi:dalla campagna contro il presidente Leone (con la Cederna) fino a regalare all’Italia una sciagura come Scalfaro (poi si è pentito..). Fuori dal binario di nume tutelare dei diritti civili, politicamente è un autentico disastro. Non escludo che verso Craxi provasse anche un po’ d’invidia per non essere riuscito a fare del PR quello che Craxi fece del PSI. Disastro per disastro, quello che giganteggia su tutti è certamente Santoro che sembra avere come scopo di vita quello di sputtanare ieri Craxi e oggi Berlusconi, anche lui rapito da un livore patologico, pieno di pregiudizi, di false certezze con cui cerca di rassicurare se stesso; basta vederlo in trasmissione dove spara sentenze (nel vero senso del termine), cerca subito consensi tra gli ospiti “capati” e piazze benevolenti, interrompe o irride quelli che dissentono dalle sue tesi, spalma insinuazioni a tutto campo e poi sorride con Vauro, compiacendosi a vicenda: Che tristezza! Quanto ai rapporti mafia-politica difficile negare che ce ne siano stati e ce ne siano. L’assioma è semplice, per certuni, compresi ahimè certi magistrati: se le cose stanno così chi fa politica e comanda non può non avere collusioni con la mafia. L’assioma è bestiale perchè ammette, quasi giustifica, un potere intaccabile e crescente delle cosche, una collusione scontata della politica con queste, un’ineluttabile impotenza di fronte alla malavita organizzata, data ormai come vera, unica padrona del paese. Ho più di 60 anni e mi chiedo come i giovani possano farsi carico di un fardello così pesante, che certa magistratura e certa stampa rendono ogni giorno più oneroso all’opinione pubblica e a quanti coltivano un impegno nella speranza di disfarsene una volta per tutte. I cattivi maestri imperano persino nell’insegnare ai giovani l’odio politico, il pregiudizio, mantenendoli nell’ignoranza della verità storica ( vedi l’isteria di parte della sinistra anche non estrema contro Pansaa e le sue tesi sulla guerra di librazione), sostituendo slogan, anche irripetibili, alla conoscenza ed alla riflessione, calpestando la tolleranza, il rispetto, l’opinione altrui. Tra costoro spicca quel Di Pietro, che fa il Masaniello e mentre non spiega nè perchè se ne andato dalla magistratura, nè le proprietà immobiliari del suo partito, preferisce agitare la piazza come se fossimo in qualche contrada del sudamerica alle prese con il dittatore di turno. Tutto questo per arrafare altri voti utili soltanto ai sostanziosi rimborsi elettorali indispensabili al consolidamento patrimoniale del suo partito che governa con un piglio da duce di cui Berlusconi si sogna nel PDL. Infine se le sorti di un governo e di un parlamento frutto di una libera consultazione popolare vengono messe in mano ad un mafioso incallito, con 40 omicidi sulle spalle, preti e bambini compresi, che si “pente” a comando, dopo 15 anni di carcere duro (in America o in Russia sarebbe cenere da tempo) allora non ci resta che dire: povera Patria!
Questi sono, tra i tanti, i veri oltraggi alla democrazia, alla verità, alla convivenza civile!
Caro Bobo se vuoi anche commenti di chi pensa con la sua testa ed ha percorso un lungo cammino di approfondimento nella storia (e nella pratica) socialista bene, altrimenti posso spendere anche in maniera diversa il mio tempo libero. A me non cambia niente. Il socialismo non potrà certo morire con la vicenda Craxi, che per lunghi anni peraltro ho amato anch’io come un padre anche se non m’incazzo certo oggi per il gossip sciatto e pseudo storico di vespa, che tra l’altro non leggerei nemmeno a pagamento.
Purtroppo che tu lo condivida o no, il Partito Socialista era e dovrà tornare ad essere in futuro (se vorrà avere una qualche chanche di rinascita) il partito dei probi, dei coraggiosi e degli onesti, altrimenti non servirà a nulla.
Giustificarsi col “così facevan tutti” lo trovo assai ridicolo e puerile.
Con immutato affetto.
Cari compagni, le pulci alla storia riusciamo a farle tutti,ognuno tirando acqua al proprio mulino, da tanto non sono esclusi i nostri avversari, in modo particolare quelli di sempre ed i preconcetti, o chi ebe un torto. Facendo astrazione per chi ha diritto di famiglia ad arrabbiarsi,( senza dover spiegare), accogliamo le critiche per quelle che sono. Fino ad oggi il clima politico non ci è stato favorevole, e noi non siamo riusciti a dar convinzione delle nostre ragioni. Forse perchè quel “Così facevano tutti”, l’abbiamo fatto in modo più sfacciato degli altri e con maggiore arroganza.Non possiamo negare che negli ultimi anni la selezione dei gruppi dirigenti avveniva in modo prevalente in base al”CHE e QUANTO PORTAVA”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, nel momento della necesità tutti a scappare via non solo per sfuggire le manette, ma perchè di passione politica avevano poco.Bettino Craxi in questo ragionamento non c’entra; aveva un grande concetto della politica ed assegnava un significato ben preciso ai rapporti tra politica ed economia, inoltre era proiettato in una dimensione internazionale che lo astraeva dalla semplice appartenenza al PSI.Ma…quanti socialisti che…non portavano furono messi da parte? Anche questa è la nostra storia! Per fortuna rispetto alla nostra incapacità di essere ci stà,ancora, chi si interessa a Craxi, Volesse il cielo accadesse 24 ore al giorno.
C’E’ BISOGONO PIU’ DI PRIMA IN QUESTO CONTESTO, UNA MAGGIORE UNITA’ DI TUTTO IL POPOLO SOCIALISTA, OVUNQUE SIA COLLOCATO.
L’UNITA’ CHE MI SENTO DI RIVOLGERE SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO E’ NEI CONFRONTI DEL PSI DI NENCINI E HA TUTTI I COMPAGNI E LE COMPAGNE CHE PRENDENDO VISIONE DEL NAUFRAGIO DI SINISTRA E LIBERTA’ VOGLIONO TENERE IN PIEDI L’AUTONOMIA DEI SOCIALISTI.
E’ IMPORTANTE DUNQUE RIVEDERCI PRESTO, TUTTI, COME DEL RESTO HA ANCHE AFFERMATO BOBO CRAXI, AFFINCHE’ SI RISTABILISCANO REGOLE E PROGRAMMI CHE RILANCINO IN UN UNICO PARTITO SOCIALISTA ITALIANO L’ATTIVITA’ DI TUTTI I SOCIALISTI ITALIANI. PER LA MIA SENSIBILITA’ A ME PIACEREBBE RIVEDERE QUESTA PROSPETTIVA SOTTO IL SIMBOLO DEL GAROFANO ROSSO.
UN UTOPIA? NON CREDO, BISOGNA FARE PRESTO, NON BISOGNA DISPERDERE ENERGIE.
FORSE QUESTO APPELLO E’ CONTRADDITTORIO RISPETTO A QUALCHE MESE FA, DOVE AFFERMAVO ALTRI ASPETTI, MA NON POSSIAMO FARE FINTA DI NIENTE DI FRONTE AI CONTINUI MUTAMENTI CHE ANCHE IN CASA NOSTRA AVVENGONO, E NON TRARNE GLI ASPETTI POSITIVI CHE NE SCATURISCONO.UNO SCATTO IN AVANTI SENZA RANCORI VERSO L’UNITA’ DEI SOCIALISTI, TUTTI INSIEME PER COSTRUIRE UN ALTERNATIVA ALLE COSE ESISTENTI NEL PAESE.
UNA STORIA CHE DIVENTA FUTURO DOVE LE VECCHIE GENERAZIONI SI SALDANO CON QUELLE NUOVE PER UN PROGETTO CONDIVISO PER IL FUTURO.
E’ QUESTO QUELLO CHE IN QUESTO MOMENTO PROVO, E’ QUESTO A CUI VALE LA PENA IMPEGNARSI, TUTTI, OGNUNO CON IL PROPRIO BAGAGLIO CULTURALE.
SPERO CHE QUESTO APPELLO VENGA ACCOLTO DA BOBO, ZAVETTIERI, NENCINI E TANTI ALTRI.
La storia la scrivono i vincitori, è una triste realtà, ma purtroppo ormai è così da sempre. La demonizzazione di Bettino Craxi ha fatto e fa comodo a tutti, destra e sinistra.
Serve a Berlusconi, prima con l’assalto mediatico fatto dalle reti Fininvest, l’audience prima di tutto, se ripensiamo alle dirette di Emilio Fede viene il voltastomaco ( per non parlare di quando Di Pietro scherzava con Brosio ) è stato un vero e proprio sciacallaggio. Gli fa comodo adesso che qualcuno, tra cui Scalfaro e D’Ambrosio riconoscono il linciaggio di cui fu vittima lo Statista ( cominciamo a parlare di Bettino Craxi in questi termini) così anche Berlusconi può atteggiarsi a vittima.
Fa comodo alla sinistra, a Bersani col suo fare paternalistico, che cerca di spiegare che loro sono quelli meglio, non corrotti, che poi Bassolino sia uno dei suoi grandi elettori è un film a parte.
Ma occorre capire che è una grande operazione di marketing politico in fondo giornalisti come Travaglio, che interviene sul blog di Grillo e sul sito di Di Pietro, e già questo basterebbe a delegittimare la sua presenza nella trasmissione di Santoro o a richiedere una controparte, ha fatto i soldi con gli attacchi allo Statista.
Grillo che strilla sempre craxiano come offesa ha quasi 5 milioni di lettori sul web. Di Pietro ha fatto la sua forza su Mani Pulite, racconta la storia e la manipola come vuole, tanto gli italiani hanno la memoria corta e così arriva all’8% e ha il coraggio di mettere sul suo Statuto che si richiama alla cultura socialista del lavoro e della giustizia. E così lo schifo va avanti.
Nella trasmissione di giovedi Travaglio ha fatto schifo più del solito, è la prima volta che “tifo” per Ghedini. Ben Hammar aveva tutto il diritto di essere ascoltato dai giudici francesi, è sancito dal codice, eppure Travaglio ha avuto il coraggio di negarlo. Parafrasando Montanelli a Travaglio tanto caro ( povero Montanelli), Travaglio è il bugiardo più sincero che esista, ci crede anche lui alle sue bugie. La storia montata dello Statista fa sempre ascolti ed è come le Madonne che piangevano prima delle elezioni, viene sempre tirata fuori al momento giusto.
Rileggiamo un articolo di Repubblica, lo troviamo sul web: Craxi, lasciatemi al mio destino, scritto dopo l’ultimo intervento dello Statista alla Camera.
A Craxi sono mancati i pretoriani e il Partito che lo difendesse, c’è un altro articolo scritto da Marroni che purtroppo non compare sul sito di Repubblica, sempre con lo stesso titolo. E’ più umano di quello disponibile sul web, descrive l’atmosfera, gli attacchi , i ghigni degli avversari ed ex amici e di come Biagio Marzo che gli è stato accanto fino al momento dell’ingresso in Aula.
Gli altri possono riscrivere la storia, noi sappiamo che non è andata in quel modo e dobbiamo continuare a raccontarlo.
Non ho nulla da aggiungere ai tanti commenti, solo una mia particolare e ben definita posizione slla faziosità di anno zero che intende manipolare la storia a suo piacimento per fare più ascolti.
La pacatezza con la quale il compagno Antonioni ha commentato l’ennesima messa in scena del linciaggio di Bettino Craxi, non può che rendere un contributo alla chiarezza del contendere. La domanda fondamentale, che può determinare il giudizio di tutta una stagione del Socialismo, prima ancora che quello su una classe dirigente del Partito a tutti i livelli, è proprio quella posta da lui: “ Il segretario e il nostro Partito, furono o meno nell’impossibilità di rompere un sistema”? ( finanziamento illecito ). Non come forma di scusante morale, ma come fotografia di un periodo, vanno dette alcune cose: Quando Craxi ereditò il partito dalla segreteria De Martino, questo era ai minimi storici perché per la prima volta al di sotto del 10%, l’organizzazione per quanto capillare nella sua distribuzione geografica con migliaia di sezioni, rispondeva ad un modello di società pregressa e perciò priva di ogni fascinazione per le giovani generazioni; la dicotomia tra un riformismo di governo ed una forte presenza massimalista nelle sezioni e nei NAS, ( Nuclei Aziendali Socialisti per i più giovani) era fonte di un continuo fenomeno emorragico a sinistra. Craxi si rese conto che l’unica possibilità per il Socialismo Riformista di non essere schiacciato dai due colossi DC e PCI era quello di ridisegnare il profilo dell’organizzazione del Partito in chiave moderna, ridimensionando di fatto il ruolo delle sezioni ed in parte delle Federazioni Provinciali, per allargare nella “società civile” i luoghi della politica Socialista. Cominciò così quella stagione di “onda lunga”di consensi per il partito determinata non solo da una politica marcatamente riformista e per la prima volta di assoluta autonomia rispetto al mondo del Comunismo Italiano, ( Punto Unico della Contingenza docet) ma anche, e la cosa dobbiamo ammetterla per quanto dolorosa sia, dall’imbarcarsi sulla nave del vincitore, di una serie di Ras locali, di affaristi e di squallidi personaggi che nulla avevano a che spartire con la nostra tradizione e che come topi furono i primi ad abbandonare la nave ed a condannare il timoniere. D’altro canto non è che il PCI con i fondi provenienti dall’URSS e comunque non immune dall’essere inserito nel sistema tangentizio e la DC che lo aveva se non inventato, portato al rango di prassi comune, potessero essere combattuti senza potenzialità economiche, stante anche il danno provocato da Pannella ed accoliti con il demagogico e populistico referendum contro il finanziamento pubblico. Il mio dire non vuole in alcun modo essere assolutorio, né vale la pena storicizzare la distorta percezione morale del sistema, determinata dalla sensazione di ineluttabilità della prassi. Era giusto che il sistema cambiasse, era giusto forse che cambiasse in modo repentino e traumatico, ma bisognava che cambiasse nell’ambito di un apparato politico elettivo capace di autoriformarsi stante le garanzie Costituzionali. Questa fu la proposta da Statista che Craxi portò in Parlamento e che se da una parte cinicamente non fu accolta perché contraria al disegno di ribaltamento degli equilibri di potere, dalla parte della maggioranza non lo fu per il sommarsi delle singole pavidità e della pochezza politico-intellettuale dell’insieme. Per quanto riguarda l’uomo Bettino Craxi è giusto ricordare come ha sottolineato il compagno Antonioni che persino D’ambrosio ha ammesso che mai lucrò per la sua persona, contrariamente all’immagine che ancora oggi a dieci anni dalla sua morte, mascalzoni professionisti della calunnia, del lasciato intuire per non incorrere in sanzioni penali, prima ancora che dell’informazione e della politica, tentano di accreditare con il perseverare di un’opera di infamante mistificazione.
Elio,
secondo me, una volta “entrati nella stanza dei bottoni” dovevamo denunciare al paese quello che c’era per disfarlo e non cavalcarlo ed approfittare della nostra “centralità” per ottenere di più.
Lo dico senza moralismi,ma come riflessione su quello che penso fu un errore politico.
Alla fine la corruzione era prassi talmente diffusa da esser diventata ampiamente intollerabile.
Su questo incontrovertibile dato di fatto ebbero buon gioco tutte le ipocrite demagogie che conosciamo.
La proposta di Craxi fu tardiva,oltre tempo massimo.
Ormai tutto era già segnato.
Non occoreva D’Ambrosio per spiegare che il “tesoro di Craxi” era una bufala colossale.
Resta però la questione dei colonnelli posta da Antonioni e ripresa da Peppe.
Anche i “nani e le ballerine” insieme ai vari affaristi che trovavano largo spazio allontanarono tanti compagni seri,onesti,da sempre socialisti.
E qui sarebbe opportuno ripensare alle responsabilità anche di Martelli che di fatto gestiva il Partito.
Che poi i topi siano sempre i primi ad abbandonare la nave è risaputo.
Non potevano ignorarlo solo Craxi e Martelli.
Caro Biagio,ancora una volta la trasmissione Annozero ha messo in evidenza la sua faziosità,con il Travaglio sempre truculento e settario,un Gomez a tratti sgorbutico e irritante.Per quanto riguarda Ben Ammar va riconosciuto che è stato generoso,chiaro e incisivo.A proposito di Ben Ammar proporrei che prendesse la documentazione inviata a suo tempo ai giudici di Milano e ne facesse una bella pubblicazione da diffondere a tutti i livelli,per evidenziare la estraneità di Bettino Craxi.In merito ai rapporti di Craxi con Berlusconi sono dell’avviso che il Silvio è stato tanto ingeneroso quanto bugiardo.Non a caso alla domanda cosa pensa di Berlusconi,Craxi rispose:un grande bugiardo.Ai compagni socialisti desidero dire di finirla con le polemiche e di attrezzarci bene già a partire dal 19/1/2010.Sono fiducioso.
Caro Gabriele, hai perfettamente ragione, è ciò che avrebbe dovuto fare il PSI, so che non è il tuo pensiero, ma a scanso di equivoci, forse il momento storico più opportuno sarebbe stato vent’anni prima di tangentopoli, quando con Moro fu costituito il primo governo a partecipazione Socialista, quando si avevano per davvero le carte morali in regola. Sarebbe ingeneroso, fuorviante e storicamente falso, attribuire all’ascesa di Bettino il malcostume all’interno del Partito e nella società Italiana. Prima ancora dell’epoca Craxiana, il buon Pannella tuonava contro la partitocrazia mentre Berlinguer aveva già posto la “Questione Morale” (Naturalmente per gli altri visto che si arrangiava anche il suo partito e prendevano soldi a piene mani da quelli che erano in qualche modo i nemici dell’Italia). Che poi negli ultimi anni le cose sono andate peggiorando è anche vero, ma gli Italiani, popolo di corta memoria quando non gliela risvegliano i media, non ricordano o fingono di non ricordare che se tangentopoli non ha fatto chiarezza su fatti ben più gravi è stato perché una legge approvata con l’interessato voto favorevoli del PCI ha passato un pietoso colpo di spugna giudiziario su fatti e misfatti accaduti fino a due anni prima.
Personalmente non mi piace ne Annozzero,Matrix,Ballarò ect.grandi contenitori di gente che sà che,lì si fà numero,effetto,quasi gossip o,giù di lì.La verità,quella verità che noi tutti vorremmo anche se,fosse negativa su cicchessia mai e,poi mai la sapremo,certo non da Santoro!Sò solo che da Piazza Fontana in sù,molte troppe vicende che ci hanno coinvolti sono un segreto,un segreto di stato a cui noi.non possiamo arrivare,ed è per questo che a questa classe politica,a questa partitocrazia non credo.Craxi avrà sbagliato,sicuramente;peccato che alla fine abbia pagato solo lui,le torte si mangiano in compagnia…
No alla faziosità, no all’odio, no al veleno profuso a piene mani da pagliacci organici e da pseudo intellettuali, che credono di essere i nuovi vati. No alle fandonie ed alla pratica di gettare il fango contro il nemico di turno! E’ vero e Bettino lo ha lealmente denunciato in Paròlamento: la pratica del finanziamento illecito era generalizzata e totale. Nessuno si alzò,quando fu invitato a farlo, nonostante quell’atto sarebbe stato la denuncia collettiva di un andazzo che dalla nascita della repubblica andava avanti. Non è bastato trovare la valigia del compagno Greganti piena di milioni, per porre il PCI, “faro di pura onestà”, di fronte alla reale propria responsabilità. Vorrei porre una domanda: ma che fine ha fatto ” Titti la rossa”, il magistrato incaricato di indagare sul finanziamento che interessava il PCI? Poi, torn, di nuovo, a porre la domanda che da tanto tempo sto ponendo: Perchè non si spimge a fondo per chiedere e pretendere che vanga, finalmente, a piena luce, la questione “misteriosa” della cospirazione degli anni 90 del Britannia? perchè non si scoprono i cospiratori che assaltarono poi le Istituzioni democratiche e distrussero il nostro PSi? Costoro, poi, assursero alle massime cariche dello Stato. Sia fatte, infine chiara luce su ciò che è avvenuto. Il riportare alla luce il passato, aiuta il presente e le forze del golp saranno denunciate al Paese intero. Vogliamo giustizia, quella vera e non quella confezionata, per nascondere i golpisti ed i killer! Spero che non dovrò ripetere in eterno questa esortazione alla luce ed alla giustizia vera. Se non facciamo piena luce sul passato non saremo mai in grado di costruire un qualsivoglia decente presente! Fraterni saluti.FRANCO MARTA
M.B. Titti la Rossa è Tiziana Parenti, il magistrato che per essersi troppo occopata delle ruberie del PCI, dichiarata “fuori linea” da Davigo, Di Pietro e company, e che per tale ragiome boicottata, isolata ed allontanata dalle indagini. Che fine le hanno fatto fare i compari dei compagnoschi?Fraterni saluti.FRANCO MARTA
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