Un filo rosso lega la polemica sulla riabilitazione – “come si dice con espressione cupa e staliniana in sé” – di Bettino Craxi al “silenzio vigliacco” dei dirigenti Pd sull’odissea giudiziaria di Ottaviano Del Turco. È quanto sostiene, in un intervento online che assume la forma di un vero e proprio “j’accuse”, Claudio Velardi, ex consigliere di Massimo D’Alema a Palazzo Chigi. SDul blog “The front page”, che gestisce assieme a un altro ex consigliere di D’Alema, Fabrizio Rondolino, Velardi invita a lasciar “riposare in pace il Cinghialone” Craxi. E suggerisce: “Se vogliamo parlare a sinistra di giustizia, proviamo a ripartire – per esempio – da Del Turco”. Proprio sull’ex presidente della Regione Abruzzo – continua Velardi – “i dirigenti della sinistra di oggi (D’Alema, Veltroni, Bersani e gli altri), dovrebbero dire una parola. Invece tacciono tutti, vigliaccamente. Hanno taciuto 18 mesi fa, quando Del Turco fu arrestato e accusato di tutto, persino di ‘associazione sovversiva’, sulla base di ‘accuse schiaccianti’. E tacciono oggi, quando si scopre che quelle accuse erano prive di fondamento. Sanno solo usare le note, ipocrite formulette (‘Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso”; “Abbiamo fiducia nella magistratura’). Neppure una parola (e neppure un briciolo di umanità) nei confronti di uno dei fondatori del Pd, presidente della Regione Abruzzo, eletto democraticamente e cacciato in una notte dal signor Trifuoggi, Torquemada di turno alla procura di Pescara. Il quale – lamenta lo spin doctor di esponenti di entrambi gli schieramenti, tra i quali Renata Polverini – non risponderà a nessuno della falsità delle sue accuse, dopo aver distrutto reputazione e futuro di Del Turco”.
Secondo Velardi “la domanda è secca: è mai possibile che una sinistra appena decente, un partito che abbia vagamente a cuore i diritti delle persone, non dica una parola su questa vicenda (come su mille altre del genere)? È mai possibile che la sinistra, nata per cambiare il mondo, affidi ormai il proprio destino ad una corporazione che ha come unico obiettivo la difesa dei propri inauditi privilegi? È mai possibile – insiste l’ex consigliere di D’Alema – che il sistema tutto debba sottostare ai ricatti esercitati da una casta che usa la politica come in un gioco di sliding doors, distruggendo e salvando secondo i propri capricci? È mai possibile che la tragedia di Tangentopoli – la tragedia del riformismo italiano – non abbia ancora insegnato nulla?”. Per Velardi “la discussione su Craxi è comprensibilmente difficile, a sinistra. Il Cinghialone impersonò quanto di peggio si poteva immaginare agli occhi di intere generazioni cresciute a pane (o meglio brioches) e rivoluzione. Denunciò, ossessivamente e in largo anticipo, il fallimento dei miti su cui la sinistra si sarebbe definitivamente spezzata le ossa nel 1989. Ruppe il sacro schema che imponeva rispetto verso i cugini maggiori del Pci, custodi unici del verbo progressista. Parlò di Grande Riforma, di meriti e bisogni, di innovazioni di sistema: temi indigesti per il nicodemismo (Amendola) degli intellettuali nostrani. Per di più era orgoglioso, tignoso, per nulla accomodante, poco simpatico: tutte caratteristiche poco italiche”.
Velardi constata, sempre a proposito di Craxi, che “sono passati trent’anni dalla sua ascesa e dieci dalla sua morte, ma odio e risentimento nei suoi confronti restano identici, e non scompariranno. Inutile sperare che coloro che lo hanno violentemente combattuto, ‘riabilitino’ – come si dice con espressione cupa e staliniana in sé – colui che più di ogni altro ha toccato i nervi scoperti della sinistra, ha distrutto il campionario di luoghi comuni su cui si costruivano cortei e carriere. Si tratterebbe di ‘portare a coscienza’ gigantesche rimozioni collettive: non basterebbero eserciti di psicanalisti. I giudici in realtà sono arrivati alla fine della sua epopea, e solo per ratificare la sentenza che la sinistra aveva già emesso: avete visto, avevamo ragione noi (la ‘questione morale’!): non era soltanto cattivo, era pure un delinquente”. Ma se “il Cinghialone” va lasciato riposare in pace, la sinistra di oggi, se vuole essere “appena decente”, non può più tacere sul caso Del Turco.
(11 gennaio 2010)

Grazie Minoli! Ha ricostruito la grandezza del leader socialista.
Finalmente!!!!!!!!!!!!! Una degno ricordo del più grande statista italiano.
Grazie Minoli.
bravo Minoli
Finalmente.Grazie Minoli, per aver rivissuto la storia di un grande statista. Grazie
Esiste ancora qualche esempio di giornalismo indipendente. Grazie Minoli, per quelli come te vale la pena di pagare il canone RAI.
Grzie Minoli giornalsta indipendente.
Grazie Bettino per quanto mi hai insegnato
Grazie Minoli per il tuo splendido reportage che ci ha ricordato un grande statista, con luci ed ombre ma pur sempre grande, e dei tempi che politicamente rimpiango.
Ho ancora un groppo alla gola che non accenna ad andarsene.
…anche io ringrazio minoli, l’unica cosa che stonava con tutta la storia erano occhetto, che per quello che fece non dovrebbe essere degno neanche di nominare bettino, e fassino che dichiarò proprio da minoli che forse valeva la pena trattare per il caso moro.
LA TRASMISSIONE DI MINOLI A MESSO IN LUCE LA FIGURA DEL LEADER SOCIALISTA E STATISTA BETTINO CRAXI IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE.
Grazie Minoli, un eccellete reportage sulla figura e il pensiero politico di Bettino.
Il compagno Del Turco unitamente a Signorile ha fatto un errore politico ad aderire al PD, adesso sta a noi socialisti recuperare questi compagni che ancora una volta sono stati massacrati e deleggittimati dai comunisti/Pd. La delegittimazione di Craxi e dei socialisti non ha insegnato nulla?
Se i socialisti si mettessero insieme.I socialisti senza Craxi sono regrediti.Con tante intelligenze non siamo stati capaci di ricomporre una casa socialista.I comportamenti di tanti dirigenti,ex onorevoli,ministri, manager, sindacalisti vicino al Psi,che hanno vissuto il boom, il successo di Bettino Craxi, non sono stati capaci dopo la sua morte di chiedersi:che faranno i nostri elettori,simpatizzanti,che vivono nelle regioni d’Italia?Nessuno ex dirigente ha saputo dare una risposta in 18 anni dopo tangentopoli.Oggi naturalmente tanti vivono con una buona pensione.Altri continuano a fare politica e potere,ma senza pensare alla nuova casa da costruire,qualcuno si è fatto eleggere nel Parlamento Europeo, senza, rivedere i compagni che lo hanno fatto eleggere.Insomma, socialisti finti,furbi,egoisti.La base serve solo ad essere sfruttata, le consultazioni si facevano altrove.Domanda:”ci sarà un nuovo partito socialista che sia fedele al programma riformista di Craxi”? Vogliamo aprirlo scrupolosamente questa di scussione?
Dott. Bruno sono d’accordo con te, in questi 18 anni abbiamo assistito aduna serie di rinascite, soclialisti di destra e di sinistra per accattare qualche poltrona, ma questa terra promessa quando arriverà se arriverà, almeno gli ebrei ci sono arrivati nella terra promessa ma noi arriverremo nella terra promessa, capiranno i compagni che sono nei 2 poli che se fanno tutti in passino indietro si potrebbe arrivare al titico 5 %. I vari EX PSI CHE SONO SILA NEL PD CHE NEL PDL E SONO MINISTRI DI OGGI ALMENO AVESSEREO IL CORAGGIO DI PROVARE.
Mi rileggo i vari interventi che in questo blog abbiamo fatto, con la serena e sempre più aggiornata riflessione che i socialisti hanno necessità di rimettere in moto il loro cammino con una loro casa. A STARE CON il PD o con il Pdl, non si fà che perpetuare l’oblio della nostalgica considerazione di noi stessi, e di quello che siamo finiti a fare in questa lunga assenza dal Parlamento.Immaginare che il popolo post-comunista rappresntato da Dalema, Veltroni, Fassino, e poi dai Catto comunisti Bindi, e poi Rutelli o Fini, non può più essere uno stato di fatto.Il bisogno di recuperare la coscienza socialista tutta, da Del Turco a Signorile, da Formica a Martelli, da Di Donato a De Michelis, da Bobo a Mentana da Cicchitto a Boniver, da Sacconi a Frattini, da tremonti a Quagliarello, e tanti altri, non può che divenire un esercizio futuro fino a che da Rimini e da Craxi si riparta.Le azioni politiche che oggi potremmo fare, certamente sarebbero non solo più consoni ed affermare principi e dettami di libertà e riforma più caratteristici ed aderenti alla necessaria riforma della Costituzione, ma finalmente immetterebbero nel tessuto connettivo della coscienza nazionale una visione di prosperoso futuro.I socialisti troppe volte furono attori passivi di grandi eventi, purtroppo anche di grandi sciagure, sarebbero invece oggi alcontrario la soluzione.Oggi più di ieri la capacità di mediazione socialista, manca nel panorama politico, le situazioni che affliggono la società, i conflitti tra i poteri, le assurde elaceranti metodologie usate per aggredire gli avversari politici.La legge elettorale,la difficile condizione tra le classi sociali, ed il progressivo impoverimento della classe borghese.L’eccessiva invasiva presenza islamica, e la sua inevitabile realizzazione da parte cattolica di elezione delle barricate, una incapace dialettica tra le religioni, che affermi il principio di condanna assoluta per tutte le derive violente, la necessità di ritornare all’uomo ed alla sua dignità umana, nel rispetto della ricerca di soluzioni collettive che trovino ed esltino la vita e la sua qualità, non può piu’ attendere.Spero che tutti quelli che in qualche modo partecipano alla discussione abbiano anche la voglia di riprovare e suggeriscano metodi e strumenti idonei.
Aprire un sano ed onesto dibattito, paritario senza pretese d’assurde primazie, tra le componenti culturali socialiste, sarebbe il toccasana per ritornare ad essere noi stessi ed a poter ritornare sulla scena POLITICA ITALIANA non certo come comparse, ma come un Partito in grado di gettare grandi progetti, come quello di Rimini. Progetti utili ed indispensabili per il progresso del Paese. Ma basta con l’appiattimento sui poteri forti che si scagliano con violenza distruttrice contro coloro che si adoperano per rendere il Paese più moderno, basta con i farisaici pseudo moralismi, che certa falsa sinistra tenta d’imbastire per coprire il proprio nullismo ed i propri storici errori, da queasta mai voluti ammettere. Fraterni salutgi.FRANCO MARTA
Condivido appieno ciò che dice il compagno Giuseppe Mazzulo: Troviamo il coraggio di riparlarci paritariamente, dopo questo lungo distacco, riappropriamoci dell’autonomismo dei socialisti, ritorniamo a Rimini. Faccio, di nuovo istanza che i compagni spingano per portare alla luce i misteri della cospireazione degli anni 90, Chi furono i cospiratori del Britannia, che poi, facero il colpo di stato? fuori finalmente i nomi? Se non si farà chiarezza sui fatti, come potremmo mai toglierci questo peso dell’ignominia che i comunisti ed i PM politicizzati ci hanno posto sulla spalle? Fraterni saluti FRANCO MARTA