CASINI SOGNA LE ELEZIONI E VUOLE IL FRENTE AMPIO CON DI PIETRO..

Categorie: Politica

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Io mi auguro che questa partita non si giochi e che Berlusconi risolva i problemi del Paese. Ma se pensa di utilizzare la questione giudiziaria per trasformare la democrazia in una monarchia, attaccando Napolitano e la Consulta, avrà una risposta dura, netta e univoca. E ci saranno sorprese». Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, prende le distanze dal leader del Pdl e parlando a margine del congresso del Movimento cristiano dei lavoratori, a Roma, rilancia l’idea di un fronte democratico che si opponga al Cavaliere nel caso di una forzatura per il ritorno anticipato alle urne. E in questa coalizione anti-Silvio potrebbe trovare ospitalità anche l’ex leader di An, Gianfranco Fini. Casini non ne parla esplicitamente, ma risponde appunto di «sorprese» ai cronisti che gli fanno domande specifiche sul tema.

 

NO COMMENT DI FINI – Il diretto interessato dal canto suo, non conferma e non smentisce. «Credo che sia giusto, quando si rappresenta l’Italia all’estero o comunque in un consesso internazionale, astenersi da qualsiasi commento che riguarda la politica italiana» ha detto Gianfranco Fini a margine della riunione dei presidenti dei parlamenti Ue a Stoccolma, liquidando così i giornalisti che gli chiedevano un commento alle parole di Casini.

IL FRONTE ANTI-CAV – A lanciare l’ipotesi di un grande schieramento repubblicano in difesa della democrazia era stato lo stesso Casini dalle pagine della Stampa. Casini aveva anche precisato di essere pronto a fare fronte comune con Pd e Idv: «Innanzitutto dico che uno schieramento repubblicano dovrebbe interpellare le coscienze di tanti parlamentari della Pdl, che non credo possano accettare una deriva di questo tipo – aveva spiegato -. Aggiungo che una divisione del Paese così lacerante sarebbe perniciosa e mi auguro che Berlusconi non segua questa strada. Ma un caso del genere richiederebbe una risposta inedita rispetto a quelle che si sono prefigurate fino ad oggi. Osservo però che minacciare le elezioni anticipate non significa averle».

LE REAZIONI NEL PDL – Immediate le reazioni del centrodestra. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, parla di presa di posizione «sconcertante» e si dice convinto che «gli elettori Udc che sono dei moderati punirebbero senza appello una scelta di alleanza anche con Di Pietro e sinistra». Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera eche proviene dalle fila di An, ammette invece che «Casini pone questioni serie» ma che «non c’è all’orizzonte l’ipotesi di un governo alternativo a quello voluto dagli elettori nè avrebbe senso il ricorso al voto anticipato, essendoci una maggioranza ampia che ha un programma elettorale da rispettare». Il ministro per l’attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, ritiene quella di Casini una «ipotesi che non ha alcuna ragion d’essere ed è priva di fondamento» e fa sapere che l’unico motivo per cui Berlusconi potrebbe valutare eventuali dimissioni anticipate sarebbe una sconfitta alle elezioni regionali. E il ministro Ignazio La Russa, che del Pdl è uno dei coordinatori nazionali, aggiunge: «Non credo che possa pensare a una riedizione di quei fallimenti disperati di chi non dice altro che no a Berlusconi. Ci ha già provato Prodi in passato con un segmento più piccolo»


(12 dicembre 2009)

5 Commenti su “CASINI SOGNA LE ELEZIONI E VUOLE IL FRENTE AMPIO CON DI PIETRO..”

  1. luca biagini scrive:

    LA VEDO DURA PER CASINI,LA CONVIVENZA CON DI PIETRO E’ UN SUICIDIO POLITICO.
    COMUNQUE QUALCHE COSA SI MUOVE, LENTAMENTE MA PUR SI MUOVE, VEDREMO IN FUTURO QUANDO IL QUADRO POLITICO SARA’ PIU’ CHIARO CIO’ CHE SI DELINERA’.
    DI CERTO LE APERTURE DI CASINI AL PD, IDV E FINI NON CREDO CHE SIA L’ALTERNATIVA RIFORMISTA GIUSTA PER FAR RIPARTIRE CON UNA CERTA CREDIBILITA’ IL PAESE.

  2. Aldo Luigi Mancusi scrive:

    Il giorno dopo la chiusura delle urne per le regionali tutto questo parlare si risolverà in una bolla di sapone. Il popolo italiano, nella sua parte sana, non vedrebbe bene un eventuale proto-golp del trio Fini/Casini/Rutelli. Attualmente Fini, che ha perso buona parte dei supporti interni alla fu AN, si smarca da Berlusconi perché, come sempre nella sua carriera, non ha il coraggio di prendere una posizione chiara. Rutelli deve fare rumore per farsi notare, ma numericamente non conta niente, sta quasi peggio delle formazioni socialiste sommate fra loro. Il PD perde ogni giorno pezzi perché, oltre a non avere idee, non sa come rapportarsi ad una IDV sempre più violenta e populista. La Lega resta stabile e, tra mille critiche, è l’unico partito che parla di politica. Le formazioni minori, incapaci di tirare fuori idee e proposte, arrancano nella speranza di resistere e si sommano fra loro in improbabili commistioni più degne di aborto che di un voto.

  3. elio antonio danza scrive:

    Mentre Casini sogna le elezioni,Di Pietro sogna il Cavaliere in galera e lui sugli scudi, Fini la successione, Rutelli il Kadima Italiano, Bersani di fare opposizione, Bossi la secessione, I Socialisti di smetterla di litigare, i disoccupati un posto di lavoro, gli immigrati un permesso di soggiorno, i diversi, i poveri, i pensionati, i precari, i carcerati, solo un poco di dignità ecc. ecc. ecc., Berlusconi sveglissimo provvede a che si parli di tutto fuorché della finanziaria. Questo è quanto ha pubblicato il Governo sul sito della presidenza del consiglio:

    Le principali misure della manovra
    - Scuola: 120 milioni di euro che il ministro dell’Istruzione, di concerto con il dicastero dell’Economia e degli Affari regionali, dovrà stabilire come ripartire.
    - 565 milioni per la sicurezza: arrivano fondi in più anche per le carceri (18 milioni) e per la giustizia minorile (300.000 euro).
    - Statali: Stanziata la copertura per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego e per i premi di Produttività.
    - FAS e mezzogiorno: l’85% delle risorse del Fas al Mezzogiorno e il restante 15% a favore delle aree del Centro-nord.
    - Patto di stabilità: i valori di riferimento per il miglioramento dei saldi imposto a comuni e province rimangono ancorati ad un solo anno, non a cinque come inizialmente proposto.
    - Bonus per abbonamento bus: Sconto fiscale anche nel 2009, sottoforma di detrazione del 19% per un importo delle spese non superiore a 250 euro.
    - Asili nido e docenti: detrazioni per le rette per gli asili nido e sconti Irpef del 19% sulle spese sostenute dai docenti (fino a 500 euro) per l’aggiornamento professionale e la formazione.
    - Autotrasporto: proroga delle agevolazioni, dalla deduzione forfettaria al bonus per le spese di trasferta fuori dal territorio comunale, dal credito d’imposta per la tassa automobilistica agli incentivi per favorire l’aggregazione di imprese.
    - Agricoltura: proroga di un anno per l’aliquota agevolata Irap; sconti fiscali e previdenziali per le imprese di pesca; agevolazioni per la formazione e l’arrotondamento della proprietà contadine.
    - Giochi: prelievo dell’erario sugli apparecchi per il gioco collegati in rete (new slot), a partire dal primo gennaio 2009 sale da 12,70 a 13,40 euro.

    Cosa c’è per i lavoratori, per i giovani, per i disoccupati, per i pensionati, per lo sviluppo, per la ricerca, per la famiglia, per lo Stato sociale, per i poveri senza più neanche la social card, per gli enti locali, ecc. ecc. ecc.? Lo spettacolo di liti virtuali, di opposizioni virtuali, di processi virtuali e di regresso sociale reale. Se cominciassimo noi, proprio noi da questo minuscolo sito a fare denunzia vera? A parlare dei bisogni del popolo? A rifiutarci di far parte di questa sorta di teatro dei burattini che si prende a bastonate per niente, tanto c’è chi tira i fili?In poche parole, se riprendessimo a fare i Socialisti sul serio? Scusate, mi sono spulciato la finanziaria prima sul Sole e poi l’ho cercata sul sito del governo, sono incazzato nero, anzi rosso!

  4. maurizio scrive:

    L’emergenza anche democratica che si è creata, creata dal duo Berlusconi-Di Pietro, necessita di scelta di uguale emergenza almeno provvisorie: scartando il PDL, la LEGA, Di PIETRO e neocomunisti, penso si debba creare un fronte democratico alternativo.per quanto riguarda i residui socialisti come noi, non possiamo più sparare contro tutti ed isolarsi: il PD è cambiato e facciamocene una ragione, e resta sempre il perno per l’alternativa. E l’asse PD -Socialisti dovrebbe essere la forza vincente, facendo fuori Dipietristi e massimalisti.

  5. antonio scrive:

    Non è pensabile un accordo – Casini,Fini,Pd e il resto del mondo – sarebbe un pasticcio all’italiana, durerebbe l’arco di una nottata. Noi socialisti siamo una bandiera al vento senza idee e senza meta e finchè non scegliamo in modo definitivo non abbiamo nessuna speranza di sopravvivenza. Cosa diversa è: predere atto che la nostra collocazione non può prescidere dal PD, che oggi resta nostro malgrado, il partito più vicino a noi.

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