L'INTERVISTA AL DIRETTORE DI SOCIALISI

CRAXI DIECI ANNI DOPO

Categorie: Politica

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Statista, leader politico o latitante come suggerisce Di Pietro? Bobo Craxi, oggi direttore del quotidiano on line Socialist, sorride pensando alla targa del giardino che Milano vuole dedicare a suo padre Bettino. «Posso dire quale definizione piacerebbe a lui: patriota».

Il tempo sembra essersi fermato. Dieci anni dopo Craxi continua ad alimentare feroci polemiche.
«Se suscita queste passioni e questo interesse significa che è più vivo che mai. E da un certo punto di vista è un bene che il decennale della morte diventi l’occasione per ripensare alla storia e guardare al futuro. Il bel gesto di Letizia Moratti dovrebbe servire a concludere un esame di coscienza, non ad avviare una nuova discussione».

L’hanno ferita le parole di Borrelli e Di Pietro?
«Le racconto un episodio. Quando passavamo per Via generale Fara a Milano mio padre borbottava tra sè, come faceva sempre: “Era un fascistone, bisognerebbe toglierla questa targa”. Anni dopo passammo di nuovo per via Fara e la sua indignazione si era mitigata. Il tempo aiuta. Soprattutto quando non si parla di toponomastica ma di politica e di segni che restano sulla carne».

Borrelli e Di Pietro.
«Reazioni scontate. Uno, Borrelli, si sarà sentito disturbato dalla notizia mentre era immerso nell’ascolto di ovattate sinfonie… L’a ltro, Di Pietro, cerca un tornaconto politico. Un giorno anche a lui dedicheranno una strada a Montenero ed è stato solo ministro dei Trasporti… Figuriamoci Craxi. Sarebbe difficile per Milano non ricordare il primo presidente del Consiglio nato in città. La verità è che Borrelli e Di Pietro sono espressione di una minoranza e vogliono tenere in piedi un finto muro. Al contrario, questo anniversario dovrebbe essere una pietra edificante per costruire una vera Seconda repubblica e un vero rinnovamento della politica. Si può riprendere, come dice Formica, il filo della continuità del pensiero craxiano, a partire dalla grande riforma. E si può sollecitare, come spiega Martelli, l’eredità attiva del socialismo di Craxi in una nuova forza politica».

Ha notato l’imbarazzo del Pd? Silenzio assoluto. Così Craxi, dopo le riabilitazioni, viene ricordato in positivo solo a destra.
«È un errore da evitare. Ma non vedo imbarazzo. Ho parlato con qualche dirigente del Pd e so che c’è voglia di una riflessione invece. Del resto tutto si può dire tranne che Craxi non appartenga al filone politico e culturale della sinistra italiana. Ricordo che era vicepresidente dell’Internazionale socialista e progressista con cui il Partito democratico dialoga naturalmente».

Teme che la rissa su Craxi finisca per tenere Napolitano lontano dalle commemorazioni?
«Spero che si abbassino i toni, questo sì. Da tutte le parti, anche dalla sponda Pdl. Perché mio padre non è stato un martire della destra italiana. Il decennale comunque c’è, a prescindere dalla politica. Lo devono commemorare i parenti, gli amici, i compagni di lotta e tutti gli italiani che conservano un senso di giustizia e di amore. Mio padre fu un servitore dello Stato ed è giusto che cittadini lo ricordino così».

La salma di Craxi dovrebbe rientrare in Italia?
«Le sue ultime volontà, rimanere in Tunisia, non vanno disattese. Però mi fa piacere che qualcuno mi faccia questa domanda».

(30 dicembre 2009)

(31 dicembre 2009)

5 Commenti su “CRAXI DIECI ANNI DOPO”

  1. luca biagini scrive:

    PER DARE UN SEGUITO ALLE NATURALI COMMEMORAZIONI PER UNA PERSONA CHE NON C’E’ PIU’, E’ INDISPENSABILE ALTRESI’ RISPOLVERARE IL PATRIMONIO POLITICO E CULTURALE LASCIATO IN EREDITA’ PER NOI CHE DOBBIAMO AFFRONTARE IL FUTURO.
    L’INSEGNAMENTO DI CRAXI COME UOMO POLITICO E STATISTA CI INSEGNA PRIMA DI TUTTO CHE PER RECUPERARE UN AZIONE DEGNA DEL NOME DI SOCIALISTA E’ INDISPENSABILE UN SANO E ROBUSTO PARTITO COME ESISTE IN TUTTA L’EUROPA.
    QUESTO STRUMENTO E’ L’UNICO CHE PUO’ RIATTRARRE PASSIONI E MILITANZA ATTIVA PER FAR RINASCERE LA SINISTRA IN QUESTO PAESE.
    CI VUOLE E C’E’ BISOGNO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO, SE NON ORA QUANDO?

  2. marcellogurnari scrive:

    che ci sia una strada o un giardino intitolati a bettino, poco importa a tutti, come poco importa a tutti il pensiero di di pietro, borrelli e company. quello che è certo e nessuno lo potrà fermare è il corso della storia. possono anche andare strappare la targa della via o parco intitolata a bettino, magari con l’aiuto di qualche lanciatore di monete reclutato per lo scopo, quello che è certo è che nessuno lo potrà cancellare dai libri di storia, che , a mio avviso, vale quanto una targa che identifichi un luogo intitolato ad un personaggio che ha fatto dell’italia un paese che contava nel mondo.

  3. luca biagini scrive:

    E’ IN ATTO UN TENTATIVO STRUMENTALE SU PIU’ FRONTI NEL RICORDARE E COMMEMORARE LA FIGURA DI BETTINO CRAXI COME SOCIALISTA E STATISTA.
    DA DESTRA E’ CHIARO L’INTENTO DI VOLER FAR APPARIRE BETTINO CRAXI COME UN UOMO CHE APPARTENEVA A QUELLA SPONDA POLITICA, TENTATIVO PER ALTRO MALDESTRO VISTO CHE IL TINTINNIO DELLE MANETTE E LA CAMPAGNA D’ODIO PROVENIVA ANCHE DA QUELLA PARTE, COMPRESI QUEI DEPUTATI E SENATORI OGGI NEL PDL CHE FURONO I MASSIMI ESPONENTI DEL PSI DI ALLORA CHE SI RICOLLOCARONO SUBITO ED IMMEDIATAMENTE NEL FUTURO CARRO DEI VINCITORI, FACENDO NAUFRAGARE UN PATRIMONIO POLITICO ED IDEALE QUALE ERA IL PSI DI CRAXI IN QUEGLI ANNI.
    DA SINISTRA SUCCEDE L’IDENTICA COSA, ANCHE LORO TIRAVANO MONETINE ED ACCUSAVANO UNA SOLA PARTE POLITICA PER LA PRESUNTA DEGENERAZIONE DI UN PARTITO IL PSI.
    MA LA STORIA DI CRAXI, AMICI CARISSIMI OVUNQUE VOI SIATE, E’ DEI SOCIALISTI PUNTO E BASTA, DI QUELLI CHE ANCORA OGGI CERCANO FRA LE MILLE DIFFICOLTA’ PRESENTI CERCANO DI RIMANERE TALI.
    BETTINO CRAXI FACEVA PARTE A PIENO TITOLO DELLA SINISTRA ITALIANA. NON QUELLA MASSIMALISTA E FORCAIOLA, CHE VA AVANTI A SON DI SLOGAN E PROPAGANDA INUTILE METTENDO IN SERIO PERICOLO IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI NEL SUO INSIEME ED IL PROGRESSO DELLA SOCIETA’.
    BERLUSCONI E SOCI GOVERNANO ANCHE GRAZIE A QUELLA PARTE DI SINISTRA CHE ORA FLERTA ANCHE CON IL MISSINO FINI.

  4. Marco scrive:

    Utilizzare la memoria di Craxi, pregiudicato per corruzione e finanziamento illecito, e affermare che è stato un grande statista e che va celebrato dieci anni dopo la morte(quindici anni dopo essere scappato latitante all’estero),tutto per sdoganare e nobilare il suo figlio prediletto, Silvio, direi che è semplicemente cinismo politico…. lasciamolo riposare in pace.

  5. Francesco Maiolo scrive:

    Il destino di chi, anche con passione e sincera devozione, si dedica alla politica é in un certo senso segnato. Una figura come quella di Bettino Craxi inevitabilmente suscita sentimenti contrastanti. Anche se la cosa puó sembrare strana, oso dire che questo fatto, almeno per chi con passione ed imparzialitá si dedica alle vicende della storia – storia di uomini e di donne – é un segno molto positivo. Capisco chi, come Marco, si mostra indignato per certe rivalutazioni “interessate” di Bettino Craxi. Dico peró che bisogna fare attenzione: per esprimere giudizi storici i capi d’imputazione non ci aiutano a capire. Dopo molti anni mi son convinto che la parabola politica di Craxi – anche la parte finale, la piú dura – sia una storia straordinariamente interessante per il nostro paese ed ancora da decifrare in molti suoi aspetti. Si, é vero: ci sono stati sciacalli allora come oggi. il nome di Bettino Craxi viene usato in modo del tutto strumentale. Questo é, purtroppo, normale in politica. Ma non tutti fanno politica. Molti di noi sono interessati a capire. Ed io partirei proprio dalle considerazioni, dalle riflessioni, anche dalle intemperanze se vogliamo, dei figli di Bettino Craxi. Loro hanno qualcosa di significativo da dirci. Accettiamo il loro dolore e la loro memoria di figli, pur nella diversitá dei loro toni. Loro hanno tutto il diritto di ricordarci che al di lá dell’uomo Bettino Craxi c’é una fetta di storia d’Italia che non si puó rinchiudere in formulette accusatorie o assolutorie. Non c’é né da riabilitare né da condannare. Il compito piú difficile, a mio parere, rimane quello di capire quello che non abbiamo capito. Fare di ogni erba un fascio – sia da parte di chi difende la memoria di Craxi che di chi l’attacca – non serve a nula. Proprio a nulla. Mi rendo conto che non a tutti interessa capirne o saperne di piú. Anche questo é normale. Desideravo solamente dare voce a coloro che, indipendentemente dalle posizioni di ieri ed a quelle di oggi, desiderano comprendere meglio la figura di Bettino Craxi. Ad ogni modo, desidero esprimere la mia simpatia per i suoi figli Stefania e Bobo.

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