VERSO IL DECENNALE

TUTTO PRONTO PER HAMMAMET

Gli addetti del Comune sono venuti ad imbiancare la tomba e, per l’occasione importante, anche gli altri sepolcri del piccolo cimitero cristiano hanno beneficiato di una rinfrescata. Il presidente Ben Alì, amico di Bettino Craxi, ha inviato la polizia per un sopralluogo perché la cerimonia per i dieci anni dalla morte del leader socialista e la presenza di tre ministri italiani, è un evento nazionale. Ma, lontano dall’ufficialità di Hammamet, ricorderà a modo suo ‘Monsieur le president’ anche la famiglia di pescatori che offriva a Craxi del thé alla menta e l’acqua per lavarsi i piedi quando rientrava dal capanno sulla spiaggia, da lui costruito come rifugio segreto per scrivere e meditare. Arriveranno in più di 500, tra venerdì e sabato, ad Hammamet, alcuni sui voli charter organizzati, come ogni anno, dalla Fondazione, altri a titolo personale.

Ci sarà la famiglia: la moglie Anna, che ora vive sola nella grande casa bianca dopo che anche sua madre è morta due anni fa e i figli Stefania e Bobo, ognuno a suo modo custodi della memoria del padre. Non mancheranno i craxiani della prima ora, i ‘quarantenni del nuovo corso’ ormai non più giovani, Paolo Pillitteri e Carlo Tognoli, i sindaci della ‘Milano da bere’, i fedelissimi negli anni di governo a Roma, come Gianni De Michelis. Ma anche i socialisti che la diaspora degli anni ‘90 ha portato sulle sponde della sinistra senza rinnegare il passato. Volti noti ma anche piccoli amministratori e tanti militanti che gia’ in questi giorni lasciano messaggi, sul librone al fianco della tomba, in cui si sprecano gli epiteti “statista” e “unico uomo di Stato che l’Italia abbia avuto”.

Il premier Silvio Berlusconi, di cui Craxi fu amico e testimone di nozze, non verrà anche se sarà martedì, il giorno dell’anniversario, al Senato per la celebrazione promossa dalla Fondazione. Il governo, però, sarà rappresentato come mai si era visto in passato con ben tre ministri (Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta). Tutti si piegheranno al rito della memoria, che se nel caso del leader socialista non è mai privo di rancore e amarezza per come finì una parabola politica e di vita. “L’esilio” è il titolo, già eloquente, del documentario inedito che la Fondazione di Stefania Craxi proietterà sabato sera. Poi domenica mattina la celebrazione si farà meno politica con una commemorazione davanti alla tomba nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet.

Ma c’é anche chi nei prossimi giorni ricorderà Craxi lontano dall’ufficialità e dalle parole. E’ la famiglia di pescatori di Salloum, che del leader socialista non conobbe né il decisionismo politico né il suo carattere spesso umorale. A fianco della piccola casa bianca ed azzurra, sulla spiaggia, l’ex presidente del consiglio costruì, con l’aiuto di Nicola, suo autista negli anni romani e alter ego, un capanno con foglie di palma, canne di bambù e legni. Dopo quasi 15 anni, il capanno è ancora lì, non piegato dal vento né dalle mareggiate.

Così come resiste al tempo anche il ricordo dei pescatori. “E’ sempre stato gentile – racconta uno dei figli mostrando una fotografia con Craxi in mezzo alla famiglia – andava al capanno a scrivere o a leggere, poi, prima di andarsene, passava da noi, si fermava per un thé e qualche chiacchiera. Poi ci chiedeva se poteva usare l’acqua della pompa per sciacquarsi i piedi”. La padrona di casa ancora conserva le ultime medicine che Craxi le consegnò per tenerle al riparo dal sole mentre lui stava sotto la capanna.

EDITORIALE

TRE CASI.

Ottaviano del Turco e Bettino Craxi, due casi giudiziari che devono far riflettere sul rapporto tra politica e magistratura. Casi diversi l’uno dall’altro, ma legati dal filo rosso del giustizialismo cavalcato dalla sinistra post comunista e dai cattolici integralisti,due forze oggi presenti nel Pd.

Un caso a parte è quello di Berlusconi, subissato da inchieste e da processi per la sua attività di imprenditore.

Il contrario di Del Turco coinvolto in una inchiesta di tangenti sanitarie, perché governatore dell’Abruzzo;  e di Craxi per la carica di segretario del Psi, accusato da Mani pulite perché “non poteva non sapere” che il Psi intascava finanziamenti illegali. Continua a leggere »