EDITORIALE

APPUNTI PER IL DOPO SILVIO

Categorie: Politica

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“Hic sunt leones”: il partito del predellino presenta pericoli seri per il dopo Berlusconi, perché fondato sul panchetto per poggiare i piedi di un auto, ovverosia sul carisma del leader. Dopo Lenin Berlusconi: entrambi hanno immortalato la politica dell’automobile.

Per un partito di questo tipo la politica non si coniuga con l’organizzazione. Sicché, la teoria e la prassi sono in antitesi.

Così come la democrazia interna è un qualcosa di inesistente, anche perché, tutto il potere è nelle mani di Berlusconi. Sopratutto la  selezione del gruppo dirigente passa attraverso le sue mani. Il quale sceglie autonomamente secondo un proprio metro che finora ha funzionato, ma per quest’ultime candidature alle regionali si è lamentato che i gruppi dirigenti locali gli hanno preso il sopravvento. Il che è grave per un partito carismatico che il leader perda di autorità.  

Più che di selezione, semmai, bisogna parlare di cooptazione. E, comunque, soltanto gli sprovveduti possono pensare che Silvio Berlusconi scelga in base a criteri, per così dire, extra – curriculari e infischiandosene del marketing politico.

In modo surrettizio, stava operando a immettere sangue femminile nelle vene del Pdl per la competizione europea se non gli fosse caduta, tra capo e collo, la tegola Veronica. La quale lo rimproverò che stava riempiendo il Pdl di “ciarpame” e, comunque, facendo quella  uscita, quanto mai fuori luogo e non sappiamo quanta farina del suo sacco, sic et simpliciter, ripropose l’obsoleto e obeso partito di massa novecentesco  

Peraltro, nel Pdl non conta la dialettica politica interna,quanto la comunicazione incentrata sull’effetto annuncio del leader. Di conseguenza, non occorre un Pdl strutturato e radicato, essendo strumento puramente carismatico. Berlusconi non ha bisogno di lacci e laccioli organizzativi e di condizionamenti del gruppo dirigente, ma di un partito liquido a tutto tondo, dove può esprimersi al meglio, cambiando, in ogni momento, tattica e parola d’ordine.   

Nel Pdl, “predellinisti” e “strutturalisti” non possono convivere, avendo due concezioni alternative di partito, e se stanno assieme, così come lo sono, danno vita a un ircocervo, ossia a uno strumento intrinsecamente contradditorio. Arezzo è stata la prova provata.

Strano a dirsi, il convegno era proiettato in chiave post Berlusconi, per cui si è dovuto  precipitare lì, Paolo Buonaiuti, per conto del premier, e con un suo intervento, uscendo per la prima volta dalle proprie competenze,  ha tentato di dettare la linea politica  e mettere ordine. Alla prova dei fatti, una missione impossibile.

Il rischio correntizio è serio e questo modo di fare politica interna è stata introdotta dagli eredi del Msi –An che hanno contagiato anche gli ex Fi. Gli uni e gli altri hanno dato vita al “correntone doroteo” coloro che poi hanno organizzato l’assise di Arezzo, sebbene gli organizzatori affermino l’opposto, come un tentativo di combatterle. Sarà.

A ben vedere, il tesseramento sta appassionando i dirigenti visto che non va a gonfie vele. Ed è la corrente finiana a soffiare sul fuoco, in modo che il partito non sia una sorta di Moloch.  

Ad ogni buon conto, non si può vivere di solo tesseramento, oltretutto, in mano ai signori delle tessere. Dio solo lo sa, a che cosa serve in un partito carismatico. Probabilmente, solo a fare cassa.

Detto questo, il Pdl vive finché Berlusconi, con il suo carisma, sta in campo, dopodiché inizia un’altra storia.


(7 febbraio 2010)

4 Commenti su “APPUNTI PER IL DOPO SILVIO”

  1. sergio scrive:

    Dopo Silvio, Marina

  2. Peppe scrive:

    Tutti sanno che non solo il PDL ma l’intero schieramento esisterà finchè sarà in campo il suo promotore e fin quando resisterà l’attuale PD. Detto questo i tanti cxhe hanno a cuore l’affermazione di una politica riformista dovrebbero cominciare a ragionare in modo più lucido delle posibili alleanze in funzione delle convenienze future.Pare che le mosse degli attori della politica socialista in questi ultimi tempi, da questo versante, lascino un poco a desiderare. Tutti vogliamo un PSI, pare, però che lo vogliamo dove i socialisti non ci stanno …o i dati elettorali sono falsi?

  3. patrizio vannini scrive:

    Gli attori più carismatici devono cominciare a dialogore con UDC per mettere le basi di un nuovo centro sinistra questa secondo me è l’unica strada che si puo percorrere in attesa del dopo Berlusca .

  4. luca biagini scrive:

    QUANDO CADRA’ BERLUSCONI ED USCIRA’ DALLA SCENA POLITICA FORSE POTREMMO COMINCIARE A PARLARE DI NUAVA REPUBBLICA E DI NUOVE ALLEANZE DOVE I SOCIALISTI DOVRANNO FARE LA LORO PARTE. AL MOMENTO TUTTO CIO’ E’ SOLO UN SOGNO AD OCCHI APERTI E BASTA.

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