Il Partito democratico sembra colpito da una maledizione che nemmeno l’intervento di un esorcista riuscirebbe a liberarlo. E’ nato male e sta vivendo la sua giovane vita malissimo. Ogni giorno la sua pena. Probabilmente, la fusione fredda con cui il Pd è stato costituito non è stata una operazione riuscita e mettere le mani per ripararla c’è il rischio di restarne senza.
Travolto dalle primarie pugliesi, dal nodo giustizia, dal sesso, dai casi soldi e politica e dallo scontro sulle candidature, il Pd in versione bersaniana ha perso, in poco tempo, la spinta propulsiva, ( così come diceva Enrico Berlinguer sul comunismo sovietico in declino), come era nelle aspettative congressuali.
Chi comanda nel Pd?, si domanda Prodi. Vattelappesca. Bersani si è rabbuiato.
La vittoria di Vendola su Boccia alias D’Alema, l’incapacità di liberarsi del giustizialismo, il caso Marazzo e quelli di Frisullo e Delbono e gli scontri per le candidare nelle regioni Umbria, Calabria e Campania sono anelli di una catena che sta strozzando il neo segretario.
Si pensava che con l’ascesa alla segreteria di Pier Luigi Bersani tutto andasse nel verso della normalizzazione e su questa scia il velleitarismo veltroniano sarebbe stato sepolto definitivamente.
Soprattutto il partito liquido e le primarie si sarebbero dovuti archiviare, ridando il potere al nuovo gruppo dirigente uscito dal congresso. Il cui compito affidatogli era, peraltro, di lavorare per strutturare l’organizzazione sul paradigma del partito di massa.
Politicamente, invece, avrebbe dovuto preparare di certo non dall’oggi al domani, ma gettando già ora le basi, partendo dalla Puglia, per la costituzione del centro sinistra di nuovo conio, – senza e con trattino non è all’ordine del giorno -, per seppellire l’Unione e per abbattere il bipolarismo.
Vero è che non è nato sotto una buona stella il Pd di Bersani e i suoi avversari interni, che sono quelli che lui non vedeva di buon occhio, quando avevano in mano le redini del partito, lo aspettano al varco: ai risultati delle elezioni regionali. Solo allora si verificherà lo stato di salute del partito e si vedrà se il Pd è una formazione elettoralmente nazionale dalle Alpi e all’isola di Pantelleria, oppure un partito appenninico.
Le primarie pugliesi stanno esaltando gli animi del popolo della sinistra come se queste fossero l’”arma segreta” che porterebbe al successo. Da qui, è nata la leggenda che la vittoria di Nichi Vendola sia a portata di mano. Dal dire al fare, c’è di mezzo il mare. Una cosa è la gramsciana “connessione sentimentale” con le masse di sinistra,come a Vendola piace ripetere, un’altra cosa è la “connessione” con la stragrande maggioranza degli elettori pugliesi. Anche perché, il governatore non ha gestito la cosa pubblica nel miglior modo possibile. Basterebbe fare mente locale sullo scandalo sanità per rendersi conto che la “superiorità morale” della sinistra comunista e post comunista è stata messa sotto i piedi. In Puglia, c’è una questione morale che non si può ignorare , dato che ci sono delle inchieste in corso.
(27 gennaio 2010)

IL PD. LO AVEVO GIA’ AFFERMATO AL MOMENTO DEL SUO BATTESIMO E’ UN IBRIDO E PER GIUNTA INCOMPIUTO.
ORA LA SUA SITUAZIONE INTERNA SI STA ANCORA DI PIU’ INGARBUGLIANDO SUL PINO POLITICO E PROGRAMMATICO.
DI CERTO ANCHE L’ULTIMA SORTITA DI BERSANI CHE STRINGE DI NUOVO ACCORDI CON L’ITALIA DEI VALORI DI DI PIETRO NON SEMBRA ANDARE NELLA DIREZIONE GIUSTA PER CREARE QUELLE CONDIZIONI OGGETTIVE PER UNA ATERNATIVA SERIA E RESPONSABILE ALL’ ATTUALE MAGGIORANZA IN CAMPO.
CON QUESTE INCERTEZZE E POLITICHE CHE CONTINUANO A RIPROPORRE RICETTE VECCHIE E POCO CREDIBILI RISCHIANO DI INDEBOLIRE TUTTA LA SINISTRA RIFORMISTA E DI GOVERNO.
Bisogna anche dire che Niki Vendola nel 2005 era alla sua prima esperienza di governo,essendosi occupato prima di allora più che altro di lotta alla mafia come deputato.Mancanza che fu fatta presente dallo stesso N.V. nella scorsa competizione elettorale.
L’erba cattiva non invecchia.Mi ricordo D’Alema, Fassino,Violante, Di Pietro.Non hanno progetti.Il Partito democratico pugliese? Un Bleuff!!! Blasi e Bersani voluti da D’Alema.D’Alema ha preso il posto di Rutelli, un’altra vergogna.Vendola batte Boccia- Emiliano distrutto.Cioè,il disastro politico pugliese è stato creato da uno che si bacia con Berlusconi?Allargare le alleanze. Ma con chi? Cambiare il presidente Vendola perchè ci vuole il ricambio generazionale.Mentre, Lui deve continuare ad occupare poltrone dello Stato che non gli spettano.D’Alema ritiri il tuo vecchio esercito.Se non vuoi continuare a rovinare il Sud…
i COMUNISTI, GLI EX COMUNISTI, I GIUSTIZIALISTI, SENZA ECCEZIONE DI SORTA SONO ERBA DI ZIZZANIA CHE VA FALCIATA PERCHE’ NON PORTA NULLA DI BUONO. VENDOLA AMICO DI HAMAS, LA CRICCA ASSASSINA CHE OCCUPA GAZA PER CONTO DELL’IRAN CI BASTA E CI AVANZA.FRATERNI SALUTI. FRANCO MARTA