occasione delle celebrazioni – - del decennale della morte di Bettino Craxi, Rai2 dedica oggi la prima serata allo statista socialista. Il tutto nell’ambito di uno Speciale Rai Educational La storia siamo noi, condotto da Giovanni Minoli.
A dieci dalla scomparsa di Craxi, La Storia Siamo Noi racconta uno dei leader più rappresentativi e discussi del Dopoguerra. A ripercorrere la sua storia che si intreccia profondamente con quella dell’Italia, tra gli altri, i familiari, gli amici, e i collaboratori. Interrogando, cosi’, la memoria di chi con Craxi ha vissuto e collaborato ma anche di chi contro il leader socialista ha a lungo combattuto.
Il programma, che secondo Minoli non ha alcun intento celebrativo ma sarà puramente storico, ha per titolo “Craxi. Ritratto di un leader” (di Carlo Durante e Antonello Savoca) e andrà in onda alle ore 21.05 su RaiDue.
(11 gennaio 2010)

SICURAMENTE LA TRASMISSIONE DI MINOLI QUESTA SERA SARA’ MIGLIORE DI TUTTO QUELLO SCIACALLAGGIO POLITICO OPPORTUNISTA CHE SI E’ INSTAURATO IN QUESTI GIORNI SUI MEDIA. ALMENO LO SPERO.
Ho visto la trasmissione. Come al solito un buon lavoro di Minoli.
Non dobbiamo riabilitare nessuno, chi ha sbagliato anche solo nel sottovalutare gli effetti di quel malcostume politico è giusto che abbia pagato, ma la stagione politica che il PSI ha vissuto con il suo segretario Bettino Craxi è stata veramente importante ed oggi è giusto rivalutarla e, perchè no, rivalutare anche l’opera dell’uomo politico.
Non mancano nell’area socialista politici bravi, manca il coraggio di parlare delle idee, dei progetti, degli obiettivi, senza i risentimenti generati dal “tutti contro tutti” nel PSI durante la stagione di mani pulite.
Io condivido la massima politica di Nenni, “non si fa politica con i sentimenti, figuriamoci con i risentimenti”.
Caro BOBO, proviamo a costruire un “nostro” piccolo progetto politico vero, con idee vere che certamente nella tradizione di libertà e di rispetto che ci contraddistingue, non mancano.
Non è un problema di poltrone, non possiamo creare prima un partito, popolandolo di un corollario di personaggi autoreferenziali; il socialismo, il liberalismo, hanno bisogno di persone capaci di progettare, proporre e propugnare idee vere che si intersechino e sposino con le le reali necessità del tessuto popolare ed economico del paese. Non è scomparso l’ideale socialista, sono scomparsi i personaggi capaci di parlare al cuore delle persone ed affrontare il cuore delle questioni.
Scrolliamoci di dosso la polvere delle diatribe personalistiche e proviamo a rientrare con idee e progetti veri nelle discussioni su temi che fanno grande un paese come lo sviluppo della ricerca, la difesa equilibrata dell’ambiente, le politiche di sostegno per le piccole imprese, la tutela del welfare e molti altri ancora.
Un vero leader sa parlare al cuore della gente e a te non mancano ne le parole ne gli insegnamenti…
Saluti.
Marco
splendido il lavoro di minoli! anche perchè ha evitato la fra contrapposizione fra “le ragioni di craxi” e quelle dei suoi avversari.
Avversari bugiardi e patetici, allora e, sopratutto, oggi.
Mezzecalza che si nascondono di volta in volta dietro Prodi (salvo, poi, pugnalarlo), dietro di Pietro e, più recentemente, Casini.
Mazzerttari a full time e, naturalmente, moralisti a part time.
Però mi sarebbe piaciuta qualche punzecchiatura: ad esempio, sul tema del “non poteva non saper” che ha costituito una delle principali argomentazione adottate da magistrati che si comportati come dei Killer per conto terzi.
Se costoro avessero applicato questo principio anche ad altri segretari di partito, beh, si sarebbe potuto parlare di giustizia uguale per tutti.
Ed invece, no:
L’omertà di Greganti venne, ipocritamente, raccontata come espressione della dirittura morale di un militante (e non come omertà da camorrista) salvando l’anima (si fa per dire) dei vertici del suo partito:
Ma non si può pretendere troppo da un giornalista, anche se bravo come Minoli.
Italia paese di santi poeti e navigatori, ed anche riabilitatori… Oggi si assiste ad una corsa ipocrita a chi intende riabilitare di più la figura di Craxi e dei socialisti. La prima domanda che mi pongo è perchè? Ebbene si da socialista e da sempre, nn mi piace ne la riabilitazione ne i figuri che la cavalcano(credo più a scopo personale e di sopravvivenza che altro). Craxi e i socialisti ( quelli veri e nn i figuranti e gli strilloni di destra e di sinistra) più di tutti hanno dimostrato e dimostrano che le idee i progetti il rinnovamento la politica dei meriti e dei bisogni nn potevano e nn possonno essere solo slogan oi paroloni di campagne elettorali e congressi per snob intelletuali per poi dimenticarsene un minuto dopo.Credo che la lezione più bella che ci abbia lasciato Craxi sia stata la possibilità che era data a tutti di fare politica di partecipare alle scelte ( nn alle oligarchie ristrette di partito autoperpetuantesi come lo era nei vecchi partiti di ieri e come lo è in tutti i partiti o pseudotali di oggi)creando in questo una competizione di idee e di progetto tale che le migliori proposte e le migliore idee per se stesse esprimessero la volonta il consenso l’accettazione popolare la pliralità. E’ questa la vera lezione ma anche la vera minaccia al sistema…e il sistema ( fatto da mediocri per i mediocri ) ha reagito per il passato e purtroppo reagirà sempre perchè ogni uomo consapevole dei suoi diritti della sua dignità e della sua libertà ne rappresenta una minaccia se poi è un socialista la minaccia è doppia. Gianfranco un socialista che nn chiede riabilitazione ma solo l’applicazione concreta delle idee dei progetti del pensiero di Craxi e dei socialisti.